il cammino per santiago regia di Emilio Estevez USA, Spagna 2010
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il cammino per santiago (2010)

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locandina del film IL CAMMINO PER SANTIAGO

Titolo Originale: THE WAY

RegiaEmilio Estevez

InterpretiEmilio Estevez, Martin Sheen, James Nesbitt, Deborah Kara Unger, Joaquim de Almeida, Yorick van Wageningen, Tchéky Karyo, Spencer Garrett, Antonio Gil

Durata: h 2.03
NazionalitàUSA, Spagna 2010
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2012

•  Altri film di Emilio Estevez

•  Link al sito di IL CAMMINO PER SANTIAGO

Trama del film Il cammino per santiago

Il film racconta il dramma incentrato sulla storia di Tom Avery, oftalmologo californiano che - alla notizia della morte del figlio durante una tempesta sui Pirenei - si reca in Francia per farlo cremare, poi ripone l'urna con le ceneri nello zaino del ragazzo e si mette in viaggio lungo il Cammino di Santiago, portando a termine il pellegrinaggio intrapreso dal figlio.

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Voto Visitatori:   7,08 / 10 (30 voti)7,08Grafico
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Voti e commenti su Il cammino per santiago, 30 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

DogDayAfternoon  @  11/07/2019 22:10:28
   5½ / 10
Mi aspettavo qualche emozione in più sinceramente. E' una bella storia, toccante, però il modo in cui è fatto il film rende tutto scontato e stucchevole, mi sembrava di guardare una di quelle fiction italiane con dialoghi abbastanza scadenti e un cast in cui l'unico attore serio è Martin Sheen il quale però non incide come dovrebbe il suo personaggio. Resto degli attori bocciato.

Al suo interno ha qualche buon momento, ma è la minor parte.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  26/01/2016 18:52:22
   1 / 10
Ho fatto personalmente questo viaggio pochi mesi fa ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Una cosa che mi ha incuriosito durante il Cammino è stata la forte presenza di statunitensi e ad una mia domanda in proposito un californiano vestito da Indiana Jones mi ha risposto che tantissimi yankee attraversano l'oceano per fare il Cammino sull'onda emozionale provocata dalla visione di questo film. Potete capire quanto grande sia stata per me la voglia di vedere sudetta pellicola. Premesso che un'esperienza del genere è impossibile da descrive, figuriamoci trasporla in film poi, mi aspettavo qualcosa di perlomeno decente nonostante la nota propensione degli americani a trasfigurare qualunque cosa invece mi trovo davanti sta robaccia. Il film non ha assolutamente nulla di realistico (solo per il fatto che non si parli mai di vesciche ai piedi o dolori alle gambe lo sceneggiatore meriterebbe la galera a vita), ma proprio non ci azzecca una beata cippa. Son pronto a scommettere che Estevez (figlio di Sheen) non ha camminato neanche un giorno sulla via di San Giacomo ma se veramente lo avesse fatto significherebbe che è il regista più incapace di tutti i tempi. Personalmente ho provato tantissima nostalgia nel rivedere alcuni dei luoghi che ho attraversato, ma vederli sminuiti in questa maniera è per me un dolore troppo grande.

Bisognerebbe vietare agli americani di rovinare le bellezze europee.

pak7  @  22/01/2016 17:34:13
   7½ / 10
Interessato assolutamente a voler fare pure io questo cammino (in bici però!) ho acquistato questo film, conscio che mi sarebbe potuto piacere: così è stato. Non conscevo la scelta di Emilio Estevez di usufruire del vero cognome di famiglia, piuttosto che del cognome d'arte del padre (Sheen), scelta coraggiosa che apprrezzo moltissimo.
La pellicola in sè è ben fotografata, divertente e suggesstiva, anche se non emoziona particolarmente. Una pellicola comunque da vedere, chi cerca un dialogo interiore del protagonista in stile "Into the Wild" ne stia alla larga.

fabio57  @  04/06/2015 13:44:29
   8½ / 10
Notevole pellicola,che tratteggia con maestria, un cammino di redenzione,e d'illuminazione.Posti suggestivi,interpretazioni eccellenti, in particolare di Martin Sheen in gran vena.Personalmente pur essendo poco attratto da percorsi mistici,mi ha talmente suggestionato ,da farmi venire la voglia di farlo il cammino di Santiago.Film di grande impatto emotivo,istruttivo ed evocativo.
Grande prova

fabri70  @  08/02/2015 10:39:44
   10 / 10
Film emozionante ma a tratti divertente...da vedere assolutamente

Tuonato  @  18/05/2014 21:42:10
   6½ / 10
Ognuno ha le proprie ragioni per mettersi in cammino.
Scaricare la rabbia, (ri)trovare se stessi, chiedere qualcosa a chi - forse - ne sa più di noi.
Viene voglia di mollare tutto trovare un bastone e giocare a fare il mistico per un po'.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  14/10/2013 21:48:47
   7½ / 10
C'è qualcosa in questo film che si lascia perdonare certe ingenuità, "Il cammino per Santiago" è un film carico di significato, un romanzo di formazione costruito su alcuni clichè ma che nonostante tutto riesce a trasmettere la profonda fascinazione di Estevez nei confronti dell'esperienza del pellegrino.

E se in alcuni casi si lascia prendere la mano cadendo nello stucchevole, rende impossibile annoiarsi e il rimanere indifferenti al cospetto di una simile esperienza di vita....... e ovviamente viene voglia di partire

BlueBlaster  @  18/09/2013 00:31:26
   6 / 10
L'ho trovato un film piuttosto ordinario che non mi ha trasmesso le emozioni che pensavo di trovare...dopo un inizio abbastanza toccante tutto si evolve in una storia che sa di già visto e carica di stereotipi oltre che "politicamente corretta".
Non rimpiango la visione perché ci sono dei paesaggi spettacolari e di film che immortalino il "Cammino di Santiago" non ne avevo mai visti ma per il resto ci si poteva aspettare di meglio..la regia non è certamente indimenticabile e sopratutto la prova del cast è sottotono a cominciare appunto dal protagonista Martin Sheen che non è per nulla incisivo!
Discreta la colonna sonora originale, un pò meno buona la scelta dei brani commerciali piazzati dentro (tipo "Thank you" di Alanis Morisette)...di ottima fattura invece la fotografia che aiuta a rendere giustizia alla camminata.
Interessanti due o tre "massime" presenti nella pellicola e il messaggio di fondo ma comunque troppo poco viste le premesse.

Missultino  @  25/07/2013 13:14:15
   7 / 10
"Il cammino per Santiago" descrive molto bene l'atmosfera dei luoghi e degli incontri con le persone che ruotano intorno al pellegrinaggio.
Cerca inoltre di andare "oltre" ai legami religiosi, testimoniando quanto significhi una tale "impresa" per persone comuni, qualcuno con problemi in sospeso da risolvere. Un lungo percorso stradale con molte relazioni sociali, ma non importante quanto quello all'interno dell'anima del pellegrino stesso.
Buona interpretazione di Sheen, che però spicca a volte più per la goffaggine del suo personaggio che per la drammaticità.
Lontano anni luce dall'essere un capolavoro, rimane un film piacevole.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  25/07/2013 09:16:29
   7 / 10
Decisamente una buona prova di Estevez che alla fine della visione lascia nello spettatore una forte voglia di intraprendere lo stesso difficilissimo cammino dei protagonisti. Non metto un voto più alto perchè i tratti religiosi del cammino, la fatica dell'impresa e lo stesso dolore del protagonista non risultano, a mio parere, approfonditi con la giusta attenzione.
Ottima la prova di Sheen e di tutto il gruppetto dei "peregrini" in genere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  20/07/2013 00:33:58
   7 / 10
Il pellegrinaggio verso Santiago diventa un viaggio di redenzione per i quattro protagonisti di questa storia...o si dovrebbe dire cinque, vista l'incombente figura del fantasma del figlio di uno dei protagonisti che accompagna non solo il Padre ma anche le scelte di tutto il gruppo.
Un bel film di formazione che ti rende partecipe di questi circa trenta giorni di viaggio e malgrado la trama sia tutta qua (Il lungo cammino verso Santiago appunto) è difficile annoiarsi.
I sentimenti e le emozioni vissute dal regista durante questo cammino prendono vita e si trasformano in qualcosa di nostro...mi è venuta voglia di fare un viaggetto...

sagara89  @  19/07/2013 15:44:08
   7½ / 10
molto bello..paesaggi spettacolari..personaggi molto caratterizzati..ognuno con una sua psicologia e una sua storia diversa accumunati da un solo obiettivo..Santiago...forse un tantino troppo lungo..ma ci puo stare x un film di viaggio..

pinnazza  @  15/07/2013 14:59:08
   7½ / 10
il cammino unisce persone eterogenee che nella vita normale mai deciderebbero di condividere esperienze comuni.
è questo il bello del cammino di santiago, oltre ai suoi meravigliosi paesaggi e alla possibilità che dona ad ogni pellegrino di arrivare a conoscere fino in fondo il proprio io, i limiti e le potenzialità di mente e corpo.
il film si focalizza soprattutto sulle interazioni tra persone e sulle evoluzioni dei loro rapporti, avendo forse la pecca di tralasciare proprio l'eseprienza del sè, rappresentata in primis dall'enorme fatica che comporta un percorso di 800km a piedi.
ma forse il mio occhio critico è condizionato troppo dai ricordi del viaggio più bello che ho affrontato, sulla via per Santiago.

bel film ,fantastici paesaggi e bel mix di personaggi.

il ciakkatore  @  11/05/2013 17:53:55
   9½ / 10
Un capolavoro passato un po' troppo inosservato,grande interpretazione di Martin Sheen che non conoscevo così bene,eppure mi ha veramente colpito la sua bravura!Il film è toccante e leggero e mi ha ricordato il bellissimo Sideways.Ottimi anche gli altri interpreti e la storia è stata veramente bella,mi verrebbe la voglia di fare anche a me il cammino.Un consiglio:da vedere con un buon impianto stereo,perchè le musiche sono azzeccate e ti fanno godere appieno del film

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  11/02/2013 15:15:21
   8½ / 10
Inno al viaggio in una cornice semplice, toccante, a volte perché no buonista ma è inutile e sadico l'accanimento terapeutico nei confronti di chi viaggia con il dolore in tasca (o in una scatola).
Estevez dirige suo padre, un grandissimo Martin Sheen, in un viaggio spirituale e laico di profondo significato e grande semplicità. Rinuncia a catturare il paesaggio in una prospettiva da "turista" facendo vedere l'essenziale e riuscendo cosi a cogliere appieno l'atmosfera intensa e tutte le sfumature emozionali di una storia bilanciata, che pur rischiando di esserlo non risulta mai stucchevole ed emoziona spesso, specie nel finale che, magari scemo io, non avevo per nulla intuito pur essendo coerente e abbastanza prevedibile ma è anche l'unico epilogo-inizio possibile in un inno al viaggio. Il padre diventa figlio e viceversa.
Mi stupisco per la media voto, per me merita molto ma molto di più.
è un film che rivedrei in continuazione senza annoiarmi mai.
Bella colonna sonora, grande fotografia, ottimi interpreti. Paesaggi fantastici. Impossibile volere di più. Complimenti ad Emilio Estevez.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  26/11/2012 10:36:08
   6 / 10
Premesse straziantii quelle che Emilio Estevez cuce addosso a Tom, sconvolto dalla morte del figlio avvenuta sui Pirenei durante il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela.
Dopo un' introduzione permeata dal giusto pathos, anche se il commissario interpretato da Tcheky Karyo mostra tratti fin troppo favolistici, il film pur evitando di afflosciarsi totalmente non riesce a prendere le distanze da un'impronta quasi documentaristica.
L'imponenza della natura e il misticismo dei luoghi non colpiscono con la dovuta veemenza, come del resto la storia che giunge troppo spezzettata.
La fatica passa in secondo piano come gli aspetti religiosi lambiti in modo incerto, Estevez quindi sceglie di affrontare un percorso laico, affiancando al burbero protagonista le inevitabili spalle, giunte in quei luoghi per ritrovare se stessi e non certo per ingraziarsi Dio e relativa possibilità di un miracolo.
I compagni d'avventura però non aggiungono granchè, mossi da fattori poco stimolanti e tutto sommato spenti, ad esclusione di un James Nesbitt sopra le righe, capace con la sua entrata in scena di far deragliare un attimino dai binari più convenzionali.
Le emozioni che dovrebbero scaturire da un tragitto così suggestivo, ovviamente srotolato in parallelo al viaggio interiore di categorica conoscenza e ricerca del proprio io, sbuca a fatica tra avvenimenti che trascinano lo spettatore stancamente alla fine del cammino.
Estevez non gira male, non racconta una storia sbagliata, eppure sembra mulinare a vuoto non trovando l'essenza delle cose. Mancano il cuore e le motivazioni di personaggi che affollano una pellicola disegnata con amore (soprattutto per il padre, per l'appunto il bravo Martin Sheen) ma senza impeto, come se la moltitudine di elementi trattabili disorienti anziché solleticare.
Che poi far sorbire per intero "Thank you" di Alanis Morissette su scenette itineranti a dir poco banali non è una gran trovata, come non lo sono l' indulgente parentesi tra gli zingari e lo sfogo di Sarah riguardo al suo passato, artificiosamente lacrimevole.
Per fortuna si tralasciano la voce fuori campo e le vedute in stile depliant turistico, azzeccata la metafora tra la professione di Tom e la capacità di vedere oltre, non solo con gli occhi, però non vi è forza nelle immagini e nelle parole, orfane di quelle intime sensazioni forse impossibili da materializzare.

sandrone65  @  23/11/2012 09:22:55
   7 / 10
Un "road-movie" intimo, ben raccontato, affascinante. Un padre colpito crudelmente dalla morte del figlio cerca di vivere, immedesimarsi e comprendere le ragioni che hanno spinto il figlio stesso a delle scelte che lui non capiva ed accettava nell'unico modo che la vita gli lascia a disposizione, cioè completando il viaggio al posto suo.
Un po' troppo eterogenee le apparenti motivazioni degli altri pellegrini ad intraprendere "El camino", ma che infine possono comunque riassumersi nella ricerca di una propria dimensione reale, di una rottura con gli schemi della vita quotidiana alla ricerca di un maggiore contatto con se stessi e con i compagni di viaggio. Totalmente assenti le motivazioni religiose, il film ci tiene molto a sottolineare la propria totale "laicità", la cosa sa leggermente di presa di posizione ma è comunque una scelta legittima.
Come ha già notato qualcun altro, la pellicola effettivamente sorvola troppo allegramente sui disagi e le sofferenze reali che una camminata di 800km comporta, specialmente se effettuata senza dovuta preparazione. Chi ha esperienza di queste cose sa che si tratta di un autentico purgatorio, qualunque sia la motivazione. Ma nel film inspiegabilmente i quattro pellegrini sono tutti sempre freschi come rose e camminano con passo fluido ed elastico, anzichè trascinarsi penosamente come avverrebbe nella realtà.
Fotografia e location bellissime, a volte pure un pelo troppo "patinate", da rivista. Molto bravo Martin Sheen, un vero volto di pietra da cui traspare la difficoltà di aprirsi al dialogo con gli altri. Un film che vale comunque la pena vedere.

Invia una mail all'autore del commento diderot  @  14/11/2012 12:21:03
   8½ / 10
Molto bello, storia interessante dal significato profondo ben interpretata e raccontata egregiamente. Non annoia mai, ironico per certi versi con l'aggiunta di un ottima la fotografia lo rendono imperdibile!

Franciui  @  18/09/2012 23:43:16
   9 / 10
Ma come si fa a dare un voto basso ??? Ma insomma c'è gente che critica dicendo che nn si vedono gli acciacchi presi durante il cammino.. ma non è un documentario.. è un film! comunque a me è piaciuto molto, mi ha fatto emozionare e me è rimasto dentro! gran bel film da vedere

marimito  @  12/09/2012 22:30:21
   5 / 10
Forse un'aspettativa troppo alta per chi, come me, il cammino lo ha fatto.. ne ha conosciuto l'intensità e la fatica.. un sfida troppo difficile da affrontare e vincere.. l'ho trovato senza slanci.. povero di carica emotiva e di interpretazioni esaltanti.. quasi di una retorica nauseante.. non lo consiglierei..

debaser  @  19/08/2012 17:13:38
   8 / 10
Un gran bel film da un regista molto sottovalutato (gia'Bobby mi era piaciuto moltissimo. Ricorda in molti punti una storia semplice di Lynch dove il protagonista anziano imparera' molto dal confronto con gli altri compgni di viaggio. Un viaggio di dolore e rimorsi si trasformera' per il medico conformista in una metamorfosi completa, riconoscendo seppur in ritardo i valori con cui aveva vissuto il figlio. La vita si vive non si sceglie e' la frase piu'importante del film ed il protagonista segue alla lettera questo consiglio cambiando decisamente in meglio. Bellissima la fotografia de paesaggi del nord della Spagna, bravissimo Martin Sheen.

Sbrillo  @  13/08/2012 20:55:56
   5 / 10
io non credo che il regista di questo film abbia mai fatto un pellegrinaggio.... altrimenti saprebbe che le vesciche e gli acciacchi sparsi su tutto il corpo, dopo un pò di cammino, non te li toglie nessuno....(ed io e i miei amici che abbiamo fatto un pellegrinaggio di 140 km ne sappiamo qualcosa) qui invece si fanno 800 km in totale tranquillità e sorridendo....è poco credibile, ma diciamo che al fine del film, questo aspetto "materiale" della situazione è stato ritenuto poco rilevante...e ancora ancora lo si può tralasciare e capire...
quello che non mi ha convinto invece è la parte "spirituale" della situazione....da credente e per esperienza personale posso affermare che senza il lato spirituale, senza la preghiera, senza l'aiuto dello spirito santo non si va e non si arriva da nessuna parte, specialmente per pellegrini non abituati a percorrere certe distanze....(figuriamoci se un medico, che il massimo che percorre nella sua vita è la corsia del suo reparto, possa improvvisarsi ed essere capace di fare tale distanza senza problemi) capisco che il regista volesse dare forza e sottolineare il gesto nobile di un padre che ha perso un figlio, (scelta fatta a tavolino per commuovere lo spettatore, ma che in fondo lascia il tempo che trova) ma a tutto c'è un limite!! non è credibile uno che si fa 800 km per dimagrire, quando in fondo c'è la liposuzione che è più facile e senza sacrifici...
il regista ha incentrato il film sul gesto nobile di un padre che ha perso un figlio e ha voluto dare una visione laica del pellegrinaggio, mischiando motivazione diverse e complicate dei 4 protagonisti...(obiettabili tra l'altro)
e credo che abbia sprecato una potenziale grande occasione...
Stupenda la fotografia, grande Sheen, buona la metafora del pellegrinaggio visto come cammino verso la ricerca del proprio io.....ma niente di più...manca quel qualcosa "di divino e spirituale" che esiste, si sente e si vive in un pellegrinaggio vero e che il film non è riuscito a trasmettere....

Kitiara31  @  30/07/2012 13:01:18
   6 / 10
Carino, troppo impostato per far piangere con dei personaggi non convincenti. Rende comunque l'idea di cosa è il cammino, magari un giorno lo farò anch'io.

C.Spaulding  @  27/07/2012 00:09:06
   6 / 10
Film carino ma niente di che. La storia è bella ma non è sviluppata molto bene e a tratti annoia ma i paesaggi sono bellissimi. Ottimo come sempre Martin Sheen. Un film lento e riflessivo forse un po buonista. Il sei lo prende ma pelo pelo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/07/2012 19:16:58
   7½ / 10
In un mondo ipertecnologizzato, dalle connessioni con il resto dell'umanità giunte ad un livello eccessivamente virtuali sembra quasi stonare con il film di Estevez che mira ad un recupero di una comunione reale con gli esseri umani senza star dietro a scrivanie e monitor. L'idea del viaggio, del cammino in questo senso è felicissima perchè propone al protagonista, attraverso l'elaborazione di un lutto doloroso come la perdita dell'unico figlio, di aprire gli occhi verso il mondo, aprire sè stesso verso gli altri e lasciarsi indietro una vita fin troppo abitudinaria e in fondo sterile. Pur con qualche eccesso cartolinesco Il cammino per Santiago è un film sincero nella sua semplicità, così laico nell'esporre una sfera spirituale libera da condizionamenti religiosi.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  20/07/2012 19:34:58
   10 / 10
Do un voto sentimentale. Ho fatto il Cammino ed è stata una delle esperienze migliori della mia vita. E Estevez me l'ha regalata di nuovo, e ulteriore!

Non posso che sperare che con questo film alcuni sentano la scintilla che porti a intraprendere questo meraviglioso e difficilissimo viaggio.

Ah, nella rece non lo dico, ma Martin Sheen è uno degli attori più grandi della storia del cinema. A lui una menzione speciale per una prova indimenticabile.

TheLegend  @  20/07/2012 02:27:56
   6 / 10
Troppo superficiale nonostante si impegni per non esserlo.
Oltretutto mi è sembrato troppo buonista e con qualche stereotipo di troppo.
Ad ogni modo non annoia e presenta il "cammino" in un'ottica moderna.

desertoceano  @  14/07/2012 23:52:04
   7 / 10
Ho visto questo film perché spero un giorno di intraprendere questo pellegrinaggio e devo dire che l'ho trovato interessante. Ti fa vedere il pellegrinaggio nella sua ottica moderna: fatto da persone che non sono particolarmente religiose ma sono semplicemente alla ricerca di qualcosa ( capire perché il figlio voleva compiere questo viaggio, amare se stessi, diventare un'altra persona, trovare l'ispirazione). Sono tutte persone alla ricerca del miracolo, di una rivelazione. I personaggi che vengono messi a nudo sono dei soggetti difficili. I compagni di viaggio del protagonista non fanno molta simpatia e anche il protagonista stesso non dimostra di avere un buon carattere. Il film si lascia seguire benissimo anche se sono rimasta perplessa durante la scena in cui conoscono lo scrittore. Dal finale mi aspettavo qualcosina in più.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  12/07/2012 17:24:23
   8 / 10
Come ogni film diretto dall'attore/regista/sceneggiatore Emilio Estevez (superficialmente ricordato dai più solo come ex presidente onorario del "Brat Pack" ottantiano), anche "The Way - Il Cammino per Santiago" non ha ricevuto nè l'attenzione nè la distribuzione che meritava (l'unica eccezione fu "Bobby" nel 2007, palese strappo alla regola solo per il supercast che ne prese parte e per lo scottante tema che veniva trattato).
"The Way", come del resto l'ignorato capolavoro del '96 "Conflitti di Famiglia", è un film dalla storia molto semplice ma, allo stesso tempo, umana ed estremamente toccante:
Daniel Avery (Estevez) è un ragazzo giovane, brillante e pieno di energia, disgustato dall'idea di dover vivere una vita impostata, ipocrita e senza libertà; decide così, di punto in bianco, di abbandonare studi e sicura carriera per intraprendere un viaggio in giro per il mondo vivendo la vita giorno per giorno, senza vincoli, senza obblighi e senza politica. Il padre di Daniel, lo stimato oftalmologo vedovo Tom (Martin Sheen, anche nella vita reale padre biologico di Estevez) la vede in maniera totalmente diversa, ed ovviamente, non condivide per niente nè i pensieri del figlio nè le scelte che questi ha preso. Ma non basta certo un contrasto tra padre e figlio per fare cambiare idea a Daniel, che noncurante della ramanzina del padre sul buttare via tutto, parte senza guardarsi più indietro.
Il tempo passa, e i due si perdono di vista... fino a quando Tom, durante una partita di golf pomeridiana, riceve una telefonata da parte della polizia francese: il figlio Daniel, nel primo giorno di pellegrinaggio nel Camino de Santiago, è rimasto ucciso da una tormenta che lo ha colto di sorpresa. Distrutto dal dolore, Tom decide di volare in Francia per riportare a casa il corpo del figlio; qui Tom per l'appunto scopre che il figlio aveva deciso di percorrere il Camino de Santiago, un percorso spirituale di 800km che parte dai Pirenei ed arriva fino a Santiago de Compostela (Galizia, Spagna) dove secondo i credenti si trovano i resti di Giacomo il Maggiore.
Tom, dopo qualche riluttanza, decide di far cremare il figlio, e in sua memoria, decide di percorrere il Camino con le sue ceneri; ma se all'inizio l'obbiettivo di Tom è esclusivamente quello di portare a termine ciò che il figlio aveva lasciato in sospeso, nel corso del cammino l'avventura si trasforma in un vero e proprio viaggio interiore alla ricerca di sè stessi. Alla fine Tom, grazie anche all'aiuto dei tre compagni d'avventura, il sovrappeso norvegese Joost (Van Wageningen), lo scrittore irlandese Jack (Nesbitt) e la fumatrice canadese Sarah (Unger) tutti lì per una ragione ben precisa, riuscirà finalmente nel suo intento, e soprattutto, riuscirà ad abbracciare la mentalità e lo spirito libero del figlio che all'inizio aveva tanto criticato.

Come detto più su, il film ha una storia e degli sviluppi lineari e molto semplici, ma lo stesso, il tutto risulta godibilissimo e commovente dal primo all'ultimo minuto. Sì perchè Estevez, un regista che a mio avviso è maturato eccome, è uno che le storie le sa raccontare bene, specie se vissute sulla pelle proprio come in questo caso.
Sulla confezione tecnica, niente da ridire: il film è stato girato in loco con una fotografia magnifica e una straordinaria cura per i particolari ed il sonoro; tuttavia le cose che colpiscono ed emozionano di più, oltre alle ragioni che portano migliaia di persone ad intraprendere questo viaggio (siano esse salutari o religiose), sono l'eccellente recitazione terra terra degli attori (da cui spicca il mitologico Martin Sheen, qui sofferto come non mai e finalmente protagonista di un film dopo tanti anni), la caratterizzazione dei quattro personaggi principali (ognuno alle prese con i proprio "demoni"), e last but not least, la profonda amicizia/complicità che si instaura tra loro (i tre compagni di avventura di Tom, in qualche maniera e non si sa bene perchè, si aggrappano a lui contro il suo volere e lo ergono moralmente a leader del gruppo... ma dopo molta molta diffidenza, Tom comincia sul serio a prenderli a cuore, ad aprirsi con loro, e ad accettarli come compagni... una stupenda amicizia che viene racchiusa magnificamente in quei quattro minuti in cui passa "Thank You" di Alanis Morisette).
Basta così poco per fare un bel film di due ore? La risposta è sì!

Insomma, un'opera drammatica vera, sincera e ricca di emozioni che lascia molto spazio alla riflessione. E a fine visione, la tentazione di prendere zaino in spalla e mollare tutto sarà molto molto forte.
Credetemi: "The Way", proprio per la sua semplicità ed umanità, merita di essere visto.
Una delle frasi di Daniel racchiude tutta l'essenza e lo spirito del film:

"You don't choose a life dad. You live one" - "La vita non te la scegli papà. La vivi".

Applausi per Emilio.

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/07/2012 18.05.44
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Alex2782  @  11/07/2012 15:42:04
   7 / 10
film ben interpretato da martin sheen padre del regista emilio estevez che interpreta il figlio.
il cammino di santiago...in tutti c'è un motivo per farlo...

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