la favorita regia di Yorgos Lanthimos Gran Bretagna, Irlanda, USA 2018
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la favorita (2018)

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locandina del film LA FAVORITA

Titolo Originale: THE FAVOURITE

RegiaYorgos Lanthimos

InterpretiOlivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn

Durata: h 2.00
NazionalitàGran Bretagna, Irlanda, USA 2018
Generebiografico
Al cinema nel Gennaio 2019

•  Altri film di Yorgos Lanthimos

Trama del film La favorita

L'Inghilterra Ŕ in guerra contro la Francia. Ci˛ nonostante, le corse delle anatre e il consumo di ananas vanno per la maggiore. Una fragile regina Anna (Olivia Colman) siede sul trono mentre l'amica intima Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz) governa il paese in sua vece e, al tempo stesso, si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l'affascinante Abigail Masham (Emma Stone) arriva a corte, si fa benvolere da Sarah, che la prende sotto la sua ala protettiva. Per Abigail Ŕ l'occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende. Mentre gli impegni politici legati alla guerra richiedono a Sarah un maggiore dispendio di tempo, Abigail si insinua nella breccia lasciata aperta, diventando la confidente della sovrana. Grazie all'amicizia sempre pi¨ stretta con Anna, Abigail ha la possibilitÓ di realizzare tutte le sue ambizioni e non permetterÓ a niente e a nessuno - donna, uomo, politica, coniglio - di intralciarle la strada.

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Voto Visitatori:   7,09 / 10 (35 voti)7,09Grafico
Migliore attrice protagonista (Olivia Colman)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Migliore attrice protagonista (Olivia Colman)
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Voti e commenti su La favorita, 35 opinioni inserite

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Thorondir  @  06/09/2019 14:14:58
   7½ / 10
Quello di Lanthimos non è e non sarà mai un cinema semplice, "per tutti". In "La favorita", la carriera del regista greco viene ribadita anche se lo si può definire come il suo film più "commerciale" e "lineare" tra i suoi ultimi 3 lavori (questo compreso). Se l'elemento grottesco già presente pesantemente in "The lobster" e ne "Il sacrificio del cervo sacro" quì resta inalterato, ciò che varia (ma non troppo) è il racconto (sceneggiatori diversi rispetto al solito) maggiormente aderente ad un normale sviluppo "commerciale" (di nuovo, virgolette d'obbligo). Questo permette a Lanthimos una maggiore concentrazione sui personaggi, quì in particolare sulle tre protagoniste (tutte splendide, dall'insicurezza fobica della Colman ai sadismi e all'egoismo di Weisz e Stone). In questo gioco al massacro dove ciò che conta sembra essere la lotta tutta individuale per un posto al fianco del potere, le inquadrature di Lanthimos non sono solamente il mezzo tramite cui raccontarci e mettere in scena una storia, ma anche il come si inquadra (indaga) il potere: lo sguardo di accusa è palese, così come il contrasto tra la magniloquenza ridondante della location (semplicemente meravigliosa) e le pacchianerie della nobiltà, tra bicchieri rotti a terra, corsa delle oche e tiro all'arancia. Il grandangolo e la splendida messa in scena ci rende ancor più stridente questo contrasto visivo, che è anche quello storico e politico tra il secolo dei lumi, è un potere flebile, disinteressato, legato al peggio dell'egoismo (quì femminile) fatto di avvelenamenti, giochi sessuali e puro arrivismo individualista.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  08/07/2019 10:38:34
   7 / 10
Ho dato il voto per l'originalità e per la prova di Emma Stone. Il film è abbastanza angosciante, i dialoghi taglienti, e una interessante fisicità esteticamente crudele.

wicker  @  16/06/2019 19:03:49
   4 / 10
Che Lathimos non mi faccia l'errore di diventare "commerciale".
Film insulso che segue molto le vere vicende storiche senza nulla inventare , a parte qualche orrenda e volgare parolaccia . io dal greco mi aspetto di più ,questo avrebbe potuto girarlo chiunque .
il voto è basso ,ma le prestazioni di Colman e Stone sono ineccepibili , benino la Weisz , forse un pò troppo statica e inespressiva .

2 risposte al commento
Ultima risposta 18/08/2019 18.30.02
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BlueBlaster  @  24/05/2019 16:10:14
   4 / 10
Una palla mortale diretta in modo manieristico e con recitazione troppo teatrale...
Sembra quello che è avvenuto tra "Suspiria" ed il suo recente remake, come dice il commento che mi precede è una versione di "Berry Lindon" ma venuta male.

KINGLIZARD  @  24/05/2019 14:47:45
   6½ / 10
È una sorta di Barry Lyndon in versione femminile questa "Favorita"..
Nel complesso mi è piaciuto, non è certo un capolavoro a mio modesta opinione.
Bei costumi bella sceneggiatura, anche se la maggior parte del film è girata in interno..per cui alla fine anche il dispiego di mezzi è limitato ed il risultato è al di sopra delle aspettative..di biografico..credo abbia ben poco..di inventato..molto!!

Invia una mail all'autore del commento Phelps  @  24/05/2019 10:07:22
   5 / 10
Regia, sceneggiatura e interpretazioni saranno pure impeccabili ma personalmente questo è il film di Yorgos Lanthimos peggiore visto fino ad ora. Lento e tensione del tutto assente. Ai limiti del soporifero.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  18/05/2019 17:21:30
   8 / 10
Finora mi è piaciuto tutto quel che ho visto di Lanthimos e devo dire che quest'ultimo suo film merita davvero. Innanzitutto è raro nel cinema di oggi vedere donne realmente protagoniste e uomini totalmente ai margini della trama (non per niente è un film in costume). La storia è ispirata a fatti reali, ma più di una volta il regista ci fa capire che non dobbiamo pensare che sia una ricostruzione accurata. Quel che conta è come queste tre donne interagiscano in una lotta di potere personale, influenzando a margine gli eventi nel mondo dell'epoca. Una fotografia a tratti bellissima (e con soluzioni originali e spiazzanti). La Munn, premiata con l'Oscar, in certi momenti mi pare strafare (ma se c'è di mezzo Lanthimos, di solito è tutto frutto della sua direzione).

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/05/2019 09.09.54
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jason13  @  17/05/2019 12:42:34
   8 / 10
Non pensavo ma...SPLENDIDO in tutto. Interpretazioni Storia Costumi...veramente ben fatto. Consigliato.

LucaT  @  14/05/2019 16:02:02
   3½ / 10
a me questo film ha proprio deluso
un film sfarzoso e ben orchestrato
con 2 attrici veramente di rango come Emma Stone e Rachel Weisz
che sanno essere di ruolo e reggono l'intera visione
anche se l'oscar a merito è di Olivia Colman
interprete di una -a conti fatti brutta malata saffica viziata celebrolesa sovrana-
una storia veritiera romanzata o ritoccata che sia
che per come è stata rappresentata in questa versione cinematografica
a me personalmente non ha fatto piacere molto questo film

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  10/05/2019 10:55:29
   7 / 10
Tecnicamente ben diretto.
Molto belli i costumi e brave le protagoniste.
Non il miglior film di Lanthimos, comunque merita una visione.

Djenter  @  03/03/2019 23:06:01
   7½ / 10
Varrebbe la pena vedere questo film solo per l'interpretazione maestosa delle tre protagoniste, che recitano linee di dialogo grottesche con un trasporto che per un paio d'ore fa dimenticare come parlano davvero gli esseri umani.
Al di là di ciò, il film è godibilissimo, girato con maestria e con un reparto scenografia/costumi impeccabile, peccato giusto per qualche inciampo nel ritmo e un finale che, secondo me, poteva venir fuori un po' meglio

Light-Alex  @  01/03/2019 09:12:38
   8 / 10
Mi è piaciuto molto per l'originalità della trama, basata sulle dinamiche di potere tra tre donne. Buoni i costumi, la colonna sonora (tra cui ho riconosciuto dei pezzi di Vivaldi), l'interpretazione ottima delle 3 protagoniste.
Un film non banale nella lettura, come testimonia una delle battute finali della lady interpretata dalla Weisz "stavamo giocando a due giochi diversi", frase che mi ha lasciato degli interrogativi dopo aver visto il finale... Ricerca degli agi personali o desiderio di potere? opportunismo o in fondo vero amore? senso di rivalsa o scivolamento verso la lussuria? Ci sono dei dualismi che mi sono rimasti addosso dopo la visione di questo film, segno che comunque tocca messaggi differenti.

Se posso fare un'unica critica, ogni tanto scivola verso il patetismo che allunga il film senza apportare poi nulla di ché. Poteva essere un po' più sintetico ed efficace.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  24/02/2019 21:03:42
   7½ / 10
Tecnicamente curatissimo questa sorta di "Barry Lindon" al femminile firmato dal bravissimo Lanthimos. Ottime le tre protagoniste.
Non il migliore Lanthimos, che dirige un film che non ha scritto lui, ma che comunque imprime il suo segno sull'opera. Bella pellicola.

ValeGo  @  24/02/2019 12:24:14
   7 / 10
Il film è tecnicamente perfetto. Un vero esercizio di stile, le attrici bravissime, ironico e spietato. Un triangolo femminile che vede le protagoniste farsi la guerra con parole e colpiscono come lame taglienti e colpi di astuzia. Il film a mio parere è una rappresentazione metaforica della politica (le gabbie di conigli che simboleggiano i figli ricordano in modo inquietante una società di persone in balia dei capricci dei pochi che stanno al potere). Scene e dettagli grotteschi condiscono il tutto. Sul lato del coinvolgimento però non mi ha convinto e in generale è risultato un po' freddo.

Crystal_89  @  19/02/2019 10:32:05
   6 / 10
Il film è tecnicamente superbo, niente da dire.
Tuttavia, mi è sembrato troppo freddo, poco coinvolgente, ripetitivo (soprattutto data la durata) e limitato ad un unico triangolo in un'unica ambientazione.

jek93  @  18/02/2019 23:19:27
   7½ / 10
Molto buone le recitazioni, straordinari i costumi e il trucco, trama interessante e ben realizzata, ma qui si fermano i lati positivi del film.
Il finale non convince ed alcune sfumature nella lotta al potere non convincono affatto.
Decisamente non un film da candidatura come miglior pellicola dell'anno.

Jumpy  @  13/02/2019 16:28:46
   7½ / 10
Non c'è che dire: tecnicamente è perfetto. Ambientazioni, costumi, musiche, riprese, fotografia... tutto ineccepibile.
Le interpretazioni eccezionali (e non erano ruoli semplicissimi). Ma l'ho sentito un po' freddino: non mi ha trasmesso particolari emozioni, non mi ha lasciato spunti di riflessione.
In altre parole, non è il Lanthimos che mi lasciò di stucco a Venezia quando vidi Alpes, neanche lo stesso che mi sconvolse per giorni con The Lobster o con Il sacrificio del Cervo Sacro.
Va visto, a prescindere, in quanto anche un film storico, ma gli appassionati di Lanthimos (di cui infatti ho letto qualche commento) potrebbero rimanere un po' delusi.

kafka62  @  13/02/2019 08:56:21
   8 / 10
Echi greenawayani ("I misteri del giardino di Compton House") e kubrickiani ("Barry Lyndon") si rincorrono in questo film sontuoso (non a caso candidato a ben dieci premi Oscar) e barocco, eppure così inconfondibilmente personale. In una corte in cui gli uomini, femminei e imbellettati, sembrano provare più interesse per la corsa delle oche e il tiro al bersaglio con le arance che per la politica, sono le donne a combattere crudelmente per il potere, in una lotta da virago senza esclusione di colpi che ha come obiettivo la conquista dei favori della regina, alcova compresa. Come Hollywood ci ha insegnato tante volte, chi parte svantaggiato, per natali e censo, non sempre è destinato a perdere: quello che conta alla fine è il talento, o magari il cinismo e un feroce istinto di sopravvivenza, tanto più importanti in una società fondata sul patriarcato e le differenze di classe. Lanthimos però non è affatto un regista hollywoodiano e, con il suo solito sguardo ambiguo e scettico, non sancisce in maniera classica vittorie e sconfitte, trionfi e fallimenti, ma accomuna vincitori e vinti in un destino comune, in cui venire esiliata o al contrario divenire la favorita della sovrana ha lo stesso amaro sapore di una libertà che sempre è costretta a soccombere, gregaria e sottomessa, di fronte al potere, ancorché esso sia un potere malato, imbelle e capriccioso come quello della regina Anna.
Il fatto di non avere le usuali responsabilità della sceneggiatura, anziché penalizzare Lanthimos, lo libera al contrario dal peso di allegorie a volte troppo ingombranti e gli permette di concentrare il suo innegabile talento sull'aspetto squisitamente visivo del film. L'uso insistito del fish-eye e della illuminazione naturale conferisce risonanze sorprendenti sia ai claustrofobici interni della reggia che, più sporadicamente, agli ariosi esterni del parco e del bosco. Il resto del mondo è suggerito solo per fugaci allusioni e apparizioni e sembra lontanissimo (anche la stessa guerra con la Francia, che pure è al centro delle preoccupazioni e degli intrighi di tutta la corte), lasciando spazio solo al lussuoso palcoscenico in cui le strepitose Rachel Weisz ed Emma Stone, con sofisticate perfidie e raffinatissimi "wits", si muovono come abili e scaltri giocatori alla ricerca della mossa definitiva e vincente per riuscire a dare "scacco alla regina".

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  09/02/2019 19:59:13
   7½ / 10
La regia di Lanthimos è sontuosa, deformata quando si trova all'angolo degli ambienti, kubrickiana quando si trova sotto il fuoco della simmetria, fuoco che arde ovunque con le candele di Barry Lindon fra le donzelle forti e prepotenti e i parruccati uomini castrati dal potere e dalle anatre virtuose.
La battaglia per la divin passera si fa quindi oltraggiosa, sanguinaria, sottile come una fucilata e il doppio livello della battaglia è la chiave di tutto per diventare la chiavatrice ufficiale senza farsi chiavare.
Ma l'intelligenza femminile è deforme e perfetta, semantica e sintattica, si fa fango e sapone, lavando si sporca e viceversa e chi ottiene cosa voleva già ottenere osserva già dalla veduta di un belvedere, sia patria o essa non sia e così sia.

Macs  @  09/02/2019 18:17:50
   7 / 10
Affresco davvero ben fatto di un episodio storico poco conosciuto se non agli addetti ai lavori. Tutto molto bello, regia, musiche, scenografie e interpretazioni. La regia meriterebbe l'Oscar, ho apprezzato molto i fish-eye, i movimenti di macchina a 180 gradi, e la tendenza a riprendere gli attori dal basso in modo da conferire loro più autorevolezza e imponenza (anche quando trattasi di scriccioli come la Stone). La colonna sonora mi ha stordito per la magnificenza e "freschezza". Le attrici sono state tutte e 3 sublimi; poi personalmente adoro la Weisz quindi lì sfonda una porta aperta. La Colman non la conoscevo e l'ho trovata credibilissima come regina Anna, oltre che persino somigliante con il personaggio storico (a giudicare da Google). Personaggio scritto alla grande e reso anche meglio. Il film non mi sembra dichiaratamente pensato come acchiappa-premi (in stile, non so, "La forma dell'acqua"), e anche le dinamiche tra i personaggi tacciati di chissà quale "perfidia" a me sono sembrate abbastanza normali. Diciamo però che Lanthimos si prende parecchie libertà storiche, certe azioni compiute in particolare da Abigail non hanno riscontro, e comunque dà parecchie interpretazioni personali non troppo credibili su fatti storici poco chiari. Un aspetto del film che avrei migliorato (ma non è un difetto, è solo gusto personale) è il senso di claustrofobia che mi ha trasmesso: in fondo è una storia con un'unica location, per di più in interno (eccetto qualche fugace tirata al piccione) e questo limita il respiro del film, la cui scrittura poteva tranquillamente adattarsi anche al medium teatrale. Avrei gradito qualche incursione anche, non dico sui campi di battaglia, ma almeno nella vita del popolo là fuori.

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Ultima risposta 09/02/2019 18.43.01
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Scuderia2  @  04/02/2019 20:22:47
   5½ / 10
Una Queen di cartapesta, una dama di compagnia che ne fa le veci, una sguattera che punta ad andare a dama.
Dentro, a corte, corse di anatre e ostriche, banchetti, danze e miserabili lotte di classe che si dipanano tra lunghi corridoi bui e stanze tanto altezzosamente sfarzose quanto malinconicamente claustrofobiche.
E l'abuso dell'obiettivo fish-eye non aiuta a migliorare l'approccio visivo.
Magnifiche invece le riprese all'aperto dove le sfidanti si dilettano al tiro al piccione prima di esibirsi nella leccata alla fagiana reale.
Fuori, oltre ai piccioni, ci sarebbe anche una guerra tra Inghilterra e Francia che pare però un fastidioso contrattempo.
Gli intrighi di corte gestiti in esclusiva dalle femmine: non si scende a compromessi, si sale a compromessi.
Weisz impeccabile in stivali da cavallerizza.
Stone che senza frangetta rende di meno.
Passare da manipolatrici a manipolate è un lampo.
Come una trombatina tra coniglietti.

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Ultima risposta 04/02/2019 23.48.22
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Spera  @  04/02/2019 09:41:10
   6 / 10
Non il Lanthimos che amo.
E nemmeno il migliore, almeno per quanto mi riguarda.

Un tripudio di costumi, scenografia (notevolissima), location che ruotano attorno a una regia sublime (si sprecano panoramiche a schiaffo, grand'angoli e sontuosi movimenti di camera) condita di una colonna sonora davvero ben congeniata.
Una sceneggiatura poco aiutata dalle attrici non ispiratissime, sempre secondo me, e che danno poco spessore e carattere ai propri personaggi (Emma Stone in primis non nella parte e insipida), a parte la nostra regina, l'unica che ho trovato davvero riuscita come personaggio, da Oscar!
Infatti nessuna delle due sciape contendenti mi ha coinvolto in questa vicenda, dove a un certo punto speri che la nostra regina le faccia internare entrambe e che non se ne parli più.
Poco importa alla fine di questo stupido e "scandaloso" triangolo amoroso se non per la sorte di un intero popolo nelle mani di tre sciagurate.
Purtroppo lo spazio dedicato alla storia di due popoli in guerra (francese e inglese) non viene praticamente mai toccato e l'intero focus della vicenda si concentra su questo triangolo di cui ci si stufa velocemente perdendo anche la curiosità di vedere come va a finire.

A parte gli aspetti tecnici, che con quei budget ci mancherebbe, l'ho trovato molto poco interessante nonostante le importanti tematiche "sfiorate".
Speriamo che il prossimo soggetto torni ad essere scritto dal regista insieme al suo sceneggiatore anche se dopo lo sbarco a Hollywood penso non vedremo più monumenti tipo Dogtooth, Kinetta o Alps.
Guardavo Lanthimos quando ancora era uno sconosciuto e di certo non si puó dire che da "the Lobster" si parli dello stesso artista; la solita Hollywood che ingloba e plasma gli artisti a suo piacimento, io lo chiamo "appiattimento H"...un mostro che livella tutto ed è capace di cambiarti a suo piacimento facendo scomparire anche un creativo/critico gelido e tagliente come è stato quello di Kynodontas.
Che rabbia.

Addio caro Lanthimos, con grande tristezza.

suzuki71  @  03/02/2019 14:36:28
   9 / 10
Tre personaggi sublimi, ed ambigui, magistralmente interpretati.


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Un film di grande classe: commerciale quanto basta, ma è grande regia, magnifica fotografia, grande cinema.

marcogiannelli  @  02/02/2019 20:30:42
   8½ / 10
Il Barry Lyndon d'oggigiorno, ovvero il film in costume con la trama poco canonica e zozza, sporca nei suoi personaggi e nelle sottotrame di corte.
Non ci sono personaggi positivi, solo personaggi con degli obiettivi e che pensano ai propri affari.
Stupende le 3 attrici, tutte meritevoli di premi.
La regia è qualcosa di meraviglioso, inquadrature che potrebbero essere dei quadri esposti ad un museo adornati dai costumi più belli degli ultimi 5 anni almeno.
Lanthimos supera ancora la prova cinema mainstream, senza Colin Farrell, senza il suo sceneggiatore storico a spalleggiarlo.
Questo perché ci tiene a tenere fede al suo cinema, malato e di denuncia, e per quanto potesse fare un film classicissimo, Yorgos distrugge tutti gli stilemi del genere.
Il finale è pazzesco

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  02/02/2019 19:40:59
   9 / 10
Quando un film diventa uno spaccato storico senza preoccuparsi di essere necessariamente aderente a ciò che è realmente avvenuto allora vuol dire che siamo al cospetto di un vero capolavoro di sceneggiatura e se ad una sceneggiatura di questo calibro ci metti dietro la macchina da presa uno dei migliori cineasti oramai affermato negli ultimi anni, allora bisogna correre al cinema.Deborah Davis, Tony McNamara creano un plot magnifico mentre Lanthimos, che negli ultimi anni non ci siamo mai stancati di omaggiare, al resto. Se Emma Stone e Rachel Weisz sono garanzia,questa affermazione cinematografica di Olivia Colman è superba nel ruolo della Regina Anna: depressa, fragile,malata, innamorata, debole, vendicativa, superficiale che si fa amare in un misto di pena e disgusto che riesce a trasmettere.

Un grande spaccato di umanità, un grande film.

boodi  @  02/02/2019 10:14:21
   7 / 10
il 7 cita " Buon Film, vale la pena vederlo" , vero se si ama il cinema perchè qua ce n'è parecchio nelle sue varie doti e forme , ma non così tanto se si ama Lanthimos perchè qua è irriconoscibile . E' gia stato detto tutto nelle altre recensioni mi limito ad aggiungere che ho visto questo film come un esercizio di stile , di teatro e di maniera - dovuto e forse voluto da questo regista - fuori dalle righe ,.. di cui pero' egli non aveva assolutamente bisogno ; un film sicuramente al servizio di nomination&co e dell'intrattenimento e per questo di successo piu' che meritato , che pero' non ha da nessuna parte la firma del Lanthimos che conosco molto bene e che per questo mi ha lasciato all'asciutto aimè .

Voto regista regia scenografie montaggio: 10
Voto contenuti stilistici : 8
Voto contenuti " di Lanthimos " : 2

Media abbondante , per via del voto parziale del sottoscritto : 7

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/02/2019 03:14:58
   9 / 10
Il film di Lanthimos è riuscito a persuadermi, a me che non stravedo per i film in costume, che esistono film lontanissimi dalle mie corde in grado di regalarmi tutto quello che mi aspetto dal Grande Cinema che amo. Ero scettico nei primi fotogrammi: parrucconi e belle maniere, bon ton e in lontananza temevo di sentirlo, quel pianoforte che suonava musica barocca... Tutt'altro il film non è affatto ridondante, ma irriverente, romantico, abrasivi, crudele, dolcemente violento. Una lotta a coltello tra tre interpreti magnifiche, una fotografia che cita Kubrick e Haneke, senza peraltro volerli eguagliare, e una storia che non ci importa quanto sia vera, ma dimostra la forza femminile in un'epoca in cui solo la lotta di classe poteva esprimere la forza del gentil sesso, anche davanti all'opportunismo di una società maschile, "predatrice", che qui mostra tutto il suo aspetto più ridicolo o ripugnante. Ci sono momenti di grande cinema che non vedevamo da tanti anni a certi livelli, cfr. La richiesta di perdono dietro una porta chiusa, il ricordo desolante e tardivo della ragione da parte della Regina verso l'epilogo, la frastornante eccentricità ehm alla Greenaway di certi frammenti "cortigiani". Un film di una bellezza inarrivabile anche per chi, forse, non ha mai troppo amato la metaforica esuberanza del Cineasta greco. Per me uno dei migliori film degli ultimi anni

fabiob  @  02/02/2019 00:17:31
   4½ / 10
Ma anche no! Un film che solo dopo 5 minuti ne capisci tutta la trama e il bello è che nemmeno la sbagli, un film dove tutto è scontato e dove tutto gira intorno alla passera e ai conigli, questi forse l'unica vera sorpresa di un questo film dove tra l'altro in alcuni spezzoni c'è una colonna sonora fastidiosa e ripetitiva al punto tale da farti venire vogli di alzarti dalla poltrona e tornare a casa, spero solo che non abbiamo avuto il coraggio di nominare all'Oscar anche la colonna sonora perché allora quarto potrebbe significare solo una cosa, che negli states giura roba davvero troppo pesante!!!

4 risposte al commento
Ultima risposta 08/07/2019 11.09.28
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Manticora  @  01/02/2019 17:12:06
   9½ / 10
Attualmente per me il miglior film della stagione, assieme a Roma, e devo dire che un pò me l'aspettavo. Di Lanthimos avevo già visto l'estate scorsa il sacrificio del cervo sacro, che mii aveva colpito molto, per storia e soprattutto conclusione non facile. Qui invece siamo dalle parti del film in costume, con una sceneggiatura ereditata che il regista greco mette al servizio degli attori. E infatti oltre alla storia, veramente coinvolgente quello che fà indubbiamente la differenza è il cast, che si regge sulle interpretazioni di tre terribili donne. Olivia Colman è semplicemente perfetta, un personaggio insicuro, iracondo, malaticcio, che ignora il mondo circostante, aggrappandosi alle poche certezze che pensa di avere mentre la favorita ne fà praticamente le veci. E qui Rachel Weitz è probabilmente nel suo ruolo migliore in assoluto, Lady Sarah, amica d'infanzia della regina Anna, ma soprattutto una donna sicura e spregiudicata che praticamente amministra il regno e rappresenta l'ego femminile in panni maschili( che spesso porta) dato che il marito è spesso assente è come se ne facesse le veci. Ma la sua spregiudicatezza troverà un ostacolo che non si aspettava, la cugina Abigail Masham, priva di ogni mezzo, che arriva a corte e la implora di darle un incarico anche piccolo, per vivere. Emma Stone è affascinante, a tratti ingenua, a tratti forte, e alla fine dimostra che è disposta a tutto pur di sopravvivere.
"Se sono dalla parte di qualcuno è sempre dalla mia" così Abigail apostrofa un irriconoscibile Sebastian Holt alias Robert Harley membro di opposizione del governo che pensa di usarla per i suoi scopi. La donna debole mette al suo posto l'uomo, come nel gioco di seduzione che la porta a colpire nelle parti basse il capitano di cavalleria che si è infatuato di lei, per poi masturbarlo dopo averlo sposato, come se fosse un animaletto domestico futile e stupido. Il duello tra Sarah e Abigail metterà al centro i favori dell'insicura regina, che affetta da malattie, insicurezze e soprattutto solitudine vuole semplicemente essere amata. Emma Stone merita probabilmente l'oscar come attrice non protagonista, Olivia Colman dovrebbe vincerlo con relativa facilità invece come protagonista, il film è veramente coinvolgente, le location sono perfette e spero vivamente che vinca più di un Oscar, e assieme a Roma rappresenta un ottimo viatico sulla narrativa cinematografica che mette al centro le donne con pregi e difetti, ma senza stereotipi, ed era ora!

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  30/01/2019 16:20:46
   8½ / 10
Mai stato un fan di Lanthimos, ho detestato The Lobster, e quindi non ho mai più preso in mano il suo cinema. Essendo completamente focalizzato sulla sceneggiatura, come tipo di spettatore, forse questo passaggio di consegne voluto dal regista greco è risultato vincente per conquistarmi. Come regista, come visionario, Lanthimos è sicuramente tra gli artisti contemporanei più interessanti. Mi è piaciuto tutto di questo film, tutto. Non c'è un'inquadratura, una scena, uno scambio di battute, un'interpretazione, un costume, un pezzo musicale che non mi abbia rapito. Per me siamo ai livelli di Barry Lyndon, anche se la scrittura del film di Kubrick era nettamente superiore. Eppure, è questo il cinema che mi piace: semplice e diretto. Poche cialtronerie e astruserie da intellettuali, un film che va al cuore del sentimento usando i propri personaggi con sadismo e indulgenza. Questa è una storia d'amore, è una storia sull'amore, è una storia sulla debolezza del cuore umano, devastato dal potere, dal dolore fisico e dalla paranoia. Olivia Colman è forse una delle più grandi attrici viventi, una donna che entra nel personaggio senza mai uscirne, credo che come erede al trono di Claire Foy nella serie "The Crown" sarà straordinaria. Il triangolo Abigail-Anna-Sarah è già nella storia del cinema. Immensa la sequenza finale. Questo è grande cinema.

anthony  @  29/01/2019 20:59:23
   9½ / 10
Il grande Lanthimos abbraccia il grande pubblico e lo fa nel migliore dei modi, in maniera eccezionale.
Un trio di attrici mostruosamente brave (Olivia Colman su tutte) per una storia sul potere, sulla dipendenza da esso e sulla distruzione a cui, infine, conduce.
Il cinismo, la cattiveria e il gelo di Lanthimos escono fuori prepotentemente nel bellissimo finale.
Tecnicamente eccelso. Regia magistrale.. alla stregua del montaggio, la fotografia, le scenografie e i costumi.

Larry Filmaiolo  @  29/01/2019 20:46:10
   5 / 10
Il Lanthimos peggiore e il meno interessante, quello scritto da altri. Indici di gradimento per me incomprensibili, coronamento di un anno cinematografico non esattamente eccezionale.

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Ultima risposta 02/02/2019 17.10.10
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marimito  @  29/01/2019 19:14:05
   7 / 10
La storia è un vero "*******io" (passatemi il preziosismo), ma di livello reale. Bella la fotografia, ma soprattutto l'interpretazione di tutte le donne protagoniste. Si tratta di un film che esalta il rapporto fra potere e mezzi per raggiungerlo, capovolgendo il cliché per cui l'uomo ha il potere e la donna si arrende alle logiche di esso. Bella la fotografia! Finale molto da interpretare.

kosŔ82  @  28/01/2019 21:25:38
   8 / 10
Preferisco il Lanthimos più cupo di The Lobster e del Cervo Sacro, ma quest'ultima opera dell'ormai noto cineasta greco è più che soddisfacente. La storia, all'apparenza molto semplice, mostra la lotta senza esclusione di colpi fra due damigelle che si contendono le grazie di una attempata e stanca regina. Le due ore scorrono veloci, tra dialoghi al vetriolo e una colonna sonora metallica e martellante. Personaggi ben caratterizzati e uomini perlopiù comparse della vicenda e spesso messi in ridicolo. Finale interessante e scelta delle immagini sovrapposte molto particolare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/09/2018 18:32:51
   8 / 10
The Favourite è il primo film di Lanthimos non scritto dal regista stesso e dal suo collaboratore storico Filippou. Un cambio di rotta che in apparenza potrebbe far pensare ad uno snaturamento dell'autore greco, invece no. Certamente è un film meno rigoroso e radicale delle sue opere precedenti, tanto da sembrare più commerciale rispetto alla sua filmografia passata. "Commerciale" deve essere inteso nel suo significato meno deleterio.
Le tematiche che affronta sono comunque pertinenti al suo cinema, Lo sguardo verso il potere e l'autorità, in questo caso virato decisamente al femminile ed ambientato presso la corte della regina Anna. Sono le donne infatti che detengono il potere, che manipolano e soggiogano, o tentano di farlo, la volontà di una sovrana infantile e capricciosa, devastata dalla gotta e dal dolore di non poter generare eredi al trono. Lo sfarzo della corte inglese legato ad un momento di pieno decadentismo dove la lotta tra la favorita storica della regina (Weitsz) e la nuova leva (Stone) che eroderà lentamente il potere della prima. Un'Eva contro Eva senza esclusione di colpi, con dialoghi taglienti come il coltello e battute al vetriolo degne dei Monty Python. Bravissime tutte e tre le attrici, ma fra le due litiganti, la spunta decisamente la terza, quell'Olivia Colman che con la conquista della Coppa Volpi come migliore interpretazione femminile raprresenta il premio più sacrosanto di tutta l'ultima mostra. Da aggiungere la splendida fotografia interamente a luce naturale, tanto che il paragone il Barry Lyndon di Kubrick non è irriguardoso. Curioso di vedere i successivi lavori del regista greco, il quale potrebbe aver trovato la quadratura del cerchio senza snaturale il proprio cinema, ma tenendo d'occhio anche il pubblico.

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Ultima risposta 28/01/2019 17.02.52
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