la storia della principessa splendente regia di Isao Takahata Giappone 2014
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la storia della principessa splendente (2014)

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locandina del film LA STORIA DELLA PRINCIPESSA SPLENDENTE

Titolo Originale: KAGUYAHIME NO MONOGATARI

RegiaIsao Takahata

Interpreti: -

Durata: h 2.17
NazionalitàGiappone 2014
Genereanimazione
Al cinema nel Novembre 2014

•  Altri film di Isao Takahata

Trama del film La storia della principessa splendente

Il film è la trasposizione cinematografica di Taketori Monogatari, la storia del taglia bambù. Narra di un contadino che, mentre tagliava del bambù, all'interno di uno dei fusti trova una piccola bambina, grande quanto un pollice. L'uomo, senza figli, la prende e la porta a casa da sua moglie, ed insieme decidono di allevarla come bambina propria. Ma crescendo, la piccola Kaguya si troverà a scoprire la sua vera identità, quella di non essere una persona qualunque ma una principessa...

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Voto Visitatori:   9,12 / 10 (21 voti)9,12Grafico
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Voti e commenti su La storia della principessa splendente, 21 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Filman  @  05/01/2021 13:24:19
   9 / 10
Portare sul grande schermo un film disegnato con questa tecnica, che ricorda le tavolozze e i pastelli del passato, è a metà tra una follia e una grande intuizione, sposandosi bene con la tipologia di racconto di KAGUYAHIME NO MONOGATARI (La Storia della Principessa Splendente) che sembra appartenere ad un millennio fa.
Inoltre, ripescare una tipologia di storia così antica per creare un racconto originale è un modo di fare il fantasy altrettanto coraggioso e spavaldo che però obbliga lo stesso nuovo racconto a possedere un'essenza aulica e ad avere vita eterna.
Isao Takahata compie il miracolo con un capolavoro che non solo regala sprazzi di magia e meraviglia, aprendosi e chiudendosi come un sogno, e che non solo parla di crescita, vita e famiglia attraverso gli dei in terra, ma apre nuove strade all'animazione e nuove strade al cinema fantastico, attraverso un umanesimo già battuto ma che può portare novità nell'arte.

jek93  @  05/02/2019 23:22:25
   7½ / 10
Un disegno tanto unico quanto mozzafiato, una colonna sonora incredibile e..... poco altro.
Ciò che non permette a questo anime di raggiungere picchi più alti di votazione è una trama piuttosto piatta e senza particolari picchi di interesse, salvo un finale coraggioso e non scontato.
Sicuramente consigliato ma non imperdibile.

Romi  @  16/06/2018 17:06:58
   10 / 10
Pur essendo un ilm d'animazione non è per bambini. Tratto da un antico racconto popolare giapponese è caratterizzato da un ritmo lento e da una trama profonda non facile perchè discosta dalla cultura occidentale. Tuttavia si intuisce il suo intenso e struggente significato. Molto poetico e delicato. La sua visione è un'immersione in un mondo d'acqarello e di poesia.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 10/07/2018 10.53.13
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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  13/06/2018 12:51:02
   7 / 10
Prodotto un po' atipico dello Studio Ghibli, che ricorre a un disegno primitivo e dai colori molto tenui. Storia semplice semplice e molto dilatata, fino a dare un senso di pesantezza. E' comunque un'opera notevole, piuttosto profonda e perciò adatta a un pubblico adulto.

ValeGo  @  21/01/2018 10:53:46
   9 / 10
Peanuts02  @  22/10/2017 11:47:16
   10 / 10
Ok, questo film è puro splendore.
Partiamo dal comparto tecnico: un'animazione tradizionale nella sua forma più pura, volta a mirare le vere potenzialità di questa tecnica: si vogliono ricreare gli stili delle antiche pitture giapponesi riuscendoci in pieno, cambiando talvolta tratto in una potenza visiva mai vista prima (la fuga di Principessa in primis)
La storia attingendo da un racconto folcloristico che sta al Giappone come all'Italia potrebbe stare Pinocchio, racconta un percorso dalle infinite chiavi di lettura: c'è un desiderio di un ritorno ad un Giappone e ad un mondo ormai perso, il cammino di una fanciulla alla scoperta dell'umanità insita nel cuore di ogni cosa, l'emancipazione femminile che soltanto un film dello studio ghibli può rendere in maniera così ottima. Tutto va aldilà di una comune protezione della natura: qui si tratta di prendere piena consapevolezza ed accettazione di sè stessi e del proprio ruolo in un vero e proprio ciclo infinito.
Un capolavoro sotto ogni aspetto.

adrmb  @  11/08/2017 21:34:54
   10 / 10
Niente da fare, rimane il mio film animato preferito, il migliore dello Studio Ghibli a mani basse, una delle massime espressioni dell'animazione tutta, per quel che mi riguarda.

Poi è la quintessenza del cinema di Takahata, c'è praticamente condensato tutto ciò che ha affrontato nella sua carriera: la base narrativa di Heidi (del quale Kaguya-hime rappresenta la versione della maturità, e anche più amara, cinica), il meraviglioso gusto estetico-bucolico visto in Anna dai capelli rossi, la rappresentazione dell'incapacità di adattarsi in un determinato contesto che porta alla dipartita/morte della tomba delle lucciole, la presa di posizione sullo stile di vita carnale di Pom Poko, lo stile minimalista degli Yamada, notevole già di suo nel portare sullo schermo l'essenzialità del disegno della striscia, qui però ulteriormente raffinato, l'effetto a carboncino dà alla pellicola tutta un taglio particolarmente impressionista, percepibile in particolare nella notevole sequenza in cui Gemma di Bambù/Principessa scappa dalla festa, e la scena si fa particolarmente "scarabocchiata" in piena linea col tumulto interiore del personaggio. Scena di una potenza visiva straordinaria accompagnata dalla musica di un Hisaishi ispiratissimo che per il testamento artistico/concettuale di Kaguya ha firmato più di un pezzo da antologia (cito 'Flying', 'The Procession of Celestial Beings', 'Mountain village').

Il ritmo è lento, estremamente lento, tanto che personalmente non consiglio la visione a meno che non sia freschi e riposati; ma è una lentezza strumentale nel disseminare con cura maniacale tutti i passaggi che giustificano il percorso degenerativo di Principessa che sfocierà nel "tragico" epilogo. Sceneggiatura certosinamente curata dunque, seppur non la migliore del maestro (il primato, almeno in questo campo se lo becca lo splendido 'Omohide poro poro'). Volevo quindi fare uso di questo spazio per sviscerare tutti i passaggi psicoanalitici fin allaparte centrale del film che a livello di mero intrattenimento è quella maggiormente più problematica, perchè unisce l'uniforme lentezza alla ripetitività narrativa dell'incontro col principe di turno e conseguente inganno. Ma Isao inserisce sottilissimi dettagli che fanno la differenza e giustificano appieno lo screentime presente. Andando con ordine:

- celebrazione del battesimo nella società. Il cerimoniale prevede che gli invitati facciano baldoria e a Principessa spetti uno spazio riservato. Principessa avverte la contraddizione di questa regola e fa alla dama/amica: "Ma... questa è una celebrazione in mio onore, no? Perchè stando così a me sembra proprio di non esserci". Turbamento interiore confermato dalle parole dell'invitato ubriacone "Mai che somigliasse a un fantasma!" Principessa attua una fuga (in quella strepitosa sequenza, esteticamente la più bella del film) e svestendosi delle vesti della città (figura ricorrente, presente in Heidi e Pom poko) torna nei luoghi d'infanzia che lei ha vissuto durante il periodo estivo e autunnale. Ora è inverno, un taglialegna dice che i suoi amici sono via per cercare nuovi alberi e non torneranno prima di dieci anni. Principessa scopre così il ciclo delle stagioni, morte e rinascita.

- Principessa tornata a casa decide di adempiere agli obblighi da nobildonna, si tinge i denti di nero e si taglia le sopracciglia, forse coltivando la speranza di un futuro reincontro ("dieci anni" le aveva detto il taglialegna). Nel frattempo riceve i pretendenti (notare il tocco di violenza psicologica che attua il surrogato della Rottermeier per non annullare l'incontro dicendole "Chissà come ci rimarrà male vostro padre..": il padre è il tallone d'Achille della fanciulla, l'unico verso il quale abbia mostrato accondiscendenza prima nell'adeguarsi ai rituali di città, che paragonano la figura che le è stata cucita addosso (ricordo, in primis Principessa è una ragazzetta di campagna lezza) a improbabili oggetti dal divin valore; lei banalmente per toglierseli di torno li manda a caccia di questi. A 'sto punto parte con la dama e la madre a vedere i ciliegi, si mette a danzare sotto questi (riferimento ad Anna) e gioca con un bambino spuntato. Quando accidentalmente lo pesta però la madre si precipita a chiedere scuse umilmente, riconoscendo, almeno apparentemente una differenza di rango intercorrente. Principessa a 'sto punto s'incupisce (nella condizione non le è più concesso di divertirsi infantilmente), (nota: ha un carattere piuttosto volubile, che non si troverebbe nelle eroine miyazakiane, molto più idealizzate, con l'eccezione di Kiki) e torna a casa; in strada però ha un incontro/scontro con Sutemaru (il loro rapporto è pari a quello tra Peter e Heidi, non c'è alcuna nota amorosa) che tuttavia non la riconosce: Principessa ha l'ennesima crisi d'identità perciò scappa via. Sutemaru la riconoscerà, ma sarà troppo tardi.

- Passano i tre anni. Principessa si diletta a costruire giardini che le ricordano l'habitat bucolico dell'infanzia. La figura tornerà in seguito. Si presentano nell'ordine molti pretendenti che porteranno i seguenti oggetti:
1) ramo di gioielli. Dopo una patetica recitina si scopre che non solo il fabbricato è falso, ma che il principe ha avuto la faccia tosta di farglielo pagare; tutto sommato assiste divertita alla scena della meschina fuga del pretendente.

2) veste del ratto. Principessa è già entrata nel meccanismo e il suo atteggiamento è serio. Domanda con fermezza di provare l'autenticità del dono, ma ha paura: le sue mani tremano. Il dono è un falso, e principessa ha un accenno di crisi d'identità: "Queste persone mi portano doni falsi perchè vedono me stessa come un falso!"

3) pietra del Buddha. Notevole variante dal racconto originale, qui il principe porta una comune pietra e articola un discorso amoroso che fa facilmente breccia nel cuore di principessa. Notare come alla base di tutto ci sia il presunto "sincero" sentimento del principe che parla di campi, boschi, cicli delle stagioni, l'utopico sogno di vita della protagonista. Ma si riveleranno frasi fatte, non si farebbe scrupoli nell'abbandonarla.

4) L'ultimo principe muore nel tentativo di recuperare la cipria della rondine. Principessa è scioccata che sia morto per mano sua, ed esplode la crisi d'identità: quell'uomo ha trovato la morte a causa della figura costruita che è diventata, la Principessa Splendente dalla bellezza divina e irraggiungibile. Ma lei era la fanciullina che si rotolava nel fango, non si vede negli artifizi della società. Distrugge il giardino che rappresenta la sua casa, il simbolo materiale della falsità per antonomasia nel film.

5) Compare il Mikado, muove proposte, promette cariche. Ma Principessa è ormai satura di tutto, arriva persino a dire di voler morire. Il Mikado non si arrende, le fa visita l'abbraccio (intensissimo momento, lo sguardo di lei è pari a quello di chi riceve violenza sessuale). La goccia che fa traboccare il vaso, un attimo, il richiamo della Luna, il suicidio. Scelta irreversibile.

Da qui in poi si susseguono la rivelazione circa l'origine di Principessa, il suo scopo sulla Terra (vivere per la vita, per mangiare, bere e dormire, in maniera animalesca, passionale, proprio come bestie, uccelli, insetti) il rincontro con Sutemaru (la metafora proprio dello stile di vita puro che Principessa avrebbe voluto condurre, anche con le ginocchia sbucciate,il sudore del lavoro, i pestaggi per i furti; ottima la scena del volo che fa sentire lo spettatore partecipe dell'ebrezza della vita di uccelli e insetti). E infine il richiamo lunare, l'addio dei genitori, la promessa di una vita ciclica, nel mezzo un forte senso di malinconia. Tocco di classe scegliere di far degradare la pellicola al bianco e nero sul finale, segno di una presa di posizione di Isao molto chiara circa la critica alla "vuotezza" del Nirvana, l'assenza di qualsivoglia emozione. Finale comunque superbo, sì.

Cosa mi porta a dire quanto sopra esposto? Reputo la componente strettamente fiabesca/folkloristica di un Giappone ancestrale una mera facciata (una facciata comunque assolutamente superba, il risultato visivo pare un continuo disegno in movimento, un po' come se fosse il Barry Lyndon dell'animazione XD) che nasconde al suo interno il tipico drammone takahatiano neorealista, avente come protagonisti gente misera o comunque palpitante di sentimenti comuni e concreti (sia i pretendenti emblema di diversi vizi, sia la stessa Principessa). Personaggi piccoli nel senso di terreni qua occupati a giocare a indossare le maschere (emblematica la scena in cui la dama prende la veste di Principessa per il gusto di provarla). Quindi boh ripeto, film immenso, nessun altro film animato mi ha stuzzicato le riflessioni come questo, d'accordo la lentezza ma per chi ha la pazienza di seguirlo è in grado di dare tantissimo.

KitaVerde  @  27/11/2016 12:29:30
   9½ / 10
Non ci sono parole...Takahata/ Hisaishi mon amour!
PURO CAPOLAVORO.

Testu  @  16/09/2016 18:43:51
   7 / 10
Takahata è sicuramente un regista di cui si dovrebbe parlare maggiormente vista la sua cura per i dettagli, anche su personaggi secondari. Tecnicamente il film nel suo stile pastellato è grazioso, ma sorprendono un po le spese alte per la sua realizzazione, in parte dovute all'abbandono graduale di certi stili e in parte ai continui ripensamenti durante la lavorazione. Nel suo voler raccontare bene i personaggi il primo tempo risulta un po lento e alcune azioni e reticenze della principessa in generale potrebbero non essere del tutto colte. Sicuramente un lavoro buono, ma non tra quelli che rivedrei per primo.

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Ultima risposta 16/09/2016 22.23.49
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Elwing77  @  26/06/2016 17:58:18
   8½ / 10
Profondo e commovente.

Invia una mail all'autore del commento Daniela Puledra  @  24/02/2016 02:17:24
   9½ / 10
A se avesse usato la tecnica del cartone animato avrebbe vinto l Oscar, il pastello a me non piace, é un peccato che non abbiamo usata la tecnica classica x cui lo studio ghigliottina si distingue, la storia é splendida splendente come la principessa

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Invia una mail all'autore del commento luca986  @  14/01/2016 22:45:56
   10 / 10
Capolavoro. Immaginavo un finale diverso, però era giusto così. Ripeto: capolavoro senza se e senza ma.

eruyomè  @  27/04/2015 09:50:07
   10 / 10
In assoluto, una delle "cose" più belle (ma la parola è riduttiva) che ho mai visto in vita mia.

Sono rimasta sconvolta, sconcertata, estasiata, commossa, catturata, elevata, purificata, intristita, intenerita, rallegrata, ammirata, arricchita dalla visione.
Troppe emozioni e sensazioni.

Semplificando nella parola più calzante del mondo, questa è ARTE.



Lo studio Ghibli si conferma per la vetta assoluta che è e, se deve davvero essere la fine, agli sgoccioli della produzione, non poteva esserci canto del cigno migliore di questi ultimi suoi lavori.
Nel giro di un paio d'anni i fondatori hanno sfornato due capolavori, due opere sublimi e perfette. due testamenti spirituali, umani ed artistici.

Peccato che il mondo non se ne sia quasi accorto. Come al solito il botteghino ha deluso. Degli Oscar non parliamo nemmeno. Che la bellezza assoluta venga scartata per anteporle i gran soldoni, è cosa purtroppo già vista e rivista. Va bene così, le opere d'arte parlano da sole, non hanno bisogno di premietti di sorta, quelli lasciamoli alle mediocrità.

topsecret  @  03/04/2015 17:07:43
   7½ / 10
Produzione Ghibli, nonostante la grafica ne ricordi poco lo stile, il film d'animazione del regista Takahata è la trasposizione di una fiaba del folklore nipponico che inneggia ai sentimenti toccando argomenti tra i più vari: amore, contrasto, famiglia, natura e libertà. E tutto con un garbo e una melodiosa, raffinata beltà che rapisce lo spettatore e lo catapulta in prima persona nelle vicissitudini della deliziosa principessa e della sua famiglia terrestre.
L'inizio è forse un po' prolisso, la storia ha una lentezza di fondo nel carburare, ma già a metà del cammino si inizia a percepire la sensazione di un buon prodotto che sa come arrivare a colpire. L'apice è un finale di rara intensità e di struggente malinconia.
I dialoghi sono articolati e questo credo che lo renda un prodotto non adattissimo ai più piccoli.

pak7  @  28/03/2015 23:24:18
   9½ / 10
Finalmente recuperato (e soprattutto al day one in hv, cosa che capita veramente raramente), è una pellicola intensa, che sa colpire e conferma di come, in questo momento, (ma forse anche in passato?) la Studio Ghibli sia superiore alla Disney, o forse semplicemente più continua.Non conoscevo Takahata (conto però di approfondirlo), ma questa storia tocca temi importanti, il valore dei sentimenti, delle piccole cose e sa essere estramamente convincente sotto tutti i punti di vista. Il disegno, apparentemente sfocato, è terribilmente efficace nel suo essere semplice, come la protagonista. Mi sbilancio: uno dei migliori Studio Ghibli.

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/03/2015 16.30.05
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anthony  @  14/03/2015 20:39:25
   10 / 10
Un tratto di pastello che ha il potere di racchiudere l'essenza assoluta dell'arte, della vita, dell'esistenza tutta.
Non trovo parole adatte per rendere le emozioni che mi ha scatenato questa opera d'arte..il tutto risplende di una luce immensa e coinvolgente: un autentico turbinio che trascina e investe ogni sensazione, pulsione, emozione.
Il maestro Takahata sguainando la matita, con i soli tratti dei suoi disegni, è riuscito a farmi piangere ed emozionare come non mai..per due ore e un quarto sono asceso e ho fatto parte del mondo e della vita della Principessa Splendente; mai la potenza e la magniloquenza di un tratto di pastello è riuscito nell'impresa di elevarsi a tali livelli; la grandiosità di questo definitivo capolavoro è la riprova che lo studio Ghibli e certa espressione cinematografica giapponese non hanno eguali nel rendere realmente emozionante e struggente un'avventura, una storia, la narrazione di una leggenda, di un mito o di una favola legate a un folklore millenario e tradizionale che si perde letteralmente, e senza confini, nelle pieghe del tempo.
L'emozione di una vita, un'esperienza inenarrabile ed eterna.
Che capolavoro!

horror83  @  14/03/2015 14:23:56
   9 / 10
Stupendo, non ci sono parole per descriverlo. tecnicamente è perfetto, disegnato a mano, colori pastello, e una storia molto coinvolgente e "strana" per noi occidentali, cioè è molto giapponese. A me è piaciuto moltissimo e avrei preferito che vincesse l'Oscar, ma come al solito danno la statuetta ai cartoni americani. Ma a questo punto non metteteli neppure in nomination i film d'animazione giapponesi.

faluggi  @  23/02/2015 22:01:44
   10 / 10
Dal regista de "La tomba per le lucciole"; CAPOLAVORO! Come sempre! Ovviamente a nulla è valsa la nomination agli oscar, vinta dal solito filmettino disney del c***o.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  06/11/2014 14:40:28
   9 / 10
"La storia della principessa splendente" è un film che sta, decisamente, oltre. Una fiaba che sa di classico e potrebbe appartenere a tutte le civiltà, che contiene in sé archetipi mitologici appartenenti a diverse civiltà. Un'opera d'arte veramente Classica e Universale, che trascende la sua matrice buddista evidente specie nel finale.
Un film magnifico, imponente, di ricchezza e profondità pari solo alla sua raffinata squisitezza visiva; denso e stratificato eppure semplice al punto da essere comprensibile a un bimbo su un piano prerazionale e al contempo richiedere molteplici visioni.
I due fondatori dello studio Ghibli, in finale di carriera, nel 2013, hanno messo a segno due capolavori pazzeschi.

WowGoo  @  05/11/2014 20:20:39
   10 / 10
"Un capolavoro andate a vederlo subito" Recita il suggerimento a questo massimo voto. Ma non è abbastanza, questo non è un film che si vede, è un film che si ascolta nell'animo di quello che viene rappresentato, dotato di una potenza visiva struggente.


Nulla da aggiungere.

francescot  @  05/11/2014 19:05:39
   9½ / 10
Finalmente è arrivato anche da noi, visivamente stupendo nei suoi toni pastello e con le figure mai definite perfettamente ma delineate quasi con la fusaggine, una scelta stilistica che ho apprezzato davvero, che in molte scene riesce a dare alle immagini una forza ed incisività unica.
bellissimo e poetico.

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