the end? l'inferno fuori regia di Daniele Misischia Italia 2018
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the end? l'inferno fuori (2018)

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locandina del film THE END? L'INFERNO FUORI

Titolo Originale: THE END? L'INFERNO FUORI

RegiaDaniele Misischia

InterpretiAlessandro Roja, Carolina Crescentini, Claudio Camilli, Euridice Axen, Benedetta Cimatti, Bianca Friscelli, Roberto Scotto Pagliara

Durata: h 1.38
NazionalitàItalia 2018
Generehorror
Al cinema nell'Agosto 2018

•  Altri film di Daniele Misischia

Trama del film The end? l'inferno fuori

In una Roma frenetica e immobilizzata dal traffico, una mattina Claudio rimane bloccato da solo in ascensore a causa di un guasto, subito dopo averlo bloccato per infastidire un'impiegata. Peccato sia proprio il giorno in cui si è recato in ufficio per concludere un importante lavoro per la sua azienda. Ma questo fastidioso inconveniente sarà solo l'inizio. Mentre cerca di non farsi sopraffare dalla disperazione per aver perso l'appuntamento, si rende conto che sta succedendo qualcosa di terribilmente drammatico, e la preoccupazione si trasforma in vera e propria angoscia. Parlando al telefono con la moglie e consultando le news si rende conto che la città è in preda al delirio, colpita da un virus letale che sta trasformando le persone in essere disumani e aberranti. Bloccato tra due piani e intrappolato in una gabbia di metallo, Claudio dovrà fare i conti con questi zombie, che cercano in tutti i modi di entrare nell'ascensore e massacrarlo. Non gli resta che affidarsi al suo istinto di sopravvivenza per contrastare l'apocalisse ormai inevitabile e uscire da quell'inferno.

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Voto Visitatori:   6,44 / 10 (16 voti)6,44Grafico
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Voti e commenti su The end? l'inferno fuori, 16 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/11/2018 21:19:27
   7 / 10
L'inferno fuori vive di una situazione paradossale: un uomo intrappolato in un ascensore, mentre fuori sta succedendo di tutto. Incapace di uscire dalla prigione, ma allo stesso tempo tale prigione è un luogo protetto, dove gli zombies non riescono ad entrare.
L'ambiente molto angusto non impedisce al film di avere un buon ritmo e riuscire a dosare bene la tensione grazie alla regia di Misischia, che limita al massimo la visuale del protagonista. In questo modo il fuori campo assume una notevole importanza e di conseguenza l'incertezza del "fuori" crea la tensione all'interno dell'abitacolo. Roja è bravo nell'evoluzione del suo personaggio, uno yuppie post moderno cinico e str0nzo che in un certo senso si specchia di fronte agli zombies che cercano di nutrirsi della sua carne, come lui a sua volta si nutre delle persone alle sue dipendenze. Un buon esordio sperando che sia di buon auspicio per i film di genere italiano.

Macs  @  28/10/2018 20:16:37
   5 / 10
A me non è piaciuto. Inizia abbastanza bene ma poi la penuria di mezzi, e di idee, rendono il tutto francamente noioso e ripetitivo. Se hai un budget così basso, devi provare a sopperire con le idee. E il problema vero di questo film non è il budget, ma le idee molto scarse. Quella non è claustrofobia, è staticità assoluta che sconfina nella noia. Si prova a ravvivare il... mortorio con l'ingresso di un nuovo personaggio, che però è introdotto talmente male e fa cose così stupide che era meglio non l'avessero mai messo in scena. Visto che non si sapeva rendere interessante la parte dentro l'ascensore, si doveva puntare a una parte più lunga fuori, e invece la proporzione è di 95 a 5, e questo penalizza la resa del film. Mi spiace perché è un meritorio tentativo italiano di fare un film di genere, ma non ci siamo. E' tanto difficile realizzare un film simile a "Train to Busan"? Misischia prenda lezione (di idee) dai coreani e magari la prossima volta uscirà qualcosa di buono.

markos  @  01/10/2018 19:38:40
   6 / 10
Il cinema italiano che si cimenta con gli zombie. Tiene per un pò, alla lunga annoia.
Sarebbe stato bello renderlo splatter.

metal_psyche  @  29/09/2018 18:54:38
   6 / 10
Diciamo che do la sufficienza perché non si vedono quasi mai prodotti italiani del genere nei cinema.

Però il problema è che novanta minuti dentro un ascensore alla fine prendono alle palle veramente. Già dopo mezz'ora io il film lo sentivo stanco. Gli sceneggiatori avrebbero dovuto inventarsi qualcosa di meglio. Ok che non ci sono i milioni, ma una buona storia zombie può essere ambientata anche all'interno, chessò, di un edificio, senza quindi dover spendere molto.

Insomma, il plot soffre troppo questa perenne staticità e, come conseguenza, la pellicola risulta noiosa.

Anche la tensione fa fatica ad arrivare. E perché? Perché si sa già che il protagonista è al sicuro chiuso dentro quel c4zzo di ascensore.

Dialoghi e acting mediocri: un po' da B-movie.

Quanto allo score, sufficiente solo a tratti. Ottima, invece, la fotografia.

Invia una mail all'autore del commento ziokartella  @  26/09/2018 14:16:26
   6½ / 10
Discreto prodotto italiano, con un protagonista che sappiamo già essere tra i migliori giovani attori italiani e un regista poco conosciuto ma che ha girato diversi film niente male....la trama unisce il classico thriller-horror claustrofobico "ascensoriale" (di cui potremmo citare numerosi esempi) allo zombie-movie più "contemporaneo", la situazione è simile a quella della brillante zombedy britannica "Stalled" dove un impiegato rimane chiuso in un gabinetto durante l'apocalisse Z. ... ma qui si fa sul serio...tra i pregi del film l'aver evitato le solite scontate scene di "massa" ed inutili truculenze, particolarmente apprezzabile poi, se vogliamo una citazione d'autore...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Migliorabile invece il trucco degli "infetti", in particolare

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER che mi ha ricordato tanto alcuni pessimi lavori apocalittici italici di ultima generazione.

E tutto sommato non è neanche così retorica la morale di fondo...puoi vivere solo per il profitto e la carriera in modo arrogante calpestando e maltrattando gli altri ma prima o poi arriva la tua ora e tutto perde di significato....e comunque hai ancora la possibilità di salvarti e diventare una persona migliore.

antoeboli  @  18/09/2018 00:46:39
   7 / 10
Ho voluto dare fiducia ancora una volta al cinema italiano , e pensando alla tipologia di film ormai visto e rivisto non sapevo se aspettarmi una ciofeca o qualcosa di interessante .
The end l'inferno fuori è il primo film sul grande schermo del giovane Misischia che riesce ad attingere dai vari maestri dell'horror e proporre uno zombi movie all'italiana tutto girato in un solo luogo : un ascensore
Per chi soffre di clausotrofobia questa location potrebbe darci dentro . Regia molto curata , così come il trucco degli zombie che si rifà più allo stile dei vecchi movies di Romero che agli zombi moderni , e Alessandro Roja è stato molto bravo in questa parte dell'uomo in carriera con donzelle a destra e sinistra , ma che non si sacrifica per aiutare il prossimo .
Molto convincente anche la fotografia in una Roma ridotta al caos , con un finale altrettanto bello , forse un poco comico in alcuni momenti , quasi come volesse esser fatto apposta .
Di sicuro meglio di alcuni horror italiani visti di recente .

luis 98  @  05/09/2018 19:06:13
   6 / 10
Non bisogna dare 9 o 10 solo perché è un prodotto italiano...
Il film è un film di serie b ma purtroppo il budget è quello che è però che cavolo almeno il make up fammelo bene... (ho visto video su YouTube con zombie fatti meglio)
La sceneggiatura è abbastanza lineare con qualche idea brillante e qualcuna un po' di meno ma nel complesso non è così male anzi.
Alla regia misischia riesce a creare una buona tensione per buona parte del film per poi perdersi un po' troppo nello splatter,cosa che non mi è piaciuta anche perché il Film finché faceva vedere pochi zombie è lui al telefono che cercava di capire cosa stava succedendo creava una tensione incredibile poi sono arrivati gli "zombie" che per tutto il film infilano la mano. Nel buco dell'ascensore e urlano.. Basta non fanno Paura e non Creano tensione.., se ne avessero meno abusato per me sarebbe stato sicuramente migliore..
Gli attori si comportano tutti più o Meno bene soprattutto l'ottimo protagonista, molto bravo.

Film che poteva essere migliore se avesse mantenuto lo stile iniziale per tutto il resto del film. Ma nulla dopo 40 minuti si ripetono le stesse scene fino alla fine del film..
Mi sento di dare un 6.. Considerando il budget ridotto hanno fatto sicuramente un gran lavoro però alcune scelte sono state stupide a mio parere (metti meno zombie e punta di più sulle relazioni del protagonista col. Mondo esterno)

peppe87  @  05/09/2018 17:50:04
   6½ / 10
l'idea è buona, non potendo disporre dei milioni americani si fa quel che si puo, ambientazione interna, azione ristretta in piccoli scontri ogni 20 minuti, dandi credibile nel ruolo, anche il finale non fa schifo come immaginavo

BlueBlaster  @  04/09/2018 19:02:16
   5½ / 10
Io non premierei così tanto un film molto derivativo che non eccelle in nulla...
Ok che la regia non è male e la recitazione relativamente valida, ci aggiungo anche il comparto sonoro e la colonna sonora ai "pregi".
Effetti speciali e trucco invece sono scarsini ma sopratutto la sceneggiatura viaggi su binari morti pescando a destra e a manca da altri zombie-movie europei...va bene che la location è diversa dal solito ma comunque vi sono altri film che trattano di epidemie con i protagonisti chiusi in luoghi ristretti e per chi non lo sapesse c'è un certo "Elevated" di Vincenzo Natali (The Cube) ossia un cortometraggio che eccelle riguardo questa location; ciò insegna che un film realizzato in un ascensore fatica a reggere per la durata di un film intero!
Per essere italiano non c'è male e si potrebbe pure premiare ma oggettivamente il mio voto è questo.

sebastian482  @  01/09/2018 23:43:57
   9½ / 10
Una grande e vera sorpresa questo film horror splatter italiano e ambientato in italia, era da tanto tempo che non vedevo un una bella produzione italia su questo genere. Il film mantiene un ottimo ritmo dall'inizio alla fine e mi è piaciuta molto l'interpretazione del protagonista e del poliziotto.

Mattealus  @  01/09/2018 18:53:08
   6 / 10
Capisco incoraggiare il genere horror italiano e disprezzare a medi tesi (le dita intendo) i soliti drammoni oncologici nostrani che ci ammorbano da anni, ma sinceramente dopo un po' ho dovuto rinunciare, è inguardabile e inascoltabile. St'inflessione romanesca la trovo terribile, tutti i dialetti, ma specialmente quella romanesca, che mi dà un senso di provincialismo terrificante.
Probabilmente chi ha retto i primi minuti poi ne è uscito appagato, non lo metto in dubbio, ma è un horror e i miei sorrisetti imbarazzati raccontavano che questo di horror ha poco, chi ha orecchie per orecchiare intenda. Gli do la suffa per il discorso iniziale, altrimenti... lasciamo stare

InvictuSteele  @  30/08/2018 23:48:40
   6½ / 10
Considerando il budget basso e la monolocation il film regge benissimo. Bravissimi attori, che non sfiatano quando parlano, una buona sceneggiatura e una regia attenta fanno di questo horror un prodotto godibilissimo e sicuramente in grado di rivaleggiare col mercato estero. A confronto di mille porcate americane che escono oggi al cinema, The End? fa la sua bella figura. I limiti ci sono, ovvio, ma non pesano affatto sulla narrazione. Promosso a pieni voti. Che sia la rinascita del cinema italiano di genere? Lo spero tanto.

CineOLE'  @  30/08/2018 01:04:25
   5 / 10
Proverò a dire la mia, anche se sarà un messaggio lungo. Non riuscirò a dire davvero cosa ne penso. E spero che nessuno mi fraintenda, perchè comunque è un film da vedere e in qualche modo sostenere. E' bello escano prodotti così anche Italiani . . Ma , Mi spiace dirlo, a me non è piaciuto molto. Capisco il dover supportare il cinema di questo genere italiano. Dato che, da anni, pare morto ( anche se ci sono sempre tante produzioni italiane molto horror che escono direttamente per il mercato dvd e valgono tantissimo, anche di più di questo film in questione ) . Ma, a me, lo ripeto, questo film non ha entusiasmato. Perchè purtroppo, in queste produzioni, siamo sempre troppo caserecci ..................... io adoro anche i film a bassissimo budget , e non per forza americanate con grandi effettoni . Tra gli ultimi film che ho amato c è IT FOLLOWS ( Americano , ok, ma fatto con 4 dollari , pochissimi mezzi, ma tantissimo talento e con poche inquadrature, e una musica azzeccata, hanno creato un capolavoro secondo me ) , e poi BASKIN ( film turco, TURCO ! per me poteva anche essere ambientato nelle campagne Siciliane, non faceva differenza. Il film , con pochi mezzi, e tantissima atmosfera e scene girate con surreale bravura, è un CULT già ora ) .... Invece in questo prodotto italiano ci vedo sempre troppa poca bravura. Passione si, ma talento poco. Tutto troppo casereccio. Già solo nell' intro ( con quell' effetto velocizzato modaiolo e le musiche semi disco ) ( e pensare che un certo CARPENTER, senza spendere un dollaro, da solo con la sua pianola, ha creato una delle colonne sonore più belle di tutti i tempi ). Ma poi, la cosa che sopporto sempre poco di queste produzioni nostrale, sono i dialoghi e la dizione , il linguaggio ! A me dispiace dirlo, e questo è sicuramente il mio personale limite : Ma io detesto, in un film ( che sia americano, turco, austriaco, italiano lombardo, romano, sardo ecc.. ) sentire troppo gli accenti dei dialettici . . Mi fa scadere tutto . . Si spera sempre che questi film possano RIcompetere con il mercato internazionale e ridare vita al genere horror italiano . Ma poi io vedo tutta la fattura e la trovo troppo da telefilm italiano per RAI 2 . . . . E sentire i personaggi che iniziano a dire : AOH ! MARCE' !!! MARCE' AOH !! ECCHECCAZ ! QUI NON ENTRA MANCO LA ******* ecc. . . A me dispiace, ma mi fa scadere tutto ! Lo so che il film è ambientato in Italia, a Roma, e per il realismo, devo accettare che si senta così. Anche fosse stato ambientato a Milano sulla Madonnina .. Ma io non ci riesco . . . Pure Dario Argento, negli anni 70 e 80 faceva ridoppiare i film per avere poi dei dialoghi parlati in modo neutro, senza dialetti marcati e locali . . . Una volta ho sentito proprio un intervista di una famosa doppiatrice che diceva proprio : " il doppiaggio perfetto, per dei film che competono in modo internazionale, è quello italiano pulito, senza dialetti regionali " .. E per me è così ! Pensare che ( ed è solo un esempio eh ) pure HELLRAISER, il primo, fatto con pochi mezzi da Barker, venne ridoppiato per il mercato Americano e Australiano. Perchè era recitato con un inglese, troppo BRITANNICO . . e così lo hanno poi ridoppiato con un inglese più " internazionale" per poterlo distribuire meglio . . Per dire . . . E invece da noi non c è questo tipo di mentalità . . SI fa un film così, come THE END? ( che visivamente è bello, ha una bella fotografia e anche un ritmo interessante ) . Ma poi scade nei dialoghi, nel modo di parlare ... E nelle musiche davvero pietose, secondo me... Bastava poco : curare meglio la colonna sonora ( anche con una persona talentuosa che con una pianola creava un ritornello azzeccato, come facevano una volta.. ) - ridoppiare i dialoghi con una dizione senza dialetti .. E il tutto ne avrebbe giovato . . . Poi vabè, a me i film così sugli zombie piacciono comunque molto poco. E il film, di per se, mi ha annoiato comunque a morte.. Mi spiace . . Ma la penso così .......... Ci sono prodotti horror italiani recenti che secondo me sono più intriganti . Come THE PYRAMID ,. Italianissimo , e uscito direttamente per home video, è un film di nicchia, molto nostrano e indipendente. Però è geniale, pieno di inventiva vera. E prenderlo e goderselo come film "di nicchia" direttamente in dvd, acquista molto più valore .. Invece THE END? esce nei cinema, Se ne parla come di un qualcosa che potrebbe ridare vita all' horror italiano . E poi . . . . . . . NON voglio bocciarlo, guardatelo ! Ma a me non ha colpito per nulla.... Mi spiace. .

topsecret  @  29/08/2018 22:32:36
   6½ / 10
Diciamo subito che non siamo al cospetto di un capolavoro horror ma THE END?, diretto molto bene da Daniele Misischia, riesce a far impallidire qualsiasi lavoro di Boni e Ristori, tanto per citare due tizi a caso che provano a fare i registi.
Non un capolavoro, come detto, visto che il livello attoriale e il make up non sono da oscar e il fattore gore non è poi così massiccio, ma è comunque un film che crea interesse, crea la giusta tensione e non ti rende la visione fastidiosa o irritante. E tenendo presente che il tutto si svolge in un ascensore, dove la libertà di manovra non è certamente tra le più facili, non è cosa di poco conto e Misischia riesce a essere creativo e non facile alla banalità.
Un plauso quindi a questo regista che, parere mio, con un budget più sostanzioso potrebbe regalarci grandi soddisfazioni...quanto meno in ambito zombesco.

tarr97  @  29/08/2018 20:14:33
   7 / 10
the end? l' inferno fuori, zombie movie italiano diretto dall' esordiente Daniele Misischia, e prodotto dai geniali maestri del low budget i Manetti bros. E' il perfetto esempio di come fare film a basso costo. Non ha nulla da invidiare a certe pellicole zombie americane. non è un capolavoro, non siamo davanti a un miracolo di film come "lo chiamavano Jeeg robot", "veloce come il vento" , Misichia non è Tobe Hooper, Sam Raimi, George a. Romero, ma nel suo piccolo riescie a raccontare una storia di zombie ambientata in Italia a Roma e renderla credibile. Usando una singola location (fatta qualche eccezione per alcune inquadrature girate vicino a castel sant' Angelo e in altre vie di Roma). La trama è semplice: Claudio un cinico economista sta andando a una riunione di lavoro nella sua azienda prima di giungere al piano, l'ascensore del suo ufficio si blocca. Intrappolato in quelle quattro mura, Claudio capirà ben presto che quello è l'ultimo dei suoi problemi: una misteriosa epidemia ha infatti colpito l'intera città di Roma e, da lì a poco, un'orda di zombie scatenerà il panico in ogni angolo della capitale. Compreso il suo ufficio. Claudio cercerà di rimanere in contatto con la moglie Lorena via telefono, e trovare aiuto grazie anche ha un poliziotto di nome Marcello. rimane un quesito da porsi il cinema italiano di genere sta ritornado? il cinema italiano di genere era molto presente nel periodo anni sessanta, settanta, ottanta. verso gli anni novanta scomparve completamente lasciando spazio solo a due generi che sono la commedia e il dramma, tuttavia in questi ultimi quattro anni sono arrivati film come," mine" della coppia Fabio e Fabio, "song e napule", "ammore e malavita " dei già citati Manetti Bros, "Riccardo va all' inferno" di Roberta Torre, "Brutti e Cattivi" di Cosimo Gomez, "lo chiamavano Jeeg robot" di Gabriele Mainetti, "il racconto dei racconti" di Matteo Garrone, "veloce come il vento" di Matteo Rovere, "educazione siberiana", "il ragazzo invisibile", "il ragazzo invisibile seconda generazione" di Gabriele Salvatores, "il giovane favoloso" di Mario Martone, "across the river" di Lorenzo Bianchini, "acab" e "Suburra" di Stefano Sollima, "Non essere cattivo" di Claudio Caligari, "la ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi, "l' arte della felictià" e "gatta cenerentola" di Alessandro Rak. tutte pellicole che stanno completando un puzzle che in un prossimo futuro potrebbe davvero mostrare cosa sa' fare la settima arte italiana, questo " the end?" è un tasselo piccolo ma utile per magari convincere produttori coraggiosi a fare altre pellicole zombie italiane, magari con piu' budget, piu' effetti visivi, piu' attori, piu' distribuzione e sopratutto esporatazione all' estero.

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Dolente  @  18/08/2018 09:51:48
   7 / 10
È sempre un piacere andare a vedere dei film che in qualche modo vadano contro l'inerzia del cinema nostrano.
Misischia non rivoluzionerà il genere horror né, almeno penso, riuscirà a fare il vuoto al botteghino: il periodo estivo, la distribuzione buona (non eccellente) e il genere remano contro.
Si tratta di un capolavoro? No.
Il film avrebbe avuto più frecce al proprio arco con una sceneggiatura più coraggiosa; il che non vuol dire che sia una brutta sceneggiatura, perché risulta corretta nei dialoghi, tempi narrativi e interazione dei personaggi: manca una maggior introspezione nonché alcuni guizzi che rinverdiscano una situazione che tende allo stagnamento, alla ridondanza.
Detto ciò, l'apporto registico è notevole tanto quanto l'ottima prova del cast, con un Roja sugli scudi e il convincente Camilli a fare da temporaneo partner.
Un film buono, ma speriamo che sia da apripista per un rilancio del cinema di genere.

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