il cavallo d'acciaio regia di John Ford USA 1924
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il cavallo d'acciaio (1924)

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locandina del film IL CAVALLO D'ACCIAIO

Titolo Originale: THE IRON HORSE

RegiaJohn Ford

InterpretiGeorge O'Brien, Madge Bellamy, Charles E. Bull, Gladys Hulette

Durata: h 1.45
NazionalitàUSA 1924
Generewestern
Al cinema nell'Agosto 1924

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Trama del film Il cavallo d'acciaio

Un ingegnere che sogna di costruire ferrovie viene assassinato, nel 1853, da un bandito bianco travestito da indiano. Dieci anni dopo, nel 1862 Abraham Lincoln dŕ il via alla costruzione della ferrovia. Davy Brandon (George O' Brien), il figlio dell'ingeg

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Voto Visitatori:   7,00 / 10 (3 voti)7,00Grafico
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Voti e commenti su Il cavallo d'acciaio, 3 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Filman  @  13/01/2026 10:35:50
   6½ / 10
Dopo una serie di film, tra cui diversi lungometraggi, quasi tutti andati perduti, John Ford dirige uno dei più classici racconti di spinta nazional-popolare del tempo, cioè un racconto sulla costruzione della ferrovia trans-americana: THE IRON HORSE nasce in un periodo di forte depressione per incoraggiare il popolo americano con storie di sudore, fatica, sacrificio e vittoria per il proprio paese, ispirandosi ai propri predecessori.
La sequenza dell'incontro con gli indiani iniziale e la guerriglia finale sono grandi sequenze. Il film è però un po' pesantuccio considerando la durata, la retorica politica alla base e la produzione non modernissima, dallo stampo teatrale, con i volti degli attori incerati e una recitazione dei dialoghi "silenziati" un po' caricata, tipico di un cinema muto ancora acerbo.
Nonostante questo, il film in generale e l'espressività facciale degli attori sono mediamente avanti rispetto al tempo e ai film suoi coetanei.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  14/02/2015 17:48:47
   7½ / 10
Sono film questi che rimarranno sempre piacevoli da vedere e interessanti.
La prima cosa che salta all'occhio è la bellezza delle inquadrature e delle immagini; ma questa è una cosa risaputa nei film muti: hanno come una marcia in più dal punto di vista estetico e visuale. In ogni caso la suggestione del bianco e nero, la bellezza dei paesaggi vergini mostrati, la patina fascinosa data dal tempo, rendono le immagini di questo film assai affascinanti. C'è poi la storia, avvincente e narrata con un particolare stile corale che mescola epico e quotidiano, rendendo il film significativo e familiare allo stesso tempo.
Al centro dell'universo ritratto nei film di Ford ci sono gli Stati Uniti, con il suo territorio, i suoi valori, le sue istituzioni. Più esattamente la civiltà, la cultura americana, con la sua vitalità, l'audacia, la sapienza tecnica, le opportunità che dà ad ognuno di lavorare allo stesso tempo per se stesso e per un progetto comune, di vivere libero come uno vuole all'interno di regole condivise.
L'importante è l'unità e l'aiuto reciproco nei momenti di emergenza. Su questo Ford fa molto affidamento e cerca sempre di perorare nei suoi film.
C'è infine spazio pure per l'ironia, il lato buffo e comico, ma sempre con molto affetto e bonomia. Il punto di vista di Ford è sempre quello del basso, della gente comune con le sue piccole grandi gioie e dolori, il vero tesoro degli Stati Uniti.
A contrasto e conferma di questo atteggiamento c'è anche il lato "cattivo". Stranamente in questo film i cattivi non sono gli indiani, o meglio lo sono solo perché sobillati da un "bianco" traditore. Quindi il negativo proviene dagli occidentali, non proprio dagli indiani.
Fa un po' di tenerezza l'entusiasmo e la celebrazione con cui si esaltano le conquiste e il progresso tecnico, oggi che invece li vediamo con occhio negativo e rimpiangiamo un po' la natura selvaggia e incontaminata di una volta..
Non mancano momenti di stanca in questo film, che va con andamento molto spezzettato e con storie parallele, intervallate da frequenti didascalie, per lo più in vivace gergo dialettale (Ford era irlandese e quindi parteggia per questa etnia nei suoi film). C'è qua e là anche qualche scena eccessivamente melodrammatica.
In ogni caso due ore che scorrono via molto piacevoli.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  08/05/2010 22:48:07
   7 / 10
Film muto di 3 ore in realtà. Respiro epico, tendenze manzoniane in uno degli archetipi del genere western. Colpisce che giri tutto intorno alla costruzione di una ferrovia, "classico" contesto crepuscolarizzante, licenza poetica permettendo.

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