la grazia regia di Paolo Sorrentino Italia 2025
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la grazia (2025)

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locandina del film LA GRAZIA

Titolo Originale: LA GRAZIA

RegiaPaolo Sorrentino

InterpretiToni Servillo, Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Orlando Cinque, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola, Rufin Doh Zeyenouin, Guè, Francesco Martino, Alexandra Gottschlich

Durata: h 2.11
NazionalitàItalia 2025
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2026

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Trama del film La grazia

Il Presidente della Repubblica Mariano De Santis è ormai anziano e alla fine del suo mandato. Vedovo, ex-giurista e profondamente cattolico, si troverà di fronte a due ultimi dilemmi: se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio in circostanze che potrebbero essere considerate attenuanti o se promulgare la legge sull'eutanasia.

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Voto Visitatori:   7,09 / 10 (22 voti)7,09Grafico
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Voti e commenti su La grazia, 22 opinioni inserite

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Jumpy  @  03/07/2026 22:24:58
   7 / 10
Buona parte del voto è per la bravuta di Servillo e l'importanza dei temi trattati.
Film che ho trovato particolarmente pesante ed indigeribile, tipo peperoni imbottiti prima di andare a letto...
Basato sui dialoghi, tanti dialoghi da seguire. Servillo bravissimo come sempre, ma è il suo personaggio che stavolta non mi ha convinto. Al di là delle vicende e dilemmi morali che presenta (che oggettivamente sono di notevole spessore ed offrono spunti interessanti) sono inverosimili i tentennamenti e le incertezze personali

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La frase cardine di tutto il film

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JohnRambo  @  15/05/2026 16:30:32
   9 / 10
Probabilmente il miglior film di Sorrentino, e finalmente un'Italia che non appare miserabile e gretta. Assolutamente da vedere per le eccellenti prove attoriali e per la storia raccontata con i tempi tipici del regista ma senza alcuna crepa o momento di pausa.

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  16/04/2026 14:07:21
   8 / 10
Altro gran al lavoro si Sorrentino, che qui torna negli ambienti già attraversati ne "Il divo", sempre con uno stile inconfondibile.
Film che affascina, Sorrentino costruisce un racconto sospeso tra banalità quotidiane e suggestioni poetiche, reale e surreale.
Un lavoro che conferma, ancora una volta, la capacità di Sorrentino di trasformare il cinema in pura poesia visiva.

Oskarsson88  @  12/04/2026 10:08:51
   8 / 10
Torna ad essere un buon/ottimo Sorrentino, sempre un po' troppo manieristico e autoreferenziale, ma la storia è convincente ed intreccia tantissimi temi come amore, giustizia, gap generazionale, vecchiaia. Mi è piaciuto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  30/03/2026 12:00:25
   6½ / 10
Per una volta Sorrentino lascia i suo mondi onirici con dialoghi ricchi di sperimentazione e realizza un film "normale" ma di buona qualita'.

Del resto il suo ultimo lavoro (Partenophe) mostrava piu' di una rindondanza e stanchezza visiva.

In "la grazia" un ipotetico presidente della repubblica ha a che fare con due richieste di "grazia" appunto e sono stratagemmi per parlare di alcuni temi cari agli italiani come il cosidetto "fine vita".
Non è impossibile immaginare il finale di questa scelta conoscendo il pensiero del regista ma il come ci si arriva è pieno di buone intenzioni.

Film quindi apprezzabile, cosi come il sempre bravo Servillo, ma che di certo non sara' annoverato tra i migliori prodotti del regista.

marimito  @  29/03/2026 10:43:29
   7½ / 10
Il Presidente è l'unico uomo rimasto con una coscienza in un mondo diventato cattivo e indifferente. Le sue stanze sono vuote e silenziose, simbolo di un potere che non riesce più a cambiare le cose. Lui s'illude di poter fare giustizia, ma si scontra con una società che ha perso ogni senso di vergogna. Ogni sua scelta è un peso enorme portato in totale solitudine, lontano da un sistema che sa solo ingannare. Concedere la grazia diventa così l'ultimo, disperato tentativo di restare umani in un deserto di valori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  22/03/2026 10:27:38
   7½ / 10
La grazia è una storia di silenzio e di amore. Soprattutto una storia che vive nel passato e nella certezza dell'immobilismo più accorto e preservativo. È una canzone di Cemento Armato. Perennemente nell'Aldilà. Che insegue l'Assenza di gravità. E il Ricongiungimento. Perché l'amore, come il cinema, è tutta una questione di lasciar vivere e lasciar morire.

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  19/02/2026 10:22:08
   7 / 10
Introspettivo, riflessivo, ma non certo un mattone come tali aggettivi potrebbero far pensare. Sembra un film tagliato su misura per Servillo e lui gigioneggia, eccome se gigioneggia...

130300  @  11/02/2026 00:06:05
   9 / 10
Concedetevi la grazia di vederlo

Light-Alex  @  10/02/2026 12:07:58
   7 / 10
Dopo Partenope, film estremamente metafisico e carico di suggestioni, Paolo Sorrentino torna qui a muoversi su un terreno apparentemente più concreto, avvicinandosi a temi del mondo reale: la politica, lo Stato, la legge, le questioni sociali. Eppure, come spesso accade nel suo cinema, questa dimensione pubblica resta solo una superficie.

I personaggi di Sorrentino sono pienamente immersi nel mondo, ma allo stesso tempo irrimediabilmente chiusi in se stessi, nelle loro piccole vite fatte di ricordi, delusioni, dolori e malinconie. È il caso del Presidente della Repubblica: massima figura dello Stato, circondato da uno staff efficiente, impegnato in appuntamenti di alto profilo, acclamato negli eventi pubblici. Ma dietro questa facciata istituzionale, la sua esistenza è dominata da un rimuginare incessante sul tradimento della moglie, sui tempi andati, sull'essere sospeso tra l'amarezza del tradimento e la dolorosa consapevolezza di amarla ancora.

Sorrentino ci ricorda così che dietro ogni persona - anche dietro chi raggiunge le vette più alte del potere - non si nasconde altro che la stessa fragilità umana: le solite miserie, le stesse piccole vite malinconiche che appartengono a tutti. Ne emerge un Sorrentino profondamente malinconico, ancora una volta.

Straordinaria la prova di Tony Servillo: è difficile immaginare questo film sorretto da un altro attore.

I temi sociali vengono toccati, le scelte politiche vengono prese, ma resta costante l'impressione che il vero fuoco del film non sia lì. Tutto si scioglie, alla fine, nello specchio del travaglio interiore del protagonista, più che in una vera analisi morale o politica.
È un film che in parte inganna: sullo sfondo dei grandi sistemi politici, torna il Sorrentino più intimo e poetico.

Wilding  @  05/02/2026 17:47:46
   7 / 10
Asciutto, istruttivo, mai pesante. Sempre immenso Servillo.

Ape1  @  02/02/2026 09:02:14
   9 / 10
Non sono d'accordo con la maggiorparte dei commenti.
Anche questo film di Sorrentino secondo me è un lavoro di grandissimo pregio, ma non solo, tocca temi del tutto nuovi, per nulla già visti nella filmografia del regista.
Ovviamente alcune cose ritornano, ma non è quello del "già visto e rivisto" a mio avviso il taglio giusto per commentare.
Il film si occupa di temi come il potere, le ossessioni, lo scollamento tra generazioni, la solitudine, violenza, ma anche e molto della domanda: "di chi è il nostro tempo".
Assolutamente da vedere, non lascia indifferenti, e non sono cose già viste.
Chi si attende di vedere feste, colori accecanti, ironia ad ogni passaggio resterà deluso. Ma chi ama i film di Sorrentino alla fine non può perderlo.

neverhood  @  25/01/2026 17:27:21
   8 / 10
Film magistralmente diretto, che mi ha emozionato più di una volta, e che tratta tematiche quali "la grazia" e il fine vita in modo efficace. Aggiungo che, nonostante la durata, non mi ha mai annoiato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  24/01/2026 08:52:54
   6 / 10
Un Sorrentino in toni minori che cita se stesso in un film che riprende tutti i cliché di successo del suo cinema senza aggiungere nulla .
Abbiamo la Roma e i suoi palazzi del potere, dopo Chigi, Montecitorio e il Vaticano ci mancava il Quirinale.
Abbiamo Servillo che dopo Andreotti e Berlusconi torna con un Presidente della Repubblica.
Abbiamo le riflessioni intimiste sull'amore e sul senso di ciò che facciamo.

Manca l'ispirazione, manca la genuinità è tutto meccanico già visto, se Partenope mostrava un pò il copia e incolla del suo cinema ma era sorretto dalla volontà di spogliare la sua città in questo film cosa vuole?
Qual è il fine di tutto?

Annoiare tanto lo spettatore perché se non hai qualcosa di forte da comunicare sono proprio le emozioni a venire a mancare e quindi prevale la noia


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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  21/01/2026 17:31:49
   8 / 10
Il divo incontra la grande bellezza. Sorrentino si riconferma per l'ennesima volta uno dei più grandi registi italiani di sempre (non che ce ne fosse bisogno, sia chiaro).
Cose sparse: tecnicamente è tutto pazzesco, Servillo offre una delle sue migliori interpretazioni, non mancano momenti divertentissimi. Piccola anticipazione proveniente da uno dei collaboratori più stretti di Sorrentino: il prossimo suo film sarà comico. Spero con tutto il cuore che lo faccia, perché i suoi tempi comici sono dannatamente perfetti.

BigHatLogan91  @  21/01/2026 00:43:42
   6 / 10
Più che 'na grazia, è 'na disgrazia...Belle alcune scene, ma il film nel complesso è un mattone. Sorrentino in fase calante già da Perthenope.

michael star  @  18/01/2026 07:44:34
   6 / 10
Il solito Sorrentino che ti aspetti, che può piacere o meno dipende cosa cerchi nel cinema.
Bravo regista, non si discute, come bravo è Servillo nulla da dire.
Ottima fotografia, personaggi belli e pittoreschi, suggestivi scorci di Roma o della campagna.
Poi però restano le due ore e passa di film, lente e immobili come la fissità dello sguardo di Servillo, pesanti come i temi di trattati (la depressione, l'eutanasia, ecc.).
Come vorrei vedere Sorrentino cimentarsi in un film d'azione, in un poliziesco o anche solo un film drammatico con una sua sceneggiatura lineare, penso che ne verrebbe fuori una cosa piacevole e magari non guarderei l'orologio per vedere quando finisce.
Ma è solo una mia opinione e un mio limite quando vado al cinema.

Cosimo70  @  17/01/2026 23:49:49
   7 / 10
Mi ha fatto piacere vedere la sala davvero piena per un film di qualità. A mio parere un buon film, non ottimo per i ritmi molto lenti, un po' si ripete nei concetti e con personaggi troppo bloccati nel ruolo (ad esempio il buon corazziere, l"amica originale).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/09/2025 16:58:57
   8 / 10
In un mondo ormai che pretende risposte immediate e quasi istantanee, il vecchio democristiano Mariano De Santis è Presidente della Repubblica ed ogni sua scelta, da buon giurista, deve essere ponderata e meditata a fondo. Un uomo di potere immobile, da poco entrato nel suo semestre bianco e pungolato da sua figlia Dorotea (perfetto nome democristiano) nella speranza di lasciare traccia del suo settennato. Di fronte una legge sull'eutanasia che di certo non farebbe piacere al suo amico personale il papa (nero) e due richieste di grazia: la prima di una donna vessata dalla violenza del marito che lo ha ucciso a coltellate nel sonno e la seconda di un professore che ha ucciso la moglie ormai preda di una malattia neurodegenerativa. Quest'ultimo non ha chiesto la grazia, ma lo ha fatto la comunità in cui vive per lui. Un film più "concreto" e più minimalista rispetto ad altri film del regista partenopeo, su un uomo giunto alla fine del suo mandato in preda a dubbi ed inquietudini, più occupato delle sue questioni personali (il tradimento della defunta moglie di 40 anni prima), rispetto ad una scelta netta che non vuole prendere e di cui è fortemente tentato di scaricare il barile al suo successore. Ottimo film di Sorrentino e meritata Coppa Volpi a Servillo, anche se, con questo premio, ha tagliato le gambe al film per la gara dei leoni.

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