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casa/muro/palco che trier gira come un archivio emotivo, avanti e indietro e attraverso, è come ripartire dalla persona peggiore del mondo e ricalcare colori e ombre collocati in un altra opera cinematografica, cosa conoscono i muri di una vita intera, è quello che conosce il padre di una figlia come un contenitore lontano anni luce, esistono collageni emotivi che tengono in piedi questi rapporti di sangue e carne e anima che assomigliano di più a cose che hanno a che fare con la vita e con la morte e con la morte che certe persone esseri umani contengono al loro interno più di altri, pezzi di vetro e vita dentro i muri e ascoltate attraverso i muri e le stufe, coacervo di vite e sceneggiature e sceneggiate ma in fondo è la verità che conta, quella che non si può dire, ma scrivere e mettere in scena perché è ancora un inno alla libertà degli artisti e libertà significa libertà di soffrire e morire e abbandonare e conoscere le cose attraverso piani sequenza anche nella vita privi di spazio e tempo, ha a che fare con il sentire, sia che tu sia figlia, madre sorella padre, tutto insieme, sentire quando la vita respira o abbandona, quando il sentire ha a che fare con il sentore, un palco spalancato sull'anima