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Il corto si divide in due parti nettamente distinte da creare una certa simmetria: nella prima si assiste alla genialità del protagonista nella costruzione di una casa semi-automatizzata, adattandosi alle circostanze e una certa relatività dei cosidetti "pezzi di carta", che lo trasformano da vero diplomato botanico a ad equivocato ingeniere eletricista. Nella seconda si assiste alla progressiva distruzione della propria creatura frutto anche dell'invidia del vero elettricista. Il mondo di Keaton è spietato: ti mette sugli allori in un primo tempo quanto rapidamente gettarti nelle fogne (letteralmente, in questo caso) al minimo segno di cedimento, lasciando il protagonista nella più completa impotenza.