io non sono qui regia di Todd Haynes USA 2007
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io non sono qui (2007)

 Trailer Trailer IO NON SONO QUI

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locandina del film IO NON SONO QUI

Titolo Originale: I'M NOT THERE

RegiaTodd Haynes

InterpretiChristian Bale, Cate Blanchett, Richard Gere, Heath Ledger, Julianne Moore, Charlotte Gainsbourg

Durata: h 2.15
NazionalitàUSA 2007
Generebiografico
Al cinema nel Settembre 2007

•  Altri film di Todd Haynes

Trama del film Io non sono qui

La vita di Bob Dylan. Il film è decisamente particolare perché racconta la vita del cantautore dividendola in vari momenti e ogni parte sarà interpretata da attori differenti.

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Voto Visitatori:   6,98 / 10 (45 voti)6,98Grafico
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Voti e commenti su Io non sono qui, 45 opinioni inserite

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Thorondir  @  31/12/2017 11:27:26
   7 / 10
Il film di Haynes è tremendamente affascinante da un punto di vista formale e stilistico, ma fin troppo confusionario sul lato narrativo. Parte molto bene per diventare sempre più criptico e difficile da seguire fino a perdere parte della sua forza evocativa. Gli attori riescono comunque a tenerlo in piedi.

fabio57  @  28/09/2016 09:33:11
   5½ / 10
Tanto ambizioso, quanto disordinato e confuso. Difficile da seguire, troppi Bob Dylan in circolazione. Si poteva fare un'opera più lineare e più comprensibile, la materia c'è ed è di qualità, pur non amando il genere folk , non posso non riconoscere la grandezza dell'artista, punta di diamante della musica che ha accompagnato la mia generazione. Però a parte le musiche il film non ci consente di conoscere veramente Bob Dylan e questo è il limite più grosso di un lavoro che vorrebbe essere biografico. Tanti attori famosi confluiscono in una storia organizzata a scansioni temporali del tutto sregolate. Insomma così così

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  18/05/2011 04:11:05
   6½ / 10
Ottima la Blanchett e originale l'idea dei sei Dylan ma l'intenzione, il gusto con cui è girato lascia a desiderare. Troppo surreale, confuso e cupo cosa che dipinge un personaggio forse molto diverso dalla realtà, senza contare che i lunghi periodi morti del film. Nonostante ciò, la colonna sonora meravigliosa zittisce tutti e aumenta il prestigio di questa pellicola, un pò sotto tono ma intensa in certi punti.

favoletta  @  17/05/2011 19:17:10
   7 / 10
L'idea di attribuire un personaggio diverso ad ogni aspetto dell'artista mi pare decisamente geniale.Per il resto temo che il regista abbia un po' esagerato generando un po' di confusione che non permete di godere appieno di questo gioiellino.Ho apprezzato molto la scelta della colonna sonora, senza scadere nei lavori più gettonati di Dylan.La Blanchette è semplicemente meravigliosa, così come le ambientazioni psichedeliche che ruotano intorno al "suo" Dylan.Se siete appassionati di Bob di certo non potete perderlo.Per tutti gli altri occorre uno sforzo in più per non annoiarsi un po'.

Samy31  @  19/03/2011 01:02:29
   5 / 10
Premetto che di film evidentemente non ne capisco molto. Per cui i miei giudizi rispondono quasi esclusivamente ai miei gusti personali. E questo film è riuscito ad annoiarmi.

TheLegend  @  25/07/2010 17:51:41
   7 / 10
Ho guardato questo film senza sapere nulla o quasi della vita di Bob Dylan e mi sono trovato spesso in difficolta nel seguirne i passaggi.
Nonostante questo è un film molto valido che sarà sicuramente apprezzato dai fan.

DandoLucy  @  29/12/2009 00:17:34
   10 / 10
Se amate Bob comprate il DVD come ha fatto la Lucy.
Poeta, profeta, fuorilegge, imbroglione, star di elettricità.

stardust  @  17/09/2009 15:17:49
   7 / 10
Io di Bob Dylan non so moltissimo perciò ho fatto fatica a comprendere il film, ero rimasta affascinata dal titolo per questo ho deciso di guardarlo e quello mi è rimasto.
Sarò una voce fuori dal coro ma, ad un certo punto io mi sono anche annoiata: la regia è splendida, l'ambiente psicadelico che gioca di colori lo è altrettanto, il cast superlativo (Cate Blanchette DIVINA), musica...non ci sono parole.
Ma, ci si cura poco dello spettatore ossia: troppa confusione, non si trova mai un appiglio per dare un senso a quello che stai guardando e per collegare i vari volti del personaggio, poi per quanto mi rigurda la parte di Richard Gere è totalmente incomprensibile (se me la spiegate sareste gentili...), sarò io che nn colgo ma..., poi dopo il film ho letto cose rigurdo BD non risulta una moglie francese e 2 figlie femmine!??? Comunque si può sorvolare ma se racconti la vita?!?
Con questo il mio umilissimo parere è che, è una pellicola davvero particolare e meritevole ma non nel suo complesso ma solo in spezzoni magnifici, forse troppo spesso, quando momenti splendidi conditi di poesia si mescolano a momenti incomprensibili e frasi insensate si grida troppo facilmente al capolavoro, per me questo non è un capolavoro.

luke.dj  @  06/04/2009 16:24:23
   5 / 10
forse conoscendo qualcosa di Bob Dylan si riesce a capire qualcosa.... io l'ho trovato incomprensibile: sicuramente colpa mia.

*Aglaja*  @  26/03/2009 21:34:11
   7½ / 10
Premetto di adorare Dylan. E che se non conosci almeno un minimo il personaggio (e relativo repertorio musicale!) non puoi apprezzare appieno il film.
L'idea su cui si basa il film è fantastica. Un'originalissima analisi frammentaria di un simbolo del ventesimo secolo. Ecco, questa idea non è stata realizzata al meglio in tutti i frammenti in questione. Se Cate Blanchett è divina, e il Dylan-Rimbaud e il ragazzino sono ottimi, ci sono altri tre personaggi che rendono il tutto molto meno convincente. Peccato.

Anche se le scene di Ballad of a thin man e Tomstone blues sono qualcosa di superbo! =)

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Ultima risposta 10/08/2009 02.40.06
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Tristano74  @  01/03/2009 13:08:13
   6 / 10
Mi accodo al commento di molti: troppo difficile da capire per chi, come me, non conosce la vita di Dylan se non per le sue canzoni più famose.
Comunque molto originale e con alcuni dialoghi assai interessanti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  24/11/2008 15:45:26
   8 / 10
consigliato ai fan del grande cantautore americano per quanto riguarda tutta la colonna sonora (selezionata dallo stesso Todd Haynes, che non utilizza le canzoni più blasonate di Dylan), e lo consiglio ai cinefili in quanto ad originalità e stile pochi lo riescono a superare

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  24/11/2008 09:56:52
   6½ / 10
Film molto originale, forse troppo, difficile da capire per chi non conosce, come me, la vita e soprattutto il pensiero di Bob Dylan nei dettagli attraverso le parole delle sue canzoni. Personalmente non mi ha mai convinto il personaggio Dylan, del film ho apprezzato due particolari: le citazioni cinefile del regista e la superlativa interpretazione della Blanchett, per la quale ha strameritato la coppa Volpi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  27/10/2008 12:51:34
   7 / 10
Un modo davvero originale per raccontare la vita di Bob Dylan...e penso che l'intento del regista non sia stato prprio parlare di lui...non viene nominato mai,interpretato da pesone diverse ma solo l'episodio con la Blanchett(assolutamente la migliore e la piu' somigliante)sembra parlare del famoso cantastorie!
Devo ammettere anche che il fatto che sia cosi confusionario e poco chiaro mi ha portato un po di noia viste le due ore e passa di durata ma compensano le belle musiche che ascoltiamo,ripetutamente durante la visione!
Chissa cosa avrà pensato il vero Dylan vdendo questo film...

Zurlistuta  @  25/03/2008 12:30:45
   6½ / 10
Io nn ci ho capito gran che durante la visione e questo mi faceva innervosire, poi invece andando a leggere i commenti e le varie recensioni mi sono un attimo ricreduto.
Sicuramente un film più adatto a chi già Bob Dylan lo conosce e anche bene.

Geoff  @  03/03/2008 15:06:15
   6 / 10
mi spiace dare 6.
davvero. Velvet Goldmine è uno dei miei film preferiti.
Questo invece , pur godendo della stessa bella regia, di un montaggio particolare, di una linea narrativa strana ed accattivante, non mi ha esaltato.
leggendo qui ma anche discutendone con altri, pare che sia un film che può essere amato se si conosce bene dylan e la sua vita.
non so. perplessità al posto di applausi

edwood  @  09/02/2008 01:55:35
   9 / 10
Come fare un film su Dylan senza banalizzarlo e senza farne un'agiografia. Todd Haynes non è stato prosaico ma poetico, ha visto le tante personalità di
Bob Dylan e le ha rappresentate facendole impersonare da diversi attori. Lisergico, maudit, beat, cantante/autore di protesta, convertito cristiano; Dylan
è stato ed è tutto questo, straordinariamente lo è anche il film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  06/02/2008 10:33:54
   6½ / 10
Un film stranissimo che piacerà sicuramente a coloro i quali la vita e le canzoni di Bob Dylan le conoscono a menadito,un film che lascerà esterrefatti tutti gli altri,compreso chi scrive,conoscitore superficiale delle gesta del menestrello di Duluth e rimasto complessivamente poco soddisfatto da questo particolare biopic o mockumenatry che dir si voglia.
Bisogna comunque riconoscere l’originalità dell’opera e la bravura del talentuoso Todd Haynes,che aveva già affrontato in “Velvet Goldmine” il tema della musica rock rapportandolo con il periodo storico.
Haynes realizza un prodotto visivamente affascinante,che nonostante una narrazione arzigogolata,frammentaria e poco comprensibile riesce a sedurre lo spettatore,il limite della pellicola però risiede nel fatto che sia sta creata ad hoc per i fan piu’ puri di Dylan,cosa che non permette allo spettatore profano di entrare in giusta sintonia con la storia.Ci si emoziona realmente solo con alcune canzoni che indiscutibilmente arrivano al cuore,figlie di un periodo storico ricco di cambiamenti,contraddistinto da lotte per i diritti civili,la guerra del Viet Nam,la rivoluzione sessuale,ecc..
La vita di Dylan viene rappresentata da sei personaggi completamente diversi tra loro a sottolineare la mutevolezza dell’artista ben riportata nella frase che chiude il film.
C’è il musicista bambino che dichiara tutto il suo amore per le influenze musicali che lo indurranno a creare il suo stile personale,il cantante folk difensore delle classi meno abbienti,il poeta ispirato,il marito deprecabile ed assente,la rockstar conflittuale ed arguta sino a giungere all’ anziano che ha visto tutte le sue utopie crollare con il passare degli anni.
Alcuni fatti riportati sono celebri altri molto meno o addirittura sconosciuti ai piu’,peccato che si faccia una fatica bestiale a seguire la storia e spesso non si rimanga coinvolti nella maniera piu’ assoluta,limitandosi ad osservare l’elegante messa in scena e sforzandosi di comprendere appieno il messaggio di fondo.
Ottimo il cast,con una Cate Blanchett superlativa ed un Heath Ledger impegnato purtroppo in una delle sue ultime interpretazioni.

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Ultima risposta 12/02/2008 14.01.13
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addicted  @  30/01/2008 11:22:57
   9 / 10
Sono un accanito ascoltatore di Dylan: si può dire che da mesi non riesco ad ascoltare altro!!!
Detto questo, il film è un altra cosa. Ed è un pregio, perchè la personalità di Dylan è talmente preponderante che farne un film rischia di diventare una lotta impari con una materia incandescente, che può bruciare un regista.
Ma Haynes si è infilato i guanti di amianto, ha stravolto le regole del gioco è ha tirato fuori un film che forse con Dylan veramente non c'entra niente (lui non c'è), ma affascina lo spettatore e resta incagliato nella memoria.
Mi è piaciuto molto.

Invia una mail all'autore del commento Bright Parker  @  26/01/2008 21:32:35
   10 / 10
Non è facile buttare giù qualcosa su un film di questa portata, specialmente se il film in questione racconta la storia schizofrenica, anfetaminica, reale, fittizia di uno dei più grandi miti della storia della musica e della poesia: Bob Dylan, e ancora meno facile è spiegare il titolo di questo film: "Io non sono qui", che oltre a lasciare stupiti e incantati non può fare. Questa biopic su Dylan, complessa ed enigmatica, anche se può alla maggior parte del pubblico risultare pedante e noiosa, suscita, almeno al sottoscritto, un senso di solituine inaudita, di totale sconvolgimento, di allucinazione, di perversione, di amore, di sentimenti e tanto altro; a farla da padrone è naturalmente la musica, che vanta pezzi e brani di inestimabile valore, una su tutti, la leggendaria "I want You", che il regista Todd Haynes, utilizza nella frazione in cui Ledger e la Gainsbourg, vivono le loro giovani avventure per la strada, in macchina, in moto, da soli, contro il mondo. "Io non sono qui", come dice il titolo della recensione, è un film psichedelico, impegnato, che ti entra in testa e ti impedisce di pensare ad altro, perchè vuole che tu rimanga concentrato sul momento, sull'attimo, sull'istante in cui hai sentito che eri veramente coinvolto nella storia, in cui hai sentito l'energia che la musica ha esercitato su di te, trasmettendoti passione, tristezza, felicità, malinconia... La pellicola si divide in sette diverse vicende, che tra loro hanno in comune tutte e niente, splendidamente interpretate da un cast magistrale, ove spiccano uno stupendo e magnifico Christian Bale, un meraviglioso e compianto Heath Ledger(1979-2008), un vecchio ma forte leone come Richard Gere, una bellissima ed ottima Charlotte Gainsbourg, insieme ad un prodigioso Marcus Carl Franklin, e in ultimo luogo, non a caso, una criptica, sinfonica, mitologica, immensa, misteriosa, antologica Cate Blanchett, occasionalmente "vestita da maschio"...e che maschio...scusate, ma credo che neanche Liz Taylor avrebbe saputo interpretare meglio la figura di un mostro sacro come Bob Dylan, per di più trasformandosi da donna a uomo. La parte di film che forse mi ha colpito maggiormente, è appunto quella che vede protagonista la Blanchett, che in qualche modo, rappresenta anche il vero ed unico protagonista dell'opera, perchè è tanto mistificatoria quanto surreale e fantastica, raffigura la musica folk con tanta maestria e sfacciatezza tanto da rendere il tutto come una sorta di dipinto variegato di quante più allucinazione e ossessioni. Il modo di vedere la realtà, di camminare e viaggiare senza meta, di scrivere canzoni, di parlare, di urlare, di abbricciare l'universo dei sogni e dei sognatori, perchè è questo "Io non sono qui"...un sogno lungo una vita, un sogno interminabile e non interpretabile, pieno di colori, di passaggi al bianco e nero, di fotografie, di illusioni... Un film che non si può e non si deve cercare di capire, per una semplice ragione: perchè questa è arte, è l'arte è immaginazione, l'immaginazione di ognuno di noi, che non riusciamo e non riusciremo mai a capire... Se volete una mia previsione di come si concluderà questa stagione cinematografica, vi posso sicuramente dire che "Io non sono qui" sarà uno dei trionfatori, e avrà senza dubbio il mio sostegno, perchè senza dubbio, è uno dei migliori film degli ultimi dieci anni.

Invia una mail all'autore del commento vittoriopoteri  @  19/01/2008 17:29:42
   2½ / 10

Premetto che non amo i film scontati e quelli da botteghino, però questo mi sembra un pò troppo artificioso !!!
Non metto in dubbio le capacità degli interpreti, ma la storia è completamente priva di un filo logico, anche le singole vicende hanno una struttura a dir poco sconclusionata.
Non so se conoscendo la storia di Dylan questo film potrebbe risultare più comprensibile, ma credo che spesso per fare gli intellettuali, di fronte ad un'opera moderna assurda o a qualcosa di terribilmente complicato si gridi sempre al capolavoro. (senza offesa)

bonz74  @  05/01/2008 20:24:34
   4 / 10
Premessa: Bob Dylan lo conosco poco.
Colpa mia, probabilmente, se non ho capito questo film.
Tecnicamente impeccabile, come già notava qualcuno. Con attori bravissimi, d'accordo, e un'idea di fondo - raccontare un'epoca attraverso la vita di un artista che cambia volto al cambiare della sua fase creativa - certamente originale.
Ma io l'ho trovato frammentario, pochissimo coinvolgente. Non sono riuscito neppure ad arrivare in fondo, e non mi capita quasi (e sì che di boiate ne vedo...). Sarà stata la serata, non so.
Non lo consiglierei a chi non è un grande appassionato del mito del folk-rock.

benzo24  @  20/12/2007 18:28:19
   10 / 10
il film dell'anno. capolavoro assoluto. una vera opera d'arte. vita, parole, poesia, musica, visione, mito e leggenda che si fondono in un corpo unico. gli attori meritano tutti l'oscar, così come haynes per la regia. da vedere assolutamente, questo è vero cinema.

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  17/12/2007 21:56:57
   8 / 10
Bisognerebbe arrivare preparati alla visione dell'ultimo lavoro di Todd Haynes, perchè il regista di Los Angeles in "Io non sono qui" (con l'approvazione dello stesso Dylan), infrange completamente lo schema classico del biopic destrutturando il mito in più anime, apparentemente sconnesse ma in realtà elementi di un quadro d'insieme che costituisce una prospettiva sul personaggio a dir poco originale e sorprendente. Bisognerebbe conoscere bene la storia di Dylan, per dare valore ad ognuna delle sei sfacciettature dell'artista o meglio ad ognuno dei sei personaggi simbolo che ne ricostituiscono l'immaginario. Ma esaurito l'iniziale disorientamento, ci si abbandona piacevolmente al fascino frammentario di una pellicola che trova continuamente il modo di raccontare, tra pensieri estrapolati, scarne battute e sound graffianti, l'artista come forse meglio non era possibile. Un mosaico di elementi e sensazioni che fluisce apparentemente ingovernato, ma che assume via via nel suo insieme le sembianze del complesso sguardo dell'artista sul mondo. Le numerose citazioni cinefile e soprattutto l'ottima prova del cast (e in particolare di una straordinaria Cate Blanchett) sono il valore aggiunto a questo ragguardevole esperimento cinematografico. Un film, probabilmente, non per tutti, ma chi saprà apprezzarlo non lo dimenticherà facilmente.

giumig  @  15/12/2007 09:46:15
   5 / 10
Il film è artisticamente ineccepibile, con un cast magnifico e con prove attoriali davvero magistrali (in primis la Blanchett, davvero impresionante...). Anche la regia di Haynes non mi è dispiaciuta. Purtroppo pero il film è troppo citazionista e onirico, con un montaggio confusionario e privo di una storia di base, per cui chi non conosce nulla della vita di Bob Dylan rimane sicuramente spiazzato e rischia seriamente di annoiarsi grazia anche ad una durata che supera abbondantemente le 2 ore. Bellissime le musiche. Rimane un film che soltanto i fan di bpb dylan riusciranno ad apprezzare in pieno.

Invia una mail all'autore del commento Adriano Lotito  @  23/11/2007 18:54:52
   4 / 10
Forse perché di Bob Dylan non s’ho molto, forse perché quel genere di musica non mi è mai interessata, forse perché lo stile “geniale” e l’estetica brillante del film sono troppo complicate per me, ma il film divenuto già un cult di Todd Haynes, I’m not there, mi ha annoiato abbastanza e non mi ha trascinato per niente. Le canzoni sono carine e gli attori sono bravissimi in particolare Cate Blanchett e Heat Ledger che regalano quelle che sono a mio parere le loro migliori performance della loro carriera. La regia visionaria non mi ha particolarmente lasciato con la bocca aperta e solo il finale è stato un pochino più vivace riscattando una prima parte da dormire completamente. La sceneggiatura è troppo spezzettata e io che mi aspettavo un biopic ne sono rimasto molto deluso. Forse non ne capisco niente di cinema perché tutte le recensioni che ho letto finora ne parlano come un capolavoro. Io dico che è un film interessante…ma non troppo.

super zik  @  08/10/2007 19:26:36
   5½ / 10
Un film per pochi. Difficile da seguire se non sei già in possesso delle chiavi interpretative. Complessivamente la visione filosofica di bob dylan mi è sembrata appiattita.

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Ultima risposta 08/10/2007 23.25.25
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Rand  @  03/10/2007 11:46:47
   8½ / 10
ECCELLENTE,MA VERAMENTE,CHRISTIAN BALE CANTA VERAMENTE,POI C'è KATE BLANCHETT ECCEZZIONALE NELLA SUA INTERPRETAZIONE DI BOB DYLAN,ALL'INIZIO NON SEMBRA,POI VIENE FUORI DI GETTO,C'è LEDGER,ANCHE LUI MOLTO BRAVO,LA CHARLOTTE BELLISSIMA ,RICHARD GERE,IL BAMBINO NERO,IL POETA,BILLY THE KIDD,HENRY.
COSA SI PUO DIRE IN PIU?
MEZZO VOTO IN MENO PER LA LUNGHEZZA,SIAMO ESSERI UMANI,MA POI...VENGONO GLI ELOGI:
GENIALE
MISTICO
MUSICATO
REALE
EMOTIVO
CINICO
ONIRICO
SURREALE
SPIRITOSO
FILOSOFICO
VERDEGGIANTE
IN BIANCO E NERO A COLORI
E IO NON SONO QUI
ANDATE A VEDERLO SE AVETE UN ANIMA
ALTRIMENTI LASCIATE PERDERE
NON FATEVI SUCCHIARE IL CERVELLO DALL'OMOLOGAZIONE
IL CINEMA è ANCHE QUESTO
33 TRAME
MASSIMO 35
FINE

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Ultima risposta 03/11/2007 20.00.39
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edo88  @  28/09/2007 02:40:13
   9 / 10
Grandissima regia, grandissimi interpreti, gran bel film.
Da non perdere assolutamente, uno dei migliori dell'anno!
La Blanchett è divina!!
Colonna sonora - ovviamente - stupenda, ma è soprattutto ben inserita nel film, nei momenti giusti.
Gran bei dialoghi, tra l'altro.
Un po' lento in alcuni punti, per questo un voto in meno.
Ma non vi deluderà.

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Ultima risposta 01/03/2008 01.44.56
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tan85  @  23/09/2007 14:49:37
   7 / 10
Bello, soprattutto per come viene strutturato e per l'originalità dell'intreccio. Bravissima Cate Blanchett!

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento L.P.  @  22/09/2007 23:45:40
   7½ / 10
Non riesco ancora a capire bene cosa non mi abbia convinto a fondo di questo film. Forse una freddezza di fondo che impedisce un reale e completo coinvolgimento emotivo dello spettatore, anche se con ogni probabilità non era a questo che Hayes mirava.
Per il resto, finalmente un film biografico fuori dagli schemi, che non cade nè nella semplice agiografia, nè nella demonizzazione e che riesce a rendere una personalità complessa e sfaccettata.
Ottime interpretazioni di tutto il cast, soprattuto la Blanchett e la Gainsbourg. Splendida la fotografia, soprattutto nelle parti in bianco e nero.
Ipnotico e ammaliante come non mai.

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Ultima risposta 28/09/2007 02.42.55
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alexp79  @  21/09/2007 01:08:41
   4½ / 10
a me ha molto annoiato, sicuramente pieno di belle canzoni, qualche bella riflessione, ma sinceramente vi consiglio di sedervi comodi nella vostra poltrona, con un bel sottofondo musicale, magari proprio bob dylan, e leggervi un buon libro.il cinema è un'altra cosa.

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Ultima risposta 28/09/2007 02.45.00
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Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  19/09/2007 10:18:11
   6 / 10
mi spiace uscire fuori dal coro, ma pur riconoscendo l'originalità nella narrazione e trattazione, nonchè la bellezza formale di questa pellicola devo dire che questo film non mi ha convinta affatto.
Forse perchè questi suoi pregi possono esser ribaltati e divenire difetti, o forse perchè è evidente l'assoluto disinteresse verso il coinvolgimento dello spettatore.
Con ciò non voglio dire che i biopic debbano per forza avere un taglio quasi "divulgativo" ma forse le pretese estetizzanti e le licenze poetiche a volte dovrebbero cedere il passo quantomeno alla comprensibilità.
Qui ci troviamo di fronte ad una ridda di personaggi, più o meno legati a Dylan, in una narrazione discontinua e vorticosa, davvero di difficile fruizione. Consigliato solo a chi conosce a menadito la vita di Dylan, così come tutti i testi delle sue canzoni, nonchè a chi ama molto il fumo* e poco l'arrosto. Tutti gli altri non ci capiranno pressochè nulla.

*in tutti i sensi!

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Ultima risposta 19/09/2007 14.31.28
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Supergiaf  @  16/09/2007 20:25:04
   1 / 10
Uno dei film piu' noisi, incomprensibili, sconclusianati degli ultimi tempi.Il film sulla vita di Johnny Cash, quella si che era una biografia in un film straordinario.Noia dal primo minuto all'ultimo di un film lungo e appallante.La Gente è uscita sconcertata , gli sguardi inebetiti e assenti.Sei euro fregati.Dylan lo sa?

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Ultima risposta 06/11/2007 22.52.17
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  16/09/2007 15:35:22
   8 / 10
Difficile impresa quella in cui è ottimamente riuscito Haynes. Infatti in modo originale e profondo riesce a farci conoscere molteplici aspetti di uno dei cantautori più importanti nella storia della musica.
Bob Dylan in primis è un uomo e in quanto tale Haynes ci mostra il suo essere uno nessuno e centomila, le sue maschere e le sue sfaccettature.
Impossibile non elogiare la straordinaria interpretazione di Cate Blanchett, giustamente premiata con la Coppa Volpi alla recentemente conclusa Mostra di Venezia.

claudio54  @  15/09/2007 09:23:03
   9 / 10
Straordinario. A pensarci bene, otto e mezzo di Fellini è molto più di una citazione. Straordinario.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  13/09/2007 20:13:41
   8 / 10
Dopo aver reso omaggio al glam rock dei 70 con un film come Velvet Goldemine,Todd Haynes torna alla ribalta raccontando la storia di uno degli artisti piu'influenti del xx secolo:Bob Dylan...fresco,fresco del successo ottunuto all'ultimo festival di venezia,Haynes dimostra ancora una volta talento e originalita'fuori dal comune,con un prodotto capace di distaccarsi dal 90 per cento dei biopic in circolazione:scelta difficile ma allo stesso tempo affascinante,per un film forse inadatto alle grandi masse,quasi indecifrabile per un pubblico poco avvezzo alla storia del cantante,ma di sicuro impatto emotivo,grazie anche all'ottima intuizione registica di usufruire di sei attori diversi per altrettante fasi di vita del menestrello del Minnesota.
Davvero impossibile non lodare la prova attoriale di una strepitosa Cate Blanchett,immersa in una trasformazione perfetta e giustamente premiata con la coppa volpi.

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Ultima risposta 14/09/2007 11.23.37
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Gruppo COLLABORATORI paul  @  13/09/2007 13:36:53
   8 / 10
Fare una film-biografia su di un personaggio leggendario e controverso come Robert Zimmerman poteva sembrare un'impresa disperata. Un plauso perciò a Todd Haynes che, con la collaborazione ed approvazione dello stesso Dylan, firma un'opera che analizza i vari io del leggendario Bob, facendoli interpretare da più attori diversi e, idea geniale, persino da una donna (Cate Blanchet, veramente eccezionale). Il montaggio e la fotografia, a metà tra lo psichedelico '60-'70 e il nostro decennio, non sono mai pretestuosi e fini a sè stessi. Certo alcuni punti della carriera di Zimmerman sono un pò affrettati (soprattutto il fondamentale incontro con Guinsberg e la sua conversione al cristianesimo) ma non credo che l'intenzione del film fosse fare una biografia, quanto, ripeto, un'analisi dei vari io di uno dei personaggi più leggendari della musica dello scorso secolo, a livello psicologico.

Insetta  @  13/09/2007 10:16:34
   8½ / 10
Un film ambizioso e pretenzioso, che correva il rischio di venire una gran ca*ata (e molti lo giudicheranno tale). Invece per me per Todd Haynes ha tirato fuori un lavoro creativo, poetico e sincero.

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A tratti troppo autoriferito e confuso, ma l'idea regge. A patto che lo spettatore sia, in partenza, affascinato dalla musica e le molte vite di Bob Dylan, e si abbandoni alla visione senza pretendere di avere tutto nero su bianco.


Oh, e Cate Blanchett non è di questo mondo. La adoro.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  10/09/2007 22:28:37
   9 / 10
Film caleidoscopico e carnevalesco, annichilisce e sorprende: è il film che ogni Mostra del Cinema dovrebbe volere, premiare, osannare. Un monumento di film ad un monumento umano.
Un uomo, un artista dalle mille vite, storie, leggende. E ogni storia, ogni stile musicale differente, raccontato con uno stile cinematografico diverso.
Quell’uomo, quegli uomini, quegli ibridi e quelle donne, sono tutte le persone veramente creative, le persone libere da preconcetti generazionali, morali, sessuali, ideologici.
Non una vita, un sesso, una comunità, una storia, ma mille vite, mille comunità, mille storie.
Un lavoro enorme, minuzioso e accurato, di un regista geniale su un uomo geniale.
Mille schegge di grande cinema da selezionare e conservare, primo fra tutti quel capolavoro di videoclip, sulle note di Ballad of a thin man, da trasmettere all’infinito sui canali canzonettari pieni di ciarpame videosensoriale.

Io non sono qui.

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Ultima risposta 23/09/2007 12.40.22
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LupoTheDirector  @  10/09/2007 11:55:43
   10 / 10
Come è stato giustamente detto, o 10 o 0... o lo adori o lo odi. Io do un bel 10 perchè amo l'innovazione, la sperimentazione di nuove tecniche, e questo film è un' opera sperimentale. La vita di dylan non poteva essere raccontata in maniera migliore: frammentaria, contraddittoria e mi è piaciuta moltissimo l'interpretazione di Cate, come del resto quella di Gere, il vecchio furilegge...ah quante emozioni che mi ha datoquesto film!

relucertola  @  10/09/2007 00:17:47
   10 / 10
Questo è uno dei tanti film a cui puoi dare un dieci od uno zero: non esistono vie di mezzo. Come non esistono vie di mezzo per Bob Dylan. E' vero:il film è frammentario, confuso, poco credibile in certi aspetti ma è l'essenza del cantautore che viene presentato. E' follia allo stato puro, immagini in bianco e nero seguite da stupendi tramonti e colori sfavillanti. Non è assolutamente lineare ma Bob Dylan lo è mai stato? Prima acceso ribelle, poi poeta decadente ed infine fervente religioso e ancora attore emergente, cantante folk e quindi traditore del folk. Non esiste uno spazio temporale quando si parla di Dylan: ci sono psicosi, attimi di allegria, tristezza, apatia. L'idea di seguire le orme del cantante attraverso fisionomie diverse è accattivante: Dylan è stato un trasformista di se stesso e ha sempre usato la sua poesia per definire il proprio stato d'animo. Ottima, secondo me, la scelta del bambino di colore simbolo delle radici della sua musica e ottima a mio avviso lo spunto felliniano nelle sequenze con Richard Gere. O lo ami o lo odi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/09/2007 16:19:43
   7 / 10
Un film molto particolare, stilisticamente molto variegato e frammentario, diverso dai soliti biopic. Pur non conoscendo a fondo Bob Dylan ho notato che la pellicola ne ripercorre le tappe salienti della sua carriera, ma in alcuni frangenti l'ho trovato un po' criptico (probabilmente per la mia non approfondita conoscenza di Dylan). Comunque una buona prova di Todd Haynes.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/09/2007 13:57:18
   8 / 10
Fromalmente quasi perfetto, il film di Haynes è il miglior film su Dylan che si possa realizzare, oggi. Un'opera che non è priva certo di difetti, che tende talvolta ad ecumenizzare il messaggio portante di Dylan e delle sue immortali canzoni (stiamo parlando, piaccia o no, del più grande cantautore del XX Sec.), che disorienta con le nevrosi private o le improbabili crisi sentimentali, ma che ha soprattutto la capacità e IL DOVERE di non essere nè agiografico nè nichilista.
"L'm not there", quindi, piacerà sicuramente ai fans del cantante, che ne potranno seguire le svolte professionali e umane (la contestata svolta elettrica, l'esordio cinematografico con Peckinpah, la crisi mistico-religiosa del controverso album "Saved") con un rigore cronologico forse macchinoso e manicheo ma mai dispersivo.
L'impatto con i 4, anzi 6, Dylan è sorprendente: sullo sfondo di un'affresco sociale- temporale à la Bobby (Estevez) una sorprendente Blanchett (premiata giustamente a Venezia) o un'allegorico Gere (Dylan sul set di "Pat Garrett e Billy The Kid", strepitoso excursus a metà strada tra Cimino e Federico Fellini) mostrano, tra gli altri, i "volti diversi" di un personaggio contraddittorio e forse viziato dal suo stesso clichè di "pasionario".
Certo alcune immagini sono quantomeno effettistiche (l'incontro con Ginsberg per es., il party beat-factory stile "Uomo da marciapiede") ma la bellezza di alcune sequenze (compreso il bambino al capezzale di Guthrie, cfr. ci sarebbe stato pure Leadbelly...) e la forza lirica di alcune canzoni ("ballad of a thin man" su tutte) restituiscono vigore a un'opera già destinata a diventare un vero Cult del genere.
Memorabile la figura del giornalista che lo osteggia, interpretato da un grande caratterista del cinema americano di cui non ricordo il nome

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Ultima risposta 10/09/2007 00.51.26
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gori55  @  08/09/2007 04:16:11
   4 / 10
quando ti danno 2 soggetti con un potenziale enorme come la vita di bowie e dylan e fallisci clamorosamente tutte e 2 le volte c'è qualcosa di grosso che non va.. sempre grossi cast, addiritura la partecipazione di michael stipe in velvet, tanti soldi e l'unica cosa che si salva è sempre la fotografia.. ora io la vita di dylan, pur non essendo un suo fan, la conoscevo, ma il resto dei miei amici che ***** dovevano capire da sto gran casino? già era complicata la vita di dylan di suo, perchè infilarci in mezzo il bambino guthrie e la coscienza poetica rimbaud,(Gere non ho capito cosa rappresentasse), sequenze continuamente spezzate nel tempo, la blanchette(cmq brava) nei panni di dylan che toglie ulteriormente credibilità al personaggio .. molto meglio una biografia lineare come quella di Ray, altrimenti dalle scelte stilistiche pretendo che abbiano stile, se no è ora di tagliare i soldi a Haynes e darli a qualcun'altro che sappia fare meglio il proprio mestiere..

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