la terra dell'abbastanza regia di Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo Italia 2018
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la terra dell'abbastanza (2018)

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locandina del film LA TERRA DELL'ABBASTANZA

Titolo Originale: LA TERRA DELL'ABBASTANZA

RegiaDamiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo

InterpretiAndrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti, Michela De Rossi

Durata: h 1.35
NazionalitàItalia 2018
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2018

•  Altri film di Damiano D'Innocenzo
•  Altri film di Fabio D'Innocenzo

Trama del film La terra dell'abbastanza

Il film racconta di Mirko e Manolo due bravi ragazzi della periferia di Roma, fino al momento in cui guidando a tarda notte investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l'uomo che hanno ucciso Ŕ un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due giovani si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto...

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Voto Visitatori:   6,68 / 10 (11 voti)6,68Grafico
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Voti e commenti su La terra dell'abbastanza, 11 opinioni inserite

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Goldust  @  09/06/2020 16:07:36
   7 / 10
Un discreto esordio, non c'è che dire, con una storia di criminalità giovanile che si incanala nel solco di pellicole / serial di successo come "Suburra" e "Gomorra". L'asticella è alta eppure i fratelli registi non hanno paura di osare nel descrivere lo squallore della vita di periferia e la casualità con la quale due ragazzi sbandati e senza guida si avvicinano al mondo malavitoso, trovando per esso una fascinazione pericolosa. Più che la storia criminale in sè mi ha colpito il demoralizzante spaccato famigliare dei due protagonisti fatto di pochi soldi, padri assenti, e madri nevrotiche: tutto estremamente lucido e soprattutto senza speranza, reso con una verità estrema grazie alla bravura degli interpreti. Certo si poteva approfondire maggiormente il discorso sul clan, le psicologie dei protagonisti ( Manolo specialmente ) e dilatare un pò il finale, ma invece di un film ci sarebbe forse voluta una miniserie. Da segnalare una piccola ma incisiva parte drammatica affidata a Max Tortora, padre superficiale dedito alle macchinette.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/03/2020 10:34:58
   7 / 10
I due protagonisti di questa brutta storia sembrano due ragazzi per bene, non certo dei criminali, che certo provengono da un'estrazione sociale povera.
Ma quando arriva fortuita l'occasione di cambiare vita ecco che la loro non è una parabola discendente, ma precipitano immediatamente nell'oblio. La loro mentalita' è un altra, sono due ragazzi nuovi, persi tra i sobborghi di Roma.
Sicuramente forte per molti aspetti, semplice per altri, ma è un film che centra il bersaglio.

Thorondir  @  10/10/2019 23:00:34
   7½ / 10
Nella degradata periferia romana ci si arrabatta per vivere. Uno degli approdi inevitabili è la piccola ma brutale criminalità.
Rito di passaggio e romanzo di formazione per i due giovani protagonisti, che scelgono volontariamente la strada più semplice per i soldi facili. Ma con quelli non si compra la felicità.
I fratelli D'Innocenzo pescano in molto di ciò che si è visto ultimamente, da Gomorra a Suburra, ma l'orizzonte sembra essere più quello di Caligari dello splendido "Non essere cattivo", quelle periferie che esistono, dove cova il malessere dell'Italia ma che sembrano non interessare al nostro cinema (anche se proprio in virtù dei titoli citati il trend sembra cambiare negli ultimi anni).
Un'opera prima che ha del derivativo e ciò è innegabile, ma va altresì sottolineata la genuinità delle interpretazioni, la ferocia di alcuni momenti, la regia tutt'altro che banale (da sottolineare diversi long take di pregevole fattura) e più complessivamente uno sguardo sulle contraddizioni dei margini della capitale che riesce nel segno. Un bel film e fratelli D'Innocenzo da tenere d'occhio per il futuro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/11/2018 20:27:17
   7 / 10
Ciò che risalta maggiormente in questo lavoro d'esordio è il paesaggio desolato della periferia romana, a volte quasi irreale come il Dogman di Garrone. E' una periferia senza tanti sbocchi, se non quello di rimanere imprigionato in un meccanismo che all'inizio poteva sembrare una via d'uscita dai sensi di colpa, ma l'"opportunità" porta verso sentieri che da una parte soddisfano i fabbisogni economici, dall'altra c'è la caduta verso un abisso morale di due ragazzi che, come dice il personaggio di Zingaretti, "non hanno consapevolezza" di quello che fanno.
E' un film che trasuda disperazione, spezza inesorabilmente legami consolidati, ma senza essere eccessivo nei toni. Pur essendo all'esordio, i fratelli D'Innocenzo dimostrano di saperci fare. Nel disegnare i personaggi sia i principali che quelli più di contorno, e nel creare un'atmosfera angosciosa come nei migliori noir.

wicker  @  17/10/2018 07:34:58
   6 / 10
Ennesimo film che fa della vita di borgata uno spaccato crudo e realista della società moderna alle prese con crisi sia economica che di identità per i giovani.
Quindi niente di nuovo ,ma il film è fatto bene con recitazioni lucide e molto sentite dei due protagonisti. belle le luci , sempre soffuse, cupe e che danno un senso di non speranza .

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  12/10/2018 15:56:45
   6½ / 10
Un racconto della criminalità di periferia che prende molto da Gaarrone.
Un film vero, coinvolgente ed imperfetto.

jason13  @  09/10/2018 23:07:54
   4 / 10
Mi stupisco per questi commenti favorevoli. Personalmente non mi ha mai coinvolto e non ho trovato nessun merito alla recitazione di nessuno. Unici momenti belli le sciarpe e la tuta della As Roma.

VincVega  @  04/10/2018 17:59:31
   7 / 10
"La Terra dell'Abbastanza" ha preso più di uno spunto dall'episodio di "Gomorra" (il film di Garrone, non la serie tv) dei due ragazzini, ambientando poi il tutto nella periferia romana. Un buon dramma criminale, che non tira fuori nulla di veramente innovativo, ma riesce a colpire comunque grazie ad una bella dose di realismo e alle interpretazioni degli attori, in particolare i giovani protagonisti. Ottimo esordio dei fratelli D'Innocenzo che speriamo continuino nel loro percorso di crescita.

mmagliahia1954  @  24/09/2018 10:52:05
   6½ / 10
Film ben recitato dai due giovani, la cui bravura mette in ombra tutto, ma proprio tutto il resto. Chiaramente la storia è squalllid, come la realtà che ritrae. Di bravura stratosferica i ragazzi, la signora che fa la mamma di Mirko e, per quel poco che appare, anche il signore che interpreta il compagno e padre della bambina. Le loro recitazioni sono reali e sembra davvero di vivere nel dramma.
Bravissima anche la ragazza che interpreta la fidanzatina di Mirko. Ecco, in questo film la bravura incredibile, a livello del vecchio neorealismo, è da attribuire a questi attori, in quanto sembra davvero di assistere ad una realtà . Tutto il contorno, lo squallore, come inquadrature e scenari è ben rappresentato. Ironicamente sottotono rimangono i pseudo mafiosi, per cui vedendoli recitare ci si ricorda che quello è un film ed è finzione. Il fastidio epidermico è che esistono realtà simili. Lo stato dovrebbe intervenire e bloccare qualsiasi forma di sfruttamento della prostituzione, arginare il controllo delinquenziale del territorio con azioni di forza. Ma questo un altro discorso. Esce fuori il ritratto di una bruttissima parte di italia che nessuno d8 noi vorrebbe mai vedere. Sia chiaro, il mio voto positivo è determinato esclusivamente dalla bravura degli attori. Per di che supera la sufficienza metto sei e mezzo, ma la recitazione degli attori su citati è da 9 e mezzo. La parte di voto che manca per superare il 6 e mezzo è data dal fatto che il film stesso, gli attori famosi e tutto non sono al livello degli attori che ho elogiato sopra.

lucasssss  @  20/06/2018 09:26:30
   7½ / 10
molto bello, un film duro, uno spaccato della vita di due adolescenti che si ritrovano in un affare moooooolto più grande di loro dal quale non riescono/vogliono uscirne
Recitato bene dai ragazzi, bravi

Wilding  @  14/06/2018 20:46:03
   7½ / 10
Sulla scia di "Gomorra", "Suburra" e del recente e bellissimo "Dogman", una pellicola cruda, asciutta, senza fronzoli, con discreti interpreti, ma una regia che forse esagera con inquadrature strettissime e tediose. Da vedere comunque.

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