suspiria (2018) regia di Luca Guadagnino USA, Italia 2018
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suspiria (2018)

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locandina del film SUSPIRIA (2018)

Titolo Originale: SUSPIRIA (2018)

RegiaLuca Guadagnino

InterpretiDakota Johnson, Tilda Swinton, ChloŰ Grace Moretz, Mia Goth, Jessica Harper, Sylvie Testud, Angela Winkler, Malgorzata Bela, Ingrid Caven, Lutz Ebersdorf

Durata: h 2.32
NazionalitàUSA, Italia 2018
Generehorror
Al cinema nel Gennaio 2019

•  Altri film di Luca Guadagnino

Trama del film Suspiria (2018)

Nel 1977 la ballerina americana Susie Bannion si trasferisce a Berlino per far parte della facoltosa Markos Tanz Company. Susie si perfeziona sotto la guida di Madame Blanc e stringe amicizia con Sara, con la quale condivide sospetti sulla direttrice e sull'intero istituto, dopo una serie di efferati omicidi.

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Voto Visitatori:   5,84 / 10 (49 voti)5,84Grafico
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Voti e commenti su Suspiria (2018), 49 opinioni inserite

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ferzbox  @  15/05/2019 19:11:29
   5½ / 10
Non volevo vederlo, ma ho pure pensato che sarebbe stato un errore avere dei pregiudizi su qualcosa che non si è mai visto; quindi alla fine(insieme ad altri 2 amici) ci siamo fatti coraggio e abbiamo deciso di rischiare.
Ovviamente la paura a cui mi riferisco non è quella che poteva suscitare il film, ma quella di vedere infangata l'opera originale(nonchè a mio giudizio insuperabile) di Dario Argento.
Sia ben chiaro; per quanto mi riguarda "suspiria" non aveva bisogno di alcun remake; ne ora ne mai, ma sfortunatamente viviamo in un epoca dove il business e la strumentalizzazione di qualsiasi cosa possa trarre guadagno è all'ordine del giorno; ragion per cui non mi sono nemmeno stupito di vedere "Amazon" come casa produttrice(uno dei momenti più terrificanti del film....vedere quel logo appena si preme "Play").
Allora....dopo 5 minuti o poco più ho subito pensato che il confronto con l'originale non aveva alcun senso, considerato che la pellicola fa subito capire allo spettatore che non si tratta di un "copia e incolla" moderno, ma semplicemente di una rivisitazione della storia originale, dove rimangono uguali alcuni personaggi e lo scheletro narrativo, ma dall'identità completamente differente; lontana anni luce dal cinema crudo e sanguinoso della filmografia italiana anni 70.
Questa scoperta è stata paradossalmente positiva; ho cominciato a pensare che forse(dal momento che l'originale non era contemplato) potevo giudicare l'opera senza fare troppi confronti, concentrandomi sul nuovo messaggio o sulla nuova chiave di lettura.....e aggiugerei anche "meno male"....
Vi dirò, per certi aspetti il film non mi stava dispiacendo; le streghe erano viste sotto un profilo più psicologico ed esoterico, associando il concetto della danza a qualcosa che è sempre appartenuto al loro mondo(e chi si scorda i loro balli intorno al fuoco nei racconti di folklore); considerazione che il film di Dario Argento non mi aveva mai fatto fare; e questo era un concetto interessante.
Altra caratteristica che mi ha colpito positivamente è stata la variante utilizzata per mostrare la cattiveria delle streghe, rispetto alla violenza più cruda di Argento(il primo omicidio di questo remake era veramente, ma veramente figo...e non c'era una goccia di sangue).....
Insomma, c'erano aspetti parecchio interessanti che mi stavano quasi spingendo a dire che il film non era poi così male, nonostante alcune sbavature e parti troppo autoriali e inutili(e sempre senza tener conto dell'originale).
Dopodichè iniza la seconda parte che non fa altro che allungare la brodaglia rendendo il film troppo prolisso e pesante, con situazioni inutili e totalmente fuori contesto, fino ad un finale che fa cascare le braccia; confusionario, inutilmente moralista; inutilmente teatrale e inutilmente e basta......
Poi magari ci si potrebbero fare mille considerazioni, perchè non proprio tutto è da buttare, e alcune cose possono dare origine a delle considerazioni per eventuali messaggi nascosti tra le righe.....ma alla fine a me è saputo troppo VOLUTAMENTE articolato e ridondante.....a sto punto, se volete vedere qualcosa che crei un alternativa a "Suspiria" di Argento è molto meglio "Masks" di Andreas Marschalls.....
Pensavo peggio, ma il film non si è allontanato più di tanto da quello che pensavo; potevamo tranquillamente farne a meno.....

3 risposte al commento
Ultima risposta 18/05/2019 17.45.01
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Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  13/05/2019 19:00:25
   6 / 10
Alcune cose interessanti, alcune cose ridicole, alcune incomprensibili..... cos'è questo film... un omaggio?, un remake?, un progetto sperimentale senza troppi esperimenti? Pare uno sforzo a fare qualcosa di diverso ma senza troppa convinzione o capacità.... ma quello che manca in questo film.... è la magia e il mistero,.... aspetti fondamentali nel capolavoro di Argento... non voglio bocciarlo... ma non è un film riuscito, a mio parere....

Leonardo76  @  12/05/2019 09:41:35
   4 / 10
Sembra un brutto miscuglio di "La talpa" e "Le streghe di Salem".
Troppe attici famose, troppo intellettualismo, su 150 minuti non regala un'emozione che sia una, bisogna che i registi italiani inizino a drogarsi come ai vecchi tempi.

ValeGo  @  27/04/2019 18:23:31
   5 / 10
Elementi a sfavore: titolo che fa presumere un remake, e non lo è; genere che si definisce horror, e non lo è; trama che avrebbe avuto tutti gli ingredienti per suscitare tensione e inquietudine nello spettatore, e non lo fa. Anzi, via via che il film va avanti ti chiedi quando arriverà il culmine. E arriva, ma in modo inaspettato e del tutto fuori luogo. Ho letto dei commenti in cui si cita Lynch...ma non scherziamo. Basta una scena di un film di Lynch per provare angoscia senza budella di fuori o vecchie raggrinzite nude. Qui in 2 ore e passa di film non si prova la minima inquietudine, sarà la totale inespressività di Dakota , sarà che alla fine degenera in un non senso, sarà che suscitare paura è un'arte per pochi...Elementi a favore: le interpretazioni delle attrici, soprattutto Tilda Swinton.

BlueBlaster  @  24/04/2019 17:12:38
   3 / 10
Terribile remake che con il film di Dario ha davvero poco a che spartire!
Oltremodo lento e tecnicamente ostentato, l'osannata colonna sonora fa rimpiangere i Goblin, recitato in modo teatrale.
Uniche note positive la fotografia e le scenografia...
Una inutile palla senza fine ed il voto è così cattivo per due motivi: prima cosa ho visto tipo 20 volte il vero "Suspiria" e mi piace assai, seconda cosa è che attendevo con ansia di vedere questo remake e la delusione è stata scottante!

6 risposte al commento
Ultima risposta 29/04/2019 20.33.32
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Scanlon  @  24/04/2019 01:49:53
   4½ / 10
Voto basso e giustificato per aver "rubato" un titolo celeberrimo, per aver vantato una parentela nobile con un must dell'Horror mondiale e per averne infine tratto un'opera scialba, pomposa e furbescamente spacciata per colta rivisitazione.

C'è da chiedersi infatti: che senso ha fare nelle intenzioni un remake di Suspiria per poi tentare in ogni modo di smarcarsi dal soggetto originale ? Eh, che senso ha Guadagnino ? Tanto valeva fare un altro film semplicemente ispirato a, conferendogli poi un titolo diverso. E occhio, perché nei titoli di apertura possiamo leggere "tratto dalla sceneggiatura di Dario Argento e Daria Nicolodi" e non "liberamente tratto da". Sembro ovvio, date le premesse, non potersi dunque tirare indietro dal fare un paragone.

Che cosa rappresenta questo lavoro ?

Lo stravolgimento di un capolavoro perfetto che viene cannibalizzato dalla presunzione di un regista avvezzo alla griffe autoriale e che con i suoi accorgimenti riconferma quello sciocco pregiudizio radical chic secondo cui, l'horror sacrificato alla sola paura e tensione è un genere bassolocato che per nulla esalta l'intelligenza di chi lo confeziona ! E allora ecco che Guadagnino e company impolpano la storia di sottotrame inutili che frammentano l'unità narrativa del racconto, di inutili contestualizzazioni politiche sulla Germania settantiana aprendo pure a squarci sul nazismo, di spaccati di vita familiare della protagonista, di inserti da film di costume, appesantendo poi il tutto con cascami di psicologismo melodrammatico che si risolvono a tratti in punte di confusa visionarietà e rimuovendo in ultimo la basilare componente horror della storia originale in favore di scene macabre da Grand Guignol e basta.

Stupisce chi esalta questo fraudolento pasticcio che sembra la ripresa continua di una messinscena teatrale, con recitazione, dialoghi pedanti e inquadrature da kammerspiel (e basti guardare la locandina del film che quasi ricorda un manifesto da teatro futurista o la stessa divisione del film in atti). Stupisce oltretutto che qualcuno nel valorizzare questo pastrocchio osi ridurre l'horror tradizionale a jumpscares o a soli effetti in computer grafica. Un consiglio: andate a recuperare il vecchio Suspiria e poi capolavori come Profondo Rosso, L'esorcista, lo Shining di Kubrick, tanto per citarne alcuni, almeno per capire con onestà di ragionamento che cosa significhi realmente costruire un meccanismo di tensione in costante ascesa, di quanto non sia semplice, che cosa siano l'inquietudine e la paura e come si toccano le corde del rimosso oscuro nello spettatore. Li recuperi anche Guadagnino, se li riguardi ben bene, soprattutto per rendersi conto della sua magistrale incapacità registica e sceneggiativa in fatto di cinema del terrore, che è pari solo al suo rapinoso velleitarismo. Guadagnino svuota il contenitore Suspiria, ne preserva il nome ma lo riempie con un soggetto che, superata la prima mezzora, diventa già un altro film che non ha più nulla a che spartire con l'illustre predecessore. Della serie: tanto fumo ma niente arrosto.

In due ore e mezza di durata, la noia regna sovrana assieme alla confusione. Si guarda l'orologio e si assiste ad un film costruito con algido intellettualismo e con creativa anarchia, senza alcuna nota di mistero e di grinta, penalizzato da un montaggio che singhiozza dietro una sceneggiatura dispersiva e in fine coronato da un epilogo che, come accennavo sopra, pare un numero da palcoscenico del Grand Guignol francese mescidato a ? Suggestioni da body art ? Videoarte ? O a funanbolismi aronofskyani e lynchani ?? Quando si è giunti a questo punto, Guadagnino va ormai a mano libera e non sa più lui nemmeno dove e che cosa volesse in verità realizzare. Saltano tutti gli schemi, proprio come in una partita di calcio in cui si va alla disperata ricerca del gol. Ne esce fuori un'opera caotica, priva di una chiara identità, un'accozzaglia di stili e stilemi che superano letteralmente il concetto di cinema così come viene comunemente inteso ( non è un pregio in questo caso). Ma dobbiamo quindi considerarlo un lavoro compiuto o semplicemente uno showreel sulle molteplici qualità del Guadagnino regista ?

Assurdo il budget milionario messo a servizio di questo lavoro. Uno spreco in piena regola punito anche al botteghino.

Curiosità: ma affidare la regia e il progetto nelle mani di un James Wan o di uno Scott Derrickson o di un Fede Alvarez (a dire poco) non sarebbe stata forse una scelta più appropriata ?? Se non altro non ci saremmo trovati di fronte l'esibizionistico delirio d'autore di un regista che dovrebbe essere meno esibizionista e più di sostanza.

jason13  @  23/04/2019 23:08:04
   7 / 10
Beh...leggere voti inferiori alla sufficienza siamo al delirio totale...opera imperfetta perche' manca di quell'angoscia che aveva l'originale anche se questo non si puo' considerare un remake ma una nuova interpretazione ma, comunque, il film merita di essere visto, 2 ore e mezza scivolano via veloci a differenza di qualcuno che l'ha trovato pesante. Tilda Swinton meravigliosa e musiche ovviamente fantastiche.

Budojo Jocan  @  20/04/2019 10:42:39
   5½ / 10
Ben realizzato ma una mattonata clamorosa, non è così che si tratta lo spettatore che vuole vedere un horror...

Gedeone75  @  06/04/2019 17:09:43
   2 / 10
visto Suspiria....sono convinto di aver buttato 2 h e mezza....che ca.. assurda, niente a che vedere con l'originale.....zero suspense...zero ansia...regia di livello piu basso, effetti speciali degni di un videoclip anni 80.... cmq non fa paura,non fa ansia....fa solo perdere 2h e mezza.L'originale era un bel film ..mi ricordo quando lo vidi avevo sui 12-13 anni ...e alcune scene erano belle...mettevano ansia ...me le ricordo ancora adesso...questo qua , chiamarlo Suspiria è una bestemmia...ma perchè fanno ste cose? .....ma come fanno a trovare qualcuno che investe soldi per simili scempiaggini?

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Larry Filmaiolo  @  10/03/2019 11:24:35
   4 / 10
La boria e la presunzione di Guadagnino non hanno fine, come il moloch amorfo che è questo Suspiria - manco si dovrebbe chiamare così, forse Suspossession 3 - la genesi sarebbe un titolo più adatto. Linee "narrative" ovunque, la metà delle quali irritanti, in un caos di rimandi compiaciuti quanto vacui a cose più grandi che stanno su altri livelli e pianeti; abusati temi, con sprezzo sprecati; un'interprete semplicemente inefficace come la Johnson e musiche quanto mai inutili del precoce demente quale è Yorke; e per finire quello stile anonimo e paradio*, che può avere personalità forse agli occhi dello spettatore anglosassone avvezzo a Netflix e poco più. Poco importa del confronto con l'originale, il film non regge a prescindere, e l'orrore sta decisamente da un'altra parte: non nelle paturnie di un autore catapultato a un piano in cui sembra muoversi goffamente, a fatica, a discapito delle pretese. Dispiace per i pochi momenti gustosi disseminati in questa interminabile ciofeca.

Djenter  @  09/03/2019 14:30:32
   7½ / 10
Ma che film hanno visto tutti quelli che danno 4 a questo lavoro?
Forse chi si aspettava un remake fedele all'originale, o chi voleva un film horror pieno di jumpscares e mostri in cgi.
Questo è chiaramente un lavoro incredibile, con scene (quella della danza finale soprattutto) veramente mai viste.
La colonna sonora di Thom Yorke poi..neanche una nomination all'oscar, che vergogna.

topsecret  @  21/02/2019 15:30:10
   5½ / 10
Pare strano ma, a mio avviso, Guadagnino in quasi 2 ore e mezza è riuscito a non raccontare nulla.
L'atmosfera ricreata funziona a sprazzi, il livello tensivo latita quasi del tutto, se non nel finale, la storia non mi ha coinvolto nè lasciato nulla da ricordare. Le caratteristiche da evidenziare in positivo sono la regia abbastanza creativa e la prova del cast che mi è sembrata discreta, ma complessivamente questo SUSPIRIA mi ha lasciato poco in termini di intrattenimento.
Forse mi aspettavo di più.

SKULLL  @  19/02/2019 05:53:59
   5 / 10
Molto noioso, personaggi non approfonditi, storia confusa. Il finale non mi è piaciuto, abbastanza squallido. Bellissima la resa degli anni '70, non male alcune parti, ma non l'insieme. Delusione, mi aspettavo molto di più.

AMERICANFREE  @  23/01/2019 22:43:28
   5 / 10
Mi ha deluso, la prima parte mi aveva interessato, ma il finale l'ho trovato abbastanza ridicolo.Il capolavoro di Argento non ha nulla a che fare con questo film

Spera  @  21/01/2019 19:10:39
   5 / 10
Mi aspettavo tutt'altro, tipo di non poterlo nemmeno definire un horror, invece da un lato mi ha sorpreso la direzione di Guadagnino.
Nel complesso peró non posso ne dire che mi sia piaciuto ne dire che Guadagnino sia la persona giusta per dirigere un film di questo genere.
Innanzitutto avrei chiamato il film in un'altro modo non essendo un remake ma più un tributo al film di Dario Argento.
Poi le scelte fatte dal regista non sono per nulla azzeccate, in primis la durata di due ore e mezza passate che per un film horror è praticamente una bestemmia.
In secondo luogo la scelta della colonna sonora che anche se costituita di pezzi stupendi di un grande autore non ci azzecca niente, rovinandomi anche la sequenza finale che visivamente stavo apprezzando.
Se poi ci aggiungiamo una trama inutilmente politicamente intricata, personaggi appena abbozzati che non vengono sviluppati e compiono azioni senza un senso e una compagnia di attori che non convince dall'inizio alla fine (a parte la fantastica Tilda ovviamente) il gioco è fatto.
Si poteva evitare.
Non capisco se questa mossa del regista è una trovata totalmente pubblicitaria per rilanciarsi anche in Italia come autore che ha poca visibilità rispetto a quella che ha all'estero o cosa.
Sta il fatto che la sala del cinema era l'unica esaurita ed era piena di ragazzini.
Guadagnino non ha mai attirato tanti Italiani al cinema, tanto meno i ragazzini della domenica pomeriggio.
"Suspiria" invece il miracolo probabilmente l'ha fatto.
Bah...

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  21/01/2019 01:26:32
   4 / 10
Forse non dovrei commentarlo a caldo, ma non nego di essere irritato!
Amazon produce con un budget di circa 20 milioni di dollari questo film che, come mi pare assolutamente ovvio giusto e motivato, per adesso ha fatto un grosso buco nell'acqua incassando circa 6 milioni di dollari in tutto il Mondo...
Lasciamo perdere per un momento il film di Dario Argento, anzi lasciamolo proprio perdere del tutto perché, ad eccezione dei nomi e di una basica parte del soggetto, il film di Guadagnino con l'originale del 77 non ha quasi nulla a che vedere.
Il Suspiria di Guadagnino non è un remake e pur attingendo in particolare all'intera trilogia Argentiana sulle Tre Madri (sì purtroppo ha attinto anche a quella schifezza de La Terza Madre), è un film che si proietta maggiormente nell'immaginario artistico di autori come Zulawski e Tarkowsky e in quello degli autori che a questi due fanno riferimento, come in particolare Lars von Trier e Darren Aronofsky senza però dimenticarsi del cinema di Ken Russell.
E va be'... riferimenti artistici apprezzabilissimi e allora?
Non mi stancherò mai di dire quanto in un film sia fondamentale il ruolo della sceneggiatura e qui chi abbiamo come sceneggiatore? David Kajganich! Quello che ha già scritto per Luca Gudagnino l'improbabile remake de La Piscina intitolandolo A Bigger Splash? Sì, proprio lui ( e già tremo all'idea di quello che può aver fatto di quel capolavoro di Pet Sematary, il cui remake è prossimo ad uscire... e poi incominciare a scrivere qualcosa di originale senza deturpare le opere del passato proprio no?).
Ecco l'intento di politicizzare la storia di Suspiria calandolo in un contesto storico e sociale ben preciso e volendoci infilare di mezzo anche il nazismo e la seconda guerra mondiale, filosofizzando il tutto aggiungendoci le proiezioni e in particolare il transfert psicoanalitico trasformando quella che era una semplice , ma possente, favola orrifica, in una storia d'amore, di colpa e di espiazione che trova la propria catarsi in una proiezione orrifica del sabba, poteva essere una brillante idea, ma indubbiamente molto pericolosa e difficile da realizzare... molto difficile.
Il risultato infatti è un gran pasticcio narrativo. La storia non decolla mai! Non individua le motivazioni di base dei personaggi né fornisce degli archi di trasformazione degni di essere definiti tali. E non mi si contesti il presunto arco di trasformazione di Susie, perché è talmente posticcio e privo di qualsiasi progressione narrativa da risultare inesistente.
Il film risulta monotono, lento, noioso, senza suspense e si trascina avanti per oltre 2 ore e mezzo senza mai avvincere né coinvolgere. (almeno a me non mi ha avvinto né coinvolto, ma mi ha profondamente annoiato).
Il solo legante che ogni tanto mi ha dato qualche guizzo di speranza è stato con mia sorpresa la regia di Guadagnino. Eh sì, devo dire che alcune coreografie e alcune sequenze, specie quelle orrifiche che vedono protagonista Mia Goth, sono davvero belle e meritano una visione. peccato che qualsiasi sforzo registico sia poi reso vano da un montaggio involuto, frastagliato e assolutamente gratuito.
Anche il famigerato sabba se analizzato esclusivamente sotto un profilo di regia e fotografia sarebbe un momento memorabile, ma a causa della sua funzione narrativa e degli effetti visivi scivola rapidamente nel ridicolo e nella bruttezza assoluta... tanto da far impallidire anche Rob Zombie che ancora beve ettolitri di whisky per dimenticare quella ****** del suo The Lords of Salem...
Va be'...
In sintesi Suspiria 2018 è un film ben interpretato (Tilda Swinton è ormai una certezza... è capace di nobilitare anche i film peggiori e più arroganti della Terra) con una buona regia, anche se non sempre consona al contesto, che regala non poche suggestioni artistiche, ma con una sceneggiatura vergognosa e un impianto narrativo globale che fa ribrezzo.
Il budget di 20 milioni di dollari è assolutamente fuori luogo(ricordiamoci che un film dall'impianto simile, ma quello sì che era un capolavoro, Black Swan di Aronofsky ebbe un budget di 11 milioni e ne incassò, meritatamente, 270 in sole 6 settimane).
Anche le musiche del pur bravo Thom Yorke mi sono piaciute poco e, nel suo complesso, il film risulta vuoto, troppo vuoto sotto il profilo musicale.

Forse meno pretese e maggior umiltà avrebbero permesso agli autori di offrire al pubblico un film più interessante e sicuramente più dignitoso.

P.S.
La locandina è orripilante!

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Ultima risposta 23/01/2019 09.32.02
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76eric  @  20/01/2019 13:26:01
   7 / 10
Credo che sia uno di quei film che meriterebbe un' altra visione per cogliere tutte le sue sfumature... Suspiria 1977 rimane e rimarrà uno dei Capolavori dell' Horror e di Dario Argento, al quale rimprovero ancora il fatto di non aver continuato la saga dopo "Inferno".... Guadagnino, come tutti del resto, rimase affascinato dal bombardamento di colori e di musiche di Argento e, nell' epoca ( d' oro ) dei remake e dei film che si portano appresso titoli ingombranti, cerca di stilizzare a modo suo portandoci in una Berlino fredda, gelida, grigia, ancora sgangherata dagli effetti della Seconda Guerra e dai cosìdetti "anni di piombo"...
Questo è senz' altro uno degli aspetti positivi della pellicola, che nel suo contenitore si discosta nettamente dalle atmosfere magiche del film del 77.. Altra cosa positiva è senz' altro la congrega capeggiata da Madame Blanc... Le streghe sono persone apparentemente normali che vivono la quotidianità in modo normale. Sanno inquietare, alcune sequenze rivelano l' occulto e, su questo occorre dire che per mimica facciale, presenza scenica e versatilità, Tilda Swinton è veramente un totem... La colonna portante del film.
Ottima poi la rappresentazione artistica, i balli, le coreografie e i visetti delle giovani ragazze, che, nei dialoghi fra loro, ricordano la fragilità di quelle del film di Argento. La bella protagonista se la cava bene direi. Guadagnino discostandosi dal casto del film del 1977, accenna un pò all' eros, mette in risalto la sensualità soprattutto nelle coreografie, fino a osare un pò di più nel finale, quest' ultimo comunque misurato ed in fin dei conti che sà di già visto....
Mi sono piaciute anche le musiche di Yorke, a testimonianza del fatto che c' è una certa meticolosità dietro. Mai incisive o martellanti, ma comunque affascinanti, ed inquietanti. Uno dei motivetti più inquietanti ricorda un pò quello de " L' aldilà"... E meravigliosi il "Suspirium" ed il "Volk".
Menzione doverosa per Susy Benner, alias Jessica Harper... Tante volte quando si rivedono determinati personaggi nei film, ci si rende conto ancor di più che esiste qualcosa che non puoi fermare. Che è scrigno anche di cose belle e preziose... Passa lento ed inesorabile dicono.., ti scava..., dentro e fuori.... E, restando in tema, è più letale delle 3 Madri messe insieme o di qualsiasi altra entità sfornata dal fantastico mondo della Settima Arte...

Poi c' è il finale...., il Sabba...



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Nonostante lo spoiler però, il film in un paio, forse anche tre sequenze riesce a spaventare, almeno personalmente parlando. Spero che Guadagnino ci riprovi o che qualche altro regista italiano si cimenti ancora nei film di genere. Lo rivedrò, lo promuovo comunque e tutto sommato mi ha fatto piacere questa rivisitazione di un film epocale come Suspiria.

Come ultima cosa, ai commentatori del film e del sito, e soprattutto rimanendo in tema, consiglierei vivamente di reperire "Masks" di Andreas Marschall, pellicola VERGOGNOSAMENTE trascurata qui in Italia e che non è uscito ancora nei Cinema italiani.... Tratta molto bene il Mondo del teatro e della recitazione, come bene ha fatto Guadagnino sulla danza in questo film... Magari leggere i pochi commenti qui su filmscoop e reperirlo perchè il livello è veramente eccelso! Finalmente si vola alti....

Tornando a Suspiria 2018, la durata non è cogeniale ad un film horror, ma si fa ben seguire. Mi è piaciuto nonostante le pecche.., veramente, ma non posso gridare al Capolavoro o dare voti alti. Il regista ha tentato, osato..., bravo Guadagnino!

4 risposte al commento
Ultima risposta 22/01/2019 22.48.48
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albert74  @  19/01/2019 21:39:07
   4½ / 10
ma cosa è uno scherzo?
in primo luogo vorrei che i registi abbiano la decenza - e meno arroganza - nel dare titoli altisonanti ai film. suspiria è un capolavoro, questo no.
chiarito questo punto andiamo oltre:

se a livello figurativo suspiria era su livelli altissimi qui si sta agli antipodi. Nessuna coreografia pittoresca né magniloquente ma tutto povero e scarno. Il primo ad essere povero è il tempo, dilatato all'infinito da sequenze interminabili, da silenzi che non preludono però alla giusta tensione, da dialoghi verbosi, da balli infiniti, e siamo ai primi 50 minuti.
La trama quasi si annulla e la noia viene costruita minuto dopo minuto. Una certa ambizione registica si nota nella cura e nella confezione d'insieme ma latita il terrore, quello vero, latita la tensione, latita la morte, sempre presente nel film di Argento.
non c'è più nulla di fiabesco, nulla di magico o arcano. Il clima che si respira e di bettola putrida in una Berlino plumbea con qualche riferimento ai torbidi anni '70 tedeschi (e alla r.a.f).

altra cosa: un horror che non fa paura non è un horror. Un film che vuole essere autoriale non deve scimmiottare i fasti di suspiria fin dai titoli per poi approdare al nulla.
Le musiche qui sono noiosissime laddove nell'originale erano eccezionali, martellanti, ossessive.
la recitazione era di buon livello; qui è solo discreta.
Il livello figurativo era da oscar con livelli talmente elevati che non furono mai raggiunti da horror e raramente da altri film in generale;
qui il livello figurativo è nullo, le scenografie sono poverissime.
La tensione lì era su ritmi fortissimi; qui la noia la fa da padrona.

non ci siamo proprio.
Il finale raggiunge vette di un ridicolo che si riscontra solo in alcuni b-movie di 30 anni fa.
NOn so cosa salvare.
veramente non lo so.
sono deluso
molto

dagon  @  19/01/2019 19:13:22
   4½ / 10
Noioso, pretenzioso, irritante. Già fastidioso nella scelta della divisione, pretestuosissima, in atti, secondo i dettami del neopiacionesimo fintoautoriale alla Wes Anderson, per proseguire con una ingiustificata durata monstre. I riferimenti alla realtà del momento sembrano più per dare una spruzzata di intellettualismo spicciolo che per altro. Persa l'atmosfera fiabesco/lisergica del capolavoro Argentiano, ma anche il delirio di "inferno" (a cui mi è sembrato più vicino che non a Suspiria), rimane un film horror (?) che non ha tensione, non ha mistero, non fa paura, ma annoia soltanto. La scena verso il finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.
Vedo che c'è a chi è piaciuto... de gustibus...

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Ultima risposta 04/02/2019 15.04.12
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Macs  @  19/01/2019 18:42:12
   7 / 10
Il canovaccio originale viene rispettato, ma poi usato come base di partenza per una riscrittura della sceneggiatura, un suo arricchimento e, mia personale opinione, miglioramento. Miglioramento perché Guadagnino aggiunge elementi di suggestione, sensualità, carica emotiva e persino politica, estranei all'opera argentiana. Per oltre due ore, prima del delirante finale, si assiste a (1) una costruzione d'atmosfera e (2) una ri-costruzione storica affascinantissime. Le musiche aiutano moltissimo il punto (1), Yorke fa uno splendido lavoro discostandosi completamente dal mood che generavano le note dei Goblin, ma non per questo edulcorando il trasporto emotivo generato dalla sua colonna sonora. Riguardo il punto (2), Guadagnino fa un lavoro eccellente e ho avuto per tutto il tempo la sensazione di essere davvero immerso nel 1977 tedesco, nella cupezza di quegli anni bui per la storia e per l'anima dell'uomo. (grande mano in questo data dalla fotografia desaturata). E che dire della scena "gore" finale.. al di là del colpo di scena narrativo, che in definitiva può starci, azzeccatissima è la scelta di editare certi passaggi in slow motion con la musica di Yorke, anche lei al rallentatore, che sottolinea l'ineluttabilità di quello che ci viene mostrato come un rito di passaggio primitivo, ancestrale, potentissimo.
Le attrici (visto che uomini in pratica non ce ne sono) sono bravissime, la Johnson dimagrita e sensualissima recita con una... "sfumatura" di crudeltà perfetta per tutta la durata del film, su cui certamente ha fatto un gran lavoro Guadagnino, anche in vista della preparazione del finale. La Swinton poi è la solita dea del cinema, aiutata già dal suo viso estremamente espressivo, riesce a dar vita a 3 personaggi tutti memorabili.
Il film non è privo di difetti comunque. In primis, alcuni passaggi narrativi sono un po' frettolosi, e appare chiaro che il montaggio in post-produzione ha generato tagli anche sostanziosi - peraltro inevitabili, vista la durata già dilatata della pellicola. Certe scelte di sceneggiatura non sono poi immediatamente comprensibili né comunicate correttamente, e si chiariscono solo a una seconda visione. Apprezzo quando un film fa vivere allo spettatore la seconda visione come un'occasione per cogliere particolari aggiuntivi, riferimenti ad altre opere o anche interni che alla prima visione inevitabilmente sfuggono in quanto l'attenzione dello spettatore si focalizza sui macro-passaggi. Quando però la seconda visione è indispensabile per chiarire passaggi essenziali della sceneggiatura, è indice di una certa imperfezione e nebulosità nel meccanismo narrante.
Comunque avercelo un sequel di questo film / reboot di "Inferno", che vada a materializzare una nuova "trilogia delle streghe" à-la-Guadagnino.

76mm  @  15/01/2019 10:40:51
   6½ / 10
Più che un remake lo definirei una rivisitazione o, meglio ancora, un omaggio.
I punti di contatto col film di Argento ci sono eccome, la differenza a mio avviso più rilevante è che la precisa e fin troppo dettagliata contestualizzazione storica priva il film di Guadagnino del fascino da fiaba nera fuori dal tempo che era uno dei punti di forza dell'originale.
I continui riferimenti ai fatti storici tedeschi che, a conti fatti, non hanno alcuna rilevanza ai fini della trama (se non, appunto, quella di dare una cornice storica alle vicende narrate, ma in questo caso ne bastavano anche meno…) confondono lo spettatore e appesantiscono la visione.
Al netto di questo perdonabile difetto la storia non è particolarmente confusa, come ho sentito dire, anzi direi che è abbastanza semplice e lineare, come la era quella dell'originale…rimane solo qualche interrogativo aperto sul personaggio di Mater Suspiriorum e sulle sue origini, ma forse la cosa è voluta dato che Guadagnino ha detto di avere in mente un altro progetto che parlerà appunto di questa misteriosa figura.
Sul versante puramente horror secondo me funziona bene, riuscendo a creare un'atmosfera genuinamente inquietante col merito di non ricorrere agli abusati cliché del genere (jump scares et similia).
Nulla di memorabile ma il reato di lesa maestà sinceramente non lo vedo, non essendo, fra l'altro, un fan accanito del film di Argento.

lungara  @  15/01/2019 02:01:36
   1 / 10
film che parte bene...piano piano scivola nel ridicolo provocando risate involontarie.

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Ultima risposta 04/02/2019 15.06.17
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gemellino86  @  13/01/2019 10:21:46
   8 / 10
Un grande omaggio al classico horror di Argento. Ingiustamente criticato dal pubblico italiano è un film con un'ottima tensione che inquieta e angoscia tantissimo lo spettatore. La lunga durata non appesantisce la visione. Consigliatissimo.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  12/01/2019 00:28:40
   10 / 10
Che botta di film, ragazzi :) , mi ha steso. Magistrale, perfetto. Bravissimi tutti gli attori. Visto stasera al cinema, quando sono uscita dalla sala ero ancora dentro al film. Che colpo di genio, un horror sublime.

paride_86  @  11/01/2019 22:12:40
   9 / 10
Quest'ultimo film di Luca Guadagnino è probabilmente la sua opera più riuscita.
Il "Suspiria" di Dario Argento - un classico nel suo genere - serve solo da spunto per la creazione di una storia che è un percorso profondo e spirituale individuale e collettivo.

In un crescendo di tensione, sapientemente costruito dalla regia e magistralmente interpretato dalle attrici, il nuovo "Suspiria" coinvolge lo spettatore tenendolo costantemente in bilico tra l'orrore che viene mostrato all'interno della scuola di danza e quello della Storia, che viaggia su un binario parallelo e complementare.

Secondo la mia personale opinione, una lettura freudiana del film, il vero protagonista del racconto è il Dottor Josef Klemperer.


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Sono degni di nota anche i riferimenti al cinema di R.W. Fassbinder e i costumi che rendono le scene, specialmente quelle coreografiche e relative alle visioni, una gioia per gli occhi.
Davvero bello, ce ne fossero di film così.

InvictuSteele  @  10/01/2019 21:51:31
   8 / 10
Fanno ridere le stroncature. Questo è cinema. Il miglior horror del 2018, senza dubbio, diretto in modo magistrale. Con tante stupende idee, che vanno oltre il semplice remake. Berlino è riprodotta in modo stupefacente, la tensione è alta, l'atmosfera alienante, le coreografie ottime e una immensa Tilda che traina il film. Sinceramente c è poco da dire su un filmone del genere, magari gli horror fossero tutti di questa qualità. Un paio di scene allungate e un po' di confusione nell'epilogo sono gli unici piccoli difetti di un film stupendo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR dubitas  @  10/01/2019 09:42:33
   6½ / 10
Il film di Luca guadagnino è una rielaborazione intellettualisca dell'originale, rispetto al quale perde i connotati di fiaba nera per diventare una storia di crudo realismo, ambientata in una Berlino dilaniata da attacchi terroristici e da divisioni interne. Proprio il crudo realismo del film sottrae alla magia quella componente di mistero, che era il cavallo di battaglia dell'originale, tant'è che sembra quasi di poter dare ragione allo psicologo jungiano, una delle figure meno riuscite nel film, quando dice che potrebbe trattarsi soltanto di una associazione criminale che nel proprio delirio giustifica i propri omicidi con la magia. Se non fosse, però, che la magia c'è, seppur a livelli diversi e in una versione edulcorata, non perché manchino gli effetti speciali (la danza macabra di Olga ne è un buon esempio) ma perché essa assume una importanza tutto sommata secondaria nella inteleiatura del film, dove i temi politici si mescolano con altri in maniera poco efficace,, soprattutto nella seconda parte. I virtuosismi tecnici e gli esercizi di stile del regista non fanno che rafforzare la idea di una magia artificiale e priva di mistero, portata ad una illegittima esasperazione e rispetto alla quale troppe spiegazioni vengono affastellate. L'idea delle tre madri e di una competizione interne per il potere non sarebbero una brutta idea se non fosse che le streghe appaiono troppo immerse in una umanità vanesia, più simili, nelle loro risate isteriche, a delle deformazioni grottesche della vera strega, dove lo stesso sadismo spesso ingiustificato (gli speroni di acciaio) ne restituiscono un ritratto nel complesso poco affascinante. Nel complesso è un film ambizioso, né fallito completamente né riuscito e che al cospetto dello originale perde ogni forza.

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Ultima risposta 12/01/2019 05.23.06
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Strix  @  09/01/2019 03:09:53
   4½ / 10
Io davvero boh.

Non so se essere arrabbiato con Guadagnino più per il fatto che poteva tirar fuori un capolavoro e si è perso nel nulla, o per il fatto che ha avuto tanta presunzione da pensare di poter far pagare la gente per vedere 2 ore e mezza di questo delirio.

E' un peccato perchè il comparto tecnico merita, ma è come un bellissimo abito che va largo a chi lo indossa.

Un megamattone che ci mette una vita a partire, la prima scena significativa arriva dopo più di mezz'ora; come se non bastasse, la fotografia è così poco accattivante che sembra davvero un film girato nel '77; lo so che è una cosa voluta, ma secondo me si poteva puntare su un'impronta più moderna e piacevole.

Flashback che si mescolano a visioni/sogni e fatichi a distinguerli, personaggi nuovi che sbucano un attimo e poi rispuntano dopo un'ora e mezza e tu ti chiedi "aspe', ma chi c**** era questo?";

robe politiche buttate lì senza una vera connessione con la trama, giusto per fare gli impegnati quando poi in realtà il film NON ci dice la sua su tali avvenimenti;

finale che ha strappato risate in sala (non a me che faticavo a stare sveglio e gli ultimi 10 minuti me li son dovuti far raccontare perchè non ero più sicuro se ciò che vedevo fossero mie visioni in fase di dormiveglia o se fosse effettivamente il film).

Per carità, anche l'originale di Argento è lentuccio, ma se non altro dura meno di 2 ore e non è pretenzioso.

Salvo solo 2 o 3 scene di pregevole fattura (troppo poche per un film così lungo) ma per il resto, d'ora in avanti, secondo me, Guadagnino dovrebbe lavorare al soldo di altri che gli scrivono la sceneggiatura e gli impongono di rispettare storia e tempi, perchè se gli si dà carta bianca 'sto qui ti fa uno sfacelo.

Con la rabbia che ho al momento della scrittura di questa recensione, non esiterei a dargli 2, ma so che in fondo un po' di lavoro c'è stato e oggettivamente lascio un voto un po' più alto. Ma siamo lontani dalla sufficienza.

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Ultima risposta 19/01/2019 21.42.56
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tris  @  06/01/2019 23:00:15
   3 / 10
Noioso brutte le musiche le scenografie i dialoghi troppo realistico nell'affrontare il tema dell'occulto non ci siamo.

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Ultima risposta 12/01/2019 00.31.41
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Lemmy  @  06/01/2019 16:37:52
   7 / 10
Reinterpretazione del classico horror per eccellenza, che sono andato a vedere senza aspettative altissime, ma anche con grande curiosità.
Il risultato, a mio modesto parere, è piuttosto buono direi. Fra i pregi sicuramente la fotografia, le inquadrature, il cast di buon livello. La storia la conosciamo, almeno per chi ha visto l'originale capolavoro di Argento, ma presenta divagazioni sul periodo politico dell'epoca (il 1977) in una Berlino divisa dal muro e funestata dal terrorismo. Non un horror per antonomasia, ma un film oscuro, che regala alcune scene disturbanti.
Forse, come già detto da alcuni commenti precedenti, Guadagnino mette un pò troppa carne al fuoco e questo rende il film un pò troppo articolato, motivo forse per essere rivisto con più attenzione.
Azzeccata la location, nell'affascinante Grand Hotel Campo dei Fiori.

Alex22g  @  06/01/2019 13:49:22
   10 / 10
Bellissimo film a dir poco. Mi ha soddisfatto nonostante le altissime aspettative e, adesso che lo sto metabolizzando , ne percepisco ancora di più la grandezza . Diverse sequenze le ho trovate molto ispirate in termini di regia/montaggio/messa in scena e so già che rimarranno scolpite nella mia memoria a lungo. Sicuramente non tutti lo apprezzeranno visto lo stile autoriale del regista e la durata ( che per molti risulterà proibitiva ) ma per me Guadagnino è riuscito nell'ardua impresa di realizzare la sua versione di Suspiria, molto diversa dall originale, ma sempre dannatamente affascinante...

FABRIT  @  06/01/2019 10:50:38
   4½ / 10
Peccato. veramente un gran peccato, Guadagino ha rovinato tutto con quegli ultimi 30 minuti così confusionari, pasticciati e indecifrabili da far venire la rabbia.
2 ore quasi perfette (forse con troppa carne al fuoco) spazzate via da un finale assurdo...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Caio  @  05/01/2019 21:01:24
   7 / 10
Dunque: se avete già visto il film, se vi interessa la mia opinione ma soprattutto se non siete rimasti traumatizzati dagli spasmi orgasmici di Dakota Johnsson, mettetevi comodi perché qui la questione é complicata, tanto da costringermi a suddividere la riflessione in due atti e un epilogo.

Atto Primo: mi dimentico di Dario Argento e taglio in quattro fette una pera 🍐

Se mi dimentico di Dario Argento il film di Guadagnino é un'affascinante e sinistra ballata che rinvigorisce il cinema horror, da anni ingabbiato in virtuosismi tecnici, sequel e prequel progettati a batteria dagli uomini del marketing, e che non fanno altro che scalfire la superficie delle nostre paure. Come tutti i piú grandi horror, Suspiria di Guadagnino va a scavare nei meandri dell'inconscio, aprendo le porte in cui nascondiamo i dolori e gli istinti primordiali che ci muovono, sia come individui che come collettività. Il film é una fiaba nera suddivisa in "atti", e proprio come un balletto o un'opera lirica ogni atto ha un suo arco narrativo che conduce verso lo svelamento di verità occultate da quella "triade" composta da corpo, erotismo e spiritualità, i fondamenti dell'esoterismo. Esoterismo, termine moderno di origine francese (non a caso) che per definizione indica la presunta capacità di accedere al nucleo intimo e unitario di una verità, andando oltre le apparenze esteriori. Guadagnino riesce a disegnare sottili parallelismi tra l'esoterismo nella sua accezione piú folkloristica (la magia) e l'esoterismo del Terzo Reich o del Terorismo durante gli anni della Guerra Fredda e del Muro di Berlino, rendendo cosí la scuola di danza un fulcro determinante della Storia, luogo dove prendono forma ideologie e forme di ribellione che germogliano nelle sue segrete, tramandandosi la verità attraverso un rito di iniziazione assoluto. Ed é proprio di un rito esoterico che é vittima Susi, almeno fin quando non prende consapevolezza del suo straordinario potere. Dimenticandosi di Dario Argento il film di Guadagnino merita sicuramente attenzione, prestandosi a molteplici livelli di lettura tanto quanto lo fu all'epoca Shining di Kubrick.

Atto Secondo: mi ricordo di Dario Argento e prendo in prestito qualcosa, tipo una banana 🍌

Tutto quello di cui abbiamo appena parlato é naturalmente frutto del sottile ingegno di Dario Argento. Anche se Guadagnino compone una splendida e personalissima rilettura del film di Argento, rimane il fatto che questo stretto legame tra Arte, sofferenza e verità occulte é il cuore nero di Suspiria, sussurrato nel primo film attraverso degli artifizi stilistici che rendevano la pellicola particolarmente onirica. I diversi livelli di consapevolezza di Susi erano riflessi nei colori degli specchi, e l'erotismo attraverso cui la verità prendeva possesso di lei solamente accennati dalla dolce estasi della danza. Se confrontiamo il film di Guadagnino con l'originale, ecco che l'incantesimo di Dario Argento si spezza, il Mistero lascia il posto alle spiegazioni razionali e gli spasmi orgasmici di Dakota Johnsson sembrano gli echi soffusi di 50 sfumature di grigio.

Epilogo: restituisco qualcosa, mangio una banana e mi riprendo quello che avevo (grazie ma non ci serve niente)

In sintesi, personalmente sono rimasto rapito dalla seducente interpretazione di Guadagnino, ma non posso fare a meno anche in questo caso di provare uno spiacevole senso di "contraffazione" di un'opera originale. Seppur con una importante rilettura e la volontà di trovare una propria strada stilistica, rimango dell'idea che alcuni Capolavori del Cinema siano come delicati cristalli che andrebbero maneggiati con cura, restaurati per lo piú. Il peccato che si commette é quello di lasciare ai posteri dei "doppioni", un po' come le opere di un falsario che tentano di riprodurre l'originale. Evidentemente Guadagnino non é riuscito a resistere al fascino delle Tre Madri, e di questa ipnotica fiaba nera. Questo posso comprenderlo.

P.S: la locandina continua a farmi schifo anche dopo aver visto il film.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  05/01/2019 19:39:03
   3 / 10
Mi dicono se vedi Suspiria non devi metterlo a confronto con il maestro.
Ma come si fa a non farlo??? Praticamente Guadagnino fa un Film sulla spiegazione dell originale, come se noi fossimo stupidì a non capire. Suspiria di Guadagnino non è che una dettagliata spiegazione sugli eventi della scuola di ballo più trrrificante della storia del cinema . Alcune scene valgono la pena vederle ,ma per il resto è il nulla . Non credo che nessuno volesse una traduzione di Suspiria perché la bellezza nell originale e proprio il mistero. La scena finale è una scopiazzata dubbi a carrie.
Non sono rimasto deluso perché non mi aspettavo nulla e nulla ho ricevuto .

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Ultima risposta 20/01/2019 19.33.10
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Bonzobob  @  05/01/2019 18:24:08
   5 / 10
No, non ci siamo. Parte bene, ti fa pensare "Guarda qui che che roba!" e poi storia pasticciata, scene presuntuose, citazioni a manetta rovinano il tutto. E' l'ennesima bellissima cornice che imbelletta un quadro scadente. Cornice costosissima che si stenta a capire come sia stato possibile creare: chi può fornire un simile dispendio di denari per un così povero risultato artistico?

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Vlad Utosh  @  05/01/2019 15:05:06
   9 / 10
Guadagnino con questo film fa centro, e non era semplice. Amplia il contesto storico e aggiunge spunti di riflessione, arricchisce la pellicola di mistero e simbolismo arcano, il tutto immerso in un'atmosfera fredda e cupa perfetta in ambito stregonesco.
Tutto il cast è in palla e Tilda Swinton è sublime nei suoi molteplici ruoli. La colonna sonora,meno martellante del Suspiria di Argento,è molto inquietante e si sposa benissimo con ciò che ci viene mostrato.
Almeno un paio di scene colpiscono nel segno

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Film che necessita di più visioni per essere apprezzato appieno.

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Ultima risposta 12/01/2019 14.01.06
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marlin  @  05/01/2019 02:58:50
   4 / 10
Mi spiace ma il film a tratti è imbarazzante...scene sul finale che strappano la risata ed effetti speciali osceni.

Venticello  @  04/01/2019 18:06:38
   5 / 10
Nulla a che vedere con l'originale. Scusate, ma per me Guadagnino é molto, ma molto sopravvalutato! Nessuno sentiva il bisogno di questo remake!!

JOKER1926  @  04/01/2019 16:19:19
   7 / 10
L'ultimo prodotto di Luca Guadagnino parte da una prerogativa poco trascurabile, il titolo dell'ultima fatica del regista italiano, non passa inosservato: "Suspiria".
Cosa Ŕ un remake?
Difficile etichettare quello di Guadagnino come mero remake del film di Dario Argento, a nostro avviso, si tratta di una sorta di rivisitazione/interpretazione personale , vicina e lontana, al medesimo tempo, dal capolavoro terminale di Argento.
"Suspiria" del 2018 resta per˛, in buona parte, anche un omaggio al regista del thriller italiano, notiamo Jessica Harper nuovamente protagonista, invece la data in cui si svolge il film, Ŕ quella dell'uscita del vero "Suspiria". Sono richiami molto curiosi e apprezzabili.

L'analisi sul nuovo "Suspiria"

Luca Guadagnino con questa audace produzione si serve di una qualitÓ registica non indifferente, dalla maestria con la camera, alla creazione degli spazi e dell'atmosfere, risulta essere un regista di ottima levatura. La nuova versione di "Suspiria", d'altro canto , ha un bisogno fisiologico di avere una scena fastosa e chimerica, questo Ŕ il primo step, Guadagnino non floppa in alcun punto.
La Berlino post guerra mondiale rende giustizia, si respira un'atmosfera cupa e decaduta, vengono in mente alcune produzioni di Zulawski . I colori si legano ad una fotografia di livello assoluto. Sorprende poi il cast adoperato. Sorprese in senso positivo e negativo. La protagonista principale, Johnson Dakota, sembra esser travolta da un ruolo troppo pesante; prova non formidabile quindi. In auge, invece, Tilda Swinton , questa attrice presta il suo volto ad una performance sottile, superba ed elegante. Quella della Swinton resta un grande esempio di recitazione, nella fattispecie, aiuta anche la sceneggiatura che la mette in un ruolo enigmatico e di grande sofferenza. Swinton Ŕ la migliore .
Appurata la maestria tecnica, "Suspiria" deve superare il banco di prova pi¨ difficile. La storia e la sceneggiatura cosa hanno in serbo?
La storia rispetto all'originale del 1977 Ŕ sicuramente pi¨ aperta, ma non Ŕ un pregio.
Luca Guadagnino infatti si perde spesso e volentieri in giri troppo larghi e forse inopportuni; nascono dinamiche impasticciate , specie nel finale, inopportune e poco fruibili. La storia cerca, con un successo risicato, di creare un network fra pi¨ protagonisti, alle volte il gioco funziona, in altre occasioni cade mestamente l'intento.
La sceneggiatura (deve quasi tutto a Dario Argento) presenta scene di ottimo lavoro e cerca di presentare , con l'aiuto coreografico e di ambiente, situazioni particolari, tutto godibile ma nulla di indimenticabile.
"Suspiria" del 2018 si destreggia sui binari di un misticismo e di un gioco psicologico discreto che esplode in una delle sequenze finali. Per il resto la pellicola cerca di incrementare pathos e orrore attraverso sogni e poco altro. Quello di Guadagnino non Ŕ un horror alla Dario Argento, Ŕ giusto specificarlo sempre.

Le fonti e gli spunti adoperati qui sono quelli del Cinema un po' di Lars Von Trier , Pasolini e Zulawski .

Pro versus contro

La fatica di Guadagnino a conti fatti merita la visione, come detto Ŕ una interpretazione gradevole, ma rischia a pi¨ riprese di schiantarsi sul muro del Cinema d'autore; troppe idee alle volte creano interdizione all'espressione.
I contro di "Suspiria" del 2018 sono legati quasi esclusivamente ad alcune scelte della narrazione che per giunta implica anche una assurda durata del prodotto . La narrazione Ŕ il vero neo insormontabile. Troppe ripetizioni, troppa confusione. Il finale perde la sua forza iconica e si trasforma in un carnevale convulso. Gli episodi, con Lutz Ebersdorf, creano dei punti di non ritorno quasi imperdonabili.

Guadagnino gioca un dignitoso tris contro il full di Argento.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/01/2019 03:23:27
   8 / 10
Partitura incompiuta alla maniera di Cechov... Qualcuno dovrebbe semmai chiedersi come mai Guadagnino riesca a preservare una sua identità citando tante fonti -Anorofsky, Zulawsky, Ken Russell, Fellini, Fulci, etc. Secondo me "Suspiria" è un film esemplare, e lo resta per tutte le coreografie negli specchi.... E' un film che specialmente all'inizio racconta la Realtà (la banda Baider-Meinhof) filtrata in un immaginario i. Una dimensione paranormale che avvince è affascina.... Un film avvolto in un'oscurita' che turba è coinvolge. Qualche pecca nel manierismo, specialmente nella sequenza ultra-Camp della Tregenda, ma si può perdonare. Alla fine si resta rapiti da un regista italiano dal respiro internazionale che merita certamente i favori che ha ricevuto finora ovunque. Il film non è per tutti, è non ammicca al tradizionale pubblico di horror, una ragione per restarne delusi. Ma custodisce alla basse una ricerca estetica (visiva ma diversamente da quella del capolavoro di Argento) magari pretenziosa ma di grande rigore morale e artistico, al di là delle volute dissacrazioni

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Ultima risposta 13/01/2019 01.57.04
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Invia una mail all'autore del commento roizzz  @  04/01/2019 01:40:06
   4½ / 10
Il solito Guadagnino.. Che cita, omaggia e scopiazza altro cinema... Che non gli appartiene e cerca di fare suo. Convintissimo in quello che fa, gira un film con un dispiego di mezzi enorme da lasciar basiti...

Ma ancora una volta tanto fumo e niente arrosto... La sceneggiatura è confusa, intricata, supponente, noiosa, inconcludente.

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Ultima risposta 12/01/2019 00.38.54
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outcast  @  04/01/2019 00:25:37
   3 / 10
A dir poco imbarazzante. Prima di fare i cazzotti con le inquadrature simmetriche, la fotografia ricercata e la musica d'autore bisognerebbe essere in grado di raccontare decentemente una storia, invece di dividerla in capitoli dai nomi buffi.

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Ultima risposta 09/01/2019 02.43.43
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VincVega  @  03/01/2019 15:48:11
   8 / 10
Guadagnino dimostra di essere capace di osare, perchè "Suspiria" non è assolutamente un remake, ma il regista ha preso solo lo spunto iniziale dal film di Dario Argento, cambiando ovviamente direzione dato che un rifacimento fedele non avrebbe avuto senso. Personalmente non sono un fan accanito dell'originale del 1977, lo ritengo un buon film ma non un capolavoro ("Profondo Rosso" quello si, ma è un'altra storia). Guadagnino realizza un film molto più complesso del suo predecessore, toccando vari temi, tra cui la politica, il terrorismo e la seconda guerra mondiale. Ed è proprio per questo che è una pellicola da rivedere più volte per capirne le sua molteplici sfumature e i diversi passaggi, oltre ad inquietare non poco in alcune sequenze.
Uno dei pochi remake che superano l'originale, parere personale. I puristi dell'originale di Argento non apprezzeranno.

CyberDave  @  03/01/2019 01:39:37
   4 / 10
Avevo accumulato tanta tanta attesa per questo film, decisamente troppa per quello che poi si è visto sullo schermo.
Come detto ormai da tutti prima di me non c'entra quasi nulla col capolavoro di Argento, giusto il nome, i nomi dei protagonisti e qualche spunto, per il resto cerca di differire su tutto, peccando però su praticamente ogni fronte.
Se non fossi stato al cinema avrei fatto davvero fatica a finirlo, prima parte soporifera e priva di contenuti decisivi, i momenti chiave tardano ad arrivare, quello che dovrebbe restare nascosto viene invece mostrato togliendo ogni senso di suspance nel film.
La trama viene resa intricata e poco chiara senza un evidente motivo, un paio di buchi di sceneggiatura che resteranno tali anche alla fine.
Nella seconda parte il film migliora, sembra subire un accelerata decisiva fino ad arrivare ad un finale osceno, assolutamente senza senso e reso conturbante senza un vero perché, infatti non riesce a dare nulla di uono al film, anzi, se possibile lo peggiora.
Davvero una grandissima delusione, non capisco come anche Argento ne abbia parlato cosi bene, io avrei chiesto i danni per aver associato il suo nome a questa porcheria.
Da guardare per completezza cinematografica, non per il risultato finale.

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Ultima risposta 12/01/2019 12.10.37
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jiko  @  01/01/2019 14:28:08
   8 / 10
Non è un film per tutti, va detto subito. Soprattutto non è un film horror, per lo meno nel senso tradizionale del termine, ma è a metà strada tra cinema d'autore e horror. Qualcuno può rimanerne infastidito e infatti già dopo la prima mezz'ora alcuni mostravano segni di insofferenza e sono usciti dalla sala. Sicuramente è un film che richiede impegno durante le due ore e mezza di visione, dove conta di più la potenza visiva delle immagini rispetto al linguaggio e alle parole, molte domande rimangono senza risposta, ma tant'è. Le scene disturbanti ci sono, e sono tante, Guadagnino ha il merito di aver creato un film dove la tensione si respira dall'inizio alla fine, in un crescendo continuo, ma chi si aspetta di vedere un remake dell'originale probabilmente rimarrà deluso o fortemente spiazzato. Tilda Swinton da Oscar, recitazione sublime.

The BluBus  @  01/01/2019 12:47:57
   8½ / 10
Quello che dovrebbe essere un remake. Una completa e diversa interpretazione del tema. Premesso che adoro il Suspiria originale, Guadagnino riesce conservando solo alcuni elementi a dare vita ad un eccellente horror con caratteristiche completamente diverse. Regia e fotografia al top, stupende le scene legate alla danza. Da vedere al cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  16/12/2018 22:06:29
   8 / 10
Non c'è nulla da paragonare col film di Dario Argento, sono due film completamente diversi. In comune hanno soltanto il titolo.

Quello che ha diretto Guadagnino è un film disturbante, visionario e artistico, attento ad ogni dettaglio scegliendo tra l'altro attori che si adattano alla perfezione e collaboratori che qualsiasi produttore invidierebbe, ad esempio Thom Yorke, che ha scritto delle musiche meravigliose a mio avviso.

Mi sono piaciute tantissime scene, le mie preferite sono quelle dei sogni, altre immagini fanno inevitabilmente togliere lo sguardo da quanto disturbano.

La lunghezza tra l'altro non si fa sentire. Avrei però sfruttato meglio la tematica della danza, aggiungendo più balli.

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Ultima risposta 14/01/2019 19.40.15
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Vegetable man  @  10/12/2018 10:34:01
   8 / 10
Sono sostanzialmente d'accordo con la descrizione fatta dal precedente commento, ma il mio voto è decisamente superiore. Guadagnino confeziona un'opera che è a tutti gli effetti un film diverso da quello del 1977, solo basato su un soggetto simile. La messa in scena è estremamente audace, rischiosa, ma d'impatto. Il delirio visivo del Suspiria originale si spoglia delle sue ingenuità per entrare nel XXIesimo secolo.

È passato in sordina, verrà riscoperto.

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Ultima risposta 10/12/2018 17.46.42
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/09/2018 17:27:43
   6½ / 10
A Venezia c'erano i fucili spianati verso il film di Guadagnino. Va dato atto dell'estremo coraggio al regista presentare in concorso al festival un film del genere, perchè Suspiria per tutti i cinefili e non è come la mucca per gli indù. Sacra ed intoccabile. Non mi sento di definirlo remake, tantomeno un reboot. Più appropriato definirlo un espansione del film argentiano. In senso letterale per la sua durata innanizitutto, ma contestualizzato in maniera precisa all'epoca in cui si svolgono i fatti. Dal film di Argento toglie il carattere fiabesco, di una scuola a sè stante immersa nel bosco, mentre nel Suspiria di Guadagnino c'è la Berlino degli settanta, città divisa in due con quel muro opprimente che attraversa un'intera città ed in questo il Possession di Zulawski è un riferimento ulteriore oltre all'originale. Sono precisi i riferimenti storici con il terrorismo della Bader-Meinhof, i dirottamenti aerei e rapimenti del presidente della Confindustria tedesca. I colori intensissimi di Argento, nel film di Guadagnino sono molto più spenti e coerenti con il grigiore della città.
Del film di Argento prende soltanto qualche elemnto di base, ma la storia ha talmente tante varianti da essere vittima di un eccesso di riferimenti. Tanto basico era Argento, tanto sovraccarico è Guadagnino ed in qualche momento il film perde le briglie di così tanti elementi e tematiche messe sul tavolo. E' anche la descrizione di un mondo totalmente al femminile, dove le streghe presentano più sfaccettature, laddove nel film di Argento erano il Male puro, Guadagnino espande i caratteri del corpo insegnante, attraverso una lotta per la successione tra madame Blanc ed Elena Marcos (quest'ultima una delle debolezze più evidenti del film). Una lotta intestina dove la figura di Susie Bannon rappresenta l'ago della bilancia grazie al possesso di un talento per la danza fuori dal comune. Non mancano scene forti in questo film (la prima danza, il sabba), ma l'elemento horror è alquanto latitante e spento, probabilmento per volontà dello stesso regista per marcare la diversità del suo lavoro al film di Argento, che comunque ha ribadito in conferenza stampa di ammirare in maniera assoluta, tanto da riuscire a regalare un momento di sincera commozione quando sullo schermo appare il fisico minuto di Jessica Harper.
Sarà una mia fissazione personale ma la Johnson non mi ha convinto per niente. Troppo incolore come attrice per un ruolo del genere. In conclusione un film tuttaltro che perfetto, ma decisamente ambizioso che in qualche modo ha superato tutto lo scetticismo della vigilia al Lido prima della proiezione in maniera lusinghiera tanto nella critica quanto nel pubblico.

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