umberto d. regia di Vittorio De Sica Italia 1952
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umberto d. (1952)

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locandina del film UMBERTO D.

Titolo Originale: UMBERTO D.

RegiaVittorio De Sica

InterpretiCarlo Battisti, Maria Pia Casilio, Lina Gennari, Memmo Carotenuto, Elena Rea

Durata: h 1.31
NazionalitàItalia 1952
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1952

•  Altri film di Vittorio De Sica

Trama del film Umberto d.

Un anziano funzionario ministeriale in pensione non se la passa particolarmente bene dal punto di vista economico e da quello degli affetti. Vive infatti solo, con un cane e la domestica. Le scarse risorse economiche non gli consentono più quale decoro di vita consono alla sua cultura e al suo decoro. In un soprassalto di dignità decide allora di togliersi la vita per non essere più di peso agli altri, ma sarà il suo cane ad riconciliarlo involontariamente con il mondo.

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Voto Visitatori:   9,12 / 10 (92 voti)9,12Grafico
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Voti e commenti su Umberto d., 92 opinioni inserite

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Fratuck89  @  10/01/2016 13:17:00
   9 / 10
avrei dato 8 e mezzo, il mezzo punto in più va al fatto che rappresenta una finestra straordinaria sull'Italia di quel periodo.
Per me non è proprio un capolavoro perchè non mi arriva direttamente al cuore, personalmente infatti non mi ha colpito o emozionato particolarmente. Certo è molto triste, ma non mi ha coinvolto. Infatti non è un film che rivedrei volentieri, ma credo che vada visto anche solo per gettare un occhio a quell'Italia lontana e dimenticata di qualche decennio fa.

Goldust  @  04/01/2016 11:42:44
   8½ / 10
La miseria umana e le difficoltà, non solo economiche, della vecchiaia affrontate con una dignità ed un tatto che non ha pari nella storia del Cinema. Pur nelle sue piccole imperfezioni ( Battisti è una maschera perfetta per la parte, ma si vede che non è un attore professionista ) è un film che colpisce dritto al cuore, e per questo resta indimenticabile.

tarax  @  09/11/2015 02:27:33
   10 / 10
Sublime! Non ci sono altre parole per descrivere un'opera di questo livello! Perfetta in tutto, girata ed interpretata magistralmente! Carlo Battisti perfetto per la parte e non dimenticherò mai il cagnolino Flaik! Sarà perchè io adoro i cani, ma l'ho preferito a "Ladri di Biciclette" a cui do 9 e mezzo!

minoidepsp  @  12/10/2015 22:59:11
   8 / 10
Anche a distanza di anni rimane un ritratto incisivo della società degli anni 50, della vecchiaia e della solitudine. Didattico.

eruyomè  @  27/06/2015 01:03:27
   10 / 10
Mi ha spezzato il cuore.

..ma anche elevato lo spirito, sul finale. Per quanto non consolatorio e in fondo amaro e anche indefinito, commuove questo inno alla vita, alla speranza, all'ottimismo. Nonostante tutto.
L'amore tra padrone e cagnolino è celebrato nelle dolcissime sequenze finali, il gioco tra i due è l'immagine della felicità suprema, un'immagine che fa bene al cuore e, dopo tanta pena, lo accarezza come un balsamo lenitivo e rinfrescante.

maxbld  @  21/08/2014 11:43:05
   10 / 10
Qui siamo oltre il film, questo lavoro ne trascende i limiti, supera il concetto di cinema. Umberto D. è un'opera d'arte e la cinepresa è lo strumento che l'artista ha usato per crearla. Non c'è voto immaginabile: qui il giudizio deve lasciare il posto alla meraviglia, ad una stupefatta contemplazione senza commento. Nessuno di noi può pretendere di dire "questo film è bello" o "questo film è brutto": questo non è un film, è oltre, è metacinema. Ogni voto sotto il 10 è insufficiente, dovremmo dare undici! È intollerabile, IMAO, che qualcuno parli di lentezza o giudichi la performance degli attori, ma andiamo, non fatemi ridere!! Cos'è poi un film lento? Basta con questo assurdo aggettivo. Ho visto film di Ozu dove un'inquadratura durava minuti e avrei voluto che fosse stata più lunga. La lentezza non è certo un attributo da usare per descrivere un film, parliamo piuttosto di film noioso, che non trasmette emozioni, ma per favore facciamola finita con 'sto fastidiosissimo clichè del film lento!!

:-) Ciao.

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/08/2014 14.25.08
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guidox  @  20/04/2014 18:36:59
   8½ / 10
cinema di livello eccelso, uno dei film più belli diretti da Vittorio De Sica.
la prima cosa che colpisce è l'impressionante attualità dei temi trattati, segno che la storia si ripete sempre e a cambiare sono soltanto i contesti.
l'unicità della pellicola sta nel fatto che al giorno d'oggi non c'è un De Sica che ci racconti l'attualità in un modo così viscerale,in modo che quando hai finito di vedere il film, ti senti arricchito, perchè ti sei sentito toccare le corde giuste e vivi gli stati d'animo di Umberto.
geniale la presenza del cane, che rende ancor più commovente la storia del protagonista.
da riproporre all'infinito.

Dr.Caligari  @  09/09/2012 16:22:43
   10 / 10
Emozionante e struggente come pochi, resta il film più bello di De Sica e di tutto il Neorealismo. E' tutt'ora di un'attualità prepotente.

baskettaro00  @  04/08/2012 20:35:21
   8½ / 10
straordinaria resa di quella che era la vita 60 anni fa,e dalla quale oggi ci siamo allontanati poco o niente.un film emozionante,tristissimo,e assolutamente veritiero,con un lieto fine che è solo apparente.

Geeno  @  14/05/2012 22:47:14
   9 / 10
La povertà, la vecchiaia, la solitudine, l'indifferenza, ma anche la dignità e la speranza ….questo è Umberto D.
Un film mai retorico, a suo modo cosi' lineare, così autenticamente semplice, da riuscire tuttavia a trasmettere una carica emotiva ed uno struggimento che poche altre forme d'arte (e pochissime altre pellicole) sono riuscite o riuscirebbero a infondere. Poetico e profondo, per me un vero capolavoro, tra i piu' grandi film che abbia mai visto.

gianni1969  @  15/04/2012 01:45:40
   10 / 10
altro capolavoro del maestro,che qui ci trascina negli inferi della vecchiaia,con questo anziano che mette trisrezza e rabbia,(anche perche dopo 60 anni,in italia non e' cambiato un caz.zo). la storia e' semplice ma sviluppata con una dolcezza unica,con pochi mezzi ma con tanto amore per il cinema. de sica era un genio,io lo preferisco a fellini,(e lo dico da riminese),e i suoi film non invecchieranno mai.

Oskarsson88  @  15/03/2012 15:30:05
   8½ / 10
Realismo praticamente allo stato puro. Triste storia di un anziano che non se la passa bene. Bravo De Sica!

gemellino86  @  15/01/2012 23:26:05
   9½ / 10
Mi è piaciuto più di "Ladri e biciclette" per il tema che ho trovato più interessante. A quei tempi il cinema italiano era tutta un'altra cosa. Grandi attori in memoria.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  15/12/2011 00:32:36
   9½ / 10
Pellicola sfacciatamente vera, stoccata elegante all'Italia patinata. Colpisce la dilatazione dei tempi, mai fine a se stessa né volta soltanto al realismo. Il piedino della servetta che lentamente accosta la porta è più che un gradevole indugio descrittivo, accenna alla natura svagata e indifferente del personaggio. Personaggio tra l'altro molto scomodante, emblema di un' ignoranza profonda e tutto sommato innocente, legata (nemmeno tanto velatamente) alla disparità sessuale. "Umberto D" è dunque anche un ritratto di giovinezza, inclemente ma non accusatorio. Con un moto di dolcezza viene invece delineato il vecchio protagonista, francamente fin troppo indorato di umanità. Ciò non di meno commuove la sua dignità timida e risoluta al tempo stesso, il suo affetto immenso per il cagnolino, il suo stentato sopravvivere. Trovo che nel raccontare il dramma di Umberto De Sica esprima una forte libertà formale, quasi un ribadire che il cinema inevitabilmente trasfigura, e deve per tanto poter essere spettacolare. In tal senso il tentativo di suicidio, la rapidissima zoomata sul suolo al di sotto della finestra, è una sequenza che non si dimentica.

Lory_noir  @  29/11/2011 23:52:46
   7 / 10
Devo dire che mi aspettavo di più. Alcune scene sono veramente poetiche ma il film è un po' lento, quando io me lo aspettavo un po' più intenso. Bellissima la fine comunque vale la pena vederlo.

Leonardo76  @  12/08/2011 23:06:14
   9½ / 10
Miseria e dignità, vedere il protagonista che prova a chiedere l'elemosina è un pugno allo stomaco.

Lopan88  @  24/07/2011 12:59:15
   6 / 10
Visto un paio di settimane fa, non penso che lo rivedrò

censurableah  @  30/05/2011 12:35:33
   10 / 10
Il film italiano che preferisco :-)

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Matis  @  09/04/2011 13:01:19
   10 / 10
Bellissimo...perfetto...commovente...nostalgico!!!

Dieci

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR jem.  @  14/03/2011 19:23:05
   9 / 10
De Sica rende una trama semplice e lineare un concentrato di emozioni fortissime. A provocare una commozione sincera basta lo sguardo carico di amarezza del vecchio, stanco della vita, contrapposto alla vitalità del fedele cagnolino.
Toccante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  03/03/2011 23:41:27
   10 / 10
«Se è vero che il male si può combattere anche mettendone a nudo gli aspetti più crudi, è pur vero che se nel mondo si sarà indotti - erroneamente - a ritenere che quella di Umberto D. è l'Italia della metà del XX secolo, De Sica avrà reso un pessimo servizio alla sua patria, che è anche la patria di Don Bosco, del Forlanini e di una progredita legislazione sociale» (Giulio Andreotti, su "Umberto D.")

60 anni fa. L'epoca della grande rinascita del cinema italiano sembra lontana secoli. Eppure, alla faccia di una censura statale e politica che, per mascherare il proprio, accusò di "disfattismo" una forma d'arte pura e semplice, oggi il grande film di De Sica alla pari del suo anziano protagonista spande per l'aria cento volte più fiero e roboante il suo grido di libertà e di dignità.
E' già stato detto tutto quello che c'era da dire su questo film. Un immortale capolavoro della migliore coppia De Sica / Zavattini, un'opera che ci fa guardare con nostalgia e fierezza al glorioso ma difficile periodo del nostro cinema del dopoguerra, un film che racchiude in sé il vero miracolo dell'arte che si eleva al di sopra della bufera della Storia ed anzi, prendendosene quasi gioco, ne sfrutta i catastrofici effetti sulla realtà di tutti i giorni facendone paradossalmente scaturire una rara poesia ed emozioni ancor più pure e genuine.
Umberto Domenico Ferrari esemplifica in un solo personaggio l'Italia intera. Quella che, uscita in ginocchio dal conflitto, anzichè arrendersi alla solitudine, all'emarginazione e alle difficoltà quotidiane si rimbocca le maniche e lotta per la propria sopravvivenza senza mai perdere di vista la sua dignità.
Quello di Umberto D. è il cinema che tutti noi rimpiangiamo, quello che contro tutti e contro tutte le aspettative ha consacrato l'Italia come la stella più fulgida del firmamento cinematografico globale.
Non credo che ci sia null'altro da aggiungere: un pezzo di storia. Imperdibile.

aladino  @  03/01/2011 16:17:03
   6½ / 10
Non capisco una media così alta per un film che trovo un pò troppo melenso, oltre che noioso in alcune parti. Sufficienza abbondante, ma nulla di più.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/01/2011 16.29.03
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rob.k  @  04/12/2010 16:08:57
   7 / 10
Se un film con una trama simile fosse proposto oggi, verrebbe subito accusato di essere lacrimoso e mieloso... Forse visto nell'ottica degli anni '50 può avere un valore superiore. Attori scarsucci.

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Ultima risposta 04/03/2011 23.41.39
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Invia una mail all'autore del commento marco986  @  04/12/2010 13:30:20
   10 / 10
capolavoro bellissimo

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  22/11/2010 19:30:25
   10 / 10
Al di là di tutti i meriti, gli onori di "Umberto D." - film impensabile oggi, film miracoloso nella sua epoca - che ha dalla sua anche una originalissima dilatazione dei tempi narrativi che gli permette di scostarsi, rispetto alla norma dei capolavori neorealisti, nella direzione di un ancor maggiore, più autentico realismo...
Al di là anche dell'asciuttezza estrema, dell'assenza di ogni indulgenza neanche melodrammatica, ma anche solo pietista...
E' un film che entra nel cuore come la lama di un coltello, in grado di elevare il discorso da tragedia sociale a tragedia universale (c'è una affinità con Kurosawa, per esempio), e non solo degli anziani (tema, quello degli anziani, per lo più rimosso dalla coscienza collettiva), ma di qualunque essere umano possa trovarsi in analoga condizione: è tanta la potenza del film, che in Umberto D. è impossibile non riuscire a identificarsi, a qualunque latitudine ed età si appartenga.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  07/11/2010 17:29:53
   9½ / 10
"La narrazione del dramma del pensionato provoca reazioni indignate da parte del governo italiano che, forse, preferirebbe veder rimossi dalla coscienza sociale le problematiche sollevate dal film." Ma come sempre V.De Sica è stato meraviglioso usando attori di strada, creando un'atmosfera di immediatezza e autenticità, sottolineando l'ingiustizia sociale tramite il rapporto del pensionato col suo cane.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  12/10/2010 18:04:15
   9 / 10
Fra questo e "Ladri di biciclette"...

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De Sica padre continua a regalare gioie, e un altro nove lo devo dare, anche se ne do pochissimi. Una trama molto interessante, e come Moccia ha la capacità di creare personaggi antipatici, così il maestro Vittorio sa crearne di simpatici. Quando vedevo

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che stava per

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quasi non avevo il coraggio di continuare, talmente sarebbe stato triste. Poi il cane, impossibile da odiare anche quello. Mentre la padrona di casa è odiosa in una maniera incredibile, al contrario della ragazza. Una particolarità di questo film è che mette il pubblico nella condizione di aspettare alcuni eventi:

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Vittorio De Sica: un nome, una garanzia.

dave89  @  08/10/2010 20:15:07
   7 / 10
buon film ...ma media un po' troppo alta

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  19/08/2010 15:13:24
   7½ / 10
Vittorio De Sica tocca sempre le corde più sensibili.
L’ultima mezz’ora è veramente un duro colpo, ed è la mia parte preferita… la prima ora è un po’ noiosa, comunque essenziale per arrivare al fine... veramente commovente.
Purtroppo si vede che gli attori non sono professionisti… ma pazienza, De Sica ha raggiunto il suo scopo. Bel film.

Tautotes  @  30/06/2010 23:30:48
   9½ / 10
Di fronte ad un capolavoro del genere ci si deve solo fermare e riflettere su alcune tematiche assolutamente attuali anche oggi. Di queste situazioni ve ne sono moltissime, e il più delle volte rimangono avvolte in un drammatico silenzio.
Il rapporto col cagnolino è qualcosa che solo coscienze poco sensibili non apprezzano e non vi si immedesimano.

tati83  @  25/05/2010 23:48:59
   10 / 10
capolavoro! indimenticabile! assolutamente da vedere! ti fà pensare, ti emoziona, ti fà piangere, ti racconta la storia della vita, ti dice tante cose che non hai sentito prima!

bulldog  @  17/05/2010 22:49:09
   8 / 10
E' un altro apprendere , quando si è vissuti a lungo.
Le cose si ripresentano, ma hanno avuto molto tempo, si trasformano.
Hanno una luce diversa, meno scintillante, attenuata, ma carica di forza.
Di che cosa si sono impregnate nel corso degli anni?
Qua e là sono emese, per poi essere respinte, dimenticate.
Ma adesso hanno fatto ritorno, come una nuova generazione, con un tale rigoglio da suscitare in noi vergogna per questo presente debilitato.
Certi particolari possono anche essere spariti, ma solo alcuni; ve ne sono altri che stanno sbocciando, altri ancora sul punto di appassire, prima che sopraggiunga un 'estrema fine.
Le connessioni interiori si affievoliscono.Certe durezze si smussano, altre si notano solo ora per via di quell'affievolirsi.
La vecchiaia si sgranchisce e si augura di diventare eternità.

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Ultima risposta 17/05/2010 22.51.21
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Buba Smith  @  10/05/2010 15:04:27
   3 / 10
Che schifo... ******* santa... Ma stiamo scherzando... 9.35 a sta roba??

Io veramente non riesco a trovare niente di bello in questa pellicola...

Il mio voto tra l'altro non è quello che avrei voluto mettere veramente. Non avrei esitato un secondo a mettere 1. Ma data la posizione in classifica ho ritenuto opportuno alzarlo di 2 voti.

Ma veramente è da 1... La noia qui fa da padrona.

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Ultima risposta 30/06/2010 23.27.53
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Paolo70  @  30/04/2010 17:27:48
   6 / 10
Film che racconta il triste dramma di una persona anziana, sola e con una crisi esistenziale che vive in una stanza affittata all'interno di un appartamento. Il film mi ha annoiato per diverse fasi e poi trovo che gli attori non recitano molto bene.

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Ultima risposta 23/05/2010 21.56.56
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JOKER1926  @  29/04/2010 21:06:47
   7½ / 10
Quello del 1952 di Vittorio De Sica, "Umberto D.", resta ai nostri giorni un esempio mastodontico di Cinema, fra tecnica ed eleganza, lo spettatore è catturato attraverso una storia cupa, assai drammatica.
A immedesimarsi nelle vesti di personaggio principale un pensionato che beffardamente è stato soggiogato dalla frenetica società che viaggia ad alte velocità polverizzando il "riparo" di un desolante anziano e portandolo pian piano in una miseria materiale, lungo l'arduo viaggio ombra luminosa un cane di nome Flaik che risulterà essere decisivo per l'uomo.
Umberto Domenico Ferrari, interpretato da un perfetto Carlo Battisti riesce sempre a farsi apprezzare dal pubblico; la regia è intelligente nel proporre una figura così asciutta, ma dall' immenso impatto mediatico. Raffigurata in modo sublime una società, quella italiana, rappresentata comunque in modo primario da Roma, collage di una miriade di originali personalità.
Vittorio de Sica oltre alla sceneggiatura compie un grosso lavoro tecnico, da apprezzare ad esempio la nitida fotografia e ovviamente gli attori.


"Umberto D." è una pellicola neorealista che comunque non disdegna di calarsi (alcune volte) nella retorica e cerca di architettare un corposo alone di dramma, insomma il film a tratti, seppur affascinante, è artificioso, in linea di massima non Parlerei di difetto oggettivo.

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Ultima risposta 23/06/2010 21.11.05
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Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  29/04/2010 00:03:26
   9½ / 10
Anche volendo, non riuscirei a dare meno di 9 a questo autentico capolavoro del cinema italiano. Sarà anche l'emblema del neorealismo, ma questo è un film eterno, immortale, non identificabile con un preciso contesto storico soltanto. Tratta in maniera commovente tematiche profondissime come la vecchiaia, la solitudine e la sofferenza umana. Non vi è spazio per i vecchi in questo mondo: è emblematico che l'immagine finale del film veda il vecchio allontanarsi dalla telecamera, mentre un corteo di giovani sfila con aria scherzosa.
La società dipinta da De Sica è una società insensibile al dolore, soltanto tra sventurati ci si intende e in questa società si può vivere di espedienti, come l'uomo che si finge malato per prolungare l'alloggio nell'ospedale.
Ma alla fine di un simile quadro pessimista, alla fine si intravede uno spiraglio di luce, la gioia di vivere ritrovata grazie alla fiducia riconquistata del cane.
Bellissimo. C'era una volta il cinema(italiano e non).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  26/04/2010 18:11:07
   8½ / 10
Visto per pura fatalità! ma ringrazio il destino che mi ha messo sulla strada della mia vita questo Umberto D, un film che avevo visto su filmscoop per l'altissima media, ma che personalmente non mi sarei mai aspettato di vedere!
Un film molto triste, ma allo stesso tempo reale, che sicuramente non lascia indifferenti, con la visione della povertà e delle condizioni di vita del povero Umberto D che lasciano pietrificati e senza parole.
Onestamente davanti ad un film del genere mi sono quasi commosso, vedere questo povero vecchietto senza casa che tenta di farla finita, ma decide di ricominciare a vivere grazie all'amicizia che lo lega all'unica cosa terrena che gli è rimasta cioè il cane, fa capire molte cose, soprattutto legate alla vita e alla voglia di vivere, che in alcuni momenti può mancare per problemi che purtroppo affrontare tutti i giorni non è affatto facile.
Per quanto riguarda la realizzazione sicuramente non ci si annoia, anche perché la durata e di un ora e mezza quindi non dura moltissimo, e sicuramente non si cade troppo nel pesante, si tiene in una linea sempre costante diciamo.
Un film carico di emozioni e sentimenti, e il mio consiglio e di vederlo, certamente e l'ennesima risposta che il grande cinema italiano e partito negli anni 50, e purtroppo al giorno d'oggi nel panorama del cinema italiano film così sono quasi scomparsi.

Franz13  @  25/04/2010 13:33:08
   9½ / 10
Veramente un film stupendo. Riesce a gestire e raccontare la solitudine della vecchiaia in maniera sublime. Purtroppo una tematica che possiamo riscontrare anche ai giorni nostri.

AMERICANFREE  @  09/04/2010 18:50:54
   8½ / 10
questo si che era cinema con la c maiuscola! intenso commovente dall'inizio alla fine con un bravissimo Carlo Battisti! che dire vedetelo non ve ne pentirete!

Luca Pepas  @  01/04/2010 15:30:27
   10 / 10
Come ha scritto il Mereghetti, sullo stile di Ladri di biciclette, ma con qualcosa in più.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  11/03/2010 10:37:41
   7 / 10
Con Miracolo a Milano, il più zavattiniano dei film di De Sica. E' un film coraggioso e insolito, in un certo senso il de profundis della breve stagione del neorealismo italiano. E' però anche un film molto artificioso e poco spontaneo. Molto di testa e poco di pancia. A cinquant'anni di distanza la distanza con ladri di biciclette è veramente abissale.

The BluBus  @  06/03/2010 23:43:25
   8½ / 10
De Sica sempre grande, questa è un'altra tra le sue tante gemme.
Film di grande instensità emotiva, anche se meno toccante di Ladri di biciclette. Da dimenticare la musica di sottofondo.

edmond90  @  31/10/2009 17:49:56
   10 / 10
Uno dei grandi capolavori del neorealismo,una struggente riflessione sulla vecchiaia portata avanti con maestria e senza inutili patetismi.Imprescindibile

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  31/10/2009 11:47:31
   9 / 10
Cadono le pagine da un calendario; come foglie dai rami, perdono di colore le domeniche. Le stesse, che tempo prima ridevano verdi sugli alberi, ora rispondono al domandare d’un vento intonando un’arida e triste melodia.
La casa esorta a nuovi amori, a volti nuovi: vendere il proprio tempo (l’orologio), le proprie parole (alcuni libri), non basta ancora: le vecchie mura, sorde alla voce di chi le ha abitate sin d’ora, sono già in via di ristrutturazione.
Dove andare?
Una visita alla mensa dei poveri, una notte in ospedale, una passeggiata al parco.
Elemosinare è troppo indignitoso, per chi ha lavorato per una vita intera.
Cosa resta? Flaik, l’amico fedele, compagnevole, solo a sua volta.
Cosa resta? Un treno che arriva e non ripartirà mai più: l’impulso di levarsi, un morso, il fuggire via.
Cosa resta?

Vivere (dall’altra parte del pianeta, “Ikiru” di Kurosawa, quasi un coevo grido del dolore senile, uscirà lo stesso anno); un abbraccio, ridere, correre, tremare di paura.
D’una pigna, sola che giace nel mezzo d’un parco resta… il gesto di chi la lancia e di chi la rincorre.

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Ultima risposta 24/11/2010 17.55.37
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Dr.Orgasmatron  @  15/09/2009 13:10:28
   9 / 10
Era difficile non cadere in banalità e facili moralismi con una trama ed un soggetto simile. Il grande talento di Vittorio De Sica però fa sì che tutto ciò non si verifichi, anzi. Uno dei punti più alti del neorealismo, con un finale veramente da applausi

topsecret  @  03/08/2009 11:13:14
   8 / 10
Dopo LADRI DI BICICLETTE De Sica racconta un'altra storia di patimenti ed umiliazioni. Ed è curioso notare come gli stessi argomenti trattati nella pellicola, risultino attualissimi ai giorni nostri. Il pensionato che non riesce ad arrivare alla fine del mese, vivendo con una misera pensione in una squallida stanza avuta in affitto da un altrettanto squallida padrona di casa, con il solo conforto della compagnia dell'adorato cagnolino e la compassione di una cameriera sedotta ed abbandonata, rispecchia fedelmente molte situazioni che ancora oggi accadono.
Un film denso di emozioni toccanti, ma anche di grande rabbia. Una pellicola intensa, drammaticamente semplice e cinica.
Un film da vedere.

inferiore  @  31/07/2009 06:43:46
   8 / 10
Finalmente mi decido di guardarlo per intero questo tanto decantato capolavoro del neorealismo firmato De Sica.
Un film sincero che trasporta benissimo all'interno di quegli anni di crisi, un film sulla solitudine che mostra la vita di un pensionato senza ormai più ambizioni che può contare solo sull'affetto del suo amato cane e sull'amicizia della giovane vicina di stanza. La sua voglia di vivere verrà messa però a dura prova dall'enorme difficoltà economica.
Il film è senz'altro ben girato, senza retorica e con degli ottimi attori. Risulta attuale anche oggi.
De Sica espone la sua visione cruda e realistica del quotidiano prendendo come capro espiatorio un anziano e comune signore.
Nel finale un segno di ottimismo si intravede bello forte, però la malinconia del protagonista ci accompagna anche dopo la visione.

Se devo dirla tutta mi aspettavo un film diverso, meno cinico (forse perchè non conosco granchè il neorealismo) e con qualche lacrimuccia in più. Non mi ha emozionato più di tanto, non mi ha segnato nel profondo.
Odiosa ed irritante la colonna sonora.
Rimane un bel film, non un capolavoro.

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Bogart59  @  14/05/2009 23:29:05
   8 / 10
Non amo troppo il neorealismo italiano, ma qua siamo dinanzi forse all'opera migliore del regista e dell'intera corrente cinematografica. Visto una volta però non lo riguarderei, è solo un "bagaglio" culturale e storico da portarsi appresso

pinhead88  @  04/04/2009 18:56:54
   7½ / 10
un grande affresco del neorealismo.De Sica ci regala una storia semplicissima in grado di regalare forti sensazioni.

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Ultima risposta 04/04/2009 21.55.38
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Neu!  @  15/03/2009 23:03:28
   10 / 10
dopo Ladri di Biciclette e insieme a Paisà il vertice del neorealismo (anche più di Sciuscià e di Roma Città Aperta). capolavoro assoluto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  15/03/2009 22:58:24
   10 / 10
E' incredibile come De Sica riesca ad evitare tutte le trappole del patetitco in un soggetto che si prestava a tali trabocchetti. Un film amaro, non solo sulla solitudine della vecchiaia, ma anche su un paese, l'Italia, che diventa sempre più cinico ed insensibile al dolore altrui. Un capolavoro assoluto del cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  14/02/2009 19:45:21
   9½ / 10
Grandissimo cinema!
Umberto D. è una delle migliori pellicole che abbiano trattano i temi della vecchiaia, della solitudine, dell'abbandono. Non capisco come possa essere considerato da alcuni come un lavoro minore di De Sica, rispetto ai vari ladri di biciclette e sciuscià; io penso invece che Umberto D. sia uno dei migliori film del regista. Neorealismo allo stato puro, di una sensibilità disarmante e di una dolcezza infinita. Inutile sottolineare gli altissimi livelli raggiunti sia per la fotografia che per la regia. Non ci sono dubbi, Umberto D. è uno dei capolavori che hanno segnato la storia del nostro cinema italiano.

fragolina51  @  13/02/2009 22:00:06
   9 / 10
Con Ladri di biciclette è il vertice del neorealismo

xxxgabryxxx0840  @  20/01/2009 21:04:10
   10 / 10
Credo non ci siano altre parole da aggiungere ai commenti precedenti, mi limiterò soltanto ad assegnare inevitabilmente il massimo voto a questo immenso capolavoro!!

Renegade  @  20/01/2009 16:12:27
   10 / 10
Inchinarsi di fronte a tale pellicola (massima vetta toccata dal neorealismo a mio avviso) è il minimo che possa fare chiunque abbia il piacere di vedere quest'opera d'arte!! Immensamente profondo

DarkRareMirko  @  11/01/2009 23:29:32
   10 / 10
Canto del cigno del neoralismo e miglior frutto, forse anche maggiormente rispetto a Ladri di biclette, della collaborazione tra il De Sica regista e lo sceneggiatore Cesare Zavattini.

Senza l'abile maestria del De Sica dietro la mdp, questo film sarebbe diventato poi uno zuccherificio ambulante, pieno zeppo di sbrodolate sentimentali, ma invece fortunatamente così non è andata; si può scorgere poi anche in scene in apparenza banali la grande arte di Vittorio, come quella in cui la Casilio si alza la mattina, mettendo in mostra tramite picoli gesti tutta la sua interiorità soggettiva, relativa forse anche ad un'apparente futura maternità.

Grande poi anche il protaognista interpretato da un grandissimo Carlo Battisti, glottologo al suo primo ed ultimo film (nel sneso che di altri non ne ha interpretati, purtroppo).
Bravissimo anche il cagnetto Flick, che quando si mette a fare l'elemosina è di una tenerezza unica; ottima, tra tante e tante magistrali sequenze, la scena finale, in cui si nota che alla fin fine, grazie all'amore per il proprio cagnetto, l'impiegato protagonista ha per fortuna allontanato l'idea del suicidio.

Umberto D. era poi anche il nome dle padre del grande Vittorio, quindi magari il film è un gesto d'amore nei confronti di questo personaggio tanto caro a De Sica.

Tra tutti i bravissimi attori, solo Memmo Carotenuto gode che io sappia di un briciolo di celebrità.

Capolavoro assoluto cinematografico dalla visione imprescindibile.

De Sica sempre mago regista.

DA VEDERE.

NandoMericoni  @  04/01/2009 14:59:40
   10 / 10
un monumento del neorealismo di De Sica, capolavoro assoluto, incredibile quanto sia attuale nonostante sia passato più di mezzo secolo. E pensare che l'ho visto solo ieri sera per la prima volta...

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/01/2009 12:27:11
   9 / 10
Grande pellicola. Un pezzo di storia di questo paese.
Straordinaria la figura del protagonista, un vecchio povero ma carico di dignità che non vuole abbandonare la casa in cui ha vissuto per decenni.
Indimenticabile la figura della ragazza gravida e del cane.
Un realismo crudo e semplice che non sfocia però in sentimentalismi e cliché di nessun genere.
Un film che il governo avrebbe preferito censurare, non può che essere un grande film. Da vedere assolutamente !!!

BlackNight90  @  04/01/2009 01:48:09
   10 / 10
E' doloroso guardare film come questo. Fa male, evoca emozioni così forti da non riuscire a trattenere le lacrime e il tutto con una semplicità, una genuinità così disarmante che è impossibile rimanere indifferenti. Umberto D. è una riflessione sulla solitudine, sulla più amara delle solitudini, quella dovuta all'indifferenza, l'essenza della disumanità, al disprezzo di chi si trova in condizioni più agiate. Umberto D. è un film "sociale" sul dopoguerra, ma la sua forza, oltre alla sua empatia, è quella di rappresentare un sentimento comune a tutte le epoche, a tutte le società: la miseria e l'indifferenza del protagonista sono quelle che è possibile vedere anche per le strade, se solo ci sforzassimo ad aprire gli occhi, la sofferenza inevitabile della vecchiaia è possibile vederla anche nelle persone anziane che conosciamo, negli ospizi (io ne ho visti alcuni)...Umberto D. è un doloroso invito alla solidarietà, l'affetto che a volte le persone non sono in grado di dare, mentre gli animali spesso possono: chi ha un cane, come me, può confermarlo.
De Sica spiazza lo spettatore, la povertà del protagonista si riflette negli scenari di Roma, straordinario Carlo Battisti nel suo unico film da attore, fondamentale il cagnolino e bravissima la giovane attrice amica di Umberto. Strazianti le musiche. Capolavoro immortale.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  03/01/2009 23:08:00
   7½ / 10
Le cose semplici sono le migliori. Personalmente avrei dato un oscar al cane Fraik per questa scena

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

E' la verità ineccepibile, non solo per gli anni in cui il film è stato realizzato, ma tutt'ora attualissimo. Pietra Miliare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR faith81  @  12/09/2008 10:35:53
   10 / 10
Insieme a Ladri di biciclette e Sciu scià è uno dei film che hanno segnato l'epoca del Neorealismo. Ringrazio questo grande maestro del cinema per averci regalato un patrimonio inestinguibile. Evviva l'Italia!

anthony  @  11/09/2008 16:19:10
   10 / 10
La solitudine e la vecchiaia non sono mai state raccontate meglio : davanti a questo affresco neoralista (il rappresentante d'eccellenza insieme a ROMA CITTA' APERTA) non si può restare indifferenti...questa opera d'arte rimane una gemma preziosa che mai si opacizzerà. De Sica con Umberto D. firma il suo capolavoro assoluto. Imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  24/08/2008 13:59:42
   10 / 10
Questo secondo me è la migliore pellicola Neorealista di Vittorio De Sica.

L'emarginazione degli anziani di allora è la stessa di oggi.

Il modo in cui viene raccontata questa storia in un clima di egoismo e di emarginazione, esalta allo spettatore sentimneti di rabbia e di compassione.

La Regia è eccellente
Ma il bello di questo film è il messaggio che lascia sul finale e che lo porta a mio avviso a un gradino in più rispetto agli altri eccellenti lavori di De Sica.

NOn dico altro.
Vedetelo assolutamente e basta.!!

peppe87  @  08/03/2008 16:32:32
   10 / 10
irraggiungibile de sica
un'opera d'arte incommensurabile
ogni commento e' superfluo e ridicolo (da parte mia)

THE_FEX84  @  20/02/2008 16:54:54
   10 / 10
Capolavoro di DeSica,che aggiunge un altro splendido tassello ai suoi memorabili film neorealisti:oltre che a essere una delle più belle e complete riflessioni sulla vecchiaia e la solitudine,il film ha modo di mettere in scena con una magistrale semplicità,l'Italia del dopoguerra suddivisa tra chi ha raggiunto un costante benessere e chi invece purtroppo non ha ancora smaltito le disgrazie che la guerra ha portato,arrivando a stento alla fine del mese.E' difficile non commuoversi(anche dopo averlo visto innumerevoli volte)alle disgrazie subìte da questo povero e anziano impiegato senza fissa dimora e dalla minima pensione,costretto a fare l'elemosina in mezzo alla strada(senza riuscirci)che ha il solo conforto di un fedele cagnetto che lo salverà dalla tragica scelta finale.Attraverso questo personaggio ricco di umanità,DeSica porta lo spettatore a riflettere su che cosa significava all'epoca invecchiare senza alcun sostegno economico e morale e rappresentando i pochi benestanti come degli avidi che hanno dimenticato le proprie passate origini precarie,e riuscendo così ad elevare la la vicenda a una tragico pessimismo ancora oggi più che mai palpabile.Eccellente l'interpretazione dell'attore non professionista Carlo Battisti(che nella vita era stato un professore universitario),totalmente immedesimato nel ruolo proprio come lo era stato Lamberto Maggiorani per"Ladri di biciclette".All'epoca fece arrabbiare i benpensanti,oggi rimane lo struggente specchio di un'epoca e una delle punte più alte della collaborazione tra DeSica e Zavattini.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  03/02/2008 22:51:50
   10 / 10
Un vera opera d'arte,come è già stato detto è inutile commentare un Capolavoro del genere.Secondo me insieme a ladri di biciclette il miglior lavoro di De Sica.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  28/01/2008 00:25:59
   9 / 10
Chi sono io per giudicare un classico?
E'innegabile che Umberto D fa parte di quei film che vanno visti non per il piacere della visione, le emozioni che comunica sono di angoscia, solitudine, amarezza, disillusione, eterno perchè incredibilmente attuale.

In fondo chi è che non teme una vecchiaia come quella di Umberto D? E pensare che è stato fatto in un periodo quando ancora non si parlava di "crisi dei valori" e bla bla, segno che l'umanità è sempre la stessa e chi ha la sensibilità di raccontarla riuscirà a creare un'opera eterna.

Due appunti personali devo fare, sulla colonna sonora fastidiosamente assordante che aumenta il tono melodrammatico (tipico è vero di un certo cinema del passato ma qui si va oltre un pò troppo) ed a alcune scelte stilistiche tipico neoraliste che sanno si sterile formalismo (la scena del risveglio della servetta tanto famosa, ma per me tanto inutile e prolissa).

Ad ogni modo piccoli difetti contestualizzati per un classico senza tempo

Invia una mail all'autore del commento wega  @  27/12/2007 21:52:01
   10 / 10
Non ho trovato le parole adatte per descrivere questo capolavoro di De Sica, lessi che non ha la perfezione di "Ladri di biciclette" ma a me invece pare che sia proprio "Umberto D." il film perfetto rispetto l'altro, perfetta è la fotografia e talmente semplice la storia ed il modo di raccontarla che è impossibile non associarla immediatamente alla realtà di un qualsiasi anziano dei tempi del dopoguerra. Vittorio in questo film ad empatizzare con il pubblico al posto dei bambini ci mette il cane, questo simbolo di compagnia, il simbolo che gli salverà la vita ed il resto son nodi alla gola....Ah De Sica..

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Ultima risposta 28/01/2008 20.15.16
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DieHard  @  27/12/2007 12:31:47
   10 / 10
bello da far piangere

InSaNITy  @  08/12/2007 00:45:03
   9½ / 10
I film di De Sica mi trasmettono una sensazione così autentica, così pura, così unica, per la quale non riesco a trovare il sostantivo giusto. Cioè, è come trovarsi di fronte all' "idea platonica" del cinema, pardon, Cinema... Certe scene mi lasciano così, inebetita, ma piena, ricolma della loro assoluta compiutezza, perfezione, senso, profondità.
Nessuno meglio di lui riesce ad esemplificare l'umanità, la genuinità, la realtà con tutto ciò che ne deriva. Come osservare scene di vita reale, quelle situazioni particolari che ti capita di osservare durante la giornata, che ti lasciano pensante, ti fanno sorridere o ti intristiscono.
La vita, la gente con i suoi drammi, l'uomo. De Sica.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  20/11/2007 23:17:03
   10 / 10
E' difficile che mi commuova, ma alla fine del film avevo le lacrime agli occhi. Tutto questo senza scene strappalacrime o con personaggi belli e famosi. Quello che colpisce è proprio la verità e la genuinità dei sentimenti espressi. Sembra di assistere alla storia di un vicino di casa o di un proprio parente ed è per questo che colpisce.
Per l'analisi del film vedi recensione.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  17/10/2007 14:32:22
   10 / 10
De Sica si supera e già lui superava i canoni di normalità quindi pensate un pò.
il miglior film del Neorealismo, ma faccio un pò fatica a definirlo in tale corrente, perchè non credo che possa essere limitato ad un dato genere o filone, esso supera ogni stile e convenzionalità che deriverebbero dall'adesione a una qualsiasi corrente e si eleva a vetta incontrastata e indescrivibile.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  24/09/2007 16:25:14
   9 / 10
DE SICA CI FA DONO DI UNA STORIA ESTREMAMENTE AMARA E TOCCANTE, LA QUALE VIENE TRATTEGGIATA CON UNA LUCIDITA' E UN REALISMO DAVVERO ECCEZIONALI. LO STILE REGISTICO ASCIUTTO E PREGNANTE DEL MAESTRO HA FATTO SCUOLA.

AKIRA KUROSAWA  @  24/09/2007 14:44:22
   10 / 10
difficile commentare un opera del genere, un film che fa riflettere molto, uno dei cosi detti film della vecchiaia come lo sono anche il posto delle fragole, vivere e una storia vera.. carlo battisti, nonostante nn sia un attore professionista recita davvero bene, e riesce ad essere spesso commovente.. bellissima la storia ben raccontata da una regia sublime di vittorio de sica..
un capolavoro del neorealismo..
cmq a mio avviso vivere e il posto delle fragole sono superiori..sarebbe 9,5 ma visto che ho messo 10 anche a una storia vera ( 9 in realta) nn è giusto che a questo metta meno..quindi..

onda  @  14/06/2007 14:49:12
   10 / 10
Capolavoro che riesce ad assurgere, con semplicità, ad universale rappresentazione della condizione umana.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  20/03/2007 18:15:05
   9 / 10
questo film è di una bellezza unica!
una storia tanto semplice quanto drammatica...io non sono un'amante degli animali quindi non posso certo capire il protagonista,ma il film rende l'idea lo stesso!
la scena dell'elemosina è ormai diventata cult(stupenda) e anche il finale è particolarmente intenso(anche perche non sapevo come sarebbe andata a finire)!
un film che non conoscevo ma che merita sicuramente un'altra visione!
imperdibile

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  14/02/2007 13:54:37
   10 / 10
Il più alto risultato artistico di De Sica e una delle più profonde opere sulla vecchiaia insieme al Posto delle fragole. Se nel capolavoro di Bergman si mette in luce soprattutto quel desiderio di rimettere in discussione certe scelte della propria esistenza per morire più sereno dando cosi luogo a un flusso di ricordi, l'opera di De Sica parla invece con realismo crudo e non patetico della difficoltà di vivere con dignità di un professore in pensione che ha perso ogni stimolo di vivere e sembra ritrovarlo nell'amore per un povero cane (animale che si rivela quasi sempre più meritevole degli uomini del nostro affetto). Un'opera per una elite, senza sentimentalismi facili che in parte hanno afflitto molto neorealismo (tra cui anche Ladri di biciclette), ma soprattutto (e questo giustifica il mio 10) senza tempo, perchè le tematiche di Umberto D non riguardano solo il triste dopoguerra italiano o un contesto storico analogo, ma concernono tutte le società, ricche o povere che siano, visto che l'incomprensione, la solitudine e spesso il fastidio e la percezione dell'inutilità e del peso che attribuiamo alle persone anziane davvero non conosce barriere storiche o culturali. Uno dei primi 10 film italiani di sempre.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  12/02/2007 16:57:02
   10 / 10
Uno di quei capolavori senza tempo, immenso nella sua semplice storia.
Il film è qualcosa di estremamente struggente e commovente: mostrare la storia di questo povero disgraziato senza puntare al botteghino e parlare con tanta poesia della sua solitudine è indice di grande intelligenza artistica.
Al termine della visione si è un po' spazzati via, come Umberto, il quale viene scosso violentemente dall'aria mossa dal treno, entità debole, ma caparbia, appartenente a un'altra dimensione invisibile, legata indissolubilmente a questo mondo da un affettuoso cagnolino fautore di speranza.

The Monia 84  @  29/12/2006 16:46:20
   10 / 10
Capolavoro assoluto del cinema del dopoguerra, intriso di poesia drammaticità e sentimento

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  18/11/2006 19:07:11
   9 / 10
Un’altra grande opera del cinema italiano targato De Sica.
In quest’opera, la spietata e cruda rappresentazione della realtà, ci viene presentata attraverso gli occhi e la vita di un anziano pensionato, Umberto Domenico Ferrari, che dovrà fare i conti con la fredda e cinica indifferenza di una società, quella del dopoguerra, che sembra non voler guardare i propri limiti, chiusa in un freddo egoismo.
Con questo si sconta la dignità di un uomo, che pur nel suo stato di indigenza, conserva la propria onorabilità, il proprio decoro (indimenticabile il rifiuto morale di elemosinare delegando solo per un attimo al cane quel compito) e poi l’amore per il piccolo cagnolino che si pone come una luce nella sua vita, un ancora di salvezza, insieme alla serva Maria ..così si tratteggiano tutte le tematiche della solitudine, l’indifferenza che circonda chi non è più “produttivo” sottovalutandone l’immensità di esperienze e di valori.
Uno spaccato della realtà del dopoguerra dipinto attraverso le vicissitudini dell’anziano pensionato, a cui tutti sembrano ormai voltargli le spalle, che incontra una miseria di sentimenti così lontana dalla propria nobiltà d’animo ..una visione forte e drammatica, attraverso espressioni che lacerano per la loro profondità, che emozionano per la loro sensibilità, ed infine, quale crudele risvolto della medaglia, che ci mostrano tutto il cinismo, soprattutto attraverso gli sguardi dei ricchi borghesi, che si pongono con freddo distacco ed albagia, verso quell’uomo.
Superba l’interpretazione del protagonista Carlo Battisti (anch’egli non professionista, nella sua prima ed unica partecipazione), capace di infondere con la sua voce e la sua mimica tutta la desolazione che la solitudine e l’indifferenza portano con se ..magistrale la direzione del maestro Vittorio De Sica (ed il suo sodalizio con Zavattini), che con il suo taglio documentaristico, traspone in immagini tutta la drammaticità del racconto.
Capolavoro del neorealismo che rappresenta una delle pellicole più alte nell’affrontare il delicato tema della solitudine in età senile ..da cineteca!

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