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Charlie Chaplin/Keystone Atto Finale (Parte II). Soltanto il penultimo film rilasciato diretto e recitato da Chaplin ma l'ultimo in ordine cronologico di produzione ad essere effettivamente realizzato dal genio inglese per la Keystone di Sennett. Il vero atto finale, quindi. "Getting Acquainted" non possiede i guizzi e le idee più originali che Chaplin aveva tirato fuori dalla bombetta in altri cortometraggi dei mesi precedenti, però mostra come ormai avesse raggiunto una grandissima padronanza nella messa in scena delle comiche, per quanto semplici potessero essere; in questo cortometraggio, tutto basato sull'equivoco, sul continuo scambio e incrocio di coppie e su mariti molesti e fedifraghi (formula così tanto abusata nel corso del tempo), c'è una scorrevolezza e un'eleganza assoluta che Chaplin dimostra nel gestire i tempi comici dei continui incroci e movimenti tra le due coppie protagoniste (al suo fianco Mack Swain-che resterà un suo fedelissimo- Phyllis Allen e-per l'ultima volta-la sua storica controparte alla Keystone, Mabel Normand) così come la terza coppietta e il povero poliziotto che finirà in preda all'esaurimento a causa loro. I movimenti e le gag sono armoniose, leggere, Chaplin rende questa comica semplice-semplice davvero piacevole da vedere, dimostrando di avere un controllo ormai perfetto della macchina da presa, della gestione degli attori e dei tempi comici. Il (lunghissimo) 1914 che lo ha visto impegnato alla Keystone, lo ha presentato al mondo prima come attore diretto da altri poi, dopo poco, ha mosso i primi passi alla regia e, verso circa metà del suo anno con Sennett, si è impossessato della mdp per non mollarla praticamente più, spargendo qua e la idee e intuizioni nuove che hanno portato la comica Keystone ad un livello superiore rispetto alla "comica-standard"; non è riuscito a farlo sempre, naturalmente, ma non ha mancato di far intuire il proprio esplosivo cervello cinematografico. Inoltre, in un anno ha pian piano modellato il suo Charlot, principalmente luciferino molestatore cronico della quiete e della normalità ma già in un paio di occasioni (soprattutto "The New Janitor") portatore di una visione lucida e critica della società e volto di una comicità intrisa di delicatissima malinconia. Piccoli semi di ciò che Chaplin definirà compiutamente già di li a poco e poi sempre di più fino ai grandi capolavori.
Guardabile come tante slapstick dell'epoca, basato sul classico equivoco e il gioco delle coppie. Elemento di novità forse nello straniero orientale che ripetutamente accoltella Charlot nel didietro, ma nulla di eclatante.
uno dei peggiori corti diretti da Chaplin...non riesce a distaccarsi da chi vuole ,in quel genere di comicità,una grande quantità di inseguimenti che fanno perdere veridicità alla storia... solo per i fan del mitico Charlot