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A O'Malley piace Carpenter e non poco fin dai titoli di testa, non solo per la location della stazione di polizia che può ricordare Distretto 13 o la buona colonna sonora, ma quel clima irreale della città deserta dove lo stormo di corvi rappresenta l'avanguardia, come in Fog, che annuncia la venuta di un essere soprannaturale venuto a riscuotere le anime perdute dei personaggi che la popolano, personaggi che non possono essere redenti bensì in attesa di una condanna che pende sulle loro teste. In un contesto da anticamera dell'inferno la buona regia di O'Malley e la presenza carismatica di Cunningham portano sulle loro spalle un film non privo di difetti, leggermente eccessivo nel caricare il sergente Macready alle prese con sermoni biblici a profusione che rendono grottesco ed involontariamente comica parte del finale. Da sufficienza piena se non altro per la confezione tecnica di buon pregio.