964 pinocchio regia di Fukui Shozin Giappone 1991
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964 pinocchio (1991)

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locandina del film 964 PINOCCHIO

Titolo Originale: 964 PINOCCHIO

RegiaFukui Shozin

InterpretiSuzuki Hage, Onn Chan, Hara Kyoko, Kita Koji, Mikutei Ranyaku

Durata: h 1.37
NazionalitàGiappone 1991
Generegrottesco
Al cinema nel Gennaio 1991

•  Altri film di Fukui Shozin

Trama del film 964 pinocchio

Un cyborg lobotomizzato conosciuto come il modello 964, viene acquistato da due ragazze per le loro pratiche feticiste, ma viene gettato fuori di casa dalle due a causa di un suo mal funzionamento, esso infatti è incapace di mantere un'erezione. Il suddetto cyborg, comincia a vagare senza meta per le strade della città fino a che non cade tra le braccia di una ragazza sola e squilibrata che lo battezza "Pinocchio" portandolo con se e cercando di farlo parlare.

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Voto Visitatori:   7,20 / 10 (15 voti)7,20Grafico
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Voti e commenti su 964 pinocchio, 15 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

stratoZ  @  29/05/2026 12:45:07
   7½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Film totalmente strambo, un'opera associabile stilisticamente a quel movimento che stava nascendo in Giappone con Tsukamoto, tra il cyberpunk, il body horror, una componente grottesca notevole, con una sceneggiatura improntata sull'assurdo, ammettiamolo, non sempre semplicissima da seguire, che tramite pochi elementi riesce in ogni caso a trasmettere un messaggio anche abbastanza chiaro, "964 Pinocchio" è la storia di questo manichino lobotomizzato che viene venduto da una grande azienda a delle clienti per soddisfare le loro perversioni sessuali, che tuttavia per colpa di un difetto di fabbrica verrà abbandonato, iniziando un'avventura in un mondo esterno del quale non ha minimamente esperienza, incontrando presto Hamiko, una giovane vagabonda che lo prende a cuore e con la quale intraprende un viaggio che comporterà la trasformazione di entrambi.

A livello tematico, l'autore sembra voler trasmettere col suo stile dinamico, scattoso, senza un attimo di tregua, una certa componente ansiogena e paranoica nei confronti di un futuro dove la tecnologia sembra ormai aver presto il totale sopravvento sulla quotidianità, andando ad influire su bisogni come quelli sessuali, allo stesso tempo, il dettaglio del difetto di fabbrica ed il successivo abbandono, sembrano lanciare un monito verso la società iperconsumistica, che aveva raggiunto forse il suo apice nel decennio appena concluso, questa paura, ben esplicitata nella prima parte, esplode in una seconda totalmente anarchica, stilisticamente basata sull'esagerazione, con diverse sequenze dal gore ben messo in mostra, come la famosa e lunga scena del vomito di Hamiko, che praticamente produce più vomito del suo stesso peso corporeo, finendo per impanarsi con lo stesso, un momento particolarmente schifoso che nella sua natura estrema rappresenta un vero e proprio sintomo di nausea come conseguenza iperbolica della paura e della frenesia della modernità, con i due personaggi che sono dei veri e propri scarti di questa società che va a trecento all'ora.

La trasformazione del protagonista, rappresenta anche una certa ribellione, vicina alle tematiche cyberpunk nelle quali spesso viene assottigliato quel confine tra le macchine e l'uomo, il burattino sessuale, anche se lobotomizzato, pian piano prenderà consapevolezza della sua natura e del rigetto a cui è stato sottoposto, elaborando emozioni ed ambizioni umane che erano state represse sul nascere, da qui diverse sequenze ancora una volta estreme, come la lunghissima corsa, con una telecamera impazzita che non riesce a staccarsi dal movimento, che a tratti sembra una versione ancor più estremizzata di Zulawski - per quanto si possa estremizzare un autore simile - e segue il personaggio per lunghissimi tratti prima di una sanguinolenta e grottesca resa dei conti.

Uno dei pregi del film è quello di riuscire ad andare oltre il mero gore, quello di riuscire a creare, tra un po' di schifo e un po' d'ironia, una componente empatica forte, facendo prendere a cuore allo spettatore le vicende di questi due scarti della società, fino ad un finale che sotto quel velo di melma, vomito e malformazioni, nasconde un cuore tenero.

Molto interessante.

Danae77  @  12/11/2015 12:17:44
   7 / 10
Burattino del futuro, simbolo fallico. Uno di una serie, oggetto di trastullo di signorine licenziose. Difetto di fabbrica, membro vienuto meno, incompatibile... oggetto da discarica. Zingaro urlante in corsa sfrenata. Raccolto. Senza tetto, maestra di parola, allo squilibrio....fuga dalla fuga. Malato, deviato e sporco. Danza sfrenata nell'acido ritmo ipnotico, tra umori biliari e sangue.

alex94  @  21/09/2014 11:41:12
   7 / 10
Buon film diretto da Fukui Shozin nel 1991.
La trama naturalmente è folle, perversa e originale ma anche qui un po come in "Rubber's Lover "dopo i primi 40 minuti abbastanza interessanti comincia a diventare difficile e pesante da seguire.
Buona naturalmente la regia e la recitazione.
Un film particolare che merita sicuramente una visiona.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  28/12/2013 17:25:47
   6 / 10
Inclassificabile. Una forzatura trovarci dei significati sociali, come ho letto. Nel suo genere sicuramente una pietra miliare. Mezzo voto in più per le atmosfere claustrofobiche dell'inizio e per quella continua sensazione di trovarsi nel bel mezzo di un incubo. Non lo consiglierei però.

Melefreghista  @  25/07/2013 14:13:51
   9 / 10
Sporco, perverso, infernale.
Molto spesso il cinema si trasforma in un incubo, Fukui Shozin è riuscito a trasformare l'incubo in cinema.
Bellissimo.

La sequenza della metropolitana è una delle scene che più mi ha colpito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  07/05/2013 11:33:34
   7½ / 10
Creato per donare calore (sessuale) Pinocchio è un cyborg ben presto abbandonato in strada perché inadatto a soddisfare le voglie della sua perversa acquirente. Incapace di elaborare pensieri e frasi di senso compiuto incontra l'altrettanto disadattata Himiko che da educatrice e paziente compagna si trasformerà in feroce aguzzina.
Disperazione, follia, dolore: fino ad una liberatoria corsa finale a perdifiato verso il padre/padrone nella richiesta di un aiuto che mai riceverà. In quel gesto è esplicitata tutta l'infelicità di un essere che da mero oggetto rinasce in essere vivente mosso da ambizioni umane a lui negate.
Un film quindi sull'emarginazione sociale ma non solo, "964 Pinocchio" è un film dall' ostico approccio e di ancor più ardua comprensione talmente numerosi sono i significati che gli si potrebbero attribuire. Si nota la discriminazione verso chi non è allineato alla massa e quindi da ritenersi inferiore a prescindere, a ciò si aggiunga la fugace infatuazione per la novità tecnologica, sostituita in tempi brevissimi da aggeggi sempre più all'avanguardia in un ciclo consumistico di cui la gente è vittima inebetita.
Con la notissima fiaba di Collodi i punti di contatto sono veramente minimi, l'opera di Shozin Fukui guarda con decisione al cyberpunk, aderendo ad un forma visiva estrema con chiari omaggi al "Tetsuo" di Shinya Tsukamoto e allo sperimentalismo di Sogo Ishii.
Spicca potente il terrorismo visivo assemblato con martellanti sonorità industrial che a molti potrebbe non piacere. Montaggio iperbolico, flash improvvisi e ben poco aderenti al contesto generale, regia scorbutica intrisa di accelerazioni violente, sono questi i mezzi attraverso cui Fukui racconta la sua favola nera e putrescente, in cui il senso logico è spesso pretestuoso.
Come non bastasse il regista ci mette anche un bel po' di tipica follia giapponese andando a chiudere un film epilettico e spossante in maniera oltremodo bizzarra. Pellicola bislacca e curiosa, non manca una scena tosta in metropolitana che ricorda "Possession" di Zulawski mentre alcune riprese in esterni sono caratterizzate dal reale stupore dei passanti, evidenti inconsapevoli comparse, nell'osservare la coppia di eccentrici protagonisti.

pinhead88  @  16/03/2011 01:09:03
   7 / 10
Figlio illeggittimo di Tetsuo? senza alcun dubbio si perchè c'è una somiglianza spaventosa con quello che era il delirio di Tsukamoto, più che altro per la velocità sparafleshante delle immagini e i vari isterismi cyberpunk. Il film è curioso, io poi l'ho visto in giapponese e mai mi sarei aspettato di arrivare fino alla fine, invece è andata bene. Alcune scene sono davvero malate e disgustose, come la donna schizofrenica che rigurgita senza sosta dopo aver avuto un coito col cyborg lobotomizzato. A far da sfondo a queste sequenze ci sono metropolitane e luoghi underground che di certo rendono l'opera più malata e interessante. Dopo circa un'ora però il giochino inizia a stufare e la potenza delle immagini che c'era prima si riduce ad una frollatura stagnante e ripetitiva che non affascina più, ma anzi risulta un pochino tediosa. La corsa stremante di Pinocchio incatenato è bellissima ma se durava mezz'ora di meno ne sarebbe uscita fuori sicuramente un'opera più completa e valida. Stranamente l'ho preferito a Tetsuo, anche perchè il film di Tsukamoto mi fece venire un'emicrania teribbile.

guidox  @  16/01/2011 17:06:45
   3 / 10
grossomodo stesso concetto di giudizio usato per Tetsuo, anche se la trama (chiamiamola così) in questo caso è più evidente.
film malato che più che colpirmi, scioccarmi o perlomeno divertirmi, mi ha lasciato niente, a parte il delirio del regista.
continuo a pensare (opinabilissima impressione) che questo non sia cinema.

Oskarsson88  @  16/12/2010 20:43:53
   4½ / 10
mamma mia che robaccia

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  11/10/2010 17:51:33
   7½ / 10
Adatto per chi vuole passare un'ora e mezza di assoluta pazzia tra gente che si rotola nel propro vomito,sangue che spruzza dalla bocca e immagini disturbanti. La forza di questo strano film appartenente al filone cyberpunk sta proprio nella potenza e nelle immagini completamente disinibite e pure ai limiti dell'amatoriale,in una trama che non c'è se non sullo sfondo di visioni allucinate che spesso,specie nell'ultima mezz'ora,vanno troppo oltre tanto da risultare ripetitive. Perché intendiamoci,Pinocchio 964 non è ai livelli di Tetsuo ma Fukui si rifà a Tsukamoto nel montaggio e nelle immagini velocissime,in una storia che non è una storia o nella trasformazione della carne. Le pulsioni sessuali come le donne sono viste come una cosa malata e disgustosa (ma c'è qualcosa che non sia disgustoso in questa pellicola?),il Giappone che ci viene spiattellato sotto gli occhi è fatto di metropolitane o centri urbani in cui i personaggi,inseguiti dalla macchina da presa,vagano correndo come folli spaventando il pubblico che non è solo quello che assiste al film ma pure quello vero che certamente era ignaro delle riprese. Rimarcando il difetto più grande che non lo rende un film imprescindibile,per quanto sia pieno di estimatori,non si può fare un film del genere alternando immagini sconnesse a caso se poi questa alternanza spesso mi ripresenta sempre la stessa scena. Esempio: Pinocchio che urla come un pazzo,grugnisce e si lamente; ma questo è quello che fa per l'intera durata di questa pazzia. E il finale spinto sull'acceleratore non è proprio il massimo,l'esagerazione raggiunge il massimo tra incomprensibile,grottesco e trasformazioni assurde. Fosse durato di meno ci scappava una cosa ancora più bella.
Ma poi ci sono scene bellissime anche nella loro depravazione: al di là di vomiti vari in metropolitana che ricordano la Adjani in Possession (comunque ancora su un altro pianeta) c'è quella in cui Pinocchio si perde e viene ricercato dalla ragazza,o quella emblematica dello stesso cyborg che scappa in mezzo alla città sporco di polvere e sangue con tutte le persone spaventate a guardarlo senza capire. Neanche noi capiamo,ci verrebbe da dire,ma l'identificazione metacinematografica è davvero interessante.
Questo cyborg sessuale che non serve più a niente perché (siamo pure volgari) non capace di farselo rizzare è il simbolo di una solitudine assoluta in un mondo in cui il piacere è qualcosa che non è più "normale" e in cui l'uomo non esiste più e diventa qualcos'altro. C'è un fantastico momento grottesco in cui un uomo ruba una bambina perché la moglie ne voleva una e scappa come un pazzo. In Pinocchio 964 tutto è follia,ma spesso è di quella lucida che fa male per i lamenti di alienazione e dolore che manda.
Ma... il peccato mortale è quel finale incomprensibile e quel pò di fantasia in più (nelle situazioni,anche in una trama un pochino più variegata) che non avrebbe guastato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  09/04/2010 07:40:44
   8½ / 10
964 Pinocchio non è un film semplicissimo da seguire, ma la trama dovrebbe essere pressapoco così: un'associazione illegale crea degli uomini artificiali dotati di una sessualità prorompente chiamati Pinocchio, e li dà in affitto alla loro vogliosa clientela femminile. Due ragazze prendono il numero 964, ma insoddisfatte del fatto che egli non riesce a mantenere un'erezione lo buttano fuori di casa. Da questo momento lui comincerà a vagare per Tokyo, fino a quando non incontrerà Himiko, che cercherà di insegnargli il linguaggio umano e le regole della società. Nel frattempo, però, l'associazione è preoccupata di venir scoperta, quindi si mette sulle tracce del 964 per eliminarlo. Questi almeno sono i primi 30/40 minuti, il resto non lo racconto per non spoilerare a chi avesse la malsana idea di vedere il film. Malsana perchè si tratta di un film acido e malato fino al midollo, dove uno stile che ricorda molto il primo Tsukamoto e Ishii Sogo viene portato ai suoi estremi, fino al finale incredibile e indiscutibilmente geniale. Particolarmente anticonvenzionali sono la messa in scena (soprattutto l'uso delle luci a formare dei fortissimi effetti di chiaroscuro) e il montaggio totalmente schizofrenico. Per trascorrere 100 minuti di pura follia.

suspirio  @  07/12/2009 21:27:51
   5½ / 10
A me piace il genere però questo è molto lontano da Tetsuo.

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  18/08/2009 17:32:36
   9 / 10
grandiiiiiiii finalmente l'avete inserito !! :))

che dire...il degno erede di tetsuo, il film piu' malato e disturbante che abbia mai visto...sporco e tristissimo al tempo stesso , nel suo genere sicuramente il migliore .

CAPOLAVORO

5 risposte al commento
Ultima risposta 25/02/2010 00.42.16
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VikCrow  @  14/06/2009 07:57:21
   10 / 10
Delirante accostamento tra una dimensione embrionale ed un mondo apocalittico succube di una psiche perversa. Malato sino al midollo. Conturbante e sconvolgente. MAGNIFICO!!!!!!!!!

6 risposte al commento
Ultima risposta 18/08/2009 17.33.38
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Ciaby  @  29/05/2009 19:29:10
   9 / 10
Oscura catarsi dell'abbandono.
Un film epilettico, snervante, decelebrato. Puntato sul delirio delle immagini, sempre frenetiche, sulla scia di un TETSUO ancora più meccanico, ma questa volta illogico.
"964 PINOCCHIO" è un film difficile, difficilissimo.
DI digestione pressocchè cosmica, eppure così invitante, stuzzicante, intelligente.
Un film delirante, sorretto da una tecnica quasi amatoriale e schizzoide.
Devastante.

5 risposte al commento
Ultima risposta 18/08/2009 17.35.22
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