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Dante va alla guerra è un film che racconta uno spaccato di una generazione inerte. C'è un dramma di fondo ma raccontato in maniera scanzonata e surreale. Dante è un ragazzo pieno di rabbia, che ha difficoltà di relazionarsi con gli altri, che non vuole nemmeno trovare un lavoro e vive crogiolandosi nella propria inerzia. L'amicizia con lo stranulato Faga riesce in qualche modo a risollevarlo dal torpore. Piccolo film indipendente, girato con quattro soldi ma con idee ben chiare, fra molti riferimenti cinematografici e con un cast ben inquadrato. Merita una visione.
Buon esempio di cinema di genere. Albanesi dirige con evidente penuria di budget e mezzi, ma la sincerità delle interpretazioni restituisce quel senso d'urgenza del narrare, figlio di una sofferenza autobiografica. Una storia di vinti, che scava all'interno del male oscuro, per ritrovare la forza di andare avanti, qualunque sia il prezzo che si è pagato. Cast non sempre all'altezza - comunque in crescendo con il procedere del minutaggio - e ottimo score musicale.
Retorico, citazionista e, a volte, troppo flemmatico, ma anche simpatico e gradevole grazie ai dialoghi intrisi di malinconia e ironia, una buona regia, ambienti apprezzabili e una colonna sonora accattivante. Il film di Roberto Albanesi non può vantare un cast e uno spessore artistico di primo livello ma è capace di essere onesto e sincero, tanto da farsi apprezzare senza fatica. Fortunatamente Albanesi, forse perchè usa spunti autobiografici, dimostra di saper dirigere "roba" di un certo spessore emozionale e non solo le cacchiate pseudo horror trash. Prodotto quasi discreto.