Nel 1978 il reverendo Johnson si sposta con i suoi seguaci (la setta del Tempio del Popolo) dagli USA alla Guyana e li induce a un suicidio collettivo.
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Dopo aver infestato i mari (?) del cinema con i sottogeneri sul modello di Jaws e risibili film catastrofici pieni di eros (anello di congiunzione tra fumetto e una copia di Playboy sottomano) Cardona ripropone, con uno stile francamente televisivo, il più devastante massacro della storia occidentale sulle sette religiose. E' giusto indicare questo film (il migliore di Cardona figuriamoci il resto...) per le grandi potenzialità del soggetto naturalmente non espresse dal cineasta. Una passività cronacistica che non ricalca le sfumature sul potere e carisma del terribile reverendo, e sul comportamento dei suoi sfortunati adepti. Nonostante tutto non manca una certa, dozzinale tensione emotiva che si nota quando la storia scende sempre più in basso, rievocando maldestralmente altre tipologie distruttive di fascinazione di massa.
Il massacro della Guyana, putroppo tratto da una storia vera, meritava ben altro trattamento che non un resoconto cronachistico deglii eventi. come ha fatto in questo caso Cardona Jr. E' un soggetto molto forte, su come il magnetismo e l'indubbia forza di persuasione di una singola persona abbia fatto in modo da istigare un suicidio colletivo di quasi 1000 persone. Troppo bidimensionali i personaggi, si vede solo la superficie degli eventi senza uno scavo opportuno delle singole personalità ed è un peccato perchè, ripeto, una storia del genere meritava ben altro.