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E' un film che riprende le fila di Dillinger è morto, però in quel film Ferreri aveva uno sguardo molto più oggettivo. In questo caso la realtà mi è sembrata più soggettiva e filtrata dallo sguardo del suo protagonista. Sono decenni differenti fra i due film. In questo caso c'è un contesto più post-industriale e disilluso di una persona incapace veramente di amare. Può apparire misogino, ma è lo sguardo del protagonista che prevale, non proprio riflesso del Ferreri pensiero che descrive il mutare di un atteggiamento chiuso in sé stesso e senza molta speranza. Non fra i suoi migliori film, ma meritevole di una visione.