la frusta e il corpo regia di Mario Bava Italia, Francia 1963
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la frusta e il corpo (1963)

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locandina del film LA FRUSTA E IL CORPO

Titolo Originale: LA FRUSTA E IL CORPO

RegiaMario Bava

InterpretiDaliah Lavi, Christopher Lee, Tony Kendall, Ida Galli, Harriet Medin, Gustavo De Nardo, Luciano Pigozzi, Jacques Herlin

Durata: h 1.31
NazionalitàItalia, Francia 1963
Generehorror
Al cinema nel Dicembre 1963

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Trama del film La frusta e il corpo

Kurt Menliff, nobile del XIX secolo, fa ritorno al suo castello in riva al mare dopo anni di assenza. Nella dimora vivono suo padre, invalido, con cui l'uomo non ha un buon rapporto, suo fratello Christian e la sua sposa Nevenka, cugina di Kurt e precedentemente sua amante. La notte successiva al suo arrivo, Kurt viene trovato ucciso e un clima di sospetto si insinua nel castello; Nevenka, inoltre, inzia a vedere il fantasma del cugino morto.

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Voto Visitatori:   7,06 / 10 (34 voti)7,06Grafico
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Voti e commenti su La frusta e il corpo, 34 opinioni inserite

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Commenti negativiStai visualizzando solo i commenti negativi

BlueBlaster  @  15/04/2026 15:31:02
   4½ / 10
Mi spiace ma........latte alle ginocchia totale!
Va bene finchè vuoi l'ambientazione gotica con fotografia e scenografie niente male ma poi è una noia pazzesca con qualche discreta sequenza ogni tanto.

topsecret  @  03/11/2022 21:57:11
   5 / 10
Nessuna valenza horror da evidenziare, in compenso una storiella ripetitiva, monotematica al limite del noioso, flebile sotto molti aspetti, nonostante le frustate della censura dell'epoca.
Sufficiente il cast e l'ambientazione, deludente la sceneggiatura e la fotografia.
Un Bava trascurabile.

Alpagueur  @  17/01/2021 21:46:08
   5½ / 10
Questo film racchiude fondamentalmente tutto Mario Bava in poche parole. Ha tutti i suoi punti di forza a bizzeffe ed è classicamente minato da tutte le sue debolezze. Provo a spiegare brevemente la trama: un gruppo di persone dell'alta aristocrazia tipicamente incruente vive in un castello in riva al mare, in un non precisato paese europeo (Bulgaria?) e in un non precisato secolo (XIX°?). Kurt, un nobile sadico interpretato da Christopher Lee, avrebbe dovuto sposare la cognata, ma ha avuto una relazione con la figlia di una serva che si è uccisa per la disperazione di essere stata lasciata. Kurt torna alla casa padronale per rivendicare ciò che è suo, ma a quanto pare la donna che avrebbe dovuto sposare, Nevenka, vuole sposare qualcun altro (Cristiano, fratello di Kurt, a sua volta innamorato da sempre della cugina Katia). La donna è anche interessata al masochismo (le piace essere frustata), il che aiuta, perché Kurt è un sadico. Una notte Kurt viene ucciso (non dico da chi) e poi il suo spirito torna a perseguitare la donna che avrebbe dovuto sposare. E questa è solo per la prima mezz'ora circa. La storia è tipicamente ingarbugliata e farraginosa. Bava non è mai riuscito a raccontare una storia molto bene. Si è fatto le ossa come direttore della fotografia, e si vede qui e nella maggior parte degli altri film che ha realizzato ("I tre volti della paura", "Ercole al centro della terra", "Sei donne per l'assassino", "Operazione paura" etc.). Aveva un vero talento per le immagini e l'atmosfera sorprendenti, ma non aveva idea di come raccontare una storia con queste cose. Non voglio essere frainteso...questo film ha molto da offrire. Christopher Lee ci da un'eccellente interpretazione in un ruolo molto insolito nei panni di Kurt. Bava mette sempre in mostra un sontuoso buffet per gli occhi con il suo obiettivo fotografico. Usa anche il colore e probabilmente molto meglio di qualsiasi regista a cui riesco a pensare in questo momento. Ogni scena per lui è un'opera d'arte e affrontata con questo in mente. I set gotici, i costumi d'epoca (Anna Maria Palleri) e la colonna sonora (Carlo Rustichelli, un habitué di Mario) sono tutti di prim'ordine. Tutti gli attori fanno un lavoro dignitoso. Lee è molto bravo. Daliah Lavi nei panni di colei che deve essere frustata, è bella e accettabile. A seguire Luciano Pigozzi, fa la sua parte anche lui (più con gli sguardi che col talento). Ma il difetto principale e più evidente del film per me, e quello che ha davvero ridotto il mio godimento di questo film, è stato il ritmo incredibilmente lento anche per Bava. Sembra passare un'eternità prima che succeda qualcosa, e quando succede, non succede molto. Il film è strano nell'argomento e volutamente vago in gran parte della trama. Alla fine il grosso è chiarito, ma è una lunga strada per una piccola resa dei conti. Verso la fine ho perso totalmente interesse. Non mi importa lo stile sulla sostanza, ma qui la trama continua a mettersi in mezzo. A quanto ho capito Gastaldi, lo sceneggiatore, ricevette una stampa italiana del famoso racconto di E.A. Poe "Il pozzo e il pendolo" (1842) dai produttori, i quali gli chiesero di leggerla e di realizzare un film simile a quello dell'omonimo diretto da Roger Corman due anni prima (1961). Bene, non c'è assolutamente niente del racconto di Poe in questo film (niente inquisizione spagnola, niente cella delle torture, niente). C'è solo un po' di "Metzengerstein" (i cavalli, il castello lambito dalle acque, le fiamme protagoniste alla fine) e de "La caduta di casa Usher" (il vecchio despota, la luce rarefatta)...Gastaldi aggiunge quindi il frustino e la schiena nuda della donna (sua vittima preferita), che sarà ripreso 5 anni dopo da Louis Malle nell'episodio centrale di "Tre passi nel delirio" (William Wilson), quando Wilson (Alain Delon) frusta la schiena nuda di Giuseppina (Brigitte Bardot), umiliandola davanti ai suoi commilitoni. Bello, ma impossibile da seguire.

CyberDave  @  13/05/2012 00:40:52
   5 / 10
Sono rimasto abbastanza deluso da questo lavoro di Bava.
Peccato perchè vedendo Christopher Lee (il migliore nel genere) e conoscendo la maestria di Bava mi aspettavo molto di più.
Invece dopo che rimani affascinato dalle atmosfere e dalle ambientazioni gotiche ti resta ben poco altro, la trama infatti è banale e sconclusionata, a tratti non si capisce cosa vuol essere questo film, c'è tensione ma non convince e ti lascia sempre un senso di incompiuto perchè la storia non decolla mai.
Il finale cerca un pò di risollevare tutta la pellicola ma non ci riesce in pieno.
Ripeto, stupende ambientazioni, atmosfera e fotografia, il resto non mi ha convinto per niente.

pinhead88  @  22/04/2010 17:00:09
   4½ / 10
Mi aspettavo tutt'altro sinceramente,di certo non la solita pallosa e monotona ghost story.un film sulla falsa scia di Corman,evitabile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  09/09/2009 14:21:31
   5½ / 10
Un Mario Bava che prende a piene mani da Roger Corman e dirige un horror gotico con punte di erotismo sadomaso!
Grandi atmosfere ma la storia non mi ha convinto...tutto prevedibile e l'associazione "frusta-corpo" non mi pare sia riuscita molto...
Non mi ha convinto...

LEMING  @  16/07/2009 08:05:34
   4 / 10
Ghost story gotica, con una fotografia stupenda,.......il resto?.......storia insulsa e lentissima, attori comparse (anche Christopher Lee monoespressivo) tensione zero, ed allora cosa rimane?...una semplice piece teatrale banale e recitata malissimo,.... a proposito il vento soffia per tutta la durata del film...che palle!!!!!
Lemming

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/07/2009 13.09.38
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Vegetable man  @  28/03/2008 12:23:23
   5 / 10
Mi dispiace ma non riesco a non dirmi deluso dalla visione di questo film del maestro Bava.
Sicuramente la fotografia e le scenografie sono a livelli altissimi, ma rimangono l'unica nota degna di interesse del film. Per il resto, la trama è scontatissima e la sceneggiatura di una pochezza desolante. Mai un fremito, mai un cambiamento: tutto procede con calma ieratica verso l'ovvia conclusione. E la prova degli attori certo non aiuta. Della materia trattata, posso salvare le tentazioni sadomaso del soggetto, tuttavia non sviluppate in una trama avvincente.

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