Recensione dimensions of dialogue regia di Jan Svankmajer Cecoslovacchia 1982
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione dimensions of dialogue (1982)

Voto Visitatori:   8,10 / 10 (21 voti)8,10Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film DIMENSIONS OF DIALOGUE

Immagine tratta dal film DIMENSIONS OF DIALOGUE

Immagine tratta dal film DIMENSIONS OF DIALOGUE

Immagine tratta dal film DIMENSIONS OF DIALOGUE

Immagine tratta dal film DIMENSIONS OF DIALOGUE

Immagine tratta dal film DIMENSIONS OF DIALOGUE
 

Assorto nel nulla di un universo incomprensibile che poco lo contempla, l'uomo intende stabilire un dialogo attraverso le cose che lo circondano, con i propri simili, con se medesimo, in un confronto con il tempo e con lo spazio entro i quali egli resta contenuto.
Si distrae dal silenzio. Reclama un significato e una logica a ciò che sente e vede, in quel che tocca o prova e dunque esiste.

E così: elemento diviene parola; oggetto diviene parola; gesto diviene parola; sentimento diviene parola.

Ma più in là che procede, il discorso, via via s'astrae, e s'assuefa nuovamente al nulla, e si spoglia del tutto, finché non si ritrova implicato in un sistema da esso stesso costituito, che scopre inesplicabile quanto l'universo da cui fuggiva - e in un colloquio che ha iniziato e di cui non trova più il bandolo.
E giunge all'impasse del comico, del paradosso, del contraddittorio; diventando in tal modo non più che lo zimbello del nulla.

L'incompatibilità, l'alienazione, la spersonalizzazione e oggettivazione dell'individuo e delle masse, l'incapacità o impossibilità di relazionarsi - tutti temi molto cari al Novecento e oggi quanto mai attuali - trovano in "Dimensions of dialogue" di Jan Švankmajer una delle loro espressioni più efficaci e compiute, un perfetto riassunto che condensa, in tre brevi episodi, molto di quel disagio e di quel senso di svuotamento che questi stessi aspetti hanno aggiunto alla coscienza dell'uomo moderno.

Le metafore alle quali assistiamo, seppure profonde, sono tutte facilmente leggibili.
Finalmente, veniamo a conoscenza di un artista che non desidera essere frainteso e che ha ben chiaro ciò che vuole rappresentare: l'incomunicabilità - dicevamo - l'ironia corrosiva della contraddizione che viene a crearsi. Švankmajer esplora, mediante lo sviluppo delle creazioni plastiche presenti nei tre brani, varie possibilità (o impossibilità) di dialogo tra gli individui, approdando ad una demistificazione irrimediabile dello stesso.
A tal proposito la tecnica di animazione dello stop-motion, sperimentata durante tutta la produzione del regista ceco, è qui perfettamente funzionale: così realizzate le animazioni risultano poco fluide, procedono a scatti, in maniera meccanica, favorendo in questo modo la sensazione di disarticolazione del linguaggio, e dando il senso di un insieme non contiguo ma intaccato e interrotto in diversi punti.

Nel primo dei tre episodi, sicuramente il meno esplicito e dallo stile differente, dopo il vocio confuso che fa da commento ai titoli di testa, c'è già completamente esposto il concetto di società per Švankmajer: alcuni uomini dai volti arcimboldiani, forse guerrieri, ognuno dei quali è composto da diversi elementi (cibi, utensili, strumenti, oggetti a sintetizzare i vari idiomi e i propri mestieri) si divorano, si combinano, si sminuzzano, s'elaborano quasi come i dati di un calcolatore, si vomitano l'un l'altro, dando il via ad una catena umana che, setaccio dopo setaccio, conflitto dopo conflitto, giunge all'omologazione seriale di un uomo completamente svuotato e all'impasse.
La civiltà materialista è stilizzata mediante l'uso dei materiali. L'individuo in essa è oggettivato e reso inerte, quand'anche si pone aggressivamente. La parola, sempre interpretabile, sempre strumentalizzabile e attanagliata tra silenzio e silenzio, è più ancora che legata all'oggetto a cui s'applica: diviene l'oggetto essa stessa, l'insieme caotico delle cose, dapprima catalogate e poi rimischiate, ed esse a loro volta non sono più che molecole e cellule.

E dove il discorso si fa confusione, rumore, ovunque, monotono, ripetitivo, sistematico, suono di masticazione e scomponimento; più che a un processo evolutivo, ci pare di assistere ad un deterioramento, dunque involutivo, e più che ad una moltiplicazione ad una divisione: la tridimensionalità degli oggetti dà origine ad una bidimensionalità delle figure umane simile a quella dei graffiti primitivi; la loro abbondanza, a poche forme immerse in scenari spogli e legnosi.
La deiezione delle parole-oggetto non produce infine altro che accumuli di detriti, che genie impersonali, che eserciti inermi, che sequele di sillabe atone.

Sicuramente, già in questo primo periodo è patente come l'allegoria dell'autore faccia riferimento all'incomunicabilità: i dialoghi non sono costruttivi ma distruttivi, tendono a contraddirsi e a non tollerarsi, sino ad annientarsi a favore del silenzio.

Ma in questa prospettiva troviamo più intenso il secondo episodio: la scena è più essenziale e disadorna - ove una forte consistenza viene a sostituirsi alla bidimensionalità del brano iniziale - e ci mostra intanto come il surrealismo di Švankmajer non tendi a fuggire la realtà, ed anzi come miri a centrarla.
Ci troviamo nel luogo intimo, casalingo; due statue di plastilina, raffiguranti un uomo e una donna, due amanti, nudi, inespressivi, glabri, siedono nel punto simbolo del non-dialogo: a tavola, immobili in una rigida calma.
L'atto amoroso è annunciato dal formarsi del sorriso nell'uomo e dal calare delle palpebre della donna: si risolve nell'impasto dei corpi, nel tremito della mistura omogenea che fa riferimento alla passione, e accentuato dalla musica di sottofondo degli archi ora più drastica, nell'affiorare momentaneo dal composto magmatico di porzione corporee.
Ma al termine dell'amplesso, dopo la ricomposizione delle due figure, sopra il tavolo è rimasto un residuo, quale frutto dell'atto amoroso, un pezzo di plastilina, minuto e informe, evidentemente un feto o più semplicemente l'idea di un figlio.
Il piccolo impasto sfiora il ventre della donna, viene respinto, rifiutato dall'una e dall'altra parte, è causa d'un repentino cambio d'espressioni, d'un litigio furioso che porta i due amanti ad accanirsi a vicenda sino a disfarsi.

Metafora chiara, sull'incomunicabilità della coppia, e molto bella.

Seppure riconosciamo probabilmente nell'ultimo episodio l'apice espressivo dell'intera pellicola: qui ritroviamo, perfettamente condensate, l'ambientazione povera del secondo movimento e la comicità paradossale del primo.
Questa volta le due statue di plastilina sono di due uomini più anziani, mutilati di tutto il corpo, due teste soltanto, poste ironicamente e secondo la logica surrealista sopra il tavolo. Ridicole come maschere burlesche e dagli occhi che si sbarrano, le due teste si fissano - vigili - si sorvegliano: sembrano fronteggiarsi e attendere l'una la mossa dell'altra, come durante una partita a scacchi.

Inizia il terzo dialogo. Sempre comicamente, dalle loro bocche escono sequenze di oggetti, dapprima compatibili e collaborando, che interagiscono tra loro in maniera esatta. Poi le due teste, ruotando meccanicamente, e attente a non perdersi di vista, cominciano a scambiarsi di posizione: hanno dunque luogo le repliche infelici, le polemiche illogiche, le antinomie, le complicazioni linguistiche, i bug, gli intoppi.
Similmente a come accadeva nel primo episodio, sono sperimentate tutte le varie combinazioni possibili, e il risultato è che le parole-oggetti non collaborano più, anzi si osteggiano, finiscono col danneggiarsi, e il caos ristabilisce il suo dominio, intanto che i due volti sono andati crepandosi sino a che, affranti, li vediamo in ultimo ansimare disfatti.

Un sipario sonoro, di musiche stranianti, cala sull'ultimo atto di questo originale teatrino dell'assurdo, dallo spettacolo affascinante, a tratti disturbante, anche divertente. Ma l'incomunicabilità paradossale che qui si denunciava non era soltanto quella d'una società meccanizzata e alienante: era insita nella rappresentazione, era assieme quella propria dell'autore, confessata.

Švankmajer ha partecipato in prima persona al dramma - l'abbiamo avvertito nella densità del suo tratto, nella grande ruvidezza e corposità delle sue creazioni - e il dibattito disaminato era per primo il suo, interiore, quello di un artista, più ancora sofferto e trovato altrettanto inadeguato.
Del resto, non è il gergo artistico esso stesso un'obiezione contraddittoria? All'espressione impersonale, alla parola comune, alla frase logica, al colloquio formale, alla risposta eloquente - e intanto rifiuto del silenzio e del nulla - comicamente, senza via di uscita: critica e autocritica di un linguaggio esaurito, d'uno di centomila e di nessuno.

Commenta la recensione di DIMENSIONS OF DIALOGUE sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Ciumi - aggiornata al 14/05/2010

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

 NEW
2000 metri ad andriivka
 NEW
28 anni dopo: il tempio delle ossa40 secondiabout luisallevi - back to lifeammazzare stancaanemoneanna (2025)articolo 1attitudini: nessunaavatar - fuoco e cenerebobo'breve storia d'amorebrunello - il visionario garbatobuen caminobugoniabuon viaggio, mariebus 47caravaggio a roma - il viaggio del giubileocarmen e' partitac'e' un posto nel mondoc'era una volta mia madrecinque secondidead of winterdepeche mode: mdie my love
 NEW
divine comedydj ahmetdracula - l'amore perdutodreams (2025)due famiglie, un funeraleeddington
 NEW
ellie e la citta' di smeraldoeternity (2025)evenfantasma in guerrafather mother sister brotherfilmlovers!five nights at freddy's 2frankenstein (2025)fuori la verita'gioia miagiovani madrihambreheidi - una nuova avventurai colori del tempo
 R
il maestro (2025)il mio nome e' nevenkail mostro (2025)il primo figlioil principe della folliail profeta (2025)il rapimento di arabellail sentiero azzurroin the hand of danteio sono rosa riccijay kellyjujutsu kaisen: esecuzionela ballata di un piccolo giocatorela camera di consigliola chitarra nella roccia - lucio corsi dal vivo all’abbazia di san galganola divina di francia - sarah bernhardtla famiglia halloweenla grande paura di hitler. processo all'arte degenerata
 NEW
la graziala mano sulla culla (2025)la mia famiglia a taipeila piccola ameliela ragazza di ghiacciola villa portoghesela vita va cosi'laghat - un sogno impossibilel'anno nuovo che non arrivaleopardi & col'illusione perfetta - now you see me 3lo schiaffo (2025)lo sconosciuto del grande arcol'ombra del corvolupin the iiird: the movie - la stirpe immortalemonsieur aznavourne zha - l'ascesa del guerriero di fuoconguyen kitchennino. 18 giornino other choice - non c'e' altra sceltanoi e la grande ambizionenorimbergaoi vita miaorfeo (2025)paw patrol: missione nataleper tepiero pelu’. rumore dentropredator: badlandspredators (2025)
 NEW
prendiamoci una pausaprimavera (2025)put your soul on your hand and walkqui staremo benissimoradio solaire - radio diffusion ruraleregretting you - tutto quello che non ti ho dettoricardo e la pitturarino gaetano - sempre piu' bluriproberto rossellini - piu' di una vitascarletsemplice clienteshelby oaks - il covo del malesiamo in un film di alberto sordi?siratsognando rossosong sung blue - una melodia d'amore
 NEW
sorry, babyspongebob - un'avventura da piratispringsteen - liberami dal nullathe age of disclosurethe encampments - gli accampamentithe mastermindthe perfect neighbor: la vicina perfettathe running manthe smashing machinethe teacher (2023)the toxic avengerthe ugly stepsistersto a land unknowntoni, mio padretony, shelly e la luce magicatroll 2 (2025)tua madreultimo schiaffoun inverno in coreaun semplice incidenteun topolino sotto l'alberouna di famigliauna famiglia sottosoprauna ragazza brillantevasvita privata (2025)wake up dead man - knives outwicked - parte 2zootropolis 2

1068614 commenti su 53094 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

213 BONES825 FOREST ROADBEAST OF WARCHUCKY - STAGIONE 2CHUCKY - STAGIONE 3CITTA' CINESECOMPULSION (2024)CONDANNATO A MORTEDEATHGASM 2: GOREMAGEDDONESCAPE (2024)EUREKA (2023)FIELD OF SCREAMSIL BARBIERE COMPLOTTISTAIL COMBATTENTE - DONNYBROOKIL FANTASMA DELLA CITTA'IL NATALE DEI DESIDERIIL NATALE DI MIAJINGLE JANGLE - UN'AVVENTURA NATALIZIALA CERIMONIA DEI SENSILA FRUSTA E LA FORCALA MORTE INVISIBILEL'ORA FATALEMAGIC IN MISTLETOEMASTER - STAGIONE 1NATALE A PEMBERLEY MANORNELLA BOLLANIGHT OF THE REAPERNO MAN'S VALLEYRAVEN - STAGIONE 1 (1992)RAVEN - STAGIONE 2 (1994)SAKRA - LA LEGGENDA DEI SEMIDEISPIRITED - MAGIA DI NATALESTORIE DI MAGHI E DI GUERRIERISTRANGER THINGS - STAGIONE 5THE ANGEL MAKERTHE BITTER TASTETHE GREAT FLOODTHE LAST CABINTHE ROOKIE - STAGIONE 6THE ROOKIE - STAGIONE 7UN MATRIMONIO REGALEUN PROFESSORE - STAGIONE 3VACANZE DI SANGUE (1975)VENDETTA (1939)VITA DA CARLO - STAGIONE 4WIFE'S PERVERTED BEAUTY SALON

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


IL MAESTRO (2025)
Locandina del film IL MAESTRO (2025) Regia: Andrea Di Stefano
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Edwige Fenech
Genere: commedia

Recensione a cura di The Gaunt

A HOUSE OF DYNAMITE
Locandina del film A HOUSE OF DYNAMITE Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke
Genere: thriller

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA
Locandina del film SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA Regia: Tim Fehlbaum
Interpreti: John Magaro, Leonie Benesch, Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, Zinedine Soualem, Georgina Rich, Corey Johnson, Marcus Rutherford, Daniel Adeosun, Benjamin Walker, Ferdinand Dörfler, Solomon Mousley, Caroline Ebner, Daniel Betts, Leif Eduard Eisenberg, Sebastian Jehkul, Rony Herman, Jeff Book, Robert Porter Templeton, Stephen Fraser, Leon Dragoi, Doris Meier, Mark Ruppel, Christine Ulrich, Günther Wernhard, Antje Westermann, Harry Waterstone, Andreas Honold, Stefan Mittermaier
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

NOSFERATU (2024)
Locandina del film NOSFERATU (2024) Regia: Robert Eggers
Interpreti: Lily-Rose Depp, Nicholas Hoult, Bill Skarsgård, Aaron Taylor-Johnson, Willem Dafoe, Emma Corrin, Ralph Ineson, Simon McBurney, Adéla Hesová, Milena Konstantinova, Stacy Thunes, Gregory Gudgeon, Robert Russell, Curtis Matthew, Claudiu Trandafir, Georgina Bereghianu, Jordan Haj, Kateřina Bílá, Maria Ion, Tereza Dušková, Liana Navrot, Mihai Verbintschi, Karel Dobrý, Andrei Sergeev, Matěj Beneš, Marek Pospíchal, Jan Filipenský, Alex East, Christian Dunckley Clark
Genere: horror

Recensione a cura di Harpo

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net