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In Flee le coordinate geografiche offrono lo sfondo per mostrare nel suo intimo lecoordinate emotive di un rifugiato di guerra. I rocrdi sono vividi, dallo sradicamento delle sue radici afgane, l'abbandono di un posto semplice e sicuro come la propria, per essere costretto a vivere nella temporaneità delle situazioni, soprattutto quelle dure in una Russia in completo disfacimento post-comunista e le vicissitudini interiori nel convivere con la propria omosessualità, concetto talmente sconosciuto che nell'Afghanistan non esiste una parola per definirlo. Un documentario d'animazione molto potente dal punto di vista emotivo che riesce a stabilere una forte empatia con lo status del rifugiato di guerra e tutto ciò che ruota intorno: dal traffico di esseri umani, alle speranze disilluse e nel vivere attraverso la menzogna. Nella sua semplicità del racconto, racchiuso nei ricordi del protagonista, un film bellissimo e straordinariamente intenso.