Recensione black death - un viaggio all'inferno regia di Christopher Smith Gran Bretagna 2010
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione black death - un viaggio all'inferno (2010)

Voto Visitatori:   6,96 / 10 (73 voti)6,96Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO

Immagine tratta dal film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO

Immagine tratta dal film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO

Immagine tratta dal film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO

Immagine tratta dal film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO

Immagine tratta dal film BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO
 

Parliamo del cinema di genere, o di quello che il cinema di genere dovrebbe essere. Intrattenimento, certo, evasione, una specie di luna park visivo in cui smarrirsi per un paio d'ore, senza porsi problemi né domande.
Non è sempre stato così. Spesso il genere è soltanto un mezzo per riflettere su noi stessi, sulla società che ci circonda, raccontando storie che diventano parabole, paradigmi in cui specchiarsi e riconoscersi peggiori di quello che credevamo di essere. Negli ultimi anni, e soprattutto nell'horror, questo utilizzo di un cinema all'apparenza disimpegnato e che in realtà ci metteva di fronte alle nostre peggiori sporcizie e paure, si è perso del tutto. La necessità principale dello spettatore è diventata quella di spegnere il cervello, salire sull'otto voltante e sfogare i più bassi istinti tramite la visione prolungata di frattaglie, effettacci e, possibilmente, tette e culi in abbondanza. Non che ci sia nulla di male in questo e tonnellate di film più o meno riusciti lo dimostrano quotidianamente. È una formula che funziona. Solo che per venti "Saw VII" o "Piranha 3D", ogni tanto esce un "Black Death" e si ha la sensazione di tornare a respirare cinema, dopo aver vagato per anni in un mare di grossolana spazzatura.

Christopher Smith è un giovane regista britannico che sembra avere una chiara e profonda visione del cinema dell'orrore e lo dimostra sin dal suo esordio, il non riuscitissimo "Creep", in cui però già si intravedeva la capacità fuori dal comune di narrarci di mostri immaginari per affrontare quelli reali. Con "Severance", una commedia splatter al vetriolo, Smith aggiusta il tiro e dimostra di saper usare l'ironia come pochi altri (forse solo, restando in Inghilterra, Edgar Wright). Dopo "Severance" è la volta di" Triangle", una delle più sconcertanti e acute riflessioni sulla maternità e sul senso di colpa mascherata da slasher surreale. E alla fine arriva questo "Black Death" che, con tutti i suoi difetti e limiti, lo consacra definitivamente come una promessa mantenuta. Non erano casi fortunati, i suoi film precedenti, erano parte di un discorso coerente e d'autore, attuato attraverso l'uso sapiente dei meccanismi del cinema di genere.

La trama che sta alla base di "Black Death" è molto semplice: siamo nel 1348, durante una delle più spaventose epidemie che la storia ricordi, e un gruppo di mercenari, guidati da Ulric (interpretato dal sempre magnifico Sean Bean), deve raggiungere un villaggio che sembra non sia stato toccato dalla peste. Si pensa che un negromante sia la causa dell'immunità del villaggio e il compito dei mercenari di Cristo è quello di trovarlo e condannarlo a morte. Un giovane novizio, dalla fede vacillante e poco propenso a sopportare le restrizioni che la vita monastica impone, si offre da fargli da guida per arrivare a questo villaggio, maledetto o benedetto a seconda della prospettiva. In realtà, il giovane Osmund vuole raggiungere la ragazza di cui è innamorato, fuggita proprio in quei boschi per evitare il contagio. Mentre i soldati cercano il negromante, Osmund cerca il suo amore perduto.
Smith ci introduce sin dalle prime inquadrature al mondo devastato dalla peste nera. Ma lo fa senza compiacimento, mostrandoci le strade deserte, attraversate dai carri che raccolgono cadaveri, e dai medici coi volti coperti dalle maschere. L'atmosfera è grigia, opprimente, impregnata da un cupo pessimismo che allunga le sue ali nere su tutti i personaggi e gli ambienti del film. Quello descritto da Smith è un universo abbandonato da Dio che tuttavia a Dio si rivolge, disperatamente, per trovare una via d'uscita. Ed ecco i flagellanti che attraversano il fiume, ecco il gruppo di contadini che vuole mettere al rogo un'innocente, ecco Sean Bean che, sempre in bilico tra umana pietà e spietato fanatismo, procura una morte rapida a chi avrebbe subito le più atroci tra le torture.

Quello che stupisce, in" Black Death", è il pudore con cui il regista tratteggia questa umanità dolente e decimata, evitando di calcare la mano sull'orrore propriamente fisico e colpendo con una potenza inaudita quando si tratta di raccontare l'orrore spirituale, l'accecarsi improvviso dell'anima di fronte alle superstizioni e alle storture di una religione che cerca capri espiatori, dato che è incapace di fornire conforto e risposte.
Risposte che anche il film si rifiuta di dare. L'arrivo nel villaggio, dopo tanta miseria morale, è uno dei momenti più stranianti e assurdi del film. Abbiamo passato quasi un ‘ora immersi in sporcizia, violenza e marciume, e ci troviamo improvvisamente catapultati in una sorta di giardino dell'Eden, dove gli abitanti sono amichevoli, puliti e in evidente stato di salute. La chiesa locale è vuota e abbandonata e il senso di benessere diffuso suggerisce al gruppo di mercenari la presenza di un qualcosa di sovrannaturale e di maligno. L'unico che sembra chiedersi perché l'apparente assenza di Dio non porti a sofferenze e infelicità, ma alla costruzione dell'armonia e della bellezza, è Osmund, che infatti fraternizza con gli abitanti e, soprattutto, con il loro capo, l'algida e angelica Langiva.
Il confronto tra i due gruppi di personaggi è stridente e forse qui sta il difetto principale del film, quello di eccedere nelle caratterizzazioni, quel voler ostentare a tutti i costi, attraverso uno sviluppo macchiettistico delle personalità che vivono nel villaggio, la presenza di un elemento stridente e inaccettabile. Le streghe esistono e sono felici e contente in barba alla peste nera e agli inquisitori.

La sceneggiatura diventa confusa, si sfilaccia  e, fino a quando lo scontro non deflagra, rischia addirittura di annoiare.
Per fortuna Smith si riprende e, dopo averci gridato in faccia in tutti i modi possibili che c'era qualcosa di sbagliato e non umano nel ridente villaggio immune, elimina ogni traccia di soprannaturale e si limita a mostrarci una battaglia cruenta tra due fazioni accecate da opposti fanatismi.
I metodi dei senza Dio sono identici a quelli dei mercenari al servizio di Dio: torture, abiura della fede estorta sotto minaccia di morte. Quelle differenze che tanto erano state rimarcate nei minuti precedenti si annullano in un lampo e annegano nel sangue di atei e credenti, senza lasciare speranza, o possibilità di redenzione. Si piomba così in un soffocante e rigido pessimismo che non ci offre neanche la possibilità di schierarci per l'una o l'altra fazione e non c'è nessun Dio, o nessun Demonio, ma solo tanti piccoli uomini spaesati, impauriti, fragili nel corpo e nella mente che lottano allo stremo per affermare (a scapito della vita degli avversari) la propria visione del mondo.
L'unico personaggio dalla fede traballante, il giovane monaco Osmund, sarà ingannato nel peggiore dei modi e perderà tutto: innocenza, amore, bontà d'animo. Il suo destino disperato è quello di diventare uno dei più temibili e sadici inquisitori della sua epoca.

Il pregio maggiore di "Black Death" sta proprio nella sua ambiguità: Smith segue i suoi personaggi attraverso l'inferno, ce li fa apprezzare e amare, ci tiene a evidenziare la loro umanità e ci fa patire le loro sofferenze, passo dopo passo, in un percorso che si fa calvario. Ognuno ha le sue ragioni, i motivi che li spingono ad agire in un certo modo sono validi per tutti. Gli abitanti devono difendersi, i mercenari sono convinti di poter realmente fermare il male che dilaga in Gran Bretagna. Lo stesso Urlic, con la sua incrollabile fiducia nella volontà di Dio, è un carnefice riluttante e con una nobiltà d'animo non posticcia, ma profondamente sentita. Diventa difficile, per lo spettatore, scegliere una delle due parti, anzi, è quasi impossibile, data la bravura di Smith nel non dare punti di riferimento. L'unica certezza che ci resta è l'assenza di una divinità benevola che guidi le nostre azioni, che ci faccia distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e quello che l'esperienza di questo film ci lascia è un profondo senso di solitudine esistenziale, che è poi la cosa che ci si dovrebbe aspettare da ogni horror "serio" che si rispetti.

Ed è intimamente, profondamente horror "Black Death", sebbene non indugi nelle facili descrizioni della peste, abusando di corpi marcescenti o di topi e pustole. Smith non ha bisogno di riempire le strade di cadaveri per immergerci nell'atmosfera malata e sudicia dell'epidemia; a lui non serve fare sfoggio di squartamenti e budella esposte per inorridirci con gli effetti devastanti della superstizione nei secoli bui. Gli bastano degli ottimi personaggi, degli attori convincenti, una regia attenta, solida, mai frenetica (persino nelle scene d'azione Smith mantiene il controllo delle immagini); gli bastano un impiccato in un bosco, un gruppo di penitenti che attraversano il fiume, una folla di contadini invasati e lo sguardo disperato e incredulo delle vittime per precipitare noi e il suo gruppo di soldati di Cristo nella brutale tragedia della più buia delle notti medievali.

Commenta la recensione di BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di L.P. - aggiornata al 05/04/2011 15.23.00

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

10 giorni con i suoi100 di questi annia complete unknowna different mana real painal progredire della notteamerikatsiamiche alle cicladiamichemaianoraattack on titan: the last attackbabygirlback in actionbagmanbastion 36berlino, estate '42better manbiancaneve (2025)black dogblur: to the endbridget jones - un amore di ragazzocaptain america: brave new worldcarlo mazzacurati - una certa idea di cinemacherry juiceciao bambinocitta' d'asfaltocome se non ci fosse un domani (2025)companiondiciannovediva futuradog mandove osano le cicognedreamsduse, the greatest
 NEW
e poi si vedeelfkins - missione gadgetemilia perezeyes everywherefamiglia imbarazzi - la maledizione dello zoccolofatti vederefiume o morte!follemente
 NEW
gen_gioco pericolosoglobal harmonyhello! spank: il film - le pene d'amore di spankhereheretichokage - ombra di fuocoi am martin parri colori dell'anima - the colors within
 NEW
il bambino di cristalloil caso belle steineril mestiere di vivereil migliore dei maliil mio giardino persianoil nibbioil seme del fico sacroil signore degli anelli - la guerra dei rohirrimio non sono nessunoio sono ancora quiio sono la fine del mondo
 NEW
io ti conoscoitaca - il ritornola citta' proibita (2025)la storia di patrice e michel
 HOT R
la zona d'interessel'abbagliol'albero (2025)
 NEW
le assaggiatricile donne al balcone - the balconetteslee millerl'erede (2025)lilianal'orto americanolove (2024)luce (2024)l'uomo di argillal'uomo nel boscolux santamaria (2024)mickey 17misteri dal profondomonte corno - pareva che io fussi in aria
 NEW
mr. morfinamuori di leinella tana dei lupi 2 - panteranina e il segreto del ricciono other landnoi e loro
 NEW
nonostante
 HOT R
nosferatu (2024)oh, canada - i tradimenti
 NEW
opus - venera la tua stellapaddington in peru'pellizza pittore da volpedopino daniele - nero a meta'presenceprophecy
 NEW
puan - il professorericardito lo squalo?scissione - stagione 2
 R
september 5 - la diretta che cambio' la storiasilenzio!simone veil - la donna del secolosonic 3 - il film
 NEW
sons (2025)strange darlingthe alto knights - i due volti del criminethe bayouthe breaking icethe brutalistthe calendar killerthe girl with the needlethe last showgirlthe monkeythe opera! - arie per un'eclissithe shrouds
 HOT
the substance
 NEW
the woman in the yardtornando a esttoys - giocattoli alla riscossau.s. palmeseun posto sicuro (2025)una barca in giardinouna viaggiatrice a seoulvoci di poterewolf man

1060028 commenti su 51854 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

AGO - PRIMA DI TUTTII SIMPSON - STAGIONE 1I SIMPSON - STAGIONE 10I SIMPSON - STAGIONE 11I SIMPSON - STAGIONE 12I SIMPSON - STAGIONE 13I SIMPSON - STAGIONE 14I SIMPSON - STAGIONE 15I SIMPSON - STAGIONE 16I SIMPSON - STAGIONE 17I SIMPSON - STAGIONE 18I SIMPSON - STAGIONE 19I SIMPSON - STAGIONE 2I SIMPSON - STAGIONE 20I SIMPSON - STAGIONE 21I SIMPSON - STAGIONE 22I SIMPSON - STAGIONE 23I SIMPSON - STAGIONE 24I SIMPSON - STAGIONE 25I SIMPSON - STAGIONE 26I SIMPSON - STAGIONE 27I SIMPSON - STAGIONE 28I SIMPSON - STAGIONE 29I SIMPSON - STAGIONE 3I SIMPSON - STAGIONE 30I SIMPSON - STAGIONE 31I SIMPSON - STAGIONE 32I SIMPSON - STAGIONE 33I SIMPSON - STAGIONE 34I SIMPSON - STAGIONE 35I SIMPSON - STAGIONE 4I SIMPSON - STAGIONE 5I SIMPSON - STAGIONE 6I SIMPSON - STAGIONE 7I SIMPSON - STAGIONE 8I SIMPSON - STAGIONE 9

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA
Locandina del film SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA Regia: Tim Fehlbaum
Interpreti: John Magaro, Leonie Benesch, Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, Zinedine Soualem, Georgina Rich, Corey Johnson, Marcus Rutherford, Daniel Adeosun, Benjamin Walker, Ferdinand Dörfler, Solomon Mousley, Caroline Ebner, Daniel Betts, Leif Eduard Eisenberg, Sebastian Jehkul, Rony Herman, Jeff Book, Robert Porter Templeton, Stephen Fraser, Leon Dragoi, Doris Meier, Mark Ruppel, Christine Ulrich, Günther Wernhard, Antje Westermann, Harry Waterstone, Andreas Honold, Stefan Mittermaier
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

THE ORDER (2024)
Locandina del film THE ORDER (2024) Regia: Justin Kurzel
Interpreti: Jude Law, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Jurnee Smollett, Alison Oliver, Morgan Holmstrom, Odessa Young, Marc Maron, Philip Granger, Sebastian Pigott, Matias Lucas, Bradley Stryker, Phillip Forest Lewitski, Victor Slezak, Daniel Doheny, Bryan J. McHale, Ryan Chandoul Wesley, Geena Meszaros, George Tchortov, Daniel Yip, Sean Tyler Foley, John Warkentin, Vanessa Holmes, Rae Farrer, Carter Morrison, Huxley Fisher, mandy fisher
Genere: thriller

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


ANYWHERE ANYTIME
Locandina del film ANYWHERE ANYTIME Regia: Milad Tangshir
Interpreti: Ibrahima Sambou, Moussa Dicko Diango, Success Edemakhiota
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

MARILYN HA GLI OCCHI NERI
Locandina del film MARILYN HA GLI OCCHI NERI Regia: Simone Godano
Interpreti: Miriam Leone, Stefano Accorsi, Thomas Trabacchi, Mario Pirrello, Orietta Notari, Marco Messeri, Andrea Di Casa, Valentina Oteri, Ariella Reggio, Astrid Meloni, Giulia Patrignani, Vanessa Compagnucci, Lucio Patané, Agnese Brighittini
Genere: commedia

Recensione a cura di Severino Faccin

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net