l'ora legale regia di Salvatore Ficarra, Valentino Picone Italia 2017
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l'ora legale (2017)

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locandina del film L'ORA LEGALE

Titolo Originale: L'ORA LEGALE

RegiaSalvatore Ficarra, Valentino Picone

InterpretiSalvatore Ficarra, Valentino Picone, Vincenzo Amato, Leo Gullotta, Antonio Catania, Tony Sperandeo, Sergio Friscia, Eleonora De Luca, Ersilia Lombardo, Alessia D'Anna, Francesco Benigno, Marcello Mordino, Paride Benassai, Gaetano Bruno, Alessandro Roja

Durata: -
NazionalitàItalia 2017
Generecommedia
Al cinema nel Gennaio 2017

•  Altri film di Salvatore Ficarra
•  Altri film di Valentino Picone

Trama del film L'ora legale

In un paese della Sicilia, Pietrammare, puntuale come l'ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Da anni imperversa sul paese Gaetano Patanè, lo storico sindaco del piccolo centro siciliano. Un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell'agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da uno sparuto gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betti, un'alternativa in occasione del suo primo voto. I nostri due eroi Salvo e Valentino sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo, manco a dirlo, offre i suoi servigi a Patanè, dato vincente in tutti i sondaggi; mentre il candido Valentino scende in campo a fianco dell'outsider Natoli a cui è legato, come peraltro Salvo, da un vincolo di parentela in quanto cognato. Al di là della rivalità, però, entrambi mirano ad ottenere un "favore" che potrebbe cambiare la loro vita: un gazebo che permetterebbe di ampliare la clientela, e quindi gli incassi, del piccolo chiosco di bibite posto nella piazza principale del paese.

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Voto Visitatori:   6,19 / 10 (45 voti)6,19Grafico
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Voti e commenti su L'ora legale, 45 opinioni inserite

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Commenti negativiStai visualizzando solo i commenti negativi

Mauro@Lanari  @  19/12/2019 01:54:30
   5 / 10
Non appartengon'alla generazione dei Gaber o dei Paolo Rossi, del '68 o del '77, dei nati usando cabaret e comicità com'arma impropria, strumento di lotta di class'e denuncia sociopolitica. Sono della mia generazione, la successiva cresciut'a Dandini, "Cuore" di Serra, "Zelig off", Gialappa's, dal respiro più ampio e profondo, meno local e più global. Erano quelli dei "casi umani" studiati e ri(rap)presentati con superlativa bravura. Poi, a uno a uno, hanno fatto dietrofront downgradandosi e nella loro retroguardia son diventati sussiegosamente impegnati, sono sces'in campo, si son schierati nell'agone della (in)civiltà nazionale, dai Guzzanti agl'Albanese e adesso pure loro, Ficarra & Picone. Non si ride, non ci diverte, non si scherza, non c'è ironia, satira o sarcasmo, son scivolati per direttissima nella cup'amarezza, nel disperato disfattismo, nella drammaticità irrimediabile. Lo slancio ideale è crollato sotto le macerie della triste realtà. Nessun guizzo residuo: campane a lutto, rigor mortis, cinica cattiveria, per loro la commedia sagace e salace è un lusso ch'il nostro Paese non ha più il diritto di permettersi. Mi defilo.

Mauro Lanari

Interista90  @  26/03/2018 22:17:42
   1 / 10
Prima parte buona, Il resto rovina tutto. Da evitare assolutamente.

riobissolo  @  10/12/2017 14:15:59
   1 / 10
Comicitá piuttosto scontata e poco creatuva. Delude molto il messaggio di un sud condannato all'arretratezza. Non concordo con questa visione pessimistica e divertita, tanto paga lo stato, quindi gli altri. La mia liberta finisce dove cominciano i diritti degli altri, ricordiamolo. Film da evitare, eticamente inaccettabile.

camifilm  @  06/06/2017 00:45:33
   5 / 10
Rispetto ai precedenti film della coppia comica questo è un filmetto.
Niente di memorabile.
Critica leggera, molto e fin troppo leggera, alle abitudini sbagliate dei favori.
Non ricordo una sola scena o battuta da riportare. Minimo sforzo, usando anche personaggi tv di scarsa qualità attoriale.

Tivusindrome  @  16/05/2017 02:41:54
   4½ / 10
Non si puo' ridere molto di una sceneggiatura che come al solito raffigura il marcio del nostro paese. Non indignarsi di fronte a tanto significa essere parte del sistema.Probabilmente una parte d'Italia ride e l'altra piange.Il film e' una commediuccia con al centro i soliti comici spuntati da Zelig(parlare di attori veri in Italia e' ormai impossibile)che propongono il solito contrasto di caratteri(siamo ancora al Gatto e la Volpe?),che se in un teatro come Zelig fanno passare quei 10 minuti di Gag simpatiche,sopportare un film intero e' troppo..Che tristezza vedere il cinema italiano ridotto cosi',ad accontentarsi dei soldi (pubblici) del finanziamento Tax-credit.

jason13  @  07/05/2017 11:33:42
   5 / 10
Nonostante la coppia FIcarra&Picone mi soddisfi sempre molto, questa volta probabilmente per colpa della storia non mi ha fatto per niente apprezzare la pellicola, anzi.... Siccome tocca nel profondo i problemi di questo paese trovo solo tristezza nel veder seppur ironicamente manifestati in una commedia che dovrebbe far ridere e rendere spensierati 90 minuti della propria giornata. E invece, appunto, mi fa' solo comparire rabbia...

piripippi  @  12/03/2017 17:37:15
   4½ / 10
ho cercato di ridere ma non ci sono riuscito, solo qualche sorriso. il film vive di situazioni realisticamente grottesche e a tratti eccessive. sperandeo continua a fare film dove esce dagli schemi del grande attore che è : un film mediocre e forse il più brutto di ficarra e picone

charles  @  25/01/2017 14:35:02
   3 / 10
Dopo un primo tempo tutto sommato piacevole, nella seconda parte viene fuori il peggio del "cinema di regime" contemporaneo, che non esita a presentarci le solite situazioni e macchiette ribadite dal genere.

Insistendo sul concetto "scontato" che le regole in fondo sono inutili e danno fastidio, specialmente ai meridionali (sono gli autori, tuttavia, che sembrano essersi dimenticati di quelle alternative, violente e ben più vincolanti, della mafia), il filmetto ci propone le solite rappresentazioni del popolo siciliano arrendevole, senza rinunciare all'ormai puntuale offesa ai romani (rimanendo fedele al becero paradigma di "Roma Ladrona"... mentre i soldi finiscono sù sù, dove sappiamo), qui rappresentati da un improbabile tizio sbucato dal nulla per difendere gli interessi, chissà perché... di chi sappiamo; un sindaco coraggioso - che subisce anche una minaccia mafiosa la quale, per quanto ridicolizzata, a me non fa ridere – viene presentato come un personaggio invece incerto


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; si ricorda che le tasse sono una maledizione (si evita con cura di mostrare che invece, ben gestite, come avviene in Europa, potranno finalmente portare il benessere a tutti); si passa il messaggio pericoloso e fuorviante, oltreché fortunatamente falso, che tutto sommato alla gente - a tutta la gente - va bene così.

Il vero messaggio del film, infatti, sembra essere che in fondo per la gente del Sud è meglio lavorare nella fabbrica inquinante costruita da un'azienda (che viene da dove sappiamo...) sulla spiaggia, accettando ancora un ricatto che dura da oltre 150 anni, da Taranto alla Sicilia.


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Dispiace dover scrivere queste cose, perché avrebbe dovuto raccontarle il film; a non tutti i comici, forse, è data la possibilità o la volontà di raccontare le cose come stanno.

foradeicopi  @  24/01/2017 10:13:02
   5½ / 10
Effettivamente come commedia fa poco ridere ma il film non è banale diciamo però che sa di già visto.... L'ho visto ieri sera e faccio fatica a ricordarmelo quindi cade presto nel dimenticatoio.

gaesor  @  24/01/2017 09:51:53
   4 / 10
Parlate di risate ma, dove sono state?
Mi aspettavo molto di più da quaesto film e non i soliti stereotipi che tutti sappiamo.
Non é altro che una moraledi cui tutti siamo ampiamente a conoscenza.
Se vedo Ficarra e Picone, li voglio vedere per ridere e non per riflettere su temi saputi.
Consiglio (se posso umilmente permettermi) ? che continuino a fare i comici e non aggiungo altro.

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