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Folle. Incredibile come McKee sia riuscito ad abbracciare il dolce e lo schifo, la sensualità e il ripudio. Una mescolanza tipicamente cronenberghiana quella dell’amore carnale che viene associata agli insetti a sottolineare la depravazione. Ed ecco il riusltato: uno dei migliori Masters Of Horror, shokkante seppur con poco splatter, da lasciare senza fiato e pure particolarmente indigesto; infatti si tratta di un prodotto non per tutti, anche perché pochissime persone al mondo riescono a sopportare gli insetti. La regia è ottima, McKee si sente a proprio agio e la fotografia non ha pecche, gli attori sono diretti benissimo, l’atmosfera è sia sconcertante che da favola. Ottime anche le soggettive degli insetti, e non meno interessante è la scelta delle musiche, molto belle. Un’”esperienza” da provare. Ah già, mi sono dimenticato sempre di dire che la sigla iniziale dei MOH è veramente fatta bene!