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Abbastanza interessante questa pellicola di Brass, ma aggiunge poco alla filmografia del regista di quel periodo, oltre ovviamente a confermare le sue capacità di creare un mosaico di immagini per nulla banale, sfruttando le capacità di Brass stesso al montaggio. Vederlo adesso sembra un lungo videoclip vintage che sulla scorta della colonna sonora dei Freedom conduce questa giovane donna attraente ma repressa nel pieno della swingin London, con i suoi umori carichi di rivoluzione verso una società conformista e ipocrita, al quale Barbara sia pure inconsciamente da piccolo borghese qual'è, manifesta segni di profonda irriquietudine. La forma del dialogo interiore riprende quella di Chi lavora è perduto, un flusso di pensieri in cui emerge l'animo inquieto della protagonista. Non uno dei suoi migliori film, ma sempre interessante dove non mancano momenti di ironia corrosiva.