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E' uno dei Bergman più ostici per quanto mi riguarda. C'è uno scavo psiclogico dei personaggi impressionante che mette a nudo i rapporti che intercorrono fra di loro intorno a questo oceano di rosso, onnipresente nelle dissolvenze e nelle scenografie, tanto che l'interno della villa si un luogo quasi irreale dove albergano il dolore di una morte imminente e la rabbia i antichi rancori fra due sorelle che nemmeno di fronte ad un corpo moribondo provano un gesto di compassione reciproca, troppo inaridite o vuote da anni di matrimonio frustrante. Una fotografia meravigliosa, una delle migliori dell'intera filmografia del regista svedese, sfolgorante nelle sue inquetanti dissolvenze quanto rassicuranti nel rievocare la purezza e la serenità di ricordi passati.