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Trenque Lauquen è diviso in più capitoli e caso vuole che il primo di questi si intitoli L'Avventura. In effetti lo spunto sembra venire da Antonioni, tuttavia se ne discosta quasi subito perché, al contrario del film italiano, la donna scomparsa è quasi sempre presente. E' un film particolare come I delinquenti, ma meno lineare perché sembra una scatola cinese di storie diverse tra loro specialmente nella prima parte, meno lineare della seconda. La narrazione che parte da uno spunto semplice porta a molte digressioni ed a volte la digressione stessa che diventa la storia principale e la storia principale semplicemente svanisce, come ingoiata dalla nuova storia. La seconda parte invece è più lineare, anzi sembra toccare i generi ma rimane quasi sempre fuori dalla porta e ti illude quasi di entrare. la storia di questa donna scomparsa, Laura, vista con uno sguardo esterno di coloro che la cercano, ribalta il suo punto di vista con quello di Laura stessa nella seconda parte. In fondo è una donna che si sente attratta da due storie di donne, Carmela Zuna, insegnante e Luisa Esperanza, una biologa o botanica, non ho capito bene. Ripercorrendo i passi del passato di Carmela e del presente di Luisa, probabilmente c'è la frustrazione non solo di seguire un percorso che non porta a conclusione, ma di cercare di vivere storie non sue. Il finale abbastanza aperto suggerisce la volontà e forse la consapevolezza di scrivere la propria storia. Un film estremamente complesso ed impegnativo, dotato di un racconto che tutto è tranne che convenzionale, la visione di oltre quattro ore è altrettanto impegnativa.