a house of dynamite regia di Kathryn Bigelow USA 2025
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a house of dynamite (2025)

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locandina del film A HOUSE OF DYNAMITE

Titolo Originale: A HOUSE OF DYNAMITE

RegiaKathryn Bigelow

InterpretiIdris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke

Durata: h 1.52
NazionalitàUSA 2025
Generethriller
Al cinema nell'Ottobre 2025

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Trama del film A house of dynamite

Incentrato sui membri dello staff della Casa Bianca alle prese con un imminente attacco missilistico contro l'America, questo avvincente dramma si svolge in tempo reale mentre le tensioni aumentano.

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Voto Visitatori:   6,59 / 10 (16 voti)6,59Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
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Voti e commenti su A house of dynamite, 16 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

stratoZ  @  23/01/2026 12:39:15
   7 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

In linea di massima, apprezzo lo stile della Bigelow, la sua regia secca, l'andamento simil documentaristico, nel tempo mi hanno soddisfatto, questo "A house of dynamite", in fondo pure, è un buon thriller d'attualità che parte da un incipit semplicissimo, quello di questa allerta per l'arrivo di un missile nucleare negli USA, destinato a cadere su Chicago, il film si svolge in una porzione di tempo molto ristretta, all'incirca quella ventina di minuti che intercorrono tra la scoperta del lancio del missile e l'arrivo a destinazione dello stesso, che si prevede causerà dieci milioni di vittime, da qui il montaggio mostra tre diversi punti di vista dall'intelligence statunitense all'esercito, fino allo stesso presidente tenuto informato dei fatti, la sensazione è quella di un crescente panico che viene come represso dai personaggi chiave per poter riprendere presto il controllo della situazione, trovando una soluzione rapida ad un problema enorme e quasi irrisolvibile, è un film in cui i dialoghi fanno da padroni e diventano come una sorta di flusso di coscienza di una nazione intera, riportando i modi di ragionare di questi elementi di spicco che si appellano a diverse tematiche, dalla scoperta del colpevole, non realmente identificato, al timore per le vite umane in pericolo, che con l'affievolirsi delle speranze di fermare la testata diventano una sorta di sacrificio, giocando anche con altri elementi psicologici come la negazione della minaccia, giustificata da qualche errore del sistema, in fondo più un ultimo baluardo di speranza che una reale probabilità, mostrando un punto di vista inedito, quello di un'America che ha perso il controllo di fronte a questa minaccia indefinita, con dei capi dei dipartimenti non coesi e con svariati dubbi su come agire, all'opposto della tipica narrazione del cinema hollywoodiano fatto di personaggi forti e determinati, qui vince lo sconforto ed al netto di qualche scena particolarmente solenne - la telefonata di uno dei membri dell'intelligence alla madre prima dell'impatto, per dirle quanto le vuole bene con piantino annesso - la retorica e i buoni sentimenti vengono spazzati via dall'impotenza.

Nei fatti, mi è sembrato la Bigelow voglia mostrare le estreme conseguenze della mentalità guerrafondaia ed espansionista delle potenze mondiali contemporanee, mettendo gli USA nei panni dell'aggredito, riassumendo il significato del film e del titolo in un celebre dialogo della pellicola, in cui il Presidente degli Stati Uniti parla di questa casa di dinamite nella quale tutti viviamo, pronta ad esplodere alla minima scintilla, facendo riferimento alla sicurezza globale.

Il finale aperto, da molti criticato, in realtà l'ho trovato anche parecchio coraggioso - se poi consideriamo che è un film Netflix - e che lascia allo spettatore il compito di decifrare il resto della vicenda, a me personalmente, qualsiasi sia l'immaginario da prendere in considerazione, mi ha lasciato con un forte sconforto ed una sensazione di estrema precarietà della salvaguardia mondiale.

Buon film.

Manticora  @  06/01/2026 10:20:15
   9 / 10
Perchè gli Stati del pianeta terra dal 1945 in poi hanno cercato la necessità, fatte le dovute proporzioni di avere la possibilità di ANNIENTARE un potenziale nemico, ossia una o più nazioni avversarie?
Alla fine della visione di questo film ho raggiunto la totale consapevolezza di ciò che i governi dotati di armi nucleari sono e possono essere....una minaccia per tutti gli altri.
Vale ricordare che tutto questo è stato iniziato dagli STATI UNITI D'AMERICA, l'unica nazione che ha utilizzato due ordigni nucleari per ANNIENTARE due città del Giappone, Hiroshima e Nagasaki provocando la morte di almeno 250000 persone e almeno altrettante ferite . Non c'è molto altro da dire, una escaletion nucleare annienterebbe le nazioni dotate di armi nucleari e cambierebbe completamente il corso della storia umana. Fino ad allora la dinamite non scoppierà, ma SE SUCCEDE di una cosa sono certo, solo una, la cosa peggiore di una apocalisse nucleare non è il momento del memento mori, ma di quello che viene dopo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  08/12/2025 00:10:39
   7½ / 10
Dopo Detroit torna la Bigelow ed è sempre cinema potente e riconoscibilissimo il suo, immerso in una molteplicità degli sguardi, dei teatri di posa in tensione e dei tempi, con la sua regia e montaggio al fulmicotone. In A House of Dynamite racconta un possibile episodio e reazione post guerra fredda di un attacco nucleare isolato, non fornendoci il volto del nemico (sempre che vi sia un nemico e sempre che non cada la linea), occultandoci la retorica della tragedia ma frapponendosi nel mezzo, su zoom, in pieno magma della tensione bellica, fra protocolli e incertezze e (in)decision room, perché il sessantuno percento è come tirare una moneta, irridendo lo sguardo irrisorio della certezza, umanizzando il potere fino a renderlo un vero gioco alla cieca fra arrendevolezza incomprensibilità e disperazione silente. Strani giorni, fin troppo attuali, dal finale aperto, incerto, e quindi ancor più rivelatore e destabilizzante dell'oggi, have a nice day.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  03/12/2025 19:13:01
   6 / 10
Ho apprezzato parecchio l'idea di far vedere l'inizio di una crisi nucleare dalle "retrovie", dove si prendono le decisioni che detteranno il destino del mondo intero (dato che si parla della più grande potenza militare esistente). Mi sono piaciute anche le altre scelte di trama come il lasciare avvolto nel mistero l'identità di chi ha lanciato il missile e il (non)finale apertissimo. Pure il racconto dai tre diversi punti di vista poteva essere una scelta azzeccata ma a conti fatti si rivela anche il punto debole del film: troppo ridondanti tra di loro i tre segmenti, poche informazioni aggiuntive ad ogni nuova narrazione e una volta vista la prima parte il resto è poco più di una ripetizione. Così tutto si diluisce, compresa la tensione che non pareggia certi livelli a cui la Bigelow ci aveva abituati. Rimane il realismo delle situazioni e delle dinamiche, così come le immancabili polemiche sulla veridicità di alcuni dati e procedure.

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  29/11/2025 07:30:01
   4½ / 10
Non coinvolgente malgrado fosse proprio quello l'obiettivo del film.
Monotono

Goldust  @  27/11/2025 17:59:30
   7 / 10
Geopolitica e minaccia nucleare globale in un thriller che sa essere incalzante, sfruttando bene la lezione Lumetiana di " A prova di errore ", ma anche originale nella sua costruzione tripartita dove il medesimo evento viene narrato da diversi punti di vista. E' forse questo il limite di una pellicola che pone domande molto attuali sui pericoli delle guerre mondiali e le responsabilità dei nostri governanti ma che perde nel suo dispiegarsi un pò di forza propulsiva: la prima parte è a livello di tensione la migliore, la parte centrale perde quota e quella finale affidata al Presidente Idris Elba, investito di una responsabilità troppo grande per un solo uomo, è appesantita da qualche clichè di troppo

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Il montaggio riveste comunque un ruolo fondamentale nella riuscita del film e riesce a trasmettere, pur in assenza di vera e propria azione, un sentimento di frammentarietà e pressapochismo d'organizzazione per una nazione americana che sulla carta dovrebbe essere la più potente e preparata del Mondo.

BlueBlaster  @  10/11/2025 09:54:56
   8 / 10
Mi è piaciuto davvero molto!
Mi ha trasmesso tensione dall'inizio alla fine e che credo sia stato realizzato davvero bene ed in modo realistico da Kathryn Bigelow.
Di questi tempi un film così fa effetto più di un horror!

TheLegend  @  06/11/2025 22:00:13
   6½ / 10
Film per alcuni versi dai tratti documentaristici, anche se non ne conosco l'accuratezza.
Per alcuni versi inquietante anche se non coinvolge più di tanto.

Scuderia2  @  02/11/2025 20:25:55
   7½ / 10
Cosa abbiamo imparato da questa lezione accademica di Protocolli tenuta da Mrs KB?

Termini quali Defcon, Northcom, Stratcom e tanti acronimi.

Che gli States, in caso subissero un attacco con missile balistico, proverebbero a neutralizzarlo con intercettori terrestri chiamati GBI.
Missili che devono colpire altri missili.
Probabilità di successo: 60%. E scorte limitate.
La Casa Bianca si è affrettata a comunicare in via ufficiale che la stima di cui si parla nel film è errata, e che i GBI sono affidabili al 100%.
Inutile dire che io non ci tenga a scoprire chi ha ragione.

Che durante i suoi spostamenti il Presidente degli Stati Uniti è sempre seguito da una persona addetta a portare una borsa contenente il Black Box.
Questo Black Box è una specie di Menu (cit.) dal quale il Presidente fa le ordinazioni in caso di minaccia nucleare. È tipo una carta dei vini con le pagine suddivise per Regioni.

Che se attaccati da testate nucleari, si reagirebbe attaccando con testate nucleari, nemici a caso, cosi in allegria.

Auguri

Jumpy  @  01/11/2025 13:51:39
   6 / 10
Stilisticamente perfetto, si vede che Bigelow sa il fatto suo, anche tecnicamente si è lavorato tanto e bene, sia per l'aspetto visivo che nel creare tutti gli incastri tra i vari punti di vista. Più che un film vero e proprio, purtroppo mi ha dato l'idea dell'inizio di un film (che aveva potenzialità enormi) ripetuto seguendo di volta in volta diversi personaggi (e cambiando un po' lo stile).
Degni di nota all'incirca i primi venti minuti (che portano le aspettative alle stelle: c'è un notevole crescendo di tensione), precipita nella parte centrale (dove le aspettative, ribadisco, enormi, vengono completamente disattese, da cui le comprensibili stroncature), recupera un po' nel finale.
Certo, emerge l'immagine di un'America con un'amministrazione nel complesso insicura dei propri mezzi, forse anche un filino disorganizzata ed impreparata, stona poi la figura del presidente. Il tutto molto lontano dall'America che mostra i muscoli del periodo della guerra fredda. Il riferimento più immediato che mi è venuto in mente nei primi minuti è la sala di controllo che si vede in Wargames: notare le differenze tra la gestione dell'emergenza ed il dispiegamento di risorse e mezzi tra il film del 1983 e questo e non solo per il fatto che quello era un film orientato verso la fantascienza e questo di taglio più realistico e verosimile.
Da una regista di questo calibro però mi aspettavo molto di più.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  28/10/2025 19:35:23
   6 / 10
ALCUNI SPOILER.
Tesissimo fino alla fine, cioè fino alla non fine. La Bigelow racconta gli uomini e le donne che sono nella stanza dei bottoni, distanti dalla realtà solo quando anche il loro culetto rischia di saltare. Ci sono tante cose "netflix" in senso negativo. Personaggi che rimangono piatti come miss Ferguson che ad un certo punto boh sparisce dal film. E poi, sopresa delle sorprese, il film riparte quasi da capo solo per descrivere da vicino la dinamica del presidente, ma l'interesse per i personaggi ormai cala drasticamente e rimane solo quello di conoscere le cause della storia. E sui titoli di coda mi chiedo quale sia stata la causa di questo film monco, un po' 24 , suona a tratti come datato, anche se ben orchestrato. Molto bene.

andrea9002  @  27/10/2025 18:40:02
   8 / 10
Prodotto da Netflix ed uscito in poche sale è oggi già online sulla piattaforma streaming e non penso ci siano prodotti migliori di questo da vedere al momento...

Sicuramente qualcuno avrà da ridire sul finale ma la tensione che riesce a creare e mantenere in ogni istante, oltre al realismo generale lo rendono di certo un must see!

Si vede il tocco femminile della regia ma non si scade mai nel sentimentalismo, c'è molto di detto e anche molto di non detto ma facilmente intuibile se si seguono bene gli eventi dall'inizio alla fine...

Attori in palla, regia raffinata, visione godibilissima che fa riflettere e lascia qualcosa al termine, penso ci si possa godere lo spettacolo anche più di una volta per coglierne i tanti particolari!

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matt_995  @  26/10/2025 21:25:41
   5 / 10
La cosa più interessante del film non fa nemmeno parte del film. Mi ha colpito più che altro com'è cambiata ultimamente la rappresentazione che gli americani fanno dell'America al cinema (in film recenti come Civil War o Una battaglia dopo l'altra): oggi si racconta un'America che ha perso tutta la sua potenza e rilevanza, un'America che non è più caput mundi ma è spaurita, intontita e fragile. Si racconta (magari indirettamente e senza volerlo) la fine dell'impero americano.
Poi, stop, concluso questo mio volo pindarico, dell'ultimo film della Bigelow rimane poco e niente: una struttura narrativa interessante (20 minuti diegetici di racconto visti da più punti di vista) e un inizio promettente, poi nulla più. Il primo segmento con la Ferguson è anche interessante, poi però il coinvolgimento cala a picco col secondo, con protagonista un ragazzetto, un signor nessuno che di punto in bianco ha un ruolo crociale senza nessun motivo. E infine il terzo, patetico, pov col beneamato presidente degli Stati Uniti. Il suo personaggio raccontato come uomo probo e indefesso mi è sembrato del tutto anacronistico. Trovo inconcepibile e euperata questa rappresentazione del buon presidente, manco fossimo ancora negli anni 90 coi vari Air force One etc etc.

6 risposte al commento
Ultima risposta 29/10/2025 22.25.22
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Mauro@Lanari  @  25/10/2025 03:49:26
   3½ / 10
Se il déjà vu spesso mir'ad ad alimentare l'effetto nostalgia, in altri casi serve a ribadire lezioni pedagogiche già fornite da film che le nuove generazioni ignorano: è stato il caso di "I Am Greta" (Grossman 2020) per chi non conosceva "Koyaanisqatsi" (Reggio 1982) o il suo plagio da parte d'Akerlund per il video di "Ray of Light" del 1998 (https://www.youtube.com/watch?v=x3ov9USxVxY), il cui commento qui m'è stata bannato. Stavolta è una ripetizione di storia per chi non ha avuto la s**** d'essere vessato all'assemblee liceali da "The Day After" (Meyer 1983) con tanto di piazzista di bunker antinucleari invitato com'esperto: ho già dato e non ho alcuna intenzione di dare ulteriormente. Gl'approfondimenti l'ho già postati altrove: https://www.filmscoop.it/commenti/default.asp?idFilm=53891&idCommento=1132309

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/10/2025 05.28.44
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/10/2025 11:05:56
   7½ / 10
Phenomeno  @  09/10/2025 19:01:43
   6½ / 10
Nonostante l'enorme importanza e l'attualità del tema trattato, forse questo è il film meno interessante della Bigelow che rinuncia all'action movie, pane per i suoi denti, per dare più spazio all'aspetto psicologico. L'idea del ripetere lo stesso episodio sotto diversi punti di vista può ricordare Elephant di Gus Van Sant ma non c'è la stessa potenza ed esplosività. Peccato, un'occasione mancata tenendo conto del fatto che il film aveva tutte le carte in regola per essere una bomba con la Bigelow in regia. Invece questa replica degli stessi eventi aggiungendo qualcosa a seconda del personaggio protagonista fa calare la tensione e stanca lo spettatore.

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