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Un film che ha uno spunto più fantastico che horror. Una musa chiusa dentro un muro che prende sotto le sue ali un artista fallito, facendolo diventare famoso con opere che vendono apprezzate e vendute a prezzi molto elevati. Inizialmente non mancano stoccate da commedia nera, soprattutto per l'atteggiamento nei confronti del mondo dell'arte o almeno nel rapporto fra l'artista ed i mercanti d'arte. Se il soggetto del film non è male è il suo sviluppo che mi ha soddisfatto solo in parte. La storia non riesce veramente a decollare, si avviluppa su se stessa e poco viene rivelato, anche se coerente con un finale abbastanza aperto.
Tante idee ma confuse. Potrebbe chiudersi con questo lapidario commento il giudizio su "Deep Dark", film interessante nelle premesse purtroppo fiaccato da uno svolgimento eccessivamente enigmatico e quindi poco soddisfacente. Lo spunto di partenza non è malvagio, se da una parte abbiamo il solito patto dell'artista male in arnese con un'entità inquietante che gli permette di raggiungere il successo -ovviamente chiedendo qualcosa in cambio- dall'altra troviamo buoni dosi di humor nero, una certa freschezza nei dialoghi, e soprattutto un glory hole (e la scena di sesso non poteva mancare) a fungere da musa ispiratrice. Al centro di tutto c'è Herman, losers con aspirazioni artistoidi totalmente impacciato ed incapace, che alla ricerca dell'ispirazione, si trova a parlare con una seducente voce proveniente da un buco nel muro. Dapprima questa gli offre consigli impressi su bigliettini di carta, poi oggetti di probabile origine organica che non dispiacerebbero a Cronenberg, inaspettati fautori del clamoroso successo una volta inseriti nella scombinate "opere". Michael Medaglia offre una storia d'amore e morte molto sui generis con annessa gelosia incontenibile. Le scene sanguinose sono pochine, la tensione latita, si resta attratti dall'idea di partenza ma l'irrisolto è davvero troppo. Inoltre peccato per un paio di buchi di sceneggiatura e per un finale eccessivamente affrettato.
Grottesco e delirante B-movie dagli echi cronenbergheriani forse più adatto a un film a episodi che a una monografia, un minimo di interesse però lo suscita e si lascia seguire con curiosità, tutto sommato un suo "perchè" ce l'ha.