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Commedia, dramma del lavoro e noir si fondono nel lavoro di Walsh e danno vita ad un'opera perfettamente rientrante nei canoni cinematografici del regista, fatti di senso dello spettacolo, di un calibrato disegno dei personaggi, dell''immancabile esaltazione del sentimento di amicizia. Bogart è messo in ombra da Raft, vero protagonista della pellicola, ma sono le donne a rubare spesso la scena: prima tocca alla volitiva bellezza acqua e sapone della Page, nella seconda parte, quella più "nera", emerge invece prepotente il fascino ambiguo della Lupino. Da vedere.
Ciò che mi ha colpito in Strada maestra è la presenza di figure femminile emotivamente forti nei loro desideri, perchè è il desiderio fino alle folli conseguenze la molla che fa girare questa pellicola, realista nella prima parte, per giungere alle forti tinte noir della seconda dove predomina una straordinaria Ida Lupino, capace di mettere in secondo piano attori navigati come Bogart e Raft. Un prototipo di dark lady certamente, ma senza dubbio la versione femminile di personaggi come il Cody Jarrett della Furia umana.
Bogart, non essendo ancora famoso con il suo "Casablanca", recita in questo film (Di uno dei registi più "Polizieschi" che conosca) davvero impegnato e decisivo, come al solito. Azzeccata la scelta del cast. Una rocambolesca storia che non perde colpi, avendo come arma anche affilatissimi discorsi. La trama è molto attuale incredibile che dal 1940 sia cambiato così poco.
Ne ricordo pochi frammenti (l'avro' visto decenni fa) ma era uno splendido giallo. Strepitoso Bogey e inquietante come sempre Raft (attore hollywoodiano affiliato alle cosche mafiose di Hollywood e amico di Bugsy, guardacaso spesso nei panni di gangster o malavitoso) e indubbiamente affascinante Ida Lupino, forse la prima vera dark-lady dello schermo