hana-bi regia di Takeshi Kitano Giappone 1997
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hana-bi (1997)

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locandina del film HANA-BI

Titolo Originale: HANA-BI

RegiaTakeshi Kitano

InterpretiTakeshi Kitano, Kayoko Kishimoto, Ren Osugi, Susumu Terajima, Tetsu Watanabe, Hakuryu, Yasuei Yakushiji

Durata: h 1.43
NazionalitàGiappone 1997
Generethriller
Al cinema nel Settembre 1997

•  Altri film di Takeshi Kitano

Trama del film Hana-bi

Nishi, un poliziotto dalla morale professionale non proprio limpida, con sensi di colpa per la morte del figlio, la moglie gravemante ammalata e la Yakuza che lo perseguita, decide di fare una rapina in banca e di fuggire con la moglie in una località marittima.

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Voto Visitatori:   8,03 / 10 (76 voti)8,03Grafico
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Voti e commenti su Hana-bi, 76 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  06/11/2012 01:22:40
   6 / 10
Non riesco purtroppo ad accodarmi all'entusiasmo per questo lavoro di Kitano, un film vincitore di un prestigioso premio come il Leone D'Oro e la pellicola che consacrò il riconoscimento del regista a livello mondiale.
Ma d'altronde è l'ennesima conferma che devo faticare per riuscire ad apprezzare a pieno il cinema orientale, perlomeno quello recente. Non riesco a lasciarmi andare alla riflessività, ai silenzi, a quel "non detto" di cui si fa da sempre portavoce.
Di Hana-Bi sono certamente apprezzabili i densi simbolismi. La tragedia della perdita dei propri cari. La delicatezza dei fiori che si contrappone all'esplosione del fuoco delle pistole, elementi che a loro volta si uniscono nella spaventosa bellezza dei fuochi d'artificio. Il vano tentativo di far rivivere qualcosa o qualcuno che non esiste più ("Perchè continui a bagnare quei fiori? Ormai sono appassiti!"). Ma continuo a maltollerare l'uso della violenza senza che ci si dia la pena di analizzarne le dinamiche e le sfumature.
Ho rivisto nel personaggio di Kitano solamente alcuni degli stilemi dello yakuza film come Violent Cop, messi al servizio di un dramma molto pessimista e all'insegna della staticità.
Nishi sembra essere (o esser diventato?) praticamente "schiavo della violenza". Ne è talmente permeato che essa si manifesta in modo incontrollato, eccessivo, anche e soprattutto nei confronti degli innocenti. Ma perchè? Va bene giocare sul contrasto fra lui ed il suo collega Horibe per illustrare la diversità delle reazioni ad un sentimento universale quale il dolore. Ma perchè non darsi la pena di scavare più a fondo? (mi riferisco anche ai comportamenti aggressivi del personaggio dello sfasciacarrozze).
E poi ecco inserirsi, fra le pieghe del racconto, qualche parentesi umoristica che non riesco a non trovare fuori luogo.
Insomma un film girato con maestria e al servizio di temi di profondità notevole, ma non privo di una sgradevole sensazione di incompletezza e di superficialità che - almeno per quanto mi riguarda - lascia allo spettatore dopo la prima visione.

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/08/2014 10.00.17
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m3tal  @  27/07/2012 17:53:35
   9 / 10
Di parole per descriverlo è difficile trovarne, comme è raro udirne nel film stesso, che spinge riflettere tanto, con poco, fino all'epilogo, meraviglioso e scioccante. Leone d'oro meritatissimo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/07/2012 17.54.26
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Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  20/03/2010 02:23:34
   10 / 10
Ai suoi ingredienti preferiti quali la dignità, la morte intesa come liberazione e rivalsa sulla vita, l'onore e l'infantilismo... Kitano aggiunge pura poesia fatta di silenzi prolungati, dipinti che "parlano" e una struggente e malinconica fuga d'amore che esplode nel finale come un fuoco d'artificio in riva al mare.

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Ultima risposta 07/10/2010 18.08.40
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bulldog  @  16/07/2009 11:32:22
   8½ / 10
Gran film di Kitano.

1 risposta al commento
Ultima risposta 11/09/2009 10.17.52
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  19/04/2009 14:39:36
   9½ / 10
Riuscire a comunicare con le immagini, con gli sguardi, con le musiche, con i giochi nel più totale silenzio. Provare piacere nel guardare le cose belle del mondo, le meraviglie che la vita ci offre, il disegno, la pittura, l'amore per una donna, il lento e inesorabile fruscio delle onde e del tempo che passa. Mentre un mondo violento e cattivo tenta di distruggere tutto. Bang bang!
Il cinema del silenzio, "fiori di fuoco".

11 risposte al commento
Ultima risposta 19/04/2009 16.47.37
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BlackNight90  @  10/04/2009 20:48:13
   10 / 10
La poetica del silenzio di Kitano ai suoi massimi livelli. L'amore vissuto in tutta la sua semplicità, come sentimento che aiuta a vivere e rende meno terribile la morte.
L'amore che non si nutre di parole ma di sguardi, di risate, di gesti e di giochi, i dialoghi sono ridotti all'essenziale e sembrano estratti a fatica dalla sofferenza interiore dei protagonisti.
L'amore di Nishi per sua moglie si incrocia alla tragedia di Horibe, scaraventato nella paralisi dagli errori del suo passato, incomincia a vivere di nuovo attraverso l'arte, che come tale è prodotta ed assaporata solo nel silenzio.
Molti flashback nella prima parte frammentano la visione e fanno capire meglio l'animo di Nishi, anche lui costretto a rimediare al suo passato, mentre si alternano scene di quiete a picchi di violenza.
La natura nella sua serenità e nella sua bellezza accompagna l'ultimo viaggio di marito e moglie, il mare, che in Sonatine era un comprensivo compagno di giochi, qui diventa un impotente spettatore della loro tragedia e della loro (forse inevitabile) scelta di risolvere il loro amore nell'eternità della morte, in uno dei finali più struggenti e melodiosi mai visti.
E' un film bellissimo, non credo che Kitano riuscirà più a colpirmi così in futuro.

10 risposte al commento
Ultima risposta 11/04/2009 17.00.44
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polbot  @  10/03/2009 10:02:43
   7½ / 10
Una discesa verso la scelta finale. Uno strano mix di dolcezza e scarna violenza. Una splendida musica. La vicenda poco articolata insieme al ritmo lento di certo non aiutano a tenere alta l'attenzione..

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/03/2009 16.39.30
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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  02/02/2008 11:01:52
   4 / 10
Stesso giudizio di "Infernal affairs": tanta confusione, poco coinvolgimento, lentezza e attori poco convincenti. Stesso voto quindi: 4!

8 risposte al commento
Ultima risposta 19/07/2009 19.54.10
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Bathory  @  17/06/2007 15:14:04
   9 / 10
Onore al grande maestro Kitano!!!

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/04/2009 01.53.51
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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  11/06/2006 18:21:46
   4 / 10
Sono sicuro che è un capolavoro, ma a me sinceramente non è piaciuto neanche un po'. E' lento, anzi lentissimo; imita un po' Kurosawa, un po' Tarantino senza mai raggiungerli. Non sono neppure riuscito a finirlo perchè sono mi addormentavo. Non gli affibbio un due solo perchè so che questo regista è un mito in Giappone. Comunque nell'immediato futuro ho intenzione di vedere "Brother" che in molti mi hanno consigliato.

12 risposte al commento
Ultima risposta 11/11/2008 16.08.53
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ds1hm  @  28/03/2006 15:17:21
   9 / 10
a parer mio hana-bi è un film per soli adulti. devi sentirlo addosso, devi sapere di cosa è fatta la vita, devi sapere che le disfatte quotidiane sono parte integrante delle tue giornate e della tua mente (e no perchè sei un perdente) ma perchè solo così capisci gli eccessi di violenza e capisci sopratutto i silenzi.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/03/2006 15.26.31
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Invia una mail all'autore del commento bobo94  @  24/03/2006 19:57:23
   7½ / 10
Lo definirei : Cinismo in salsa d'amore...
Film molto bello, a chi piace il genere lo troverà superlativo. Per molti altri invece sarà un film noioso e ridicolo.
Certamente non si puo' dire che sia un film banale, vuoto e privo di sentimenti. Ce ne sono tanti e contrastanti. Merita.

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/03/2006 16.35.33
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Kesson  @  15/02/2006 13:14:32
   10 / 10
É uno dei capolavori di Kitano (assieme a Sonatine, Dolls e L'estate di Kikujiro'). In questo film traspare tutta la poesia che il regista riesce a riporre nelle sue opere. Una poesia raccontata attraverso gli sguardi, i sospiri dei suoi personaggi, attraverso storie esistenziali permeate di una certa cattiveria e allo stesso di tempo di una profonda purezza, raccontate dal punto di vista, unico, di un grande autore che fa sembrare tutto questo quasi semplice.

Il modo di fare cinema di Kitano é unico, non arriva a tutti sfortunatamente, é un cinema riflessivo, fatto di immagini, colori e sensazioni, piccoli brividi che solcano l'anima dello spettatore e duri colpi che vanno a segno.
Hana-bi é poesia, senza compromessi, sincera, "aiutata" anche dalle meravigliose musiche di Joe Hisaishi che completano un'opera che rasenta l'eccellenza sotto tutti i punti di vista.

5 risposte al commento
Ultima risposta 30/04/2006 19.54.31
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lupin 3  @  10/02/2006 22:26:04
   5 / 10
Davvero lento, lentissimo, gli sbadigli e le occhiate all'orologio non mancano!

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Ultima risposta 07/08/2008 00.34.32
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sweetyy  @  10/02/2006 22:14:13
   5 / 10
Mi dispiace mettere questo voto ma non riesco a dare di più..Troppo troppo lento,non so quanti sbadigli ho fatto durante il film,e per poco non mi addormentavo.Non mi sono annoiata vedendo ferro 3 che addirittura è parlato pochissimo e con questo invece il tempo non passava mai.

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Ultima risposta 02/05/2006 13.40.56
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  29/07/2005 14:24:33
   9 / 10
Che strano tipo Kitano....per la televisione giapponese realizza quei programmi tanto derisi in "Mai dire Banzai". Poi al cinema tira fuori questi film poetici e riflessivi, fatti di silenzio, gesti, sorrisi, paesaggi.
Un film bellissimo e molto intenso giustamente premiato a Venezia.

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Ultima risposta 29/07/2005 15.01.03
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