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Un corto dalla trama piuttosto semplice e prevedibile che riesce comunque a colpire,trattando in modo efficace diversi argomenti.... Ben realizzato,merita una visione.
Visto per caso ... Una piacevole sorpresa!! Peccato sia solo un corto , ti lascia con l'amaro in bocca ... Spero esca una versione completa in futuro !!
Ma pensa un pò, carino davvero questo corto; semplice e prevedibile ma realizzato molto bene, sopratutto per quanto riguarda il piccolo robottino protagonista non propriamente benevolo... ....girato discretamente bene e cinico al punto giusto...
Non male questo corto sci-fi. Magari poco originale ma capace di essere incisivo quanto basta per riuscire a colpire in maniera efficace lo spettatore, trattando argomenti di riflessione come l'aggressività adolescenziale causata da un ambiente famigliare burrascoso. Ben realizzato.
Blinky è la falsa illusione di un'armonia familiare perduta. Da elemento pacificatore diviene gradualmente il distruttore di quelle facili illusioni. Un corto dalla trama semplice e prevedibile nella narrazione, ma dalla fattura complessiva pregevole ad iniziare dalla regia e dalla bravura degli attori,
Preoccupato dalla crisi coniugale dei genitori il giovane Alex si illude che il robottino Blinky possa riportare pace e serenità tra le mura domestiche. Resosi conto che l'automa non può andar oltre compiti elementari comincia a a vessarlo, sino a scatenare involontariamente un corto circuito logico nell'ex compagno di giochi, pronto ad una reazione in netto contrasto con le celebri Leggi della robotica di "Asimoviana" memoria. Cortometraggio perfetto nel centrare le linee guida di una storia che dal disagio familiare passa a far riflettere metaforicamente sull'utilizzo scriteriato delle nuove tecnologie. Ruairi Robinson non inventa nulla, di "bad robot" è zeppa la storia cinematografica, eppure affascina perchè brillante nell'evidenziare le cause e i tragici effetti: "BlinkyTm" arriva privo di sbavature e dolcemente graduato nella variazione di registro, che da idilliaco nella descrizione del rapporto iniziale tra Alex e Blinky si tramuta poi in un orrore a forte tinte macabre, senza comunque ricorrere ad esagerazioni splatter.
Altro corto di Robinson andato a buon fine ! In questo corto, ambientato in un futuro prossimo, il regista gioca con la figura del robot. Il simpatico robottino protagonista vivrà infatti diverse situazioni, da cui Robinson vuol far trapelare, con molta astuzia, delle caratteristiche umane (l'imbarazzo, l'ammirazione, lo stupore). In seguito però il regista ci mostrerà il limite di un'intelligenza artificiale, quello di eseguire puramente degli ordini, senza capirne il reale motivo. In questo modo nel finale lo spettatore rimarrà incerto ed esitante, non capendo se sia prevalsa la componente robotica, la quale non capisce la gravità e il peso di certe azioni ordinate da terzi, o la componente più "umana", capace di provare infinito rancore. Molto gustoso e ben fatto.
Blinky è un robottino tutto-fare, venduto come aiuto in casa alle famiglie e come amico per i bambini. Blinky in sè non è nè buono nè cattivo...d'altronde è un semplice robot. La genialità di questo corto stà nel fatto che, con solo un paio di scene dolcissime, ce lo rende umano.
E' simpaticissimo quando resta immobile in strada a guardare la donna robot con quel sorriso ammaliato. Bella anche la scena in cui lui rompe la borsa della spesa: nonostante il robot sia stato creato con un sorriso stampato in faccia, si riesce a percepire il suo profondo imbarazzo.
Blinky finisce per assumere un ruolo di succube, di sottoposto, di schiavo, per essere vittima delle angherie - anche crudeli - che riceve dal ragazzino. A queste cattiverie, agli ordini più inutili e puramente vessatori dati dal ragazzino, Blinky risponde con il suo semplice "no problem" e il suo perenne sorriso; d'altronde è un robot, ma per un attimo abbiamo la sensazione che la sua ingenuità sia uguale a quella di un bambino. Per un secondo, ci sembra di vedere in lui un bambino, mentre sta subendo le angherie da parte di un adulto immaturo, tipo un padre o un fratello maggiore, in risposta alle quali egli non può che opporre il suo innocente sorriso, perchè ancora non riesce a comprendere appieno la cattiveria adulta o il fatto comunque che questa cattiveria possa essere diretta verso di lui da una persona di cui egli si fida e che ritiene un proprio maestro.
Ambientazione futuristica non esagerata e molto affascinante. Musiche ottime, in perfetta simbiosi con le scene. Bella fotografia e inquadrature molto studiate, alcune scene molto poetiche. Infine, ancora una cosa da sottolineare di questo corto è
Il voto sarebbe un 8 tondo ma voglio premiare questo cortometraggio per essere fatto veramente benissimo! Il robot poi davvero davvero inquietante! Tremendo (in senso positivo) il finale!