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Un decamerotico non del tutto riuscito ma che qualche motivo d'interesse ce l'ha ( a partire dalla strana presenza di Cervi). Poco incline all' umorismo e non troppo scollacciato,si ricorda per un primo episodio morbosetto ( su cui è calata la scure della censura) e abbastanza riuscito a differenza di quello che verrà dopo che infatti risulta abbastanza noioso ed anche un po' squallido. Costumi superiori alla media,regia con qualche velleità autoriale,si rifà infatti ai lavori di Pasolini ricorrendo ad insistiti piani frontali. Curioso,non convince ma non disprezzabile,mi ha fatto venire voglia di cercare qualcos'altro di questo regista.
Studiando un attimo la filmografia di Pino Tosini si capisce subito che era un regista "impegnato"; sebbene non abbia diretto affatto capolavori. Quindi mi sfuggono i motivi per cui abbia realizzato questo decamerontico che poco si distingue dal mare di basse produzioni erotiche del periodo di ambientazione boccaccesca. L'unico elemento (forse) degno di nota è il fatto che magari Tosini abbia voluto celare dietro una sexy commedia una caustica critica alla chiesa ed alla corruzione mondana di certi ecclesiastici con l'intenzione appunto di rendere il film leggermente più impegnato di quanto non appaia, ma innanzi tutto arriva dopo Pasolini e Citti e poi questa cosa si denota solo nella prima parte per poi scadere nelle solite storielle di cornificazioni e di cortigiane che ingannano gli uomini...tra l'altro senza suscitare nemmeno l'ombra di una risata. Solo le decenti fattezze tecniche e la presenza di Gino Cervi qui al suo ultimo film mi impediscono di dargli un voto più basso.