vita da cani regia di Charles Chaplin USA 1918
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vita da cani (1918)

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locandina del film VITA DA CANI

Titolo Originale: A DOG'S LIFE

RegiaCharles Chaplin

InterpretiEdna Purviance, Charles Chaplin

Durata: h 0.40
NazionalitàUSA 1918
Generecommedia
Al cinema nel Novembre 1918

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Trama del film Vita da cani

Charlot dorme al di là di uno steccato e improvvisamente viene svegliato da un poliziotto. Scappato incappa in una furibonda lite fra cani, in cui salva un piccolo bastardino. Torna a riposare, ma il cane fiuta che sottoterra è stato nascosto qualcosa di prezioso...

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Voti e commenti su Vita da cani, 21 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/06/2021 00:21:44
   9 / 10
Fateci caso, molto del Realismo Francese deve qualcosa a Chaplin, Clair su tutti. "A dog's life" è sicuramente uno dei migliori Charlot di sempre. Film ricchissimo di trovate da antologia (il ladro-ventriloquo è un autentico spasso) si affida a un finale pre-Steinbeck tanto inusuale. In un certo senso anticipa i tempi. Nel film, la Società premia e assolve solo "chi paga" non importa mai con che mezzi e con quali soldi. Memorabile il cagnolino Scrubs

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  30/05/2012 15:45:30
   8 / 10
Comincia il periodo dei grandi capolavori chapliniani: A Dog's Life ha in embrione il cinema di Chaplin, non ancora affinato ma neanche rozzo.
C'è tanto sentimentalismo e ostentazione di buoni sentimenti (in tal senso il finale dolce-amaro propende alla chiusura più zuccherosa dei "sogni che diventano realtà"), tanto ingenui quanto comprensibili in un film di quasi cento anni fa.
E poi ci sono gag originali e divertenti, ancora oggi dopo tutto questo tempo.
Anche sulle doti d'attore, l'espressività di Chaplin svetta e insieme alla faccia perennemente triste di Buster Keaton potrebbe benissimo essere presa d'esempio come il cinema dell'epoca nella sua forma più alta e pionieristica.
Cani Andalusi (sciolti) a parte, s'intende, ma solo undici anni dopo.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  09/11/2011 17:51:55
   8 / 10
molto bello come gran parte dei film di Chaplin

johnny89k  @  20/02/2011 19:07:34
   9½ / 10
per 40 minuti catturato dalla magia di Chaplin

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  27/12/2009 19:15:16
   9 / 10
E’ proprio vero che ogni cane assomiglia al suo padrone. (o viceversa?)
Eccolo lì, un gracile vagabondo in continua ricerca di cibo che deve vedersela coi randagi più grossi di lui: malinconico e spensierato, fantasioso e poetico…

Poiché c’è già in questo “piccolo” Chaplin tutta la poetica dei film successivi, quella leggerezza di saper raccontare attraverso il mezzo comico una realtà socialmente ingrata e crudele, tutta una lirica di mimiche e di gag su quell’arte che s’accostò sempre durante la vita del regista/attore a quella dello spettacolo: l’arte del sapersi arrangiare.

Raffinato, buffo omino dai modi gentili, Chaplin, sognatore immerso nelle fatiche d’ogni giorno…

Invia una mail all'autore del commento wega  @  22/06/2009 12:54:51
   8 / 10
La poetica di Chaplin al 100%, un signor mediometraggio che anticipa "Il Monello" per quanto riguarda la figura del Vagabondo nel prendersi cura di un meticcio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  28/04/2009 18:23:28
   8½ / 10
Nonostante sia un mediometraggio può essere tranquillamente considerato tra i primi capolavori di Chaplin. Le parole sono sempre poche quando si tenta di descrivere il genio di questo incredibile artista. L'unica cosa che lo spettatore può fare è lasciarsi trasportare dalle frenetiche immagini che Vita da Cani offre. Fondamentale tappa della carriera chapliniana, molti spunti infatti verranno ripresi nel suoi lavori successivi.

pinhead88  @  31/03/2009 18:20:29
   8 / 10
un vero e proprio gioiellino di Chaplin agli esordi nei panni di Charlot il vagabondo.questo potrebbe essere uno dei suoi primi punti di partenza per le sue opere future.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  22/03/2009 12:30:16
   8½ / 10
Splendido primo film di Chaplin per la First National nel 1918. "Vita da Cani" è un capolavoro per tutto. I temi toccati, le grandi interpretazioni degli attori, il bellissimo rapporto che crea con gli animali, la perfetta descrizione della povertà e della criminalità. Gag divertentissime, risate assicurate. Film carico di speranza.

Neu!  @  21/02/2009 12:33:58
   8 / 10
il più bel cortometraggio di Chaplin

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  21/02/2009 10:00:54
   8½ / 10
Grande lavoro di Chaplin.
Bellissima l'analogia tra Charlot ed il piccolo cagnolino, quasi a dire che l'uomo è trattato come un animale e privato della sua dignità, una dignità che Charlot cerca sempre di mantenere con il suo cappello e il suo bastone. Charlot si ritrova a scontrarsi per un posto di lavoro, il cagnolino a lottare per un osso, la differenza è davvero poca purtroppo.
Affresco straordinario della vita nelle periferie malfamate e risate assicurate.
Peccato per la breve durata, resta sempre e comunque una pellicola da vedere e ricordare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  04/02/2009 00:00:21
   9 / 10
A dog's life è il vero punto di partenza per il Chaplin futuro. La ripetitività o almeno una certa interscambiabilità delle gag presenti nei cortometraggi dei periodi precedenti (Keystone, Essenay ed in parte Mutual) è pressochè scomparsa. Sono al servizio della storia raccontata e costruite per la storia. Il comico e il drammatico si fondono in maniera ottimale da qui ai suoi lavori successivi.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  21/10/2008 16:16:52
   8½ / 10
Basta semplicemente vedere Charlot tentar di recuperare i soldi usando le proprie mani da dietro il corpo esanime del brigante per cogliere l'essenza del film.
Si ride e si resta a bocca aperta per 40 minuti pur se le scenette ci ricordano incredibilmente le gag di Tom e Jerry.
E' un altro di quei film che ha dato inizio a TUTTO.
Ed è una magnifica favola animalista firmata Chaplin.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  23/09/2008 23:59:53
   9 / 10
Il 1918 porta con sé la grande novità di un nuovo contratto milionario con la First National. Stavolta la compagnia anticipa i soldi e Chaplin è liberissimo di spenderli come vuole. Decide le storie, le scenografie, i tempi, le persone. Basta che produca 8 film a 2 bobine. Per prima cosa si costruisce uno studio tutto suo per le riprese, poi si butta a capofitto nella sua grande passione: il cinema. Un impegno continuo, costante: crea, disfa, pensa, si pente. Gira chilometri di pellicola per ricavarne pochi metri. Per fortuna la fantasia non viene mai meno. Il duro lavoro è sempre premiato.

Questa fantasia continua a sfornare situazioni ambientate nelle periferie malfamate delle città. Con il mediometraggio A Dog’s Life (Vita da cani) si arriva alla rappresentazione più dura e realistica della povertà fatta all’epoca (e non solo). La descrizione della gente che vive in questo ambiente è desolante: poveracci che si fanno guerra fra di loro, ladri, prostitute. Eppure Chaplin vuole dimostrare – in polemica con i naturalisti – che l’ambiente non riesce a vincere del tutto sull’animo umano. C’è ancora chi crede nella solidarietà e la pratica. Queste sono le persone che valgono qualcosa.

Si inizia subito con il vagabondo che dorme sulla nuda terra. Anche così ha l’animo sereno. La fame lo porta però a commettere una piccola furberia (il furto di una salsiccia), vista però dall’onnipresente poliziotto (Tom Wilson) che lo vorrebbe arrestare. Segue una serie di gag che vedono il vagabondo vittorioso sui poliziotti, molto dileggiati. A questo proposito in quel periodo Chaplin ha dichiarato: “Se c’è una categoria che l’intera umanità guarda in genere con una certa antipatia è quella dei poliziotti…Si tratta della naturale antipatia per ogni forma di autorità”. Vedendo la scena viene da chiedersi perché un poliziotto debba perseguitare un semplice poveraccio che ha fame. Anche l’unico mezzo per sopravvivere onestamente, il lavoro, si risolve in una lotta all’ultimo spintone allo sportello del collocamento. Si ride, ma che amarezza vedere uno spettacolo del genere. Tanto più che Chaplin non ci risparmia lo spettacolo del vagabondo che fruga nella spazzatura.
L’accusa è netta: c’è gente che vive a livello di animali. Addirittura i cani hanno gli stessi problemi. L’altro protagonista della comica è infatti un piccolo randagio (Scrap), costretto anche lui a litigare l’osso con orde di cani famelici. Il vagabondo interviene però a salvare Scrap. La solidarietà ha avuto il sopravvento su qualsiasi altra considerazione e poi fra perdenti ci si deve aiutare; è il minimo che si possa fare. Un mezzo per sopravvivere comunque lo si trova, basta essere scaltri, come fregare tortine al chiosco di un ambulante (suo fratello Sydney). Non si può che ridere e simpatizzare con il “ladro”.

La comica prosegue sempre con singoli sketch stavolta ambientati in un bar malfamato, molto ben descritto. Sembra uno di quei bar dove si cantava e si beveva (e ci si prostituiva), frequentati dai genitori di Chaplin. Anche in questo ambientaccio c’è la persona di animo nobile che fa resistenza al mondo che la circonda; una cantante sentimentale (Edna Purviance) trattata da Chaplin comunque con molta ironia. Si coglie inoltre l’occasione della canzone strappalacrime di Edna per prendere in giro l’eccessivo sentimentalismo. Anche lei per sopravvivere si vede costretta a fare cose che non vorrebbe. Il padrone le dice: “se strizzi l’occhio e sorridi ordineranno da bere”. Lei fa l’occhiolino alla persona sbagliata, cioè al vagabondo, quello che non può ordinare da bere. Tutta la scena è una parodia della figura della vamp, della femme fatale. Entrambi, o senza un soldo o che non vogliono far guadagnare, vengono buttati inesorabilmente fuori da un ambiente dove il divertimento è solo a servizio del denaro.

Questo piccolo capolavoro purtroppo scade un po’ nel finale. Viene introdotta una di quelle convenzioni così comuni nel cinema dell’epoca, ma così improbabili nella vita reale. Per caso un ricco ubriaco passa nel quartiere malfamato e ovviamente viene derubato del portafoglio da una coppia di malfattori. Con tutta una serie di gag esilaranti (tra cui quella in cui il vagabondo accoppa un malvivente e lo fa “agire” al suo posto), cambiando continuamente proprietario, il portafoglio finisce proprio nelle mani del vagabondo e di Edna, i quali possono realizzare il loro sogno: vivere in campagna. E’ il classico lieto fine che ripara alle sgradevolezze mostrate per tutto il film, soddisfa lo spettatore ma rompe l’incantesimo di splendida descrizione di un ambiente e di chi ci abita.
Chaplin si avvede però di essere finito troppo nel melenso e colora la scena finale con una sottile ironia. Il vagabondo è diventato un improbabile agricoltore che semina facendo dei buchi nel terreno con un dito e mettendoci un seme per volta. La casa è tutta pizzi e trine e per giunta c’è una bella culla con … tutti si aspetterebbero il bebè del vagabondo, invece c’è Scrap con una bella nidiata di cuccioli (anche se Scrap è un maschio …).
L’idillio fa capolino nelle comiche di Chaplin e presto lo vedremo occupare parti importanti come in Idillio nei campi e Il Monello. Sta a significare che il sogno è una parte importante della vita, senza quello non c’è speranza.

Pink Floyd  @  30/05/2008 18:19:45
   9 / 10
La ricetta non cambia, ancora una volta Charles Chaplin non delude.
In 40 minuti si ride e si piange.

THE_FEX84  @  16/02/2008 15:40:09
   9 / 10
Chaplin orchestra magistralmente un fuoco di fila di gag irresistibili e porta al totale compimento il suo personaggio di vagabondo scapestrato e sfortunato inserendolo in un preciso contesto genialmente rappresentato dagli spazi dalla povertà che caratterizzavano l'epoca in cui è inserito il racconto.Questo delizioso mediometraggio impeccabilmente diretto e che non ha nulla da invidiare ai lungometraggi del regista(anche se qui,le parti comiche sovrastano la malinconia mentre nei lungometraggi andavano di pari passo)rappresenta un'altra tappa importante nell'itinerario di Chaplin,che riesce a descrivere la vita del randagio e quella del povero vagabondo facendoci capire che c'è ben poca differenza tra i due:e in una indimenticabile sequenza di baruffa canina in cui viene coinvolto anche Charlot,i confini tra i due mondi cessano di esistere per diventare tutt'uno.Alcune situazioni rimangono tutt'oggi degli esempi insuperati e inarrivabili di coreografia comica perfettamente orchestrata,e visto ancora oggi(anche grazie al restauro)questo mediometraggio rimane una gioia per gli occhi e ci guadagna.Perfetta Edna Purviance(allora compagna del regista),che successivamente interpreterà diversi cortometraggi di Chaplin e verrà immortalata con il bellissimo(e purtroppo snobbato dal pubblico)"La donna di Parigi".

ds1hm  @  05/09/2006 11:34:39
   10 / 10
cortometraggi...pantomima...quando penso a certe idee devo sempre rivedere i film della più grande intelligenza e sensibilità nella storia del cinema. Vita da cani è un inno alla vita, un manifesto del vagabondo.

Epicuro  @  29/03/2006 17:37:21
   10 / 10
Uno dei più bei mediometraggi di Chaplin, quello che più analizza il tema della povertà e dell'emarginazione sociale; un film dickensiano, con un impronta marcatamente autobiografica (d'altronde, in quasi tutti i film di cui è protagonista il vagabondo, si ritrova la vita dell'autore); un film che riflette l'ottimismo chapliniano....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  25/01/2006 19:21:52
   9 / 10
un film davvero straordinario...peccato che duri cosi poco,ci sono alcune gag davvero imperdibile che sono state riprese da tantissimi altri comici...ma lui il primo è sempre il piu bravo...

Gruppo COLLABORATORI paul  @  08/01/2006 13:18:26
   10 / 10
C A P O L A V O R O !!!!
E' incredibile notare come Charlie Chaplin abbia praticamente inventato tutto. Moltissime delle sue gags sono state riprese da un pò tutti gli attori e registi nel corso dei decenni successivi. Ed è incredibile come faccia ancora ridere, piangere, riflettere, a distanza di così tanto tempo. Immortale. Un Charlot cinofilo e cinefilo: un film per chi ama gli animali.

Ch.Chaplin  @  06/01/2006 13:47:21
   10 / 10
il primo film di chaplin ke ho visto...un capolavoro spesso taciuto nella filmografia chapliniana..puro stile dickensiano, sembra un'opera d'arte di fine ottocento, un affresco formidabile della vita dei poveri vagabondi dell'epoca..un ritratto eccezionale dell'america sulla scìa prorompente di the immigrante (corto mutual, scandalo del 1917)..veramente fantastica la scena della locanda qnd cerca d riprendere i soldi...da vedere!!ed il povero cagnolino..ke dopo la partenza del padrone al quale si era affezionato è morto d dolore!(qst nella realtà xò!)

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