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Horror fantascientifico in parte originale, in parte stravisto, che sfrutta bene questa idea del silenzio per creare una grandissima tensione (e, una volta tanto, giustificare i rumori improvvisi come meccanismo di spavento dello spettatore). la storia familiare di base è davvero misera e banale e credo si sarebbe potuto dire molto di più sia in termini di relazioni che relativamente al setting stesso. si corre invece rapidamente al finale vecchio quanto Orson Welles oprtando per un "breve ma intenso".
Tra la mediocrità (quando va bene!!) dei film horror in giro questa pellicola è di certo fuori dal brutto coro. Originale a tratti, con belle sequenze, discreta dose di adrenalina, regia lucida e asciutta, e una bella interpretazione della Blunt. Mi sarei spostato in un ambiente cittadino anzichè nella solitaria campagn, al fine di provare ad uscir fuori dallo schema di Alien memoria cui già il "mostriciattolo" inevitabilmente ci riporta.
Molto carino, e per una volta assolutamente giustificati i jump scare in un film dominato da un silenzio tombale. Gran cura nella ricerca della tensione e negli espedienti per far montare la paura, anche se il film va visto con notevole sospensione della credulità. Un po' sciatto il design dei mostri, un po' troppo Stranger Things con una spruzzata di Venom: un po' visti e rivisti. Bravissimo tutto il cast.
Non malvagio anche se alcune incongruenze (tipo decidere di aver un bambino in tale situazione) sono evidenti. C'è di peggio in giro. Più che sufficiente.
Vincente l'idea di eleggere il suono come nemico numero uno: in una società in cui il rumore impazza e la comunicazione vive su flussi incessanti, rendere un semplice dialogo o il minimo scricchiolio il lasciapassare per morte certa, oltre che assai brutale, si rivela mossa rischiosa ma senza dubbio azzeccata. John Krasinski, anche attore per l'occasione, focalizza la sua notevole regia nel microcosmo familiare ed agreste di una coppia - con relativa prole al seguito- intenta a sopravvivere, non senza fatica, alle misteriose e mostruose creature colpevoli di aver sterminato buona parte della popolazione mondiale. È un orrore su scala ridotta e per questo concentrato e intimo, perfetto nel creare sintonia coi personaggi alle prese con una vita repressa ma anche con problemi molto meno "cinematografici" tra conflittuali rapporti genitori/figli, sensi di colpa e la sopportazione del dolore cagionato dall' assenza. La forza del film sta proprio nel delineare un quadro umano molto plausibile con limitate ma decise pennellate; vero poi che alcune scelte narrative appaiono piuttosto forzate ed uno snodo in particolare risulta essere di natura fin troppo conservatrice oltre che illogica. Sono però magagne perdonabili di fronte a un'umanità per la quale si tifa con trasporto, a noi introdotta da uno splendido incipit di rara drammaticità e sostenuta da una recitazione, ovviamente soprattutto gestuale, di ottimo livello. C'è poi la capacità di rendere la tensione palpabile e permanente proprio grazie all' estremizzazione della necessità di non produrre alcun suono (mi ha ricordato alla lontana un episodio della serie tv " Buffy" intitolato "Hush"), ricorrendo raramente ai jump scares (presenti senza esagerazioni e dislocati con intelligenza): merce rara davvero di questi tempi e quindi da salvaguardare senza alcun dubbio. Il finale scade un poco nel sovraccarico, isolato sbrodolamento di un film costruito con equilibrio dettato dagli stati emotivi accoppiati in maniera appassionante con l'inesorabile crescendo action.
Idea in partenza molto originale. Sottolineo in partenza. Poteva essere un gran film, considerando l'originalità nella scelta della necessità del silenzio come mezzo di sopravvivenza. A quante cose importanti saremmo costretti a rinunciare con un obbligato silenzio? Alla musica, alla comunicazione, alla gioia di momenti importanti, all'apprendimento , insomma all'essenza stessa dell'uomo e della sua socialità. Malgrado gli spunti interessanti e la situazione che sembra precipitare improvvisamente tenendo così lo spettatore effettivamente incollato allo schermo, ecco che alla fine compare una soluzione (a cui nessun scienziato misteriosamente era giunto prima) che banalizza il tutto. Chi mai poteva capire il punto debole di queste orribili bestie dall'udito sopraffino? Storia a mio parere difficile da concludere intelligentemente e sensatamente. Ciò che vi rimarrà alla fine sarà profonda pena per il povero procione ingenuo sacrificatosi all'inizio del film per farci capire la cattiveria delle creature e profonda ansia per quel maledetto chiodo malefico sulla scala pronto a mietere vittime tra piedi dei poveri malcapitati, infine silenzio,sì dico silenzio,per la mancanza di parole per descrivere una tale ciofeca. Insomma a buon intenditore poche parole!!
A Krasinski, si vedan anche i film precedenti, va senza dubbio fatta menzione perlomeno di una certa originalità (anche se qui, almeno, elementi di Silent hill e altri videogames son dietro l'angolo, soprattutto riguardo alle creature).
Un film buono, d'atmosfera, ben fatto ed interpretato.
Sfx dell'Industrial light and magic, musiche di Beltrami (quello di Scream) ed uan Blunt sempre brava e bella.
Unico neo veramente grave: dura sin troppo poco (neanche 80 minuti, credo) e, considerato tutto, mi avrebbe fatto piacere vedere materiale per almeno 120 minuti totali (poi SPOILER
Comunque riuscito; se prende di peso qualcosa, per una volta lo fa dai videogiochi e non da altri film horror.
chi scrive che è un film originale deve aver visto ben pochi film post-apocalittici/distopici o come si preferisce definirli, io ne ho visti due soltanto di recente (Hidden e It Comes at Night) di famiglie chiuse in bunker o sotterranei assediate da mostri o pericoli invisibili e questo è tra i peggiori. Una delle poche volte che riesco ad andare al cinema a vedere un film e pure in poltrona vip mi becco una schifezza simile, un patetico drammone familiare al quale dare l'etichetta di horror per quattro mostri scopiazzati da Alien, Stranger Thing e Venom, è una pura bestemmia. Telefonatissimo dal primo all'ultimo fotogramma, impossibile empatizzare con personaggi simili. Noioso e stucchevole ai limiti della tolleranza (mia).
Due genitori non contenti di aver già perso male il loro figlio più piccolo , in un mondo dove se solo parli muori nel giro di 5 secondi, decidono di mettere al mondo un terzo bimbo, che da neonato almeno fino a 4 o 5 anni non avrà certo la capacità di capire che non deve piangere urlare o ridere, la loro geniale soluzione è chiuderlo in una culla murata con un'asse di legno con un tubo per l'ossigeno :O
Storia originale, ben diretta e recitata, che riesce a trasmettere allo spettatore un senso di tensione ed angoscia sempre crescente. Per fare un buon film horror non occorrono necessariamente effetti splatter, volenza, dialoghi filosofici o colonne sonore sbalorditive. Verissimo che si tratta di un film silenzioso e apparentemente lento, ma raggiunge l'obiettivo di inquietare lo spettatore e gli do mezzo punto in più perché è assurdo leggere insufficienze cosi pesanti per una pellicola che non rimarrà alla storia ma che nel panorama attuale si fa ben apprezzare!!
Ero indeciso tra il 7 e mezzo e l'8, ma metto 8 per alzare la media ingiustificatamente bassa. Il film, nel suo genere, è a mio avviso un vero gioiellino. Lo spettatore si trova immediatamente calato in una situazione tesa di pericolo, spiegata da pochissimi dettagli, ma quasi ininfluenti a mio avviso. Ciò che conta è il qui e ora, e la continua tensione gestita davvero bene dal regista. A parte un (drammatico) prologo la vicenda si sviluppa tutta praticamente in un giorno ed in un solo luogo. Ho trovato di alto livello la recitazione, molto bene anche la definizione dei personaggi ed un ottimo lavoro sul suono, vero protagonista del film. La vicenda e le azioni dei personaggi sono credibili, mai assurde o sconclusionate (come spesso accade nei film horror). Sicuramente uno dei migliori horror degli ultimi anni, lo consiglio vivamente (anche in versione originale, visto che non parlano mai!).
"A quiet place" si farà ricordare per aver costretto i suoi personaggi al silenzio più totale per quasi tutta la durata del film, condannandoli a comunicare a gesti con il linguaggio per sordomuti per non rischiare di richiamare l'attenzione dei crudelissimi mostri (alieni?), completamente ciechi ma sensibilissimi a suoni e rumori. Se si fa eccezione per questa peculiarità (che crea una interessante dialettica suono-silenzio, accentuata dal fatto che la figlia maggiore è sorda), il film di Krasinski non brilla per eccessiva originalità, collocandosi anzi all'interno delle coordinate più tradizionali e stereotipate del genere mostri contro umani. Un po' "Io sono Leggenda" o "The road" (il mondo spopolato in cui si aggirano pochi esseri umani sopravvissuti) e un po' "The descent" (le creature cieche), "A quiet place" promette forse più di ciò che è in grado di mantenere, affidandosi alle canoniche scene di spavento (la musica di scena, a differenza delle voci degli attori, è onnipresente), calcando oltremodo la mano su situazioni-limite gravide di suspense (la madre è incinta e ha le doglie proprio nel bel mezzo di un attacco dei mostri, mentre il resto della famiglia è lontano da casa, e come se non bastasse scendendo in cantina si infilza un piede su un chiodo sporgente da un gradino della scala, il tutto – si badi bene – senza poter emettere alcun suono!) e optando per un finale un po' sbrigativo e poco plausibile (la inopinata scoperta da parte della figlia dell'"arma" con cui sconfiggere le creature). Il risultato finale è quello di una pellicola dignitosa, probabilmente superiore alla media dei film horror contemporanei, anche se non memorabile, in cui la morale (come in buona parte dei film di questo filone) è che l'uomo medio americano (o la famiglia media americana) è dotato, contro ogni aspettativa, di doti di originalità, di intelligenza, di volontà e di abnegazione tali da riuscire a uscir fuori indenne e vittorioso (anche se con qualche inevitabile sacrificio) dalle situazioni più difficili e apparentemente disperate (che poi esse siano mostri feroci, criminali psicopatici, pianeti ostili o terre vergini da colonizzare poco importa, quello che conta è che lo spirito americano alla fine trionfi!).
Film assurdo con tempo di inizio non minimamente spiegato (perchè si è arrivati fino a quei fatti?? bohhh nessuno lo dice). La prima parte sembra di vedere un film muto dei primi anni di cinema.. la seconda si rialza un pelo ma sempre poco per rendere sufficiente il film
E poi perchè procreare quando non puoi fare il benchè minimo rumore e lo sai già in partenza che questo benedetto bambino prima o poi piangerà poveretto..