Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
Pittoresco omaggio del mitico Takashi Miike alle serie televisive supereroistiche giapponesi degli anni 80. Trama assolutamente delirante e lontana dagli stereotipi e cliché del genere,costume artigianalissimo e curato in ogni dettaglio, demenzialità varie ed un cast in parte. Pecca un po' nella durata, sinceramente eccessiva ma a parte questo è un prodotto genuino e giocoso che merita certamente una visione ( nel caso piaccia il cinema di Mike).
Tamarrissimo, non siamo ai livelli del pessimo yatterman ma poco ci manca....poi la durata è veramente eccessiva considerando la pochezza della storia. 6 di stima.
Ultraman, Spectreman, serie che impazzavano nelle prime tv private italiane alla fine degli anni '70 e Miike con zebraman ne fa un omaggio non privo di una certa nostalgia. Non è una pellicola estrema e non contiene particolari bizzarrie tipiche del regista giapponese, ma l'imbranatissimo protagonista può certamente rientrare nella tipologia del personaggio reietto e marginalizzato delle sue pellicole.
Un film poco divertente, lunghezza esagerata che lascia spazio a notevoli cali di ritmo. Devo dire mi sono annoiato non poco nonostante, va detto, quello di Miike non è un film sui supereroi banale come tanti altri. Meglio il sequel.
film abbastanza divertente in alcune parti ma in altre e sopratutto nel finale eccessivamente lento, con un finale squallido accompagnato da scadenti effetti speciali. peccato perchè il protagonista è stato costruito molto bene, cosi come il suo alter ego.
Ancora un eccitante lavoro partorito dall'opulenta creatività di Takashi Miike in una gustosa parodia di eroi mascherati alle prese con affliggenti problemi quotidiani. In questo caso, sotto il casereccio abito da battaglia di "Zebraman", si cela un infelice maestro elementare oppresso da una famiglia che non lo capisce e da alunni poco disciplinati.Vive nel mito di una serie televisiva ormai dimenticata ,in cui il protagonista,appunto "Zebraman", si erge a difensore della Terra. L'amicizia con un allievo,a sua volta un "diverso", lo indurrà a perseguire i suoi sogni e a prodigiosamente vestire i panni dell'adorato paladino televisivo. Un divertimento per Miike e per lo spettatore, affascinato da un'estetica pop ricavata direttamente da alcune serie tv nipponiche palesemente omaggiate in alcune sbellicanti sequenze. Tutto viene determinato dalla forza di volontà del protagonista, eroe per caso desideroso di affrancarsi da una sciatta esistenza.Il suo riscatto passerà attraverso la lotta contro una gelatinosa popolazione aliena in grado di possedere gli esseri umani (il modo ve lo lascio immaginare) e piegarli ai loro voleri. Una fievole logica pervade lo script ed alcuni avvenimenti sono collegati tra loro in maniera un po' ardimentosa, a favore di una rispettosa quanto bizzarra attinenza con produzioni in cui non erano certo i nessi ragionati a costituire la maggior fonte d'interesse. Questo approccio è ravvisabile anche nell'utilizzo degli effetti speciali,alcuni smaccatamente rudimentali,altri in digitale e tutti di qualità volutamente modesta.Ai non più giovanissimi tutto ciò potrebbe ricordare delle serie tv passate anche in Italia ,di cui forse "Megaloman" è tra le più spassosamente pacchiane. Qualche lentezza ed un finale un po' troppo tirato per le lunghe non sviliscono la validità di quest'opera firmata dall'eclettico stacanovista Takashi. Sho Aikawa, spesso utilizzato dal regista è perfetto nei panni del maestro/supereroe.
i supereroi secondo miike...uomini imbranati incapaci di salvare sè stessi, ma pronti a rivoluzionarie opere umanistiche. paradossale, a tratti grottesco. ultimi venti minuti inutili
Takashi Miike è un grandissimo regista, period! Zebraman è solo superficialmente un classico esempio del supereroistico nello stile (in parte) che va per la maggiore negli ultimi anni… Sho Aikawa è uno s****to professore mediocre al lavoro, ha una moglie che lo tradisce, gli alunni che non lo rispettano, i figli che non se lo cagano ecc, un giorno incontra un ragazzo paralitico con tanto di madre vedova di un altro fallito e prende coscienza della minaccia di entità aliene e scopre dentro di sé poteri nascosti… Ma c’è qualcosa di più dietro a questa trama banalissima, c’è la parodia ad un certo tipo di cinema action ma c’è anche il ricordo tenero di uno stile giapponese che sembra ormai essersi perso… C’è la presa di coscienza di un uomo medio e mediocre che riesce a trovare dei superpoteri solo ed esclusivamente credendo in se stesso e nelle persone che gli stanno accanto riuscendo così a sfuggire alle delusioni che normalmente la vita gli riserva… Divertente, un po’ grottesco e demenziale ma con un sottotesto malinconico, Zebraman è un film per tutta la famiglia che unisce genitori e figli (e di film del genere Miike non è che ne abbia fatti molti)… Solida la regia di Miike anche se non abbagliante come in altre occasioni, ottimo il cast, peccato per un paio di cali di ritmo peraltro classici del modo di fare cinema del regista giapponese… Ogni tanto fa capolino un po’ di trash ma siamo ben lontani da quello più pecoreccio in stile Full Metal Yakuza, qui c’è una maggiore classe anche nelle scene più assurde, quelle con mostri plasticosi, liquidi verdi e scontri volanti… Praticamente una sorta di rilettura di Megaloman meno trash e più intelligente, credo che in Giappone abbia avuto un gran successo e in un certo senso servirà a Miike come pratica per il prossimo attesissimo Yattaman (proprio ora in lavorazione)… Per patiti del genere, ma a dirla tutta forse anche qualche regista americano dovrebbe darci un’occhiata per vedere come ci sia modo e modo di girare un film su un supereroe…