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Intermezzo leggero per Akin, dopo i fasti impegnati, con una bella commedia, un po' furba ma originale, divertente e ben condotta, ottimo cast su cui spicca Birol Unel che avrebbe meritato più spazio.
Assolutamente adorabile, divertente e reale questa commedia del grande F.Akin. Dopo un film come l Sposa Turca il geniale regista esordisce con una brillate commedia ambientata ad Amburgo. Il cast è perfetto,i personaggi sono ben caratterizzati e ben interpretati, una colonna sonora splendida.Le amibientaioni sono a dir poco esaltanti, Sono questi gli ingredenti che fanno di Soul Kitchen un film allegro e spassoso a tratti. Da vedere per un pò di buon umore.
Film decisamente carino, situazioni divertenti, cast simpatico e con faccie nuove, tanta bella musica. Si potrebbe ridere di piu' ma mette di buon umore.
PUNTI DI FORZA: - fotografia: molto molto bella, ogni scena è davvero un piccolo quadretto... - trama: imprevedibile, non forzata, finale non scontato.
PUNTI DI DEBOLEZZA: - sceneggiatura: bah... i dialoghi spesso mi sembravano da scuola media, i dialoghi fra il protagonista e nadine da scuola elementare... - gag: molto spesso mi ricordavano i film di Banfi o Renzo Montagnani....
Io mi sono annoiato, un po' meno nel finale, ma giusto un po'.
Commedia carina e scorrevole sebbene, come già altri hanno osservato, presenti qualche forzatura e "smanceria" per accattivare lo spettatore. Particolarmente valida la fotografia, il ritmo non manca. Ottimo per passare un paio d'ore spensierate.
Film spassoso con cast azzeccato, ma tutt'altro che memorabile. Film sempre alla ricerca dell'iperbole e con troppe le forzature nella sceneggiatura: artificioso.
Quando leggo : commedia d'autore ....mi viene da ridere ( cosa che non e' avvenuta quasi mai durante il film ). Messo insieme cosi' come capita. Se il regista si fosse chiamato cicci ciccia i voti sarebbero stati diversi. Musisca,scenette del peggiore Lino Banfi, signorie F...e , sesso ....storia ? chi l'hai vista ? Uno dei primi momenti e' dedicato a quei clienti che si accontentano di mangiare qualsiasi cosa pur riempire la pancia. Qui mi pare ci sia gente che e' convinta di mangiare prebilatezze ed invece la cucina e' insufficiente.
Commedia riuscita, ben recitata, coinvolgente e piuttosto divertente. Unico problema: ho spesso sorriso, ma mai riso di gusto, e da una commedia vorrei anche questo. Qualche risata in più e il voto sarebbe stato sicuramente più alto!
Fino a che le cose sembrano mettersi per il meglio, Soul kitchen si limita (per modo di dire) ad essere una gradevolissima commedia, narrazione di vivace mix tra fatalismo ottimista e incredibile c.ulo. Ma quando finalmente le cose rigirano al peggio, ecco che dà il meglio di sé e allora sì che si ride (anche fino alle lacrime) con meccanismi comici forse non originalissimi, ma collaudati ed efficaci. Dall'happy hour in salsa greca/honduregna all'happy end (circa) con gaia leggerezza. Imperdibili i titoli di coda, ormai sempre più parte di film, durante i quali è severamente vietato alzarsi dalle poltrone di sala.
Divertente e spassosa spirale di distruzione di questo pittoresco gestore di un locale, che sembra venir annientato dal contorno ancora più folle che lo circonda.. ma che nella sua follia ....bal bla (andate a vedrlo!) Che ventata di sana follia.. personaggi sfiziosi, musica da buongustai, elementi comici aggiunti come spezie azzeccate.. e che titoli di coda! Oh, il 2010 con WELCOME e SOUL KITCHEN inizia davvero bene dopo un grigio autunno cinematografico..
Una commedia deliziosa che non perde mai colpi popolata da personaggi ben caratterizzati con cui è facile empatizzare e condita da una colonna sonora veramente azzeccata. Il party accompagnato dalla radice honduregna e la visita a Kemal lo spaccaossa sono i pezzi migliori. Ho avuto l'impressione che il retrogusto amaro non emerge come forse dovrebbe, ma va bene lo stesso, dopotutto ne acquista in spensieratezza.
La palese dimostrazione di come si possa fare un OTTIMO film con attori sconosciuti e pochissimi soldi, ma tante tante idee giuste. Imperdibili i titoli di coda nel più classico stile soul funky anni 70.
Un film veramente divertente che mescola cucina, sesso e amore. Ho trovato il sito dove è possibile anche scaricare le ricette presenti nel film!! http://www.soulkitchen-ilfilm.it/
Akin persiste nel mescolare protagonisti di una cultura diversa rispetto al contesto in cui si trovano, anche se stavolta questo non costituisce il perno della vicenda. Questa è una farsa sgangherata, leggera e priva di riflessioni cervellotiche di sorta, eppure allo stesso tempo degna di nota perchè di commedie del genere, così brillanti ma non 'dementi' e per questo comunque di spessore, non ce ne sono poi molte al giorno d'oggi. Sebbene la sceneggiatura, articolata e audace, sia fedele allo stereotipo perdita/riconquista, il film diverte molto grazie alla sua galleria di personaggi pittoreschi e di situazioni eccentriche e spesso esilaranti. A ciò si aggiunge un ritmo incessante e coinvolgente. Almeno due scene memorabili: la vera e propria "resurrezione" dal guaritore turco e l'asta finale, il cui protagonista (in)volontario è addirittura l'immenso Udo Kier! Da non perdere.
Semplicemente delizioso. In una Amburgo grigia ma pulsante di vita, Akin mette in scena una commedia senza punti deboli. Il regista ci racconta una storia in maniera diversa dai precedenti lavori anche se la sua mano è evidente con diversi temi ricorrenti. Un film curatissimo in tutto: la prima cosa che mi viene in mente sono i protagonisti, tutti ottimamente caratterizzati, dal protagonista allo spaccaossa turco. Menzione particolare per Birol Unel, ancora con Akin ma questa volta non in un ruolo da protagonista. L'attore di origine turca ha un carisma raro e ogni sua singola inquadratura è sufficiente per descrivere il suo personaggio. La sceneggiatura è semplice ma efficace, con dialoghi taglienti e situazioni al limite dell'assurdo (la "fotografia" del locale a fine serata e l'espressione di Zinos vale da sola la visione del film).
Il film è da vedere assolutamente e la colonna sonora da comprare: multietnica come poche, si passa dal reggae contaminato da musiche mediterranee al funky anni '70 passando per la tradizione melodica italiana.
Strepitosa commedia, ricca di dialoghi incredibili e situazioni davvero esilaranti (da antologia il party con dolce afrodisiaco al ristorante, almeno quanto i soldati all'lsd dell'ultimo film con Clooney) con un protagonista quasi perfetto nel suo imbelle fatalismo: una via di mezzo tra Ligabue e Jim Morrison. Per alcuni versi un film insolito nella carriera del regista, così ironico e beffardo, ma c'è uno spirito caustico che cela una vera amarezza, e una descrizione anche efficace delle varie etnie. Bleitbleu si conferma uno dei migliori attori europei del momento. Meritato premio speciale alla giuria del cinema di Venezia, un film che consiglio vivamente a tutti: è un gioiellino di umorismo e dà una ventata di freschezza al cinema