Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
semplicemente geniale, i primi 15 minuti sono veramente di rara bellezza, le scene fra i banchi di scuola, quella al cinema, sono il risultato di un genio allo stato puro, un regista incredibile. secondo me fra i migliori di allen insieme al piu affascinante manhattan e a zelig; un capolavoro, fantastico.
Intelligente commedia sentimentale di Woody Allen sul suo rapporto tormentato con le donne. I dialoghi sono come al solito scoppiettanti, ricchi di brio e del tipico sarcasmo di Allen. "Io e Annie" . Tante le citazioni. Anche in questo film di Woody sono citati Bergman e Fellini. In questa pellicola, poi, Allen è "fissato" con l'antisemitismo.
"Io e Annie" è uno dei film più significativi di Allen, una sorta di manifesto. Gli preferisco altri capolavori ("Manhattan", "Zelig", "Crimini e misfatti"), ma rimane indubbiamente una delle vette più alte della sua opera.
“La sapete quella delle due vecchie signore in villeggiatura sui monti Catskills e una dice: "Mamma, come si mangia male in questo posto!". "Oh sì, il vitto è uno schifo, e oltretutto ti danno porzioni così piccole!". Beh, questo è essenzialmente quello che io provo nei riguardi della vita! “
Vincitore del premio oscar come miglior film nel 1978 (battendo Incontri ravvicinati del terzo tipo, Giulia e Guerre Stellari), Io e Annie è una commedia agro-dolce piena di spunti interessanti e assai profonda nelle tematiche trattate. Il personaggio del comico Alvy Singer è fantastico e interpretato benissimo da Allen che sa costruirsi i propri personaggi su misura. Nevrosi, paranoie e comicità che nasconde un senso incredibile di solitudine e disagio. Lo spauracchio della Morte da esorcizzare e comprendere così come la propria interiorità praticamente. Così articolata, complessa che non riusciamo a comprenderla sebbene “15 anni di psicoanalisi”. Finale nostalgico e amaro che ti rimane dentro accompagnato da un forte senso di solitudine che elimina il sorriso che mai ti abbandona per tutta la durata di questa splendida opera. Sceneggiato magnificamente, non a caso vinse l'oscar, è zeppo di battute di grande intelligenza. In alcuni frangenti fa ridere ma ciò che è importante è che faccia sorridere. Spesso un sorriso amaro ma comunque compiaciuto visto l'intelligenza delle battute. La regia è ottima, manco a dirlo, e anche il montaggio e la gestione della scena è fantastica. I momenti in cui Allen si rivolge alla telecamera sono fantastici. Fantastica l'abitazione d'infanzia sotto le montagne russe.
"Amore e' un termine troppo debole. Ecco, io ti straamo, ti adamo, ti abramo"
Purtroppo non ho riso tantissimo perché gli attori parlano troppo velocemente ed è un po’ pesante seguirli attentamente, poi alcune battute sono un po’ complicate (almeno per me)… comunque il buon Woody è simpatico. La storia è scorrevole e non dura molto.
Questo di Allen è un metafilm metafisico, metafisico nell'analisi della coppia, metafilmico perchè spesso gli attori si prestano a recitazioni verso l'occhio della macchina da presa. Come Bergman e Fellini, agli anta, il regista newyorkese fa un punto della situazione su ciò a cui gli riesce meglio, sull'amore; già io credo Woody Allen sia l'Ingmar Bergman dell'amore e dei rapporti della coppia nonchè sociali. Intelligente e nevrotico come la sceneggiatura che lo sostiene, questo del 1997 è uno dei capolavori di un regista che fortunatamente ho scoperto, un regista che probabilmente è diventato artista per la sua nevrosi, per il suo sentirsi diverso ed estraneo alla conformità della società contemporanea. C'è una parte per Shelley Duvall, e bellissima davvero Diane Keaton, poteva essere l'Hippie più bella della storia, ed ovviamente bravissima nel suo ruolo a tener testa la nevrosi di Allen. Proprio questo però è uno dei punti che mi appaiono oscuri nelle sceneggiature del regista, sempre i due protagonisti hanno la stessa caratterizzazione, potrebbe esser visto come uno sbaglio se attribuito ad un unico sceneggiatore. In Manhattan ad esempio, entrambi i personaggi principali sono dediti a riferimenti e battute dai contenuti cinematografici, da errore grossolano preferisco pensarlo invece a quella caratterizzazione mirata che li porterà ad un'unione sentimentale, qui in questo film, sono presenti a suo modo delle stesse similitudini, e così in tutti i film finora visti di questo regista. "Manhattan", "Crimini e misfatti", "Broadway Danny Rose" e "Io e Annie" sono le sue pellicole che preferisco, ed assolutamente dei capolavori in toto.
Mi aspettavo qualcosa in piu a giudicare dalla media che c'e qua, mi piace molto woody allen, ma questo film aldilà di alcune battute fantastiche non mi ha divertito come altri suoi, anzi, forse e uno di quelli che o trovato meno ironici. (calma pero eh... Woody lo considero il + grande umorista vivente, dico "non-divertente" rispetto ad altri suoi, che comunque sono strepitosi)
Woody Allen ai suoi tempi migliori, davvero un comico geniale che ti riesce a far ridere con poco e in modo intelligente. Personaggi favolosi, ottime interpretazioni dei due protagonisti (anche se l'Oscar alla Keaton mi pare un tantino esagerato) e sceneggiatura originalissima e brillante comprese ovviamente le battute. Esilaranti alcune scene, come quella della fila al cinema. Bellissima la battuta finale!
Da non perdere, anche se Allen ad alcuni potrà non piacere proprio!
Io ed Annie, ovvero due visioni del mondo, due approcci all'esistenza tanto diversi ma anche tanto simili. Con questo film, Allen mette in scena la vita di una (classica o singolare?) coppia newyorkese, percorrendone le varie fasi: nascita, evoluzione, crisi, fine. Attorno al nucleo coppia orbita una serie di personaggi pittoreschi, come l'amico vanesio e donnaiolo perfettamente integrato nell'estabilishment hollywoodiano, o la ragazza votata a un fanatismo insulso e ridicolo o ancora lo spocchioso e saccente professorino universitario (davvero odioso) intento ad una vuota e inutile analisi dei film di Fellini. Insomma ce ne è per tutti in questa pellicola in cui Allen, raccontando le nevrosi e gli aspetti irrazionali della vita di coppia, descrive la crisi e la frammentazione di tutta una società "civile" da cui lui, ovviamente, si sente del tutto alieno.
Tra i vari dialoghi e monologhi, come sempre arguti e salaci, quello che più sento vicino a me è il seguente: « Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta… e allora io… ripensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui c'è questo tizio che va dallo psichiatra e gli fa: "Dottore, mio fratello è pazzo. Crede d'essere una gallina." E allora il dottore gli dice: "Ma perché non lo rinchiude in manicomio?" E quel tale gli risponde: "Già! Ma poi dopo, l'ovetto fresco, a me, chi me lo fa?" Insomma, mi pare ch'è proprio così, grosso modo, che la penso io, riguardo ai rapporti umani. Mi spiego, sono del tutto irrazionali e pazzeschi e assurdi e… ma… mi sa tanto che li sopportiamo perché, hm… tutti quanti… più o meno ne abbiamo bisogno, dell'ovetto fresco. » Lo dico sempre: siamo soggetti destinati a confliggere, ma siccome l'uomo non può fare a meno dell'uomo, non resta che sopportarci a vicenda. In breve, pessimismo con una luce nel mezzo.
L'apoteosi di Allen. Io e Annie, film vincitore di ben 4 oscar, non è una commedia "rilassante", tutt'altro. Personalmente mi ha affascinato di più Manhattan ma non posso non riconoscere la grandezza di quest'opera partorita dal nevrotico regista americano. La prova offerta dal grande Woody e dalla sua partner Diane Keaton è praticamente perfetta. Ecco, forse questo è il film che permette maggiormente di entrare nella psicologia di Allen, in tutte le sue sfaccettature. La sceneggiatura, scritta in maniera maniacale, non permette di distrarsi neanche un minuto; essa mette alla prova anche la capacità di concentrazione dei più attenti.
Si piazza sicuramente insieme a Harry ti presento Sally tra le più belle e intelligenti commedie sentimentali che ho visto e, dato che come genere di per sè nn mi appassiona tanto, 7 e mezzo si avvicina al voto massimo. Grande Woody Allen che io considero un pò come il Charlie Chaplin dell'era del sonoro, mingherlino, impacciato ma davvero fenomenale sia nella mimica sia nella parlata, quasi balbuziente. Simpatico.
Sicuramente superiore rispetto a Manhattan ma anche qui c'è qualcosa che non va...forse la storia che non convince molto o Diane Keaton (una delle mie attrici preferite) che mi risulta leggermente irritante...
Resta comunque un buon film.. 4 oscar forse un pochino esagerati..
film bellissimo, mi è piaciuto molto! certo che seguire interamente, parola per parola, un intero film di woody allen è davvero dura...i due unici momenti di pausa sono state le due canzoni di Annie. Mi sono piaciute molto alcune scelte, come il dialogo con l'anima di Annie, lo sviluppo della discussione con quel presunto esperto di cinema mentre si faceva la fila (tra l'altro si parlava di fellini), e tanti altri momenti in cui l'attore esce dal film e diventa quasi uno spettatore/presentatore. Ottima, come al solito, la sceneggiatura, piena di battute di spirito davvero straordinarie...(una fra tutte, quando l'amico di Allen apprezza la pulizia di Los Angeles e lui: per forza, la spazzatura la mettono tutta negli show televisivi!) poi la metafora finale, delle uova della gallina, vale l'intero film! last but not the least: grandissima diane Keaton! un'interpretazione perfetta!
a me la (presunta) comicità e le nevrosi di Allen non mi hanno mai entusiasmato. Questo film non è brutto ma da qui a dargli l'Oscar come miglior film del 1977... Abbastanza scandaloso.
sopravvalutata commedia...sarà che non sono un fan di woody allen..ma ho trovato il film piatto e noiosetto... beh ogni tanto ci scappa la battuta geniale... nel complesso un film pesante..
l'inizio e la fine dell'innamoramento narrate nello stile di allen. zeppo di trovate assolutamente geniali (allen che interagisce con lo spettatore, o mentre a letto con annie parla con la sua 'mente' seduta sulla sedia) e dialoghi devastanti ('mia nonna non mi ha mai fatto regali, era troppo impegnata a farsi stuprare dai cosacchi'), ha quasi la capacità di rendere nevrotico anche chi guarda, causa battute rapidissime e continui cambi di prospettiva.
Il punto di svolta della carriera di Woody Allen. Al contrario dei film d'esordio (Prendi soldi e scappa, Bananas), qui la struttura è notevolmente più compatta ed unitaria. Il racconto dei tic e delle nevrosi metropolitane presente in questo film è molto esilarante ed in alcune scene, veramente irresistibile.
davvero un bellissimo film....da qndo l' ho visto mi sn innamorato di woody allen...ed ho cominciato ad avvicinarmi ai suoi film....commedia raffinata, ricca di ironia e genialita'. Perfetto lui nella recitazione, ma bravissima anche diane keaton....l' ho visto almeno 4 volte e non mi stanchero' mai di rivederlo. geniale
sinceramente non sapevo proprio cosa dare a questo che è giudicato erroneamente il miglior film di Woody Allen. vada per otto e mezzo, anche se ogni tanto il voto sarebbe più basso. avevo grandi aspettative per questa pellicola e un pò mi ha deluso, resta comunque un bel film e per alcune cose un gran film. la totale assenza di sviluppo narattivo, ovvero di una trama può anche passare, ma Allen gestisce ciò con confusione e incapacità a differenza dell'eleganza poetica e strutturale del vero capolavoro Manhattan. gli eventi si susseguono senza dati cronologici e spaziali il che rende assai difficoltoso seguire la linea narrativa del film. la comicità è elevata, ma in minor misura di Manhattan e questa volta la cultura di Allen è fine a se stessa e non si sviluppa nel contesto sociale degradato dei film a cui siamo abituati come il suddetto pluricitato e l'altro grande Hannah e le sue Sorelle. lasciamo da parte la tecnica cinematografica scarsa di Allen in un montaggio pessimo, sia sonoro che di scene, in una fotografia sgradevole, in un'interpretazione modesta a cui si affianca la grandezza della Keaton. ma non è questo che si esige da Woody Allen (che resta uno dei miei registi preferiti), la tecnica non è mai interessata a nessuno se si parla di lui, però ho notato infelicemente un abisso qualitativo da questo a Manhattan. la colonna sonora non è degna di nota, mentre nell'altro Gershwin è quasi protagonista. ciò è molto grave perchè siamo abituati a un Allen musicista, grande amante della musica e regista sapiente nell'inserirla nel giusto contesto. i lati positivi ci sono però non si creda: il film si sviluppa su una fase geniale di Groucho Marx ovvero "non voglio far parte di un club che persiste a volermi accettare come membro". molto intelligentemente Allen trasporta questa frase alla vita e da il via a un film che scandaglia l'essere umano novecentesco in uno dei suoi lati più importanti: il rapporto uomo-donna. il regista dice che ormai (è ancora vero a distanza di anni) si è completamente alienati dalla vita e dai rapporti e solo una frase nno-sense come quella di Marx può corrisponderne perchè è capovolta come la vita media di una persona. i personaggi sono caricati allo scopo, Allen rimarrà nella storia per aver raffigurato un'epoca nell'ambito uomo-donna che alla fin fine è il più importante (e pensare che De Sica in un film ne ha affrescate tre senza conoscerne una per giunta!!!). questo è il merito di Allen e del film. da vedere assolutamente.
Adoro Allen e sono totalmente innamorata di questa pellicola. Una commedia brillante, intelligente e mai noiosa. Alcune batutte sono diventate dei veri e propri modi di dire "non denigrare la masturbazione è sesso con qualcuno che amo"! Adoro come Allen racconta NY ed il suo rapporto di odio/amore con essa e adoro i dialoghi brillanti, originali e spiritosi. Fantastica e bella Diane Keaton in una delle sue interpretazioni migliori.
Dio mio, non lo avevo ancora commentato!! imperdibile commedia, divertente, con un mucchio di trovate registiche che poi W. A. e non solo hanno ripreso. Da vedere senza dubbio, con Zelig è una delle cose migliori di Woody Allen.
10 agosto 2005. per la prima volta vidi "io e annie" e la mia vita cambiò. non scherzo, è vero! in quel difficile momento della mia vita, l'unica cosa che rispecchiava quello che sentivo, che diceva e mi metteva davanti, in chiare immagini, quello che mi passava per la mente, fu questo film del grande woody. fu il caso o il destino, fu quello che volete, da allora un sacco di cose si aggiustarono. per me "io e annie" è uno di quei film ai quali si è sentimentalmente legati, come fosse una persona di famiglia. di lì a qualche settimana divorai l'intera filmografia di allen.. semplicemente uno dei miei 10 film preferiti.
Molto bello l'inizio, geniale la trovata dei ragazzini in classe, come il modo con cui Allen racconta del suo passato e delle sue contraddizioni... Un comico malinconico, afflitto e compiaciuto dalla sua intelligenza, dalla sua eroticità. Un demiurgo che plasma la sua amata per poi amarla ed esserne succube. Al limite della masturbazione intellettuale come ci dice egli stesso, salvandosi con l'ironia e la consapevolezza.
E' uno dei capolavori di Allen, con situazioni e dialoghi sempre intelligenti e due attori alla migliore interpretazione (o una delle migliori). Una commedia amara che tocca gli argomenti più amati del regista: l'amore, le difficoltà di relazione, le nevrosi, la mediocrità artistica di Los Angeles rispetto a New York. Gag esilaranti per tutta la durata del film e dialoghi stracult. Imperdibile.
ai tempi questo film vinse 3 oscar meritatissimi, tutt'ora uno dei pochi riconoscimenti dell'academy al cinema di woody allen. dialoghi brillanti e intelligenti come in questo film è difficile trovarne. una delle mie scene preferite è quando i suoi compagni di classe bambini dicono quello che faranno da grandi ("io sono un grossista di rosari"). rispondendo a un commento sotto che dice "un uomo perde la donna e cerca di riconquistarla...e allora?"; secondo me è proprio questo uno dei lati migliori del film, prende una storia all'apparenza banale e riesce a trasformarla in un film splendido
Dialoghi scoppiettanti e politicamente scorretti nella migliore tradizione alleniana ispirati come non mai. Il film rappresenta una rottura con il passato del regista newyorkese, incentrando l'opera sulla nevrosi di coppia e crisi esistenzialiste, realizzando forse la sua opera piu' riuscita insieme a Crimini e misfatti.Prova straordinaria della Keaton.
non posso dire di essere rimasto deluso perche non mi aspettavo certo un capolavoro da uno dei miei registi(e soprattutto attori)meno preferiti... sara che non è il mio genere pero il film mi ha annoiato se non per qualche battuta degna di nota...meglio sicuramente all'inizio dove la trama scorre veloce...poi si appiattisce e cosa succede?un uomo perde la ragazza e cerca di riconquistarla...embe?
Questo film è pura poesia. Un capolavoro partorito dal genio di Woody Allen, che racconta l'amore con la sua loquacità e i suoi silenzi. Diane Keaton è la sua musa...
bellissimo il modo di allen d parlar d'amore...così colto e sincero..istrionico e maleducato, ma sempre molto irriverente ed efficace!grandissimo, ma nn da 10
Meraviglioso spaccato di una storia d'amore e di nevrosi, con dialoghi leggendari (" Se so cos'è l'invidia del pene? Certo che lo so! Credo di essere l'unico uomo che ne soffre!"), una regia perfetta e due interpreti al massimo delle proprie potenzialità. Un gioiello.
Malinconico e brillante, probabilmente il miglior film di Allen, insieme a truffaut l'unico in grado di parlare d'amore in maniera mai banale, mischiando genio, tormento e ironia.
Decisamente ottimo . Allen analizza alla grande le nevrosi di questi due personaggi e poi ci sono delle cose esilaranti come l'episodio della lampadina rossa . Woody sei grande ( e incompreso ) e non mi stancherò mai di dirlo .
Non mi è piaciuto tanto. L'idea è buona, perchè comunque il fatto di mettere in chiave comica la vita di quest'uomo pessimista e nevrotico e paranoico è un ottimo spunto, però poi si perde, non conclude niente e diventa inconsistente. I dialoghi indubbiamente sono molto buoni però il film tende anche un po' troppo a ripetersi (ad esempio il fatto di parlare un un tantinello sopra il dovuto esplicitamente con lo spetattore che la prima volta diverte ma a lungo andare annoia). Devo dire la verità: non lo raccomando. Più del 5 non riesco a dargli.
Bellissimo film di Woody Allen, che analizza in modo lucido, pessimistico (e quindi realistico), a tratti illuminante il rapporto di coppia e le nevrosi e ossessioni di un "uomo metropolitano" che finiscono col contaminare il rapporto con l'altro sesso.
Regia di altissimo livello e sceneggiatura praticamente perfetta, ricca di dialoghi e monologhi bellissimi (vedi quello iniziale).
decisamente uno dei migliori di allen insiema a "provaci ancora sam" e "manathan". una valanga di parole ben pesate e monologhi interiori che caratterizzano il personaggio di allen. una keaton che regge il gioco e riesce a tenere la scena nonostante la presenza di allen tenda ad ecclissare chiunque lavori con lui. un'ironia intelligente e colta, che lascia il segno su questa pellicola che non è definibile ne commedia ne film sentimentale ma solo come "un gran" bel film!
Io e Annie oltre ad avere il merito di raccontare una storia bellissima, contiene anche tra idialoghi e tra le battute più belle della storia del cinema. Alcune sequenze sono veramente memorabili.
Il miglior Woody Allen. Un film fondamentalmente perfetto che rinchiude tutte le tematiche e le caratteristiche principali del cineasta newyorkese. Bellissimo.
Mi dispiace rovinare la media di dieci che hanno davvero pochi film...ma non me la sento di esagerare.E' cmq un film geniale che fa ridere e riflettere allo stesso tempo;e ci sono delle scene esagerate!!Se amate Woody e non avete visto questo film...forse vi siete persi propio il meglio!!
Una commedia capolavoro firmata da un genio del calibro di woody allen,che qui raggiunge uno dei punti più alti della sua filmografia.Io e annie racchiude tutte le tematiche care al regista-attore,a partire dalla psicoanalisi e finendo alla sua concezione pessimistica della vita.Il divertimento non manca davvero:le battute sono perfette,ma c'è davvero tanto posto anche per la riflessione.Le scene d'antologia sono numerose,come ad esempio la celeberrima fila al cinema.Diane Keaton è bellissima e bravissima.
Un film decisamente transfondente. merita dieci già solo per le scene di Alvy e Annie in coda al cinema, per l'incontro con la prima moglie e per Walken che fa il fratello psicopatico.