Da una sceneggiatura di Dennis Paoli che reinventa il racconto di E.A. Poe all'insegna di un compiaciuto raccapriccio e che S. Gordon mette in immagini.
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Diciamo che se da un lato le ambientazioni gotiche e gli squallori morali e della carne sono riusciti e fanno la giusta impressione, dall'altro la trama si abbandona a leggerezze inguardabili, non ultimi i momenti ironici e comici che stonano terribilmente in una rilettura del capolavoro di Poe da parte di un regista di b-movie comunque capace e che qui purtroppo delude. Henriksen è un Torquemada terribilmente attratto dalla carne (e fin troppo esagerato): preferisco il Bardem de L'Ultimo Inquisitore di Forman. La coppia di protagonisti è di una banalità sconcertante; le torture ogni tanto fanno raccapriccio, ma il pozzo e il pendolo del titolo compaiono unicamente in un finale abbastanza telefonato e ridicolo.
Concordo con il geniale commento sottostante, Reed qui fa un cameo inquietante: nel senso che si fa ricordare per l'inutilità del suo personaggio e la sua estraneità assoluta al contesto. Come se il papa volesse fermare la follia evidente di un Torquemada... Non trovo difficile immaginare il contrario.