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Uno dei rari seguiti italiani. Dopo quasi vent'anni Avati riunisce il cast del piccolo cult che aveva diretto per una rivincita anche in questo caso ricca di sorprese e di colpi di scena, non facendosi mancare, ovviamente, l'ambientazione natalizia. Anche qui troviamo una interessante introspezione psicologica dei personaggi ed una sceneggiatura che funziona più che bene. Purtroppo, però, non siamo del tutto all'altezza del primo. Innanzi tutto la durata del film è esigua: qualche minuto in più soprattutto nelle sequenze intorno al tavolo da gioco avrebbero creato più suspance e ne risente anche la regia decisamente più statica. Il finale arriva in maniera leggermente semplicistica. Rimane comunque un bel film da non perdere.
non incisivo quanto il classico degli anni 80, sopratutto perchè come spesso succede i secquel ricalcano troppo i film originali, ma comunque un prodotto di pregio. la regia e le interpretazioni non si discutono ovviamente, è la storia che, ormai conoscendo i soggetti coinvolti, si capisce dove si vada a parare, anche perchè ci si aspetta un colpo di scena come nel film precedente. tuttavia questo non inficia sulla visione, che risulta piacevole dall'inizio alla fine.
Non raggiunge assolutamente il livello del primo, pur restando un bel film. Il gioco di incastri tra sotterfugi, tradimenti regge ancora piuttosto bene, ed il cast funziona sempre alla grande, ma è la struttura del film che, per chi ha visto anche il primo, sa troppo di già visto e prevedibile. Tra l'altro...
se da un lato è verosimile la finta malattia di Lele, l'infatuazione per Franco di Elisa appare fin dall'inizio un po' forzata ed inverosimile, quindi poteva facilmente destare sospetti, così come, quando, verso metà film, Franco telefona in ospedale, inizia a venir qualche sospetto anche sul (finto) dottor Delai.
Un sequel che ha dei difetti, certo, ma che nonostante ciò si segue tutto d'un fiato sia per la storia abbastanza lineare sia per la presenza di cinque protagonisti in parte. Ovviamente "Regalo di Natale" resta inarrivabile su di un altro livello, molto più autenticamente cinico e amaro rispetto a questo. Ma è anche vero che lo spettatore, ormai memore della prima sfida, si aspetti
Non è un procedimento semplice e scontato proporre, con successo, un sequel di un film riuscito. "Regalo di Natale" di Pupi Avati fu una rivelazione di altissimo livello, la stessa regia, a distanza di tanti anni, opta per la confezione di un secondo film, "La rivincita di Natale". Il tema pregnante della celeberrima partita di poker, risulta essere di grande aiuto ad Avati, creare un continuum circa la mitica partita di poker, può essere un'idea propiziante, bisogna doverosamente, però, mantenere alto il pathos e l'interesse (evitando contraddizioni e facili incongruenze).
"La rivincita di Natale" non ha particolari problemi per quanto riguarda contenuto e idee, capeggiato dagli stessi volti del primo film, questo del 2003 è un prodotto che non tarda a decollare. Si ritorna al tavolo. Nel sequel avvertiamo una lunga serie di cose positive, anzitutto il ritmo è molto più elevato e nonostante i tempi nostalgici degli anni ottanta, il film ha una buonissima atmosfera e mantiene uno stile a suo modo vintage. "La rivincita di Natale" è una visione che sorprende un po' tutti, la reputiamo persino superiore alla prima. Ovviamente, il palese consiglio, è quello di vedere prima "Regalo di Natale", il sequel, anche su un punto di vista, spiccatamente emozionale, ha bisogno della memoria del prodotto del 1986. Il culmine de "La rivincita di Natale" si consuma nell'ultima mezz'ora, Avati, però, è bravissimo a creare un ottimo sostrato nei primi 40/50 minuti di proiezione. Non mancano avvincenti colpi di scena, di tutti i tipi. Eccetto qualche (inesorabile ed inevitabile) forzatura, specie nelle dinamiche delle giocate, il film non ha alcun difetto da segnalare. Circoscritto nella durata, "La rivincita di Natale" è forse uno dei migliori sequel mai prodotti, il merito qui è chiaramente di Avati.
Sequel a gran distanza di quel capolavoro che è stato il primo film. Chiaramente mancano qua l'effetto sorpresa, il mistero, la novità ed è praticamente impossibile fare un revival senza essere una specie di copia del precedente. Ciò non toglie che anche questo secondo film sia ben riuscito, seppur in misura minore e con i suoi piccoli difetti, rimane comunque molto cinico e amaro e mescola abilmente le carte in gioco fino alla risoluzione finale.
Non siamo ai livelli del classico del 1986, ma questo sequel è ben fatto e coinvolgente. Si gioca a carte scoperte, Avati ci fa conoscere di più il mondo dei cinque protagonisti, ma manca quella magia sprigionata nel prequel.
Quell'indugiare sulla tipa che si sveste e riveste (per caità bella f**a), l'ho trovato senza senso e gratuito, soprattutto per un film diretto da Avati.
Inferiore al precedente, è comunque interessante come quasi tutti i lavori di Avati, regista italiano di grande valore. Abatantuono non è più una sorpresa e Carlo Delle Piane conferma il suo spessore di attore di razza. Ma chi ancora non l'ha fatto, si andasse a vedere "regalo di Natale"
Film che tiene sempre alta l'attenzione; inevitabile fare paragoni con "Regalo di Natale", stessi protagonisti e stessa trama, si perde di originalità. Abatantuono nettamente superiore nel primo film, qui non mi ha particolarmente impressionato. Bene, molto bene, Haber. Impressione è che si voglia un pò "chiudere il cerchio". Una cosa forse poteva essere evitata
Franco scopre a partita in corso la vera identità del medico. Aveva dei sospetti, ok, questo fatto serve a tenere alta la tensione ("e ora che fa?") ma crea qualche buco di sceneggiatura (come potevano accordarsi prima se non sapevano che gli altri due erano daccordo? Sospettavano del solo Ugo? Il professore aveva deciso fin dall'inizio di stare dalla parte di Franco? Perchè Stefano copre Lele e Ugo? Mah..)
Mi spiace non aver visto prima " Regalo di Natale ". Comunque anche così si capisce abbastanza bene cosa era successo nel precedente film . Questa mi è parsa un'ottima pellicola , ben strutturata dall'inizio alla fine e ben diretta dal bravo Avati . Pregevole valutazione complessiva anche sul cast , composto da ottimi caratteristi che riescono a reggere bene tutto il film . Una nota di merito ai solitamente sottovalutati Cavina ed Eastman . Di livello anche le musiche di Ortolani .
L'accordo tra l'avvocato e Abbatantuono l'avevo intuito,come pure mi puzzava che la donna giovane si innamorasse di lui, mentre l'inganno del malato immaginario no.
Discreto sequel che però manca della tensione che il primo film aveva soprattutto riguardo la partita, qua più veloce, sbrigativa e non troppo particolareggiata (anche Cavina ed Haber non si capisce bene che fine facciano).
Tutti bravi gli attori in discreta rimpatriata (ma le caraterizzazioni, tra cinismo, sarcasmo e risolutezza, si somigliano un pò tutte), buoni momenti suggestivi (la chiamata del vero medico, che a me ha molto colpito), bella fotografia, score di Ortolani sempre ottimo, per un altro film riuscito di Avati.
L'idea del proseguimento della storia ci stava, ma poteva venire anche meglio di così; vedibile.
Nonostante il predecessore non mi avesse entusiasmato, ho provato ugualmente a guardare anche questo seguito di 17 anni più "vecchio". La storia mi è risultata abbastanza noiosa e forzata e si è riscattata solo nell'ultima mezz'ora, nella partita a poker. Bravi gli attori ma non basta. Ai limiti della sufficienza!
Per me di poco inferiore al suo predecessore. E' difficile trovare seguiti di questo livello, Avati ci riesce incastonando una storia nella storia, dove sono ancora vivi rancore, odio e inganni, dove l'amicizia, ancora una volta viene messa in discussione.
Non è male, penso che la media gli faccia giustizia.
Il problema principale del film è che non solo è un sequel, ma alla fine per forza di cose risulta quasi una copia dell'originale, con elementi un po' peggiori (l'amante).
La bellezza di Regalo di Natale stava soprattutto nella sua originalità e nella sua cattiveria. Qui la seconda c'è ancora, perché è evidente dal finale del film precedente che da questo gruppo di persone non ci si possa aspettare altro ... il problema è che questo fatto era già il fulcro, il cardine del film originale.
Quindi ok, è un sequel più che guardabile che non si smentisce ed intrattiene, ma più che questo compitino non fa altro. Lo consiglio se è piaciuto il film precedente e si ricerca la stessa atmosfera per passare una serata, non se ci si aspetta qualcosa di nuovo.
Incredibile che il sequel di un film girato quasi 20 anni prima, sia all'altezza se nn addirittura superiore al primo... Ottimo davvero con un gran finale
ma dai ma che è??? vi do un altra percezione del film.... un gruppo di *****ni che giocano a poker barando.... e quanta tensione... che sudorini sulla fronte... che patos!!! attori cani, storia ridicola, datevi foco!
Il film è obiettivamente statico; non esiste più la suspense che caratterizzava il primo. E con un po' di fantasia si riesce a capire l'unico inghippo possibile del film. Una forzatura questo sequel. Non riesco proprio a trovare elementi positivi per poter chiamare questo film "una perla".
Bel film,preferisco questo di poco al primo;oltrea a shade carta vincente che ho considerato uno dei migliori film,non potevo escludere questo che sia per gli attori che per la trama del film è leggermente superiore a shade;
Fino alla lunga scena finale della partita di poker il film non mi ha entusiasmato più di tanto, lasciandomi poco propenso al coinvolgimento. Personalmente il cast non mi ha regalato grandi sensazioni positive e la storia in sè non offre poi molto dal punto di vista dell'interesse e della fluidità, perciò non mi sento di dare la sufficienza a un prodotto che non mi ha trasmesso quasi nulla.
Ennesima perla di Pupi Avati. Se in Regalo di Natale la famosa partita sembrava un contorno (almeno inizialmente) a una rimpatriata fra vecchi amici, in questo sequel Pupi Avati cambia tutto e sceglie una soluzione ancora più "cattiva". Tutto sembra orchestrato ad arte per il bel colpo di scena finale, ma in fin dei conti si tratta di un film molto amaro...
Raro caso in cui un sequel supera il primo episodio (di quasi 20anni prima!) e non è una volgare truffa per turlupinare gli spettatori nostalgici (vedi l'allenatore nel pallone o ritorno del monnezza). Storia ricca di personaggi miserabili, infidi, disperati (sempre bravissimi gli attori), una vasca di squali. Un finale veramente bello e imprevedibile. Per gustare questa pellicola è tassativo vedere il film del 1986.
Non all'altezza del primo, così alla ricerca del colpo di scena dal disseminarne vari lungo la (brevissima) pellicola. Alcuni attori mi sono sembrati peggiorati, tra l'altro. Forse la partita in sè ha un po'più di tensione (stavolta si vedono i punti che i protagonisti hanno in mano) ma tutto finisce nello strafare. Un po'troppo giocato sul film precedente, ma ancora godibile.
la quadratura del cerchio, anche se in alcuni momenti si annoda un po' su se stesso e genera un po' troppa confusione. il pathos della partita nel film precedente comunque rimane un ricordo, soprattutto nell'ultima mano che risulta tirata via e risulta troppo inverosimile. abbondantemente sufficiente ma non del tutto convincente. Regalo di Natale è di un altro pianeta.
Non c'è paragone, questo seguito è dieci piani al di sopra del primo film... In questo film le relazioni umane e i vecchi rancori tra gli amici sono più precisi, costruiti molto delineatamente e devo dire che il tutto messo insieme è uno spettacolo... Un grandissimo film che va molto al di là della banale partita con rivincita annessa
Neanche da fare il confronto con il primo però anche la trama di questo risulta ben sviluppata e piacevole, ho trovato la recitazione stentata in alcuni punti, però comunque più che godibile, personalmente è stato un piacere rivedere questi attori insieme
Come sul primo film e come inquesto Pupi Avati dimostra tutta la sua capacità a creare e dirigere film. La storia, molto vicina strutturalmente al primo capitolo, riesce a regalare emozioni e colpi di scena inaspettati. Una grande pelliccola per un grande regista.
Ottimo sequel. Avati ancora una volta ci regala emozioni a raffica al tavolo verde. Un Carlo Delle Piane più in ombra rispetto al capitolo precedente. Bravissimo Abantatuono! Da vedere
Buon sequel del capolavoro Regalo di Natale.Forse la sceneggiatura è un pò troppo caotica ma gli attori e la regia di Avati si confermano su livelli più che accettabili
riuscitissimo sequel, a chiusura di una vicenda che a distanza di anni risulta ancora attuale. piu' concreto e meno intimista del primo epiodio, si concentra più sull'organizzazione della rivincita che sugli stati d'animo dei protagonisti (ovvero ciò che era stato il punto di forza del primo episodio), ma comunque un film di pregevole fattura e coerente nonchè lineare con il primo episodio(non tutti i sequel lo sono). interpretazioni e regia ottimi, cosi' come nel primo episodio. nulla da dire, leggermente inferiore al primo episodio...ma il primo è il primo...
Molto bello, forse mezzo scalino sotto al primo. E' giusto concedere una rivincita, ecco il perché di questo film. Pellicola che fotografa il degrado morale in cui è caduta l'Italia, tutti sono disposti a truffare, tutti sono in vendita. Questa è la differenza dal primo episodio antecedente di 18 anni sia nella finzione che nella realtà. Tutto è finto, tutti mentono, conta solo avere il punto più alto. Ecco lo spirito dei protagonisti. Bravi tutti gli attori, da Haber a Delle Piane. Ottimo Abatantuono che preferisco in ruoli seri come in questo film. Bravo Avati a confezionare un ottimo seguito a Regalo di Natale.
E' vero non raggiunge i livelli di tensione e le atmosfere del primo (al quale diedi solo mezzo voto in più forse rimanendo anche un po' stretto) ma rimane comunque un sequel di pregevole fattura. Il fatto di ritrovarsi ancora una volta dopo anni da una memorabile sfida a poker nella notte di Natale rende l'atmosfera veramente suggestiva e ripeto..pur non raggiungendo i livelli di tensione del primo tutte le vicende ti lasciano comunque col fiato sospeso. Poi gli inganni e il doppiogiochismo dei personaggi coinvolti rendono la pellicola ancor più elettrizzante. Bravi gli attori..la sfinge Delle Piane..il roccioso Abatantuono..l'isterico Haber..il "farabutto" Gavina e l'ombroso Eastman. Se v'è piaciuto il primo vi piacerà anche questo.
Dopo Terminator2, questo è il sequel più riuscito nella storia del cinema. La trama è persino miglore della prima pellicola, e la parte finale è veramente di pregievole fattura. Ovviamente, Delle Piane supera gli altri nel suo ruolo.
Non raggiunge il primo film... in quanto diminuisce non di poco la magia e la tensione emotiva dei personaggi, grande forza della precedente pellicola. Tuttavia chi ha amato Regalo di Natale non può non apprezzare questo sequel che annovera gli stessi attori che riescono a convincere anche in questa prova. Macchinosa la trama per giustificare il ritorno al tavolo di Franco ma il film scorre bene e Avati è un indubbio maestro. Una menzione per Haber.... veramente delirante!
Degno seguito di Regalo di Natale...stessi attori principali e finale che lascia più sereni ;) Finalmente la rivincita su i meschini attaccati solo ai soldi!
quando vedo un film senza la minima idea di cosa mi aspetta e me lo gusto.. e' un piacere non avevo visto il precedente, ma e' un buon film ed e' italiano: si merita' qualcosina in +
carino ma un po' tirato, appare una quadratura del cerchio a tutti i costi. incredibile carlo delle piane: mentre tutti gli altri protagonisti si portano sul muscolo da tavola e il viso i segni del passare del tempo, lui sembra essere ringiovanito rispetto al primo episodio.
Sostanzialmente ho trovato la rivincita di natale un film diverso dal suo precedente, non all'altezza ma comunque un film riuscito. Viene evidenziato in misura maggiore l'intreccio, soprattutto la meticolosità dei preparativi della partita. Quindi, in definitiva, più dalle parti della Stangata che Regalo di natale. Molto bravi gli attori.
Meno bello dell'originale, ha comunque dalla sua lo stesso cast di attori sempre in grandissima forma ed un montaggio che non cede nel ritmo. Il finale più buonista non vuole essere assolutamente una consolazione (i tradimenti in questo caso sono due), il difetto sta forse nella sceneggiatura leggermente più approssimata e in qualche forzatura di troppo (o inverosimiglianza) nello svolgimento della partita. Ad ogni modo un ottimo seguito.
“E’ lecito non vendicarsi? Non vendicarsi avvelena l’animo, quanto vendicarsi Se non di più…”
A diciassette anni di distanza dal predecessore Regalo di Natale, Pupi Avati propone un sequel, che a mio avviso non riesce a confrontarsi con il predecessore. Stessi attori (sempre tutti molto bravi), stesso ambiente ma una situazione diversa. E’ proprio questo il punto, la situazione. Mentre Regalo di Natale risultava perfino e amorale in un climax culminante con l’amarissimo finale simile ad un pugno nello stomaco, in questo sequel si perde tutto ciò. Senza ombra di dubbio il film è costruito molto bene, paradossalmente la trama può risultare più interessante e articolata ma l’atmosfera non c’è più. Anche il tentativo di vendetta, risulta insipido e nel finale appare ciò che nel primo capitolo non aveva nemmeno per un istante fatto capolino ossia un buonismo di fondo che in Regalo di Natale era stato completamente soffocato dal vizio e dalla sete di denaro. Comunque rimane una buona pellicola della sterminata filmografia del prolifico Pupi Avati ma senza dubbio non il più riuscito.
Davvero incredibile come, a distanza di anni, Avati sia riuscito a ricreare in modo magistrale quelle atmosfere malinconiche ed allo stesso tempo accattivanti che avevano caratterizzato il primo episodio. Forse in questo seguito addirittura si scorge una venatura quasi thriller, ci sono continui rovesciamenti di fronte, colpi di scena, rivelazioni inaspettate. Non era facile impedire che il tutto si riducesse ad una mera rivincita, una semplice rivalsa del perdente. L’intenzione de “La rivincita di Natale” è la stessa di “Regalo di Natale” ma l’effetto che produce è però leggermente diverso, una storia dal sapore antico che viene riproposta ed interpretata in chiave moderna.
Grande cast,grande avati e GRAN FILM!, è ovvio che questo film non si basa piu sul fattore sorpresa che contraddistingueva il primo, qui si sapeva gia che ci sarebber ostati dei tradimenti, ma non si conoscevano le modalità e i truffatori/truffati ;).
Dò lo stesso voto del primo ma a mio avviso Pupi Avati questa volta è riuscito a superare se stesso. La classe e la qualità sono quelle di sempre ma la svolta avviene nella trama. Aumentano i tradimenti, si infittiscono le cospirazioni e fin dall'inizio ci si chiede quali saranno le carte in gioco.
Il tutto viene ovviamente svelato in un finale memorabile in cui viene fuori tutto il talento del magnifico cast che ripete, anzi supera la prestazione di 20 anni prima....una cosa più unica che rara.
Degna conclusione di una storia malinconica e cattiva che mi ha regalato forti emozioni facendomi affezionare non poco ad alcuni personaggi e facendomene odiare altri. Ecco, se accade questo vuol dire che la magia del cinema si è compiuta.
Avati, autore anche della sceneggiatura, non delude riproponendo la partita a carte conclusa 18 anni fa. Aiutato anche da una bella squadra di attori, tutti perfettamente ricalati nella parte, il film è avvincente e il colpo di scena finale si attende sin dai titoli di testa. Rimane qualche discontinuità nel ritmo (come nel capitolo precedente), ma è il caso raro di un sequel all'altezza dell'originale, forse preferibile al primo.
Non male per essere il sequel di un cult del genere... A distanza di anni Avati è riuscito nell'impresa di non far rimpiangere troppo il primo... Ah se Abatantuono si impegnasse sempre così...
Nè "regalo", nè la "rivincita" mi hanno appassionato più di tanto.
In questo caso c'è una parte preparatoria troppo prolissa ed effettivamente la partita è trattata in modo un po' sbrigativo, almeno rispetto alla prima partita natalizia..
Bravissimo Delle piane nelle vesti di un saggio e cinico professorone un po' troppo arrapato...
Abatantuono è un po' meno sciolto che in passato..
Pupi Avati è sicuramente riuscito a non far rimpiangere il primo film. La partita di poker occupa una zona piuttosto approssimativa del film ma riesce a trasmettere tutto il senso di oppressione della prima pellicola. L'interpretazione di Carlo Delle Piane è magnifica, forse meglio del primo film. Il suo è un personaggio che trasmette potenza e che lascia trasparire la propria storia. Per quanto riguarda Diego Abatantuono la sua è una recitazione meno disinvolta rispetto a quella di vent'anni fa.
Un gradino sotto il capitolo precedente. La partita che nel primo episodio era il centro del racconto ora viene relegata solo al finale e risulta piuttosto sbrigativa. Molto bravi come al solito gli attori, delle piane e haber su tutti.
Dopo quasi vent'anni,Avati torna al tavolo verde con un sequel dannatamente inferiore...il cast e'sempre lo stesso(Abatantuono,Delle Piane,Haber,Cavina e Eastmen),le motivazioni alla base del plot risultano plausibili e ben argomentate,i continui flashback contrapposti ai volti invecchiati dei 5 protagoniasti funzionano a dovere,ma qualcosa nel momento clou della pellicola(la partita...)non funziona:manca la tensione e il realismo respirati nell'originale e le dinamiche che portano al colpo di scena finale risultano fin troppo forzate. Tra le file del cast il migliore e'ancora una volta Delle Piane:il suo ruolo e'quello piu'ricco di sfaccettature e l'attore risulta ancora una volta fondamentale nell'esprimere cinismo a gogo con un'efficacia sbalorditiva.Di contro abbiamo un'Abatantuono che sembra limitarsi a svolgere il compitino e un'Eastman quasi irritante nella sua inutilita'.... Non e'il capolavoro sbandierato in decine di recensioni lette all'epoca dell'uscita,e francamente i paragoni con Regalo Di Natale mi sembrano piu'che inopportuni.6 politico....
Il secondo capitolo, bellissima l'inquadratura all'inizio con le scene di 20 anni prima. Bravissimo Pupi Avanti, anche questo film ha lo stesso gusto del primo capitolo.
ottima continuazione del precedente film, stessi attori naturalmente invecchiati e di nuovo grande interpretazione di tutti con un Abatantuono sopra le righe. Raro caso di sequel che tiene testa al primo episodio. Ottimo e divertente
ho visto regalo di natale e la rivincita di natale lo stesso giorno, godendo così della continuità tra le due storie. In verità il primo l'avevo già visto anni fa, ma, allora, guardavo un film, non lo studiavo ancora. Ora che sto lavorando con Carlo Delle Piane, la sua interpretazione mi sembra davvero eccellente. Pulita ed asciutta, come sempre. Ottimi anche gli altri attori. LA regia di Pupi Avati, certo un po' troppo vecchia maniera, cmq risulta sempre gradevole. Insomma un degno secondo tempo della partita.
Degnissimo seguito del precedente, con attori e regista invecchiati ma sempre in formissima (Abatantuono su tutti). Nella nuova partita l'analisi psicologica è sempre profondissima, con ulteriori contrasti che emergono fra i partecipanti, in un crescendo di emozione fino al brillantissimo finale. Consigliato.
Avevo grandi aspettative per questo film, andate deluse. Intendiamoci, la recitazione è eccellente e gli attori sono all'altezza come sempre. Però la trama proprio non regge (vedi spolier), ed è un peccato perchè sarebbe bastato un pò di attenzione in più per renderla credibile.
1 - Franco organizza una barata pazzesca d'accordo con l'avvocato, per spennare chi? Scopre solo durante la partita che Ugo e Lele sono pieni di grana. L'avvocato accetta di fare una barata paurosa (sempre molto rischiosa) senza avere alcuna garanzia che ci sia qualcuno da spennare? Non regge.
2- il biscazziere clandestino finanzia con milioni di euro due che non sanno giocare? Doveva avere dalla sua l'avvocato, e invece no. Come fa a dare tutti quei soldi a due come Ugo e Lele, che giocano ad un tavolo con due bravissimi gicoatori come l'avovcato e Franco? Non regge.
3- mistero dei misteri: come fa l'avvocato a dare 4 assi a Franco nel finale?? Glieli passa distribuendo le carte? E che, sono tutti tonti gli altri al tavolo? Suvvia!!
Complicato ed imprevedibile. Ci si aspetta una storia e ce ne si ritrova davanti un'altra. Finale travolgente ed imprevedibile. A chi ha visto Regalo di Natale non può essere sfuggito il fatto che il film sembra girato di seguito all'altro, con la stesso identico tipo di regia, lo stesso tipo di montaggio, lo stesso tipo di recitazione degli attori. Sembrano due film dello stesso hanno, invece hanno 17 anni di differenza.
film godibile, ma con troppi difetti. Primo fra tutti il fatto che sa di vecchio. Sembra prodotto negli anni 70, con la stessa approssimazione nelle comparse, nei suoni, nel doppiaggio. anche tutti gli interpreti di contorno fanno rabbrividire. I protagonisti invece se la cavano bene, come loro solito, e se non fosse per loro e per il finale, il film sarebbe parecchio deludente. Mi aspettavo molto meglio.
Ho notato con grande dispiacere che molti di coloro che hanno dato voti bassi hanno visto il film senza aver prima gustato "regalo di natale". Sono due pellicole inscindibili. Era difficile mantenere lo stupore e la tensione che il primo sapeva generare. Ma Avati ci è riuscito, senza snaturare i personaggi ai quali gli interpreti erano così affezionati (è stato proprio il cast ad insistere col regista perchè si facesse il seguito).