Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
E' giusto che questo sia stato l'unico film della scorsa stagione ad essere rimasto fino all'ultimo in lotta per contendere la statuetta al magnifico lavoro dei Coen: un'opera classica a dir poco esaltante, trasportata e letteralmente trascinata da un Day-Lewis perfetto e mai sopra le righe, e affiancato da un Paul Dano rivelazione. La storia di un petroliere senza scrupoli e senza amore, attaccato all'oro nero e alla fama più di qualsiasi altra cosa, disposto a sacrificare l'unico punto fisso della sua famiglia pur di riuscire nella sua scalata impossibile. Fotografia e regia impeccabili, così come accadde in "No country for old men", e una colonna sonora nera come il prezioso oro protagonista del film. Anderson si rifà del mezzo passo falso compiuto qualche annetto fa e ci propone un'autentica opera d'arte di cui il cinema americano ne aveva assolutamente bisogno e che non riscopriva da tantissimi anni. Immensa la scena finale, poco cinematografica ma tanto teatrale, resa incredibile dai migliori dieci minuti fornitoci da un attore in questo nuovo millennio.
Un capolavoro da non perdere assolutamente, non capisco la media così "bassa": There will be blood... un vero e proprio strike.